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APPROFONDIMENTI

Luis Alberto, che delusione: all’Olimpico non segna da un anno (coppe comprese!)

Luis Alberto, è ora di sbloccarsi. Lo spagnolo non segna all’Olimpico da un anno: l’ultimo gol è dello scorso 27 febbraio, contro la Sampdoria. Da quel momento ha colpito solo contro Empoli (nell’ultima della passata stagione), Napoli, Juventus e Sassuolo. Sempre in trasferta. Sono 22 partite interne (coppe comprese) che resta a secco. Troppo. Anche perché adesso che, dopo Immobile, è il giocatore più pagato, ha una responsabilità chiara. Al contrario non segna (in generale) da ottobre e negli ultimi quattro mesi ha servito solo un assist (per Felipe Anderson, contro il Lecce). Non è sufficiente. Ha problemi fisici, ma da lui ci si aspetta comunque di più. Fin dalle prossime partite che devono servire alla Lazio per agganciare almeno il quinto posto, che potrebbe essere buono per partecipare alla prossima Champions League. Resta aggiornato sulla Lazio seguendo il sito di Radiosei.

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SOCIETA'

Lazio-Zarate, il comunicato del club sulla causa

Smentite le notizie diffuse in giornata relative alla causa fra la Lazio e Mauro Zarate. Questo il comunicato diffuso dalla società biancoceleste in merito: “La S.S. Lazio s.p.a., preso atto delle notizie diffuse da alcuni organi di stampa, relative ad un contenzioso giudiziario definito dalla Corte di Cassazione con una sentenza di qualche giorno fa, al fine di rappresentare al mercato la verità sullo stato del contenzioso, e di smentire la notizia infondata diffusa, precisa che le questioni economiche relative al giudizio contro Pluriel Limited sono state definite interamente prima del 2018, data di presentazione da parte della S.S. Lazio del ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione; che la condanna al pagamento delle spese processuali a favore di Pluriel, euro 10.000,00, è irrilevante considerato il maggior credito (di oltre 70.000€) che la Lazio vanta per spese processuali a carico di Pluriel”.

Resta aggiornato sulle notizie di casa Lazio seguendo Radiosei.it.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Champions quasi persa, ma serve crederci fino alla fine. C’è anche l’Europa League. Sull’errore di Provedel…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’!

“La Lazio deve crederci fino alla fine, non deve smettere di farlo anche in considerazione che oltre alla Champions c’è in palio un’altra Europa importante, l’Europa League. Certo se oggi mi dovessero chiedere se la Lazio ha possibilità di arrivare quarta o quinta direi di no, ma non tanto per il distacco da Atalanta e Bologna, quanto per l’instabilità di una squadra che è capace di fare un grande primo tempo con il Bologna per poi perdersi totalmente nella ripresa. E’ questo che non mi fa sperare, commettere un errore di concetto così grave come quello di ieri sull’uscita palla in un momento in cui stai facendo bene fa pensare. Il calcio va in quella direzione, si prendono dei rischi enormi quando basterebbe molto meno per uscire dalle difficoltà. Questo non lo capirò mai.

Nella ripresa il calo fisico ed atletico è stato evidente ed è stato evidenziato dal fatto che non c’erano molti cambi possibili. Credo che da quel punto di vista Sarri abbia fatto un piccolo errore di strategia. Mi sarei aspettato un primo tempo più accorto, di gestione delle energie e dell’avversario, per poi giocarmi tutto nell’ultima mezzora della gara”.

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ARBITRI

Torino-Lazio, arbitra La Penna: i precedenti

La designazione arbitrale del recupero della 21ª giornata di Serie A TIM ha assegnato la direzione della gara Torino-Lazio a Federico La Penna della sezione di Roma 1.

Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Scatragli e Bahri: Prontera sarà il IV ufficiale mentre Aureliano e Sozza sono stati indicati nei ruoli di VAR e AVAR.

Sarà il 2° incrocio per La penna con la Lazio: l’unico precedente risale all’undicesima giornata di questo campionato (Bologna-Lazio 1-0).

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Maresca indisponente e Lazio in silenzio. Per Lotito è un mezzo, non c’è struttura societaria”

L’1-1? Errore condiviso, STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio nel primo tempo di ieri poteva chiudere addirittura in vantaggio di due reti sul Bologna, poi c’è stato un errore condiviso tra Provedel e Luis Alberto. Nella distribuzione delle responsabilità dico 50% di colpa per entrambi i giocatori.

Imperdonabile quanto accaduto e sullo spagnolo aggiungo che è impresentabile da mesi. Nella ripresa la Lazio è calata, la Champions ti prosciuga mentalmente e fisicamente, e contro una squadra organizzata come quella del Bologna è stato fatale.

La squadra di Thiago Motta sta bene, ha cambi ed un attaccante fortissimo come Zirkzee.

Nell’occasione del secondo gol Marusic commette due errori, il primo uscendo male sul diretto avversario, il secondo non recuperando. Il resto lo fa Casale, il cui movimento sbagliato ha aperto una voragine all’interno della quale si è inserito l’attaccante del Bologna”.

