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Lazio, ritrova la tua difesa: per la Champions e per eguagliare un primato…

La Lazio può diventare la quarta squadra nell’era dei tre punti a vittoria a registrare almeno 20 clean sheet stagionali in Serie A, dopo la Roma (nel 2003/04 e nel 2013/14), il Milan (nel 2010/11) e la Juventus (nel 2011/12, nel 2013/14, nel 2015/16 e nel 2017/18, mentre nel torneo in corso è a 19); in tutta la storia della competizione, solo due formazioni hanno tagliato questo traguardo senza chiudere il torneo nelle prime due posizioni in classifica: il Modena 1947/48 (5°) e la Juventus 1965/66 (5ª). Dati OPTA

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Otto gol nelle ultime 5: il crollo della difesa passa dal centrocampo

Non era più abituata la Lazio a prendere così tanti gol. Il trend delle ultime giornate è tornato a essere preoccupante. La solidità difensiva è stato il vero punto di forza in questa stagione, ma nelle cinque partite più recenti la retroguardia ha fatto acqua da tutte le parti. Sono ben 8 le reti in cassate dalla sfida contro il Torino a quella con il Lecce: solo contro il Sassuolo la squadra di Sarri è riuscita a mantenere la porta inviolata. E pensare che Provedel fino a oggi è il portiere con il numero più alto di clean sheet. In 19 occasioni infatti la Lazio ha chiuso la contesa senza concedere nulla agli avversari. Il problema ovviamente non riguarda solo gli interpreti, ma va esaminato nel complesso. È la fase difensiva che sta venendo meno, complici le assenze di Cataldi e Vecino che hanno lasciato sguarnita la zona mediana dal suo titolare e dal principale ricambio. Nelle ultime due giornate sono infatti venute fuori tutte le fragilità di Marcos Antonio, che come ha ribadito Sarri più volte, fatica a giocare in quella porzione di campo. «Questo è il motivo per cui è da un anno che vi sto dicendo che Marcos è un buon giocatore ma che ho grandi difficoltà a farlo giocare. Se avessi possibilità di scelta, Marcos con questi due interni(Milinkovic e Luis Alberto, ndr.) non lo farei mai giocare. È un centrocampo che in questo momento può avere grande palleggio, anche grande qualità, ma per caratteristiche non è ben amalgamato», aveva spiegato il tecnico dopo il ko contro i salentini venerdì sera. Ora sul cammino della Lazio si sarà l’Udinese, reduce dal ko in casa della Fiorentina. Ma il rendimento dei friulani è molto diverso tra casa e trasferta. Nelle ultime tre gare alla Dacia Arena i bianconeri hanno ottenuto 7 punti, battendo Cremonese (3-0) e Sampdoria (2-0), e pareggiando con il Napoli (1-1). Servirà una prestazione di livello per avere la meglio sugli uomini di Sottil. Il Tempo

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“Si difende in undici”: Lazio, ora rialza il muro

Sistemare la difesa e ripartire. La Lazio prova a rialzare il muro per fare altri punti e andare in Champions. Il reparto va di nuovo registrato. Nelle ultime quattro giornate i biancocelesti hanno incassato 6 reti. Una con il Torino, tre con l’Inter, due con il Milan. Serve correre ai ripari per il grande finale.

La solidità difensiva da ritrovare

Dalla Salernitana allo Spezia, con un cammino fatto di 7 vittorie e 1 pareggio, la Lazio aveva subito solo 1 rete. Quella di Rabiot contro la Juve. Da miglior difesa del campionato a seconda. Comanda il Napoli con 23 gol incassati, poi la squadra di Sarri a 26. Reparto ballerino per colpa anche di tutta la squadra. “Si difende in 11”, ha sempre sostenuto l’allenatore. Servirà ritrovare la brillantezza delle ali d’attacco, dei centrocampisti e di tutta la difesa. Solo così potrà tornare il bunker biancoceleste che spesso si è visto in stagione. Corriere dello Sport

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Il ‘sarrismo’ è nella storia delle difese: 19^ clean-sheet, record biancoceleste

Era nell’aria, è arrivato il primato della difesa, è targato Sarri. Quello contro il Sassuolo è infatti il 19esimo clean sheet stagionale in Serie A per Provedel. La Lazio non ha subito gol in 19 delle 333 giornate di campionato disputate, superando così il record fatto registrare nella stagione 2006-2007 e con cinque gare ancora da disputare per provare a migliorarlo. Sarrismo vuol dire anche affidabilità ed organizzazione difensiva.

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Lazio, il capolavoro parte da dietro: eguagliato il record di clean-sheet

Il capolavoro parte dalla difesa. Una Lazio che abbatte tutti i record quella di Maurizio Sarri. Grazie alla vittoria per 3-0 al Picco contro lo Spezia, la squadra biancoceleste ha tenuto la porta inviolata per la quinta trasferta di fila, come solo nel 1998, quando i panchina c’era Eriksson, è riuscita a fare. Intanto il posto per la Champions sembra essere sempre più in cassaforte, grazie ai 61 punti in classifica, addirittura 12 in più rispetto alla scorsa stagione e momentaneamente a +10 dall’Inter. Il capolavoro parte sempre dalla difesa.

