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‘SVB’ – Rambaudi sui danesi: “Isaksen va aiutato a trovare continuità. Provstgaard affidabile, vuole diventare protagonista” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Palestra fa bene entrambe le fasi, ha tecnica individuale importante e velocità.

Ieri la tensione e la paura credo abbiano influito, in una gara che guardavano tutti e in cui sei appeso al filo; in più l’hai giocata anche con calciatori non abituati a certe partite. Ci può essere la paura di mettere la partita in salita, poi una volta sbloccati hanno fatto meglio.

Alcuni non sono stati all’altezza, Retegui è uno di questi, Barella ha dimostrato di stare un po’ in difficoltà. Adesso devi far giocare chi sta bene, anche in corso perché può essere fondamentale.

Galles o Bosnia cambia poco, entrambe la gare sarebbero state difficili. Tu sei superiore ma devi dimostrarlo.

Isaksen? Sta facendo bene, anche nella Lazio fa un’ora come si deve. E’ una spina nel fianco per gli avversari. Sicuramente deve trovare continuità ma la squadra deve aiutarlo, è ovvio che non può fare 90′ come i primi 20.

Provstgaard mi dà la sensazione di essere un calciatore che vuole diventare protagonista. Si applica, si allena in modo professionale, ha qualità. Non si inventa niente; è un ragazzo che ha la testa da giocatore. Dà sempre il suo rendimento, lavorando e studiando può prendere 7 in pagella facilmente, è affidabile”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mirra: “Zaccagni deve ritrovare continuità, Isaksen e Maldini hanno potenziale ma…” (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in studio durante ‘QUELLI CHE…’

“Lazio-Atalanta ci ha detto che la squadra ha alti e bassi: la sfida di Torino è stata brutta ma quella contro la Dea è stata una partita vera, dove la Lazio ha dimostrato qualcosa di bello. Con uno stadio degno della semifinale, sono d’accordo con Sarri, avrebbe vinto. Complimenti alla squadra e all’allenatore.

Difesa peggiorata? Sarri ha lo stesso modulo, quindi tatticamente non è cambiato niente, penso sia un momento che può capitare ma anche che gli avversari prendono le misure e cercano di sfruttare gli errori, vedi i gol presi contro la Juventus. Vero anche che non è coinvolta solo la linea difensiva, soprattutto con il 4-3-3.

Le reti incassati subito dopo aver segnato? Oltre all’aspetto mentale, che è determinate, parlerei soprattutto di quello caratteriale. Dipende dai calciatori che hanno la personalità, che non hanno l’ansia della vittoria, che non si schiacciano e continuano ad andare in avanti. Qui c’entra poco l’aspetto tattico, subentra la capacità di gestire il momento.

Zaccagni deve trovare la sua continuità e lo può fare solo giocando; prima o poi si sblocca, è un giocatore su cui la Lazio può e deve contare. Isaksen è questo, deve trovare fiducia, soprattutto nelle conclusioni; potenzialmente è uno che potrebbe fare 10 gol ma non ha la ‘cattiveria’, discorso simile per Maldini. Davanti abbiamo interpreti con tecnica ma con poca vena realizzativa.

La Lazio al campionato non può chiedere granché. Sarri, se sarà il futuro allenatore, dovrà lavorare in prospettiva. La priorità immediata è la Coppa Italia : l’Atalanta è superiore alla Lazio, se non avesse avuto il difficile momento all’inizio avrebbe lottato tranquillamente per le prime quattro posizioni. Detto questo, la Lazio, non credo possa rientrare in campionato, l’obiettivo è quindi Bergamo: lavorare bene in queste gare per prepararsi alla sfida clou”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ora una nuova sfida per Tavares: la continuità

Il portoghese è una sorta di nuovo innesto per Sarri: adesso ha ritrovato spazio e non vuole fermarsi.

Meno arrembante magari, però più disciplinato e centrato. Non solo spinta offensiva, ma giocatore completo, attento, dentro la partita dall’inizio alla fine. La sfida contro l’Atalanta in Coppa Italia, riporta il Corriere dello Sport, è stata probabilmente la fotografia più chiara della sua rinascita. Sarri lo ha spiegato al termine della gara: «Tavares è cambiato negli ultimi due mesi a livello difensivo e si è visto sul campo. Ha fatto una partita serie a attenta, con inserimenti offensivi con logica. Il merito è suo, deve essere bravo a non perdersi nuovamente».


Se la qualità atletica e la capacità di spingere non sono mai state in discussione, quello che negli ultimi tempi è cambiato è soprattutto l’atteggiamento. Più concentrazione, più disciplina, maggiore attenzione nella fase difensiva. Un salto di maturità che Mau aspettava da tempo. Contro l’Atalanta la sua prestazione è stata totale. Non solo il cross da cui è nato il gol del momentaneo 2-1 di Dia, ma una partita dominata anche nei numeri. Tavares, si legge, ha chiuso la gara con il maggior numero di recuperi tra i giocatori della Lazio: otto. Un dato, conclude il quotidiano, che testimonia la sua crescita nella fase di non possesso, spesso il punto critico del suo gioco. La sua presenza è stata costante anche nella costruzione. È stato il giocatore che ha toccato più palloni in assoluto: 122, con un margine enorme rispetto al secondo, Gila, fermo a 82. Lo stesso discorso vale per i passaggi completati: 91, ancora davanti allo spagnolo (68), con una percentuale di precisione del 92%. Numeri da regista aggiunto, per un esterno difensivo che ha interpretato la partita con personalità. La sua influenza si è vista soprattutto nella metà campo offensiva. È stato il primo della Lazio per numero di cross tentati (7) e anche per passaggi riusciti nell’ultimo terzo di campo (26). Dati che raccontano quanto la manovra biancoceleste sia passata dalle sue accelerazioni e dalla sua capacità di creare superiorità. A tutto questo si aggiunge la dimensione atletica, storicamente croce e delizia del lusitano. Tavares ha percorso complessivamente 10,920 chilometri (solo Cataldi e Dele-Bashiru hanno fatto meglio), ma il dato più impressionante riguarda la velocità: media di corsa di 19,580 km/h e sprint massimo di 28,038 km/h, la più alta tra tutti i giocatori della Lazio schierati dall’inizio.