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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Priorità attacco, la lista di Sarri già nelle mani di Lotito. Ci sono anche Fazzini e Guarino” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Nella lista di Sarri anche Fazzini e Guarino. Con Corsi rapporti ottimi…”

“Nella lista di Sarri anche Fazzini e Guarino. Con Corsi rapporti ottimi…”. Alberto Abbate a Radiosei: “Il rapporto fra Sarri e Corsi è ottimo, quindi credo che se il tecnico dovesse muoversi per Fazzini e Guarino, ad esempio, ci sarebbe la possibilità di chiudere. Si è andato oltre la solita chiacchierata, al tecnico piacciono molto questi due profili. La priorità resta l’attacco. Cancellieri potrebbe andare a farsi le ossa altrove e c’è ancora da definire la situazione di Pedro. Per il centravanti invece, i ragionamenti sono in corso. Se prendere il giovane di prospettiva o fare un investimento diverso. Lotito ha già la lista di Sarri, comunque. Discorso simile per quanto riguarda l’esterno”.

“Non c’è dubbio che buona parte dei ricavi vada investita nel reparto offensivo, poi c’è la situazione Milinkovic ovviamente. Non sarà facile trovare il profilo giusto. La lista di Sarri è composta da una serie di nomi già usciti. Milik, Simeone, Pinamonti; Berardi, Houdson-Odoi. Tre nomi importanti per il dopo Milinkovic (il sogno è Frattesi, Loftus Cheek vicino al Milan) e Zielinski. Fazzini come giovane mezz’ala da inserire. Torreira, Rovella e Ricci nel ruolo di regista. Audero come secondo. Pellegrini? Se la Juventus si avvicina a 6-7 milioni si può fare, poi vediamo cosa pensa lui, visto che ha giocato poco. Dovrà nel caso parlare con Sarri”.

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FORMELLO

FORMELLO – Cataldi in gruppo, solo Marusic out per Empoli

Cataldi in gruppo. La settimana corta pre Empoli si apre con una buona notizia per Maurizio Sarri, il centrocampista (assente da Inter-Lazio) è tonato ad allenarsi con il gruppo. A conti fatti, l’unica defezione certa per il Castellani è Adam Marusic, che si è operato per un ernia inguinale ed ha terminato anzitempo la stagione. Difficile pensare comunque ad un impiego dal 1′ o a gara in corso di Cataldi, ma la convocazione sembra un obiettivo credibile. Sarri dovrebbe rimettere in campo la stessa formazione che ha affrontato e battuto la Cremonese in casa, con l’unico dubbio che riguarda Pedro-Felipe Anderson. Nell’ultima gara l’ha spuntata il canario, per Empoli potrebbero invertirsi i ruoli. Provedel, Lazzari, Casale, Romagnoli e Hysaj dietro con Vecino (Cataldi in gruppo oggi, Marcos Antonio da più certezze) fra Milinkovic e Luis Alberto. La Lazio scenderà in campo già conscia del risultato da ottenere per chiudere al secondo posto. Se l’Inter non dovesse vincere contro il Torino, la gara del Castellani non avrebbe alcun significato in termini di posizionamento. Sarri dal canto suo, non baserà le sue scelte su questa variabile. Vuole chiudere a 74 punti e quindi, con una vittoria nello stadio dove si è messo in mostra per la prima volta in Serie A.

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DICHIARAZIONI

Sarri sul futuro: “Ora servono giocatori forti. Non ho intenzione di lasciare, ma neanche di fare cose che non mi stanno più bene” (AUDIO)

Maurizio Sarri in conferenza stampa: Mi sono stati sui coglioni per ventuno anni i voti a scuola e li lascerei perdere. Abbiamo fatto un campionato di altissimo livello, nessuno lo ammetterà e i giornali non ci davano il settimo posto. O fanno ammissione di incompetenza o siamo andati oltre le previsioni. Siamo cresciuti, ma non siamo maturi. Queste partite vanno a finire sempre così che devi soffrire, 2 a 0 con una squadra retrocessa, smetti di difendere e fai il 2 a 2. Era una storia scritta”

