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Lazio, pronta l’offerta per Bourigeaud?

Nella prossima sessione di calciomercato la Lazio dovrà essere particolarmente attiva. La società è chiamata a rifondare la rosa a disposizione di mister Sarri (se verrà confermato), rinunciando, a causa dell’indice di liquidità a Milinkovic-Savic. Il ds Tare studia possibili sostituti e tra i vari nomi c’ anche quello di Benjamin Bourigeaud, 27 anni di proprietà del Rennes. In Francia sono sicuri che a breve la Lazio presenterà un’offerta per il calciatore che viene utilizzato sia da mezz’ala che da attaccante esterno.

Quest’anno è a quota 9 gol e 12 assist in 34 partite di campionato e in totale, da quando veste la maglia del Rennes, ha collezionato 216 partite, 40 reti e 42 assist. Il club francese lo valuta non meno di 15 milioni ma la scadenza del contratto è 2023 e per questo tra qualche mese la cifra potrebbe abbassarsi a 8-10 milioni.

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“Un laziale ogni tre romanisti”: la mappa del tifo in città

Tra un caffè e un cornetto, se ne parla in tutti i bar della capitale. È uno degli argomenti di conversazione preferiti da barbieri e meccanici specie quelli più inclini allo sfottò. Ispira profonde riflessioni geopallonare tra gli abbonati in fila ai tornelli dello stadio Olimpico e negli anni ha occupato migliaia su migliaia di minuti di trasmissione sulle radio che entro i confini del dell’Urbe gracchiano di calcio senza soluzione di continuità, 24 ore su 24. Quanti tifosi romanisti ci sono in città? Quanti sono i laziali? E, soprattutto, dove vivono? Stop a stime approssimative e leggende. A risolvere l’annosa diatriba tra giallorossi e biancazzurri ora sono Filippo Celata, professore di Geografia economica alla facoltà di Economia della Sapienza, e Gabriele Pinto, dottorando al dipartimento di Scienze sociali ed economiche del primo ateneo romano. La risposta sta nella mappa (iper-dettagliata) che i due accademici hanno tratteggiato a partire dai big data estrapolati dalla piattaforma di advertising che raccoglie tanto i profili e le preferenze degli utenti capitolini di Facebook che di Instagram. Ecco il risultato, riportato nell’articolo pubblicato su Roma Ricerca Roma: «Nel Comune di Roma il rapporto tra romanisti e laziali è di circa 3 a 1, mentre se estendiamo il raggio di osservazione a tutta la regione Lazio il rapporto risulta minore: per ogni tifoso laziale ci sono 2,3 romanisti. Nei comuni del Lazio diversi da Roma il rapporto è ancora minore: per ogni tifoso laziale ci sono i 1,7 romanisti». 

I tifosi giallorossi, insomma, sono la maggioranza. Si è sempre detto, certo. Ma adesso è possibile anche stimare il peso delle due fedi calcistiche nei rioni e nei quartieri di Roma: «Nei quartieri relativamente più giallorossi – si legge nella ricerca il rapporto arriva fino a 335 romanisti ogni 100 laziali. Nei quartieri relativamente più biancazzurri il rapporto non supera i 42 laziali ogni 100 romanisti: meno di un terzo. Il dato, più in generale, ha una variabilità contenuta: il rapporto tra le due tifoserie, in altre parole, è abbastanza omogeneo nelle diverse zone della città». Le zone più romaniste, spiegano i due autori della ricerca, sono quelle «intorno alla stazione Termini Esquilino, San Lorenzo, Via XX Settembre, fino al Pigneto – seguite dalla periferia est del VI Municipio: Torre Angela, Tor Bella Monaca, Tor Vergata. Molto evidente è la prevalenze dei romanisti in tutto il centro storico – dal Celio a Trastevere – in generale in tutta l’area centrale della città, fino a Testaccio da un lato, ovviamente, e più sorprendentemente a Prati». Sì, perché nel quartiere Prati, in piazza della Libertà, nel 1900 è nata la Lazio. E proprio lì, nella storica torretta, si trova la targa che ricorda l’evento. 

