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GIUDICE SPORTIVO

Squalifiche, Casale e Matheus Henrique saltano Lazio-Sassuolo

Il Giudice Sportivo ha pubblicato sul sito ufficiale della Lega di Serie A le sentenze dell’ultimo turno di campionato. Tra le decisioni prese l’unica in casa Lazio è la conferma della squalifica di una giornata per Nicolò Casale. Il difensore, ammonito durante la sfida contro l’Inter “per comportamento scorretto nei confronti di un avversario“, era in diffida e salterà l’ultima gara contro il Sassuolo, in programma il 26 maggio alle 20.45.

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NEWS

Malagò e Abodi, botta e risposta: “Vediamo se si sa spiegare meglio”

Un forte botta e risposta fra Malagò e Abodi. “Ho letto le sue dichiarazioni, la parola ‘tradisce’ vediamo se la può declinare al meglio. Spesso ad Abodi capita di fare riferimento a delle cose che poi magari in un secondo momento è in grado di raccontarle meglio. Io a differenza sua non do questi giudizi di carattere tecnico”. Questa la replica del numero uno del Coni Giovanni Malagò al ministro dello sport Abodi che in mattinata, commentando la proposta del Coni per l’Authority, aveva detto che a suo parere “tradiva lo spirito della norma”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Preoccupato dal futuro, bisogna vendere per comprare. Luis Alberto rischia di ingessare il mercato, Guendouzi…” (AUDIO)

Sono molto legato a Sarri, ma… ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sono molto legato a Sarri, ma a un certo punto mi sono convinto che servisse una svolta in panchina. Già a novembre avevo percepito seri scricchiolii. La svolta di solito aiuta a dare una reazione di nervi alla squadra, cosa che la Lazio ha avuto. La media punti di Tudor è ottima ed è inequivocabile, ma la Lazio di Tudor non mi convince. Innanzitutto non mi convince proprio la Lazio perché rivedo gli stessi identici difetti che aveva con Sarri: incapacità di tenere risultato, gol di testa e da calcio piazzato, poca intensità…

Ci sono però tutta una serie di cose che non mi convincono anche perché è un’altra idea di calcio. Mi preoccupa molto il futuro: sono tanti i giocatori non adatti al gioco di Tudor nonostante il mister dica il contrario in conferenza.

Ad esempio Guendouzi, Zaccagni e altri. Se il secondo ha prolungato il contratto e vuole rimanere, il primo potrebbe dire qualcosa e anche chiedere la cessione. Zaccagni comunque andrà valutato perché Tudor lo riprende molto durante la partita. Lui ha la tendenza ad allargarsi, mentre il mister vuole che stia stretto dietro la punta.

Sarà comunque un’estate calda perché la Lazio deve cedere per poter fare mercato. Spero che Luis Alberto non sia il rompicapo dell’estate prossima. Sicuramente lo spagnolo avrà un’offerta dal Qatar e la Lazio dovrà corrispondere il 20% del cartellino al Liverpool, quindi dovrà farsi bene i conti. Ritengo che le strade si debbano dividere perché ormai siamo al capolinea, ma questa cessione non deve ingessare il mercato della Lazio e trasformarsi in telenovela.

Ma ci sono altre cose in ballo che potrebbero complicare i piani. Per ora la Lazio si sta muovendo sulle necessità avendo a disposizione i 20 milioni quasi certi dalla Europa League e quindi gli obiettivi sono al momento un sostituto di Anderson e una punta. Vedremo se la punta sarà Dia o qualcun altro. Non dimentichiamoci anche di Kamada che allo stato attuale è un rebus totale”.

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Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Oltre le dichiarazioni, non è certo che Immobile rimanga. Kamada? Situazione intricata…” (AUDIO)

Immobile ha altri due anni di contratto… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Immobile ha altri due anni di contratto ma le dichiarazioni degli addetti ai lavori vanno sempre valutate sulla contingenza e non su cosa accadrà nel futuro. Ieri Immobile ha voluto chiarire che l’unica cosa che lo ha veramente amareggiato è che gli siano state accollate le dimissioni di Sarri. Cosa che lui respinge categoricamente.

