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Mercato Lazio, restano in corsa Dia, Fernandez-Pardo e Bellingham jr

Il pazzo sondaggio per Chiesa alla fine si è concretizzato, ma il giocatore al momento non scende sotto la richiesta fatta già alla Juventus, 8 milioni di ingaggio. Troppi per la Lazio, che riflettendo sulle varie possibilità è tornata sulla pista Dia, congelata ormai da giugno scorso, che si andrebbe ad aggiungere a Castellanos facendo arretrare Noslin sulla fascia.

Riallacciati i contatti, si vuole arrivare a massimo 12 milioni, meno rispetto a quanto chiede il Sassuolo per Laurienté, 15. Una cifra del genere sarebbe più ragionevole spenderla per un talento di prospettiva nell’ottica di ringiovanimento voluta dal club, quindi restano in corsa Dia, Fernandez-Pardo e lo stesso Bellingham jr, trequartista come Folorunsho, che tra l’altro non occuperebbe slot da over visto il passato nelle giovanili biancocelesti. Troppo alta invece la valutazione di 20 milioni per Cherki.

Capitolo uscite: i contatti con l’Empoli per ora hanno comportato una fumata grigia per Akpa Akpro, Cancellieri e Basic, mentre per Fares si è fatto avanti il Panserraikos. Fabiani punta a fare cassa, ma non sarà semplice. Intanto ieri la squadra ha svolto una seduta divisa tra titolari e riserve nella quale si è rivisto in gruppo Nuno Tavares dopo 20 giorni di stop. Unico assente Rovella non al meglio con la caviglia destra e di nuovo a rischio forfait. Oggi altro allenamento. Domani mattina partenza verso Cadice, dove alle 21 ci sarà l’ultima amichevole del precampionato. Il Messaggero

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Lazio, Bellingham Jr non ha preso quota: i dettagli

Jobe Bellingham e la Lazio, un’ipotesi per il momento rimasta tale. Il fratello del più celebre Jude non esce dai radar biancocelesti, ma non è mai iniziata una vera e propria trattativa (ancor di più dopo l’arrivo di Castrovilli a Formello). Non solo l’alta valutazione del cartellino del 18enne (15/20 milioni di euro), c’è anche la sua volontà che va monitorata. Secondo quanto trapela, infatti, Bellingham Jr preferirebbe rimandare alla prossima estate un possibile trasferimento: c’è l’intenzione di restare al Sunderland ancora per una stagione con l’intento di crescere ulteriormente ed attirare anche le attenzione di club della Premier.

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Greenwood verso De Zerbi, la Lazio cambia strategia: si punta un trequartista

Greenwood è più lontano. Il pressing di De Zerbi, che gli telefona un giorno sì e l’altro pure, sta sortendo l’effetto desiderato. L’esterno inglese in queste ore potrebbe dire sì all’Olympique Marsiglia. La pressione nei suoi confronti a Manchester, con il rientro in sede della squadra dal ritiro in Norvegia e la ripresa degli allenamenti, lo starebbe spingendo verso una decisione definitiva. Mason e il padre ieri hanno preso altro tempo con gli intermediari della Lazio, ma Fabiani si è stancato di aspettarlo e l’ipotesi di un blitz in Inghilterra ha perso consistenza. Stesso discorso per Manna, diesse del Napoli. I club italiani, con l’OM vicino al traguardo, battono la ritirata strategica. Va tenuto aperto uno spiraglio perché sul mercato può cambiare tutto in un attimo, ma ieri il flirt tra Greenwood e la Lazio sembrava ai titoli di coda. Conta la volontà del giocatore, in attesa dell’offerta migliore. La proposta inviata da Formello al Manchester United sarebbe di riguardo: 22 milioni di sterline più il 50% dei diritti per la rivendita. Di fatto i Red Devils incasserebbero 25 milioni per la metà del cartellino, ma l’esterno inglese pare si stia convincendo a trasferirsi in Francia. Il corteggiamento di De Zerbi, che lo ha conosciuto in Premier, supererebbe le resistenze ambientali e le ostilità del Velodrome. L’OM ha già messo sul piatto i 30 milioni richiesti.

