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Lazio, gli abbonati aumentano: il dato aggiornato delle tessere vendute

L’amore supera il malumore: i tifosi laziali stanno continuando ad abbonarsi.

Un’altra estate che non regalerà colpi di mercato esaltanti, anzi, stavolta nessun innesto arriverà a Formello. Eppure il popolo laziale continua a rispondere presente alla sottoscrizione degli abbonamenti.

Manca poco ai 24.500 abbonati, riporta il Corriere dello Sport. Il numero continua a salire e un nuovo picco potrebbe esserci, come da prassi più avanti, negli ultimi 2-3 giorni di campagna abbonamenti, ma tendenzialmente il trend resterà questo per le prossime settimane.

Dati importanti e soprattutto inaspettati visti i malumori dei tifosi e la protesta in atto contro il presidente Claudio Lotito.

Già in fase di prelazione, si legge, erano state staccate oltre 19.386 tessere. L’anno scorso erano stati 12.200 gli abbonamenti registrati al termine di questo step (poi alla fine si arrivò a 29.036), che peraltro si chiudeva al 22 luglio. Oggi, con quattro giorni d’anticipo, è già stata doppiata quella quota, anche se va sottolineato che questa estate si è partiti in anticipo con la campagna abbonamenti.

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Lazio, Dia in Nazionale per interrompere il digiuno da gol: il dato

Nelle ultime settimane la Lazio ha dovuto fare i conti con l’assenza di Castellanos e quando la responsabilità dell’attacco è finita tutta sulle spalle di Dia il senegalese ha incontrato qualche difficoltà di troppo.

Come evidenzia il Corriere dello Sport, Boulaye è a secco di gol da 7 gare, quelle in cui sarebbe servito il suo apporto anche per l’assenza di Taty. Ora la speranza è che si sblocchi con il suo Senegal e torni in fiducia.

Il suo ultimo gol risale al match con il Napoli del 15 febbraio, ossia l’ultimo giocato dall’argentino prima di fermarsi (escludendo il suo ritorno estemporaneo con il Viktoria Plzen). 

Dia si è sacrificato molto per la squadra, cambiando anche posizione in base al compagno che ha avuto vicino ma al momento è fermo a quota 9 gol in stagione con la maglia della Lazio (11 considerando pure le 2 messe a segno in Coppa Italia con la Salernitana), di cui 7 in Serie A. Numeri bassi per un attaccante come lui, uno che a questo punto del campionato due anni fa con la Salernitana era già arrivato alla doppia cifra.

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Il ‘coraggio’ c’è, ma alla Lazio manca sempre ‘l’ultimo step’ con le big: il dato con le prime otto

Baroni lo chiama “ultimo step Champions”, tradotto tatticamente è «qualche piccola fragilità su cui dobbiamo lavorare e lo faremo», numericamente è il salto finale che spetta la Lazio negli scontri diretti. Slalom difficile: Milan fuori, Bologna fuori, Atalanta fuori, Juve in casa e Inter fuori prima di chiudere il campionato a Lecce. È il calendario dei big match da qui alla fine.

La media punti negli scontri ad alta quota deve alzarsi, non basta quella attuale per ipotecare il quarto posto. La Lazio ha vinto a Napoli e contro il Bologna in casa, per il resto solo pareggi contro Milan, Atalanta e Napoli (al ritorno). In più i ko contro Fiorentina (due volte), Juventus e Inter considerando le prime otto in classifica. Su 27 punti ne ha conquistati 9, ne ha lasciati per strada 18. Non che li dovesse conquistare tutti, ma qualcuno in più sì.

A Baroni basta e avanza questa Lazio, orchestra ben accordata, da perfezionare. Ma ci sono dei difetti di equilibrio che resteranno, il tecnico l’ha messo in conto: «Intensità, manovra di gioco, ricerca del risultato pieno. È importante che la squadra abbia sempre la sua identità e vada alla ricerca della vittoria. Se ci guardiamo indietro nelle gare che abbiamo perso, tranne una, abbiamo sempre creato. La mia squadra deve emozionare, la gente deve vedere la passione dei giocatori che si battono. Noi vogliamo fare questo fino alla fine, lottare, combattere e lavorare»il manifesto di Baroni è questo, l’ha ripetuto dopo il pareggio col Napoli. E ieri, con un post su Instagram, ha ribadito parte dei concetti: «La voglia del coraggio, l’unica orchestra che non smette di suonare, c’mon guys!». La sua orchestra è fatta di martelli pneumatici e di violini, fin dall’inizio della stagione ha lavorato per sublimare il concetto di Lazio combattiva. Non si vedrà mai una Lazio remissiva: «Noi abbiamo una condotta di gara di un certo tipo, non possiamo fare partite attendiste e nel giocare ci assumiamo qualche rischio». Corriere dello Sport