EMOZIONI – “C’è da finire. Ora bisogna passare una partita difficile contro l’Empoli, un compito difficile. Sarebbe brutto mollare a un passo da un traguardo importante per tutti. Il gusto è che quando sono arrivato due anni fa allo stadio ci stavano ventimila persone, oggi era pieno e ti rendi conto di quanto amore può darti il popolo laziale. Spero che il prossimo anno sia come oggi, significherebbe che la squadra sta facendo bene. Dall’esterno non re ne rendi conto, poi quando vivi la lazialità da dentro ti rendi conto che le etichette messe a questo popolo sono tutte false”

MERCATO – “L’aspetto più importante è che arrivino giocatori forti, poi anche il modo di giocare. Gli attaccanti ti danno tanto a livello di caratteristiche. Sicuramente sta diventando una squadra che quando riesce a palleggiare, come a Udine, attraverso il possesso riesce a trovare gli spazi per rendersi pericolosa. L’importante è che arrivino giocatori forti, determinati e solitamente sono gli attaccanti”

LOTITO“Io sono venuto di mio, lo stipendio che ho accettato qui non lo avrei accettato da nessun altra parte. Qui ho avuto l’impressione di tornare a fare calcio in maniera pura, negli ultimi due anni ho fatto fatica in questo. Sono venuto perché avevo voglia di trovare il gusto del campo. Sapendo che vincere qui è difficile, se poi per trofei si intende una Coppa Italia o Super Coppa non è che mi interessi. Serve a me per curriculum e basta. La macchina vediamo, a volte è buona. Vediamo che macchina si può avere. Parliamo col presidente. Sentiamo le type=’text/javascript’ idee e se siamo tutti con le stesse come lo scorso anno, si va avanti tranquillamente. Non ho intenzione di lasciare la Lazio, ma neanche di fare cose che non mi stanno più bene. Questa eventualità al momento è estremamente remota, so che non farà follie ma questo fa parte della storia della Lazio. Se Lotito desse retta a me si spenderebbe uno o due miliardi. Il primo assalto De Bruyne poi Haaland. Il primo passo è avere la certezza su chi rimane, se non si fa questo per andar dietro al mercato si rischia di prendere giocatori inutili alla causa. Noi in certe zone di campo siamo corti o forti ma carenti in alcune caratteristiche”

CHAMPIONS – “La partita unica e vittime predestinate non esistono. Nessuno ci metteva dentro. Il confine sottile per noi, come dico al presidente, è farla la Champions ma per tre anni consecutive. Allora li è la pretesa. Se inizi a creare un percorso in cui ci vai consecutivamente, allora fai il salto di qualità”

MILINKOVIC – “Futuro? Non lo so in questo momento. Il ragazzo è a scadenza e la società dovrà prendere delle decisione oltre a lui. Se si va a un prolungamento ha un senso, se dovesse andare a zero sarebbe pesante. Bisognerà capire se sarà disposto lui a prolungare. Io non l’ho visto assente, ha avuto momenti di appannamento ma è sempre uscito da momenti no. Ci ha tirato fuori dai guai”

RADU“Ho avuto la sfortuna di conoscerlo come calciatore nella parte finale della sua carriera. La fortuna di conoscerlo come uomo, ha lealtà e correttezza. Spero rimanga nel mondo laziale, un personaggio che è stato sempre di una partecipazione e guida per il gruppo unico. Raro veramente”

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DICHIARAZIONI

Milinkovic: “Radu fratello maggiore, Sarri ci ha dato una grande mano. Futuro? Ho ancora un anno…” (AUDIO)

“Radu fratello maggiore, Sarri ci ha dato una grande mano. Futuro? Ho ancora un anno…”. Sergej Milinkovic ai microfoni di DAZN al fischio finale: “Giornata bella, poteva finire ancora meglio dopo il nostro vantaggio. Abbiamo rischiato di rovinare una serata, ma abbiamo vinto. E’ stata una bella stagione, l’obiettivo era arrivare in Champions e siamo contenti. Radu? Gli avevo detto che sarei andato da lui se avessi segnato. L’ho abbracciato come fece lui quando arrivai, rimarrà un fratello maggiore. Da due anni giochiamo un sistema nuovo, ci siamo abituati, il mister ci ha dato una grande mano. Vediamo per il contratto, ho un altro anno. Vediamo, manca ancora una partita poi si vedrà”.