La Lazio, circa due mesi fa, aveva riallacciato i fili di una trattativa impostata alla fine dello scorso agosto. Era stato preso un impegno con il giocatore e confermato nonostante gli acquisti di Tchoauna e Noslin. L’arrivo di Greenwood rimetterebbe in discussione la conferma di Isaksen. In organico ci sono anche Pedro e Cancellieri. Gli esterni non mancano. A questo punto, finirà il ritiro di Auronzo e Fabiani aspetterà di confrontarsi con Baroni. Le strategie, salvo colpi di scena e ripensamenti, potrebbero cambiare. L’investimento stanziato per Greenwood inevitabilmente verrebbe dirottato verso altri ruoli. Forse molto più un trequartista o una mezzala di costruzione che un centravanti. E’ stato riproposto Giovanni Simeone, ma la Lazio ha detto no. Un profilo come Samardzic (o altre candidature simili) potrebbe essere più funzionale per completare il 4-3-3 o 4-2-3-1 di Baroni. Dele Bashiru, con tutto il rispetto, non può da solo rimpiazzare Luis Alberto e Kamada. Vitor Roque, il giovane asso del Barcellona, e Bellingham junior (Sunderland) non sono nei radar di Formello. Alla Lazio manca un numero 10 autentico e restano forti dubbi sull’ipotesi che al posto di Ciro possano bastare Noslin e Castellanos. Corriere dello Sport

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Lazio, da Bellingham a Laurientè: i nomi del post Greenwood

I soldi dei tifosi non sono arrivati. Mason Greenwood andrà al Marsiglia: più alta l’offerta economica dei francesi rispetto a quella della Lazio, sia al Manchester United (31,5 milioni di euro in totale, contro 25, al netto delle percentuali sulle future rivendite), sia al giocatore (la Lazio offriva un quinquennale a 3,5 milioni a stagione; l’OM è arrivato a 5,2). Lotito ieri, scherzando ai microfoni dei cronisti, all’uscita dall’assemblea di Lega, aveva detto che se i tifosi volevano così tanto il calciatore inglese potevano metterli di tasca loro i fondi necessari all’acquisto. Non c’è nemmeno bisogno di descrivere che putiferio si sia scatenato sui social contro il patron biancoceleste, tanto per cambiare, per le sue parole, a cui poche ore dopo si è legato il malcontento per le voci che già circolavano nella serata di ieri sul colpo sfumato.
LE PROSSIME MOSSE -Restano dunque quattro i nuovi acquisti dei biancocelesti in queste prime settimane di mercato. Sei, contando Artistico (già girato in prestito alla Juve Stabia) e Munoz (Primavera), come fa Lotito, arrivando ad affermare di aver speso più della Juventus, fin qui. A prescindere da come si facciano i conti, la Lazio dovrà ora valutare su quale piano B virare per sopperire al mancato arrivo di Greenwood. Tra trequarti e attacco, considerando il recente addio di Immobile, servono infatti un trequartista e un centravanti ancora per completare il gioco delle coppie in tutti i ruoli del reparto (terzetto in realtà per la punta), al netto dell’adattabilità di molti giocatori, compresi i nuovi, a giocare in più posizioni. Difficile che la scelta sui profili da andare a prendere arrivi prima della fine del ritiro di Auronzo di Cadore, fissata per il 22 luglio. Il presidente, il ds Fabiani e il tecnico Baroni si confronteranno in settimana, dopo le amichevoli col Trapani (giovedì 18) e con la Triestina (domenica 21), per definire l’identikit più adatto tra tutti i nomi alternativi spuntati in questi giorni.

I NOMI – I nomi in ballo sono quelli di cui si è parlato in questi ultimi giorni, con l’aggiunta, nelle ultime ore, di Armand Laurienté, in uscita dal Sassuolo. Solo un interessamento da tenere però d’occhio nella strategia della Lazio di giocare su più tavoli. Tramontato anche Samardzic, l’altro nome di grido che Lotito aveva puntato il mese scorso, restano invece in piedi le opzioni sondate in passato: Jake Clarke e Jobe Bellingham (fratello di Jude, stella del Real Madrid), entrambi del Sunderland e già cercati in inverno, potrebbero risalire velocemente la classifica di gradimento nella lista degli acquisti biancocelesti. Occhio poi a Semih Kılıçsoy del Besiktas. Turco, classe 2005 come Bellingham, costa tra i 10 e i 15 milioni di euro, cioè una decina in meno dei due inglesi; potrebbe quindi far risparmiare risorse al club da dirottare sul centravanti (il brasiliano Vitor Roque del Barcellona). Tanto Lotito deve mettersi l’animo in pace: collette dai tifosi per il mercato non ne riceverà.