La Lazio sbanca il Picco grazie ai gol di Immobile, Felipe Anderson e Marcos Antonio. Dopo un avvio complicato, la Lazio s’impone al Picco di La Spezia. Torna al gol Immobile (su rigore) e anche Felipe Anderson, che mancava dal tabellino da gennaio. Partecipa alla festa anche Marcos Antonio, che chiude i conti a pochi minuti dalla fine. Grande prova di maturità e di gestione della partita da parte dei ragazzi di Sarri, che sferrano un colpo importante in ottica Champions e mettono pressione sulle concorrenti. Quarta vittoria consecutiva in campionato, quita trasferta di fila senza subire gol.

PRIMO TEMPO – Prima del fischio d’inizio arriva il forfait di Casale, sostituito da Patric. Partono forte i padroni di casa. Neanche 2’ e arriva la traversa dello Spezia, con Bourabia. All’11’ Nzola sfiora il vantaggio di testa, su cross da sinistra. Segnali di vita della Lazio dal 20’. Immobile ben imbeccato da Cataldi non riesce a superare Dragowski. Al 32’ rigore per la Lazio: Milinkovic lancia in contropiede Felipe, steso da Ampadou. Immobile non sbaglia e realizza il decimo gol in Serie A, al 35’. Al 40’ Verde non spaventa Provvedel. Al 47’ Immobile si divora il raddoppio su grande intuizione di Sergej, mentre sugli sviluppi dell’azione Luis Alberto manca la porta di poco. I biancocelesti chiudono avanti la prima frazione, dopo un inizio molto complicato di tempo. Arriva il destro di Milinkovic proprio allo scadere, bravo Dragowski.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con il sinistro di Felipe Anderson al 49’, che non impegna l’estremo difensore spezzino. Al 52’ meravigliosa azione della Lazio, con Immobile e Felipe che duettano fino all’area piccola e il brasiliano che insacca, regalandosi un gol per i suoi 30 anni (domani). Al 58’ Provvedel perfetto su Ekdal. La partita di Immobile dura quasi 70’, quando Pedro lo rileva e si sistema a destra con Felipe centrale. Cataldi viene ammonito, era diffidato, salterà il Torino. Sarri inserisce al suo posto Marcos Antonio, che si prende subito un giallo. Cancellieri prende il posto di Zaccagni e come il centrocampista brasiliano, rimedia subito un giallo. Ma al 88’ è Marcos Antonio a prendersi la scena: salta tutta la difesa dello Spezia in contropiede, compreso Dragowski, e trova il primo gol con la maglia della Lazio. A conferma del fatto che il capolavoro parte da dietro, ennesimo clean sheet.

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Lazio, miglior difesa del campionato: una rarità nella storia biancoceleste

Un traguardo storico. Con 20 reti prese nelle prime 29 giornate la Lazio è la squadra che in serie A ha subito meno reti di tutte. Con sole 9 partite da giocare (e con le altre grandi del campionato che invece hanno ancora le coppe), i biancocelesti possono terminare il torneo con la retroguardia meno battuta. Un evento che non capita spesso. Basti pensare che, nella storia della serie A, solo in tre occasioni il club biancoceleste ha terminato il campionato con la miglior difesa in solitaria (nel 1972-73, l’anno dopo e nel 1998-99), alle quali si aggiungono altre due edizioni nelle quali i biancocelesti hanno condiviso il primato con altri (1956-57 col Milan e la Fiorentina e nel 1949-50 con la Juve). Poco, in 80 partecipazioni al massimo campionato italiano (questa attuale è l’81esima volta in A per la Lazio, compresa la stagione 1945- 46). Hanno fatto meglio sei squadre: Juve, Inter, Milan, Fiorentina,Torino e Roma. Maurizio Sarri in questa stagione ha pareggiato il record del «Maestro», che nel 1972-73 fu il primo (e fino a quest’anno l’unico) allenatore biancoceleste a vincere due derby in un unico campionato senza subire gol. Quell’anno la Lazio terminò con la miglior difesa. Ora può riuscirci anche Sarri. Corriere della Sera

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Seconda non per caso. La Lazio è così in alto perché nel 2023 ha avuto il miglior rendimento tra le big del campionato (al pari della Juve, che senza il -15 sarebbe un punto sopra i biancocelesti). La brillantezza di tutto il gruppo negli ultimi due mesi ha fatto la differenza. Nelle ultime sette partite sono arrivate sei vittorie e un pareggio. I punti in tutto il girone di ritorno sono 21. Solo il Napoli ha fatto meglio, con 24. Gli uomini di Sarri però non meritano elogi solo per i risultati, ma anche per la qualità del gioco, grazie alle prestazioni dei suoi interpreti. Alla continuità di rendimento di Felipe Anderson (a La Spezia, venerdì, sarà la sua novantesima presenza consecutiva in due anni in tutte le competizioni) e di Zaccagni, mai così prolifico prima di questa stagione (10 gol e 9 assist tra campionato e