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Sarri: “Partita folle, siamo diventati grandi ma non adulti. Radu? Lo vedrei bene in…” (AUDIO)

“Partita folle, siamo diventati grandi ma non adulti. Radu? Lo vedrei bene in…”. Sarri ai microfoni di DAZN nel psot partita: Radu? Mi sarebbe piaciuto allenarlo qualche anno fa, purtroppo l’ho fatto nel finale della carriera sua. Lo apprezzo come giocatore e persona, è una persona di una lealtà e fedeltà unica. Ruolo? Lui caratterialmente è un ragazzo straordinario forse troppo per fare l’allenatore, lo vedrei bene all’interno di una dirigenza o in uno spazio tra dirigenza e squadra perché ha questi buoni rapporti. Abbiamo fatto una partita folle, un primo tempo sotto controllo, e poi siamo riusciti a portare gli avversari in partita da soli. Ci tenevamo molto e volevamo una vittoria in casa e l’abbiamo fatto. Merito mio? Saremo diventati grandi ma non adulti, la partita di oggi lo dimostra, non abbiamo le giuste reazioni mentali per diventare una grande squadra, i passi da fare sono ancora tanti, ma abbiamo margini di miglioramento. Sto pensando ad Empoli ora, sarebbe una soddisfazione straordinaria arrivare secondi”.

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Emozione Radu: “Sono uno di voi, la Lazio è famiglia. Ho coronato un sogno!” (VIDEO)

L’ultima partita di Stefan Radu. Il recordman di presenze nella storia della Lazio, al fischio finale, è stato chiamato al centro del campo per salutare i suoi tifosi: “Datemi una mano, per favore, che ho tante emozioni. Molto più facile in campo che adesso. Purtroppo sono arrivato alla fine, ma il sogno è diventato realtà: quello di smettere. Ho trascorso più di 15 anni al vostro fianco, quando entravo in campo avevo la cvostra stessa anima, l’anima del tifoso laziale. Con questa maglia ho vissuto la mia vita da calciatore, in questo stadio ho vissuto momenti unici, giornate difficili e momenti unici. La Lazio è una famiglia, questo campo è casa. Vi ringrazio perché non mi sono mai sentito solo. Sono certo che il mio attaccamento ai colori biancocelesti non finirà mai, mi darà la forza di andare avanti nella vita con la stessa determinazione che hoa vuto in campo. Ringrazio presidente e società perché mi hanno permesso di realizzare questo grande sogno: riuscire a dare l’addio al calcio indossando questa maglia. Sono cresciuto come uomo e calciatore. Ringrazio mia moglie e i miei figli perché non mi hanno mai fatto mancare il loro sostegno, il loro amore. Grazie a tutti i compagni di squadra, mi hanno riconosciuto un ruolo importante in campo e nello spogliatoio, e questo per me rappresenta un grande amore e responsabilità. Quando ho vestito la maglia biancoceleste l’ho fatto con tutto il cuore, la passione. So cosa significa essere uno di voi. So che vuol dire appartenere alla grande famglia elegarsi ad essa per sempre. Si può smettere di giocare a calcio, non si può smettere di essere laziale. Grazie a tutti, vi voglio bene”.

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Luis Alberto: “Ho due anni di contratto, vediamo come andrà il mercato. La società sa cosa penso”

“Ho due anni di contratto, vediamo come andrà il mercato. La società sa cosa penso”. Luis Alberto ai microfoni di SkySport al fischio finale: “Partita un po’ pazza, il secondo tempo è andato proprio male. Dobbiamo capire questa cosa, non è la prima volta e così non si può andare avanti. La partita era chiusa…”.