Errori Maresca in Lazio-Bologna e silenzio stampa

Indubbiamente Maresca quando arbitra la Lazio ha un atteggiamento indisponente.

Ieri il secondo giallo di Fabbian per il fallo su Immobile c’era tutto. Ancora di più perché poco dopo ammonisce Cataldi per un fallo normale al limite dell’area di rigore. Penso anche a quanto avvenuto a Salerno, in chiusura di primo tempo andava espulso per doppia ammonizione Gyomber, poi c’è anche la tardiva espulsione di Duda nel match del Bentegodi contro l’Hellas. Il presidente Lotito non ha mai parlato della categoria arbitrale, non l’ha fatto neanche ieri per l’operato di Maresca in Lazio-Bologna. Per lui la Lazio è un mezzo, non un fine, non c’è una struttura societaria all’altezza per fronteggiare queste situazioni ed il povero Fabiani è costretto a fare tutto da solo. Inutile che ci chiediamo come sono andate ieri le cose e come è nata la scelte del silenzio stampa, nella Lazio decide e fa tutto Lotito”. Poi il giornalista Rai dice la sua anche sul caso dell’infortunio di Mattia Zaccagni…

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Il silenzio stampa una follia. Zaccagni penso torni a Firenze” (AUDIO)

La delusione più intensa, GIULIO CARDONE (La Repubblica) in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Nel giro di 4 giorni ho vissuto la gioia più intensa della stagione e poi la delusione più intensa. Ieri la Lazio meritava qualcosa di più, meritava altro risultato. L’arbitraggio di Maresca mi ha lasciato perplesso, e l’errore fatto sul gol dell’1-1 è inaccettabile: sbaglia anche Luis Alberto – che è fuori forma da molto tempo – ma la maggior parte dell’errore la commette Provedel. Direi 70-30 per cento la suddivisione delle colpe.

Otto punti in meno tra Salerno, Verona e ieri e in ottica Champions è esiziale. E’ semplicemente folle non parlare con la stampa, ed è sbagliato quello che fa ieri Fabiani dopo la partita scendendo in campo, esattamente come era sbagliato quando lo faceva Tare. Bisognava parlare dopo la partita e fare l’inferno come fanno tutte le società quando si ritengono danneggiate. E’ stato fatto il silenzio stampa dopo la Juventus e a cosa è servito? A nulla. Che protesta è il silenzio?

Capitolo Zaccagni: la scelta di giocare il derby e poi col Lecce ha avuto sicuramente il suo peso. Scelta condivisa con allenatore e staff medico. Poi è andato a Cesena per curarsi e ora si sta riprendendo. Per Torino non credo, ma sono convinto che a Firenze lo vedremo in campo”.

Alessio Buzzanca

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INFERMERIA

Lazio, stop Patric: domani gli esami, Sarri spera per la Fiorentina

Stop Patric. Come riportato dal Corriere dello Sport, in casa Lazio c’è apprensione per le condizioni del Gabarron. Il difensore spagnolo, che era rientrato ieri col Bologna dopo aver risolto dei fastidiosi problemi alla spalla, si è fermato di nuovo per un problema nella zona pubica. Il centrale svolgerà gli esami tra 24 ore: c’è prudenza e un cauto ottimismo anche se ad oggi è difficile ipotizzare la sua presenza nel recupero di giovedì contro il Torino. Più probabile rivederlo lunedì contro la FiorentinaSarri incrocia le dita.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio infuriata, Maresca nel mirino: contestati sette episodi

La rabbia della Lazio

La rabbia della Lazio, furiosa con Maresca e in silenzio-stampa, come era successo a Torino con la Juve a metà settembre, quarta giornata di campionato. Stesso arbitro, medesimo epilogo, neppure è cambiato il risultato. Un’altra sconfitta, questa volta è stata peggiore, si trattava di un confronto diretto per l’Europa e peserà sull’esito del campionato: gli episodi si sono moltiplicati dentro una partita equilibrata, a differenza del caso McKennie (palla oltre la linea laterale sul primo gol di Vlahovic) e ci sono state tensioni fortissime nell’intervallo. Se ne occuperà, quasi certamente, il giudice sportivo: alla fine del primo tempo, quando le squadre stavano rientrando negli spogliatoi, Angelo Fabiani ha lasciato la tribuna Monte Mario ed è sceso in campo a protestare. Marco Gabriele, l’addetto agli arbitri della Lazio, si era avvicinato e camminava accanto a Maresca. Il ds ex Salernitana ha ricordato al fischietto napoletano che la Lazio si stava giocando il campionato: la partita era ancora inchiodata sull’1-1, ma l’elenco delle decisioni contestate dal club biancoceleste si stava allungando. Sono tutti spariti nel sottopassaggio, dove ci sarebbe stata tensione. Vedremo cosa succederà. Di sicuro Fabiani per regolamento non poteva entrare in campo e rischia la squalifica. E’ risalito subito in tribuna nell’intervallo per relazionare Lotito.