Alla fine dei conti, Ciro resterà se non si troveranno soluzioni diverse, offerte importanti per lui e anche per la Lazio. Ma non me la sento di dare per scontata la permanenza di Immobile sulla base delle sue dichiarazioni di ieri. Ovviamente questa cosa vale per tutti, calciatori e dirigenti.

Faccio un esempio: una delle squadre del campionato dell’Arabia sta prendendo come allenatore Gattuso, lui è un grande estimatore di Immobile e chissà che non arrivi un’offerta da lì. E solo un’idea, ma serve a far capire come sia fluida la situazione.

Argomento Kamada molto complesso. E’ una storia complicata. Stiamo apprezzando il giapponese nel suo ruolo ideale e Tudor praticamente pretende la sua conferma. C’è una clausola interna al contratto – che scade il 30 giugno – che permette a Kamada di confermare il contratto attuale per altri due anni allo stesso stipendio. Lui ora avrebbe piacere a rimanere, ma avendo ricevuto proposte da 5 milioni di euro, vorrebbe prendere più dei 3,5 milioni offerti dalla Lazio. La Lazio dal canto suo non potendo più approfittare del decreto crescita, non vuole alzare la posta. A questo punto il giapponese ha proposto di rimanere sì alla stessa cifra, ma solo per un altro anno e non due. Insomma si sta trattando. Il direttore Fabiani è convinto al 100% che il giapponese rimanga, io onestamente la vedo dura. E comunque penso che il termine del 30 maggio scivolerà via senza che accada nulla. Dunque poi si dovrà trovare un nuovo punto di incontro per un altro contratto, cosa che la Lazio non vuole fare”.

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Immobile: “Resto alla Lazio. Non vedo perché dovrei andare via”

Ciro Immobile vuole restare alla Lazio. Non ha intenzione di andarsene. Lo ha detto lui stesso. “Ho due anni di contratto con la Lazio e mi trovo bene – ha detto -. Non vedo motivo per cui io debba andare via. È ovvio che dopo una stagione così ci sono molti punti interrogativi soprattutto da parte mia, un po’ di critiche arrivano. Ho fatto sette anni a livello eccezionale e un anno di calo e un po’ di difficoltà della gestione anche del cambio allenatore non mi ha aiutato. Essendo negli anni quello che ha fatto più gol e più prestazioni belle, l’ho pagata di più. L’Arabia Saudita? Qualche squadra ha sondato il terreno, probabilmente l’avranno fatto per migliaia di giocatori essendo un mercato in espansione che vuole crescere. Ma di concreto non c’è niente. La mia famiglia vuole stare qui”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio e Roma, gli ultimi 5 minuti delle partite fanno la differenza

Una storia già vista, ma che in città Lazio e Roma leggono in senso opposto. All’ultima giornata di campionato le due squadre arrivano divise da tre punti (con i giallorossi che hanno però il vantaggio dello scontro diretto e hanno la certezza di finire davanti). A incidere sulla classifica sono gli ultimi cinque minuti più recupero delle partite. Con i due punti persi a Milano per il gol di Dumfries all’87’, i biancocelesti, dall’85’ in poi, hanno peggiorato il passivo. Alla prima giornata la Lazio era infatti stata ribaltata dal Lecce perdendone tre, ai quali vanno aggiunti non solo i due di domenica ma anche i due di Monza: totale di -7. Con le reti allo scadere con Fiorentina e Juventus (in entrambi i casi si è passati dallo 0-0 all’1-0) Immobile e compagni ne hanno però recuperati 4. In tutto sono quindi 3 i punti persi dall’85’ in poi. La Roma, al contrario, nei minuti finali in questo campionato si è spesso esaltata: i giallorossi ne hanno infatti persi solo due con il Torino (a settembre), guadagnandone però ben 9 contro Monza (2), Lecce (3), Fiorentina (1), Udinese (2) e Napoli (1). In tutto quindi sono in attivo di sette. E così sui 3 punti che dividono Lazio e Roma incidono, in maniera sensibile, gli ultimi 5 minuti. Possono sembrare un dettaglio, potrebbero invece valere decine di milioni. La squadra di Tudor però deve migliorare anche in un altro particolare: il tecnico croato ha oggettivamente risistemato la fase difensiva. Sono infatti solo cinque i gol incassati nelle otto partite di campionato affrontate con lui in panchina (prima di lui erano 33 in 29 giornate). Ben quattro delle cinque reti subite sono però arrivate di testa. Prima Mancini nel derby, poi Tchaouna (Salernitana), Djuric (la rete del 2-2 a Monza) e appunto Dumfries nella gara pareggiata con l’Inter domenica scorsa. Anche il quinto gol, quello con il quale Djuric aveva realizzato l’1-1 in Monza-Lazio, nasce da un colpo di testa concesso ma parato da Mandas. Sulla respinta si è fiondato l’attaccante bosniaco battendo il portiere greco. Con Tudor insomma i biancocelesti le palle alte nella propria area di rigore le stanno soffrendo terribilmente. Senza riuscire a trovare un rimedio.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ora Tudor vuole il piano futuro: incognite, necessità e la questione rinnovo