Per concludere, il tour dei fortini romanisti, bisogna passare per «i quartieri della cosiddetta periferia storica che sebbene relativamente parlando non figurano ai primi posti nel grafico, sono comunque a prevalenza giallorossa e anche molto densamente popolati: Salario, Tuscolano, Quadraro, Centocelle. praticamente tutto il quadrante orientale, fino ai bordi più esterni». Quindi i quartieri laziali. O meglio, quello dove c’è una presenza biancoceleste più importante. Ma comunque relativa, perché non c’è nessuna zona in cui le aquile riescono a sopraffare numericamente i lupi. Riproposta la premessa, le aree più laziali della città si trovano per la maggior parte in periferia «Ciampino, Ostia, Settecamini, Bufalotta, Fidene, Salaria-Serpentara, Labaro, San Basilio. Quest’ultima è la zona che nella mappa mostra uno dei picchi più evidenti», annotano Celata e Pinto. Ancora, sempre con la mappa sotto mano, «picchi analoghi si riscontrano anche in aree relativamente più centrali, sebbene esterne al centro vero e proprio. In primo luogo si conferma la relativa consistenza di laziali nei quartieri di Roma nord che vanno da Medaglie d’Oro a Corso Francia, passando per Balduina e Vigna Clara, mentre altre zone di Roma Nord sembrano più equilibrate, se non addirittura a prevalenza relativa di romanisti, come alcuni tratti della Cassia. D’altro lato, notevole è la presenza di laziali nella zona di Roma Sud che va da Ostiense a Portuense». Un corso di orientamento buono pure per Mou e Sarri. La Repubblica

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Magic party a casa Luis Alberto per la volata finale: assenti Acerbi e Sarri

Lazio in festa a casa di Luis Alberto. Ecco l’occasione per cementare il gruppo in vista dell’ultima volata finale. Il Mago ha aperto le porte della sua nuova villa all’Olgiata, gli inviti erano stati inoltrati da tempo per un party a tema Spagna. La dimora si è trasformata in una location andalusa, dress code rigorosamente rosso e nero come indicato dal dieci biancoceleste e la moglie Patricia. L’invito era valido dalle 18,30, nel clou della serata si è entrati intorno alle 20,30.

I grandi assenti

Festa per giocatori, staff, dirigenti e magazzinieri. Due i grandi assenti della serata: Acerbi e Sarri. Il primo era impegnato in un evento familiare, non c’entra il caso Marusic, assicurano tutti. Il secondo invece, non ama eventi mondani. Il tecnico è stato rappresentato da componenti del suo staff. Cena a base di carne, vino rosso, champagne e musica live. Una serata sicuramente da ricordare, che si spera possa aver dato la carica giusta per una squadra a caccia di un posto in Europa.Corrieredellosport.it

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Lotito, “Sarri non si discute”, ma “i conti si fanno alla fine”. Ma a Natale…

E adesso sul banco degli imputati sale anche lui. Nonostante rivendichi la crescita della squadra, dati alla mano, Sarri per l’ennesima volta in stagione non riesce a battere un club che lo precede in classifica. Con il Milan sconfitta all’andata e al ritorno (oltre a quella in Coppa Italia), stesso discorso con il Napoli, manca ancora il secondo round con la Juve. Leggermente meglio con Inter e Roma: vittoria prima e pesante ko poi. Anche una fetta importante dei tifosi sembra pronta a voltargli le spalle: dopo otto mesi dall’arrivo nella Capitale, la sua impronta non è ancora riconoscibile. Colpa dei limiti della rosa? Senza dubbio. Colpa dei mancati rinforzi nel mercato invernale? Basti leggere il minutaggio di Cabral e Kamenovic. Eppure la sua Lazio è ancora troppo indietro nel percorso di crescita. Il paragone con la scorsa stagione resta impietoso. Sono nove i punti in meno rispetto nel confronto tra Sarri e Inzaghi. E per quanto riguarda il futuro, neanche Lotito si è sbilanciato. «È un uomo di grandi qualità e lavora 24 ore su 24 per il campo. Questo non si discute», ha dichiarato ai cronisti che lo hanno intercettato ieri per le vie del centro di Roma. Ma sul giudizio della stagione non si è sbilanciato: «I conti si fanno alla fine come tutte le cose. Non è certo nemmeno Sarri? E chi lo ha mai detto che non è certo. La contentezza si esplicita quando si raggiunge un traguardo, adesso è ancora prematuro, fermo restando che io ho una grande considerazione nei suoi confronti».

Parole che vanno in grande contrasto rispetto a quelle proferite durante la cena di Natale, in cui aveva dato mandato ai suoi uomini di rinnovare il contratto del tecnico. Il Tempo

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Acerbi a cuore aperto: “Solo leale, amo la Lazio. Voltiamo pagina e chiudiamo con dignità”

Il difensore ha scritto al Corriere dello Sport-Stadio: chiede perdono e rispetto in una stagione terribile, culminata domenica all’Olimpico nella risata isterica dopo il gol di Tonali, diventata oggetto di ulteriore e feroce contestazione

“La partita con il Milan è stata per tutti un frullatore di emozioni e frustrazioni e così, dopo un’iniziale reazione dettata dall’istinto, ho deciso di prendermi 48 ore per riflettere e trovare le parole giuste per condividere i miei pensieri e le mie sensazioni, a cuore aperto. Non ho la pretesa che vengano condivisi, ma la speranza che quantomeno vengano ascoltati e compresi.

Purtroppo da qualche mese vivo una situazione a livello personale che non mi sarei mai aspettato di vivere. Avverto una sensazione di solitudine che umanamente mi ferisce. Con questo non intendo puntare il dito contro nessuno: è una mia sensazione personale che sicuramente non mi può lasciare indifferente, in campo e fuori. Ma in un momento di difficoltà, la mia famiglia mi dà equilibrio e serenità per affrontare comunque tutto a testa alta.

Il luogo comune nei confronti dei calciatori è che il nostro lavoro e i nostri guadagni ci rendano immuni agli stati emotivi – positivi e negativi – che caratterizzano la normalità di un essere umano. E per questo si tende a giudicare il calciatore come se fosse privo di emozioni e sentimenti, che nel nostro lavoro sono spesso molto forti e contrastanti. Spesso sbagliamo anche noi, siamo esseri umani, è giusto ricordarlo sempre.

Non mi sono mai sottratto ai miei doveri e alle mie responsabilità perché sono un uomo e un padre di famiglia, prima ancora che un calciatore. Per questo ho sempre accettato oneri e onori del mio lavoro, ben consapevole che le critiche per le prestazioni in campo fanno parte del gioco.

Ciò che non posso accettare sono le illazioni sulla mia integrità personale e professionale, sulla mia serietà e sul mio impegno a difesa dei colori della Lazio, con o senza la fascia di capitano al braccio. Dopo la partita con il Milan ho letto e sentito insinuazioni assurde che non posso e non voglio accettare. E il solo fatto di essere qui a dover difendere la mia integrità e la mia professionalità, mi ferisce profondamente.

Non sono perfetto, non sono un robot, ma sono una persona seria e un calciatore leale. E su questo non si dovrebbe nemmeno discutere.

Non dimentico ogni singolo istante di questi anni alla Lazio, in cui ho rappresentato un punto di riferimento e ho ricevuto stima, affetto e sostegno, arrivando a indossare con orgoglio la fascia di capitano. Porterò questi ricordi sempre con me, non c’è critica o contestazione che possano cancellare tutto ciò che ho ricevuto in questi anni.

Ovviamente sono dispiaciuto per tutto ciò che è successo in passato e per le tensioni che ne sono derivate nell’ultimo periodo. Mi sono scusato più volte per gli episodi in cui ho commesso qualche errore, per eccessiva impulsività e poca lucidità.

Il futuro, per quanto mi riguarda, è la prossima partita con la maglia della Lazio, quella che ho sempre onorato e indossato con orgoglio. Mi piacerebbe che tutti insieme potessimo voltare pagina, almeno per concludere la stagione nel migliore dei modi, con dignità e rispetto reciproco”. Corriere dello Sport

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CALCIOMERCATO NEWS RASSEGNA STAMPA

Lazio, Romagnoli precisa: “Il Messaggero ha inventato una mia frase. Serve rispetto”

Una chiara presa di posizione. Alessio Romagnoli, che è in scadenza con il Milan ed è un obiettivo di mercato della Lazio (con cui sta trattando da tempo) ha risposto a Il Messaggero, secondo cui il difensore rossonero avrebbe dichiarato che “Fosse per me verrei anche domani”. Pochi minuti fa lo stesso giocatore, con una Story su Instagram, ha smentito tutto ciò: “Il Messaggero questa mattina mi ha attribuito questa frase sulla Lazio. Non comprendo come un quotidiano possa inventare, dal nulla e senza rispetto, una frase del genere”.

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Indice di liquidità può avere effetti paradossali. Chi non ha i soldi non deve comprare”

Anche Claudio Lotito interviene sui temi trattati oggi dal Consiglio Federale, che hanno visto la Lega Serie A esprimere voto contrario. “L’indice di liquidità è un elemento importante – ha detto il presidente della Lazio, raggiunto al Circolo Aniene a margine della presentazione di un libro – ma deve essere in un contesto combinato disposto, per vedere lo stato di salute della società perché il paradosso è questo, le società che hanno milioni di debiti possono avere l’indice di liquidità a posto. 

Noi dobbiamo mettere in piedi un sistema che obblighi le società a intraprendere un percorso virtuoso – ha proseguito Lotito – se non hai soldi, non compri, vendi. All’esterno passa che le squadre di Serie A non vogliono il percorso virtuoso, mentre abbiamo fatto una commissione, d’accordo con la federazione, per fare le riforme strutturali del sistema e invece ci troviamo nella situazione del qui comando io e decido io”. Tuttomercatoweb.com

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DICHIARAZIONI

Sciopero ‘Nord’, Lotito attacca: “Se la cantano e se la suonano. Sarri? Prematuro parlarne”

Lo sciopero dei tifosi in Lazio-Milan? Bisogna chiedere alla curva se la partita è andata bene, se non vengono allo stadio con chi li fanno gli scontri…se la cantano e se la suonano, prendono a pretesto qualunque cosa come i 40 euro per la partita”. Lo ha detto il presidente della Lazio Claudio Lotito, intercettato dai giornalisti nel centro di Roma. “Andate a vedere quanto li mettono le altre squadre – ha aggiunto – La mia non era una battuta ma una constatazione di fatto”.

Contento di Sarri?

 “È ancora prematuro, fermo restando che io ho una grande considerazione nei suoi confronti. È un uomo di grandi qualità e lavora 24 ore su 24 per il campo. Non si discute”.

Su Acerbi e sul futuro di Sarri

Acerbi? Si è chiarito, quando uno sta sotto tensione ci sono anche le reazioni isteriche e di carattere nervoso. Contento di Sarri? I conti si fanno alla fine, la contentezza si esplicita quando uno raggiunge un traguardo, adesso ancora è prematuro. Ho grande considerazione dell’allenatore, lavora h24 sul campo e questo non si discute”, ha spiegato Lotito. (LaPresse)

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POLITICA SPORTIVA

Figc, passa l’indice di liquidità allo 0,5. La Lega Serie A vota contro

Nell’atteso Consiglio federale in programma oggi è passata la modifica voluta dalla Figc per ottenere le licenze nazionali vincolandole al famoso indice di liquidità: è stato fissato dunque a 0,5 per la A con due correttivi che riguardano il patrimonio e al parametro ricavi/costo del lavoro allargato e a 0,7 per Lega B e Lega Pro. La Lega Serie A come preventivabile ha votato contro, dopo aver proposto lo 0,4 con dei correttivi, la Lega B si è astenuta. “Non è una questione di contrapposizione – ha commentato il presidente Figc Gabriele Gravina -, il mio unico obiettivo è l’evoluzione del calcio italiano. Non possiamo dire cambiamo il calcio e poi fare di tutto per conservare lo ‘status quo’. Non è accettabile. Bisogna spingere al massimo sull’acceleratore per un percorso di riforme. Questa è la mia posizione politica e quella della maggior parte dei consiglieri federali”.

PARAMETRO VINCOLANTE 

L’indice di liquidità è un valore che mette a rapporto attività e passività correnti e che consente di verificare la capacità di un club di far fronte agli impegni finanziari per la durata di 12 mesi. Finora quando non si raggiungeva la soglia stabilita (durante la pandemia era scesa a 0,6) non si poteva operare sul mercato. Adesso invece sarà fondamentale essere in regola per potersi iscrivere al campionato. Gazzetta.it

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GIUDICE SPORTIVO

Squalifiche, Erlic salta Spezia-Lazio

Il Giudice Sportivo di Serie A ha fermato sei calciati in conseguenza alle gare giocate nello scorso weekend: un turno di stop per Georgios Kyriakopoulos del Sassuolo, Filippo Bandinelli dell’Empoli, Martin Erlic dello Spezia, Nehuen Perez dell’Udinese, Sergio Oliveira della Roma e Tomas Rincon della Sampdoria.