Lazio, gli episodi contestati

I precedenti con Juve (fallo su Immobile e azione irregolare per il primo gol bianconero) e Inter a fine dicembre (espulsione di Lazzari all’Olimpico) raccontavano in anticipo lo scarso gradimento della Lazio nei confronti dell’arbitro della sezione di Napoli. Il primo tempo di ieri ha fatto il resto. Abolita la conferenza di Sarri, silenzio stampa, non hanno parlato i giocatori. La società non voleva commentare e alzare i toni, il clima era pesantissimo. E’ stato spiegato chiaramente dall’ufficio stampa il motivo della decisione, legata alla direzione arbitrale. La Lazio ha prodotto e montato velocemente una clip con le immagini degli episodi incriminati, partendo con l’intervento durissimo di El Azzouzi su Patric dopo 3 minuti. Un cartellino giallo risparmiato al marocchino. Sarri ha pagato con l’uscita del difensore spagnolo, costretto a uscire qualche minuto più tardi. Protesta numero due: trattenuta di Posch su Felipe Anderson al 16’, niente ammonizione per l’austriaco. Da qui, la rabbia della Lazio.

Dubbi su Fabbian: sarebbe stato espulso

Si prosegue al 34’ con il pestone di Fabbian su Immobile, non sanzionato, al limite dell’area di rigore del Bologna: l’azione è proseguita e i rossoblù hanno ribaltato il gioco, per la Lazio sarebbe stato fallo e cartellino giallo. Di conseguenza doveva essere espluso. Il centrocampista ex Inter era già ammonito, ha rischiato il rosso: se Thiago Motta, sotto di un gol, fosse rimasto in inferiorità numerica, la partita si sarebbe sviluppata in modo diverso. Andiamo avanti. Il metro di giudizio adottato da Maresca ha indispettito la dirigenza biancoceleste: la Lazio discute l’ammonizione a Cataldi per un intervento al limite su Ferguson. Al 48’, in pieno recupero e dopo il pareggio di El Azzouzi, con il rigore reclamato per il contatto tra Ferguson e Isaksen, in possesso di palla all’ingresso dell’area. Nel secondo tempo, al contrario, non viene sanzionata la gomitata del centrocampista scozzese sul costato a Cataldi (era giallo) senza concedere neppure la punizione dal limite dell’area: poteva essere una buona occasione per la Lazio, senza energie nella ripresa, forse anche convinta che non ci sarebbe stato niente da fare. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Fabiani a muso duro con Maresca: “Ci stiamo giocando la stagione”

La gara persa ieri dalla Lazio contro il Bologna ha lasciato pesanti strascichi non solo per quanto riguarda la classifica e la rincorsa alla zona Champions League. Ad essere contestate dal club biancoceleste, entrato in silenzio stampa al termine della partita, diverse decisioni arbitrali di Maresca. A tal proposito, come riporta Il Messaggero, a fine primo tempo Angelo Fabiani, DS del club, ha affrontato a muso duro Maresca nel tunnel degli spogliatoi ricordando al direttore di gara, con una certa veemenza, che la Lazio si stava di fatto giocando la stagione. Se l’episodio finirà nel referto Fabiani rischia una squalifica.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio suicida, tutto contro: ora serve un miracolo

Riascoltare la musichetta della Champions? Serve un miracolo

Ora serve un miracolo per riascoltare la musichetta della Champions e, forse, anche per andare nella piccola Europa. La Lazio perde male con un Bologna tonico e fortunato, come quando all’andata vinse con un solo tiro in porta. Stavolta finisce 1-2 in rimonta, con le reti di Isaksen prima e El Azzouzi Zirkzee dopo. Sarri scivola lontano dai posti che contano. Paga la fatica della Champions e viene punito a dieci minuti dalla fine, quando si pensava potesse finire in un giusto pareggio. 

Stavolta gira tutto male: senza Vecino, Romagnoli, Rovella e Zaccagni, con Hysaj in panchina a fare numero, la Lazio perde anche Patric per infortunio. Il primo tempo è stato ottimo: gol annullato a Immobile per fuorigioco e poi vantaggio di Isaksen, proprio su assist di Immobile. Poi l‘errore di Luis Alberto-Provedel, con lo spagnolo che ha restituito male il pallone al portiere, che poi lo ha appoggiato a Fabbian, e nelr impallo El Azzouzi ha segnato il pareggio. Prima della fine del primo tempo, anche un salvataggio sulla linea di Lucumi sul destro al volo di Guenoduzi. 

Nella ripresa il gioco è stato molto meno. Sono stati inseriti Castellanos, Pedro, Pellegrini e Kamada e il risultato è stato una squadra stremata e peggiorata che poi ha anche subito il secondo gol da Zirkzee. 

La Lazio si è impiccata per i suoi limiti, ma grandi colpe le ha anche l’arbitro Maresca: manca l’espulsione a Fabbian, impunito il fallo che azzoppa Patric, nessun giallo a Posch in avvio, ammonizione preventiva a Cataldi alla mezz’ora, pochi i quattro minuti di recupero. La Lazio è andata in silenzio stampa a fine gara e il tecnico e Fabiani hanno protestato a fine gara contro un arbitro che ha innervosito giocatori e stadio. Il Tempo