Tutto in una notte, l’ultima. Tudor si aggrappa all’Europa League, gli basterà un punto domenica contro il Sassuolo (ore 20,45) per conquistarla. La Champions era un miraggio legato a troppe combinazioni, sarebbe stato lo stesso anche con una vittoria a San Siro. «Sono ottimista per il futuro», ha sentenziato Igor a Milano. «Magari si continuasse così», ha aggiunto. Intende al ritmo di 2,12 punti di media, è il suo score. Diciassette punti in 8 partite, hanno permesso alla Lazio (sfruttando anche i 3 punti presi da Martusciello a Frosinone) di rientrare in corsa. Era una squadra in crisi d’identità e d’ispirazione, viveva giorni tumultuosi. Alcune ombre sono rimaste, altri casi si sono aperti.

Complicità totale con lo spogliatoio non c’è neppure con Igor, che rivendica però il fatturato da “big”: la sua Lazio ha gli stessi punti dell’Inter (17) 17), ma ora l’Atalanta è davanti, ne vanta 19. Il rendimento altalenante per un anno è stato paragonabile al tracciato di un elettrocardiogramma impazzito. Tudor ha rivoluzionato tutto, ha fatto giocare tutti ad eccezione di Sepe (retrocesso a terzo portiere). A volte ritornano o li fanno tornare, ha rilanciato anche Rovella e Pellegrini, due investimenti che erano diventati a rischio. A Milano ha invertito i ruoli di artisti e gregari, un segnale di futuro. Fuori Luis, Felipe, Guendouzi e Ciro. Tutti e quattro al centro di scenari di mercato. L’unico che si è sfilato, stando a quanto trapelato nei giorni scorsi e alle dichiarazioni di ieri, è Immobile. «Resto», la sua conferma.

Tudor e il rebus del rinnovo

Il diesse Fabiani in settimana aveva ribadito la scelta di continuare con Tudor. Ora in ballo c’è di nuovo il contratto con deadline giugno 2025. Partire con un allenatore in scadenza non è mai d’aiuto, sarebbe stato lo stesso anche con Sarri (il contratto, senza dimissioni, si sarebbe esaurito sempre a giugno 2025). La scelta spetta a Lotito e Fabiani. Forse conviene aspettare, forse no. Il diesse si rivedrà con Tudor dopo la partita con il Sassuolo, riparleranno per definire obiettivi, strategie, il piano futuro. Il tecnico ha ben capito che l’elenco dei promossi e dei bocciati non può essere insindacabile. Servirà un punto d’incontro. Il reinserimento di Rovella e Pellegrini, non ancora di Isaksen, può essere letto in questo senso. Di contro, s’aspetta che dal mercato arrivino giocatori funzionali, di gamba, non solo di fisicità, di potenza e con doti di accelerazione. Questo è l’identikit che ha tracciato nella conferenza pre-Inter. Corriere dello Sport

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CALCIOMERCATO

Lazio-Tchaouna, Colantuono: “Forza e corsa, va preso per farlo crescere ulteriormente…”

Il tecnico della Salernitana, Stefano Colantuono, ha parlato ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com a margine dell’evento World Legends Padel Tourdi Loum Tchaouna, che potrebbe diventare il primo acquisto della Lazio per la prossima stagione: Tchaouna accostato alla Lazio? E’ un giocatore molto interessante, un 2003 che può crescere tanto, ha forza e corsa, può essere preso per farlo crescere ulteriormente di uno step. Un erede di Felipe Anderson? Come caratteristiche no, sul ruolo se ci adeguiamo a un 3-4-2-1 di Tudor può fare uno dei due trequartisti.”

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DICHIARAZIONI

Lazio, Immobile su Sarri: “Si era rotto qualcosa, non sono stato io a mandarlo via”

Tra le voci che arrivano dall’EA7 World Legends Padel Tour, in corso di svolgimento a Roma, c’è anche quella dell’attaccante della Lazio Ciro Immobile. Ecco le dichiarazioni raccolte da TMW: “La Lazio ha cambiato andamento? In realtà quando si cambia allenatore ci sono queste scintille emotive che ti portano a raggiungere determinati risultati. Siamo stati bravi a capire subito quello che cercava Tudor perché siamo passati da un estremo ad un altro. Purtroppo quando cambi l’allenatore e anche di nome così importante come Sarri, come ho sempre detto per una squadra è una grande sconfitta. Eravamo i primi ad essere dispiaciuti, ma evidentemente si era rotto qualcosa e quindi bisognava cambiare. Poi quello che è successo nei giorni seguenti e quello che si è detto e ridetto erano tutte cose normali che succedono quando va via un allenatore come Sarri. Con Tudor abbiamo avuto quella scossa che ci ha permesso di risollevarci un po’ in campionato, peccato per la Coppa Italia perché avevamo fatto una partita di ritorno importante, abbiamo pagato quella dell’andata”.

Cosa non ha funzionato nella tua stagione? “In realtà quando parti male inizi a perdere perdi un po’ di precisione sotto porta che mi ha sempre contraddistinto. Quando la perdi un pochino ti ritrovi in un tunnel nel quale forse io non ero abituato e mi ha penalizzato. Ma bisogna essere più equilibrati nel valutare certe cose, una stagione non può sicuramente distruggere quello che di buono ho fatto con questa maglia”.

C’è qualcosa che ti ha ferito in questa stagione?“Quello che mi ha ferito più di tutti è il fatto che mi era stata accreditata la cosa che ero stato io a mandare via Sarri. Più che altro perché ha toccato il Ciro uomo e non il calciatore. Su certi temi non sono mai voluto entrare, soprattutto con Sarri, un allenatore così blasonato come lui. Ma non l’avrei mai fatto con nessuno”.

Cosa significa per te la Nazionale? “La Nazionale è sempre stata un obiettivo, è importante. È ovvio che bisogna essere anche razionali e veritieri nelle valutazioni e dopo una stagione così sicuramente non mi aspetto chissà che cosa. Poi se dovesse arrivare un regalo non lo rifiuto sicuramente. Spalletti? Non ci ho parlato, in Nazionale deve andare chi sta bene e chi è più in forma. In queste competizioni se Spalletti ritiene di avere bisogno di giocatori che hanno più esperienza e mi tiene conto, non posso sicuramente rifiutare”.

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APPROFONDIMENTI

Tudor abbiamo un problema, i colpi di testa: Lazio avvisata per il mercato…

Un problema da risolvere al più presto. La Lazio di Igor Tudor è stata vicina all’en-plein in queste otto giornate. Cinque vittorie, due pareggi e una sconfitta, con i tre risultati “negativi” che sono accomunati da un fattore, le palle alte e i gol subiti di testa. Il derby con la Roma è stato deciso da un colpo di testa di Gianluca Mancini, mentre nei due pareggi con Monza e Inter a decidere sono state le capocciate di Djuric e Dumfries. Due gol subiti di testa nei minuti finali che sono costati quattro punti alla Lazio, quattro punti che adesso porterebbero i biancocelesti a un passo dalla Champions. 

Sulle otto gare giocate in Serie A con Tudor in panchina, la Lazio ha subito solamente cinque gol e sono tutti nati da colpi di testa. Quattro di questi cinque sono diretti ,oltre a quelli di Mancini, Djuric e Dumfries anche la rete di Tchaouna nel 4-1 alla Salernitana. Il quinto lo ha segnato Djuric (il primo dei due a Monza), ma è un tap-in su una respinta di Mandas dopo un colpo di testa ravvicinato di Pessina. Il punto debole della Lazio di Tudor è chiaro, ora spetterà al tecnico croato risolvere il problema difensivo per aggredire un posto in Champions il prossimo anno. Tuttomercatoweb.com