Quale deve essere il vostro segreto?
“Essere squadra. Se non lo siamo ogni partita, è difficile fare questi punti. Se guardiamo noi e le altre, c’è tanta differenza: o siamo squadra o è impossibile”.

Il prossimo step è la competitività in Europa?
“Ora è bello, arriverà la Champions League. L’ultima volta che ci è successo siamo andati bene e abbiamo perso contro una squadra forte come il Bayern Monaco. Ora dobbiamo capire cosa c’è da fare, se manca qualcosa o qualcuno per fare più competizioni. C’è il mercato”.

Rimane a Roma?
“Ho due anni di contratto, vediamo come andrà il mercato. La società sa cosa penso”.

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DICHIARAZIONI

Zaccagni: “Radu grande uomo, gli saremo sempre grati. Champions? Ho lavorato tanto…” (AUDIO)

Mattia Zaccagni ai microfoni di DAZN: “E’ stata una giornata emozionante, stadio pieno, siamo qui per dare il saluto a Radu, ha fatto la storia della Lazio, è stato un grande, siamo contenti. Mi ha aiutato, è stato uno dei primi a parlarmi per farmi capire cosa volesse dire indossare la maglia della Lazio, è un grande uomo. Ci ha dato una grandissima mano nei momenti difficili, gliene saremo per sempre grati. Lo chiamiamo Boss perché è il boss, il generale della Lazio. Adesso vedrete cosa abbiamo preparato per lui, si merita tutto questo, ha dato tanto a noi e al pubblico. Champions? Sono molto contento, ho lavorato tanto, pensavo che fosse fondamentale quest’anno. Sono carico. Il primo che piange? Si emozioneranno in tanti, io sicuramente”.

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SUPERCOPPA

Lazio nella final four di Supercoppa Italiana: ecco l’avversaria

Lazio qualificata ufficialmente per la prossima Supercoppa Italiana. Con il tero posto, è arrivata la matematica. I biancocelesti affronteranno l’Inter nel quadrangolare per assegnare la Coppa.

Napoli-Fiorentina
Inter-Lazio

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SERIE A

Milinkovic riconsegna il secondo posto: 3-2 alla Cremonese, festa grande per Radu e gli eroi del 26 maggio (AUDIO/FOTO)

Milinkovic salva la Lazio da se stessa: all’Olimpico la festa è completa, 3-2 ad una coraggiosa Cremonese. Il tutto esaurito dell’impianto, la celebrazione degli eroi “immortali” del 26 maggio 2013. Ci sono tutti gli ingredienti per un grande pomeriggio di lazialità. Ovviamente, essendo un pomeriggio da laziali, la sofferenza non può certo mancare. La Lazio passa subito in vantaggio con Hysaj e raddoppia con Milinkovic, su un grande assist di Pedro. Tutto finito? Ma quando mai. Nel secondo tempo la Lazio entra in campo col cronometro in mano, aspettando il triplice fischio di Giua. Subito punita dal gran gol di Galdames e poi, dalla cattiva sorte per l’autogol di Lazzaro. Tutto da rifare, partita da vincere di nuovo per non lasciare i 65.000 ad un ritorno a casa agrodolce. Si scalda Radu, a caccia della 427esmima presenza nel giorno del suo addio al calcio giocato. E’ un segno, forse, che proprio mentre il recordman biancoceleste si sta per mettere la maglia arrivi il 3-2 definitivo di Sergej. Il suo ultimo gol con la Lazio? Vedremo, ma intanto è importantissimo per ritrovare il secondo posto e concedere a Radu la sua giusta, meritata ovazione. Tutto è bene quel che finisce bene. Un pomeriggio da laziali come pochi, dove la sofferenza, come da tradizione, ha fatto la sua compassata. Ed Empoli per chiudere la stagione e difendere il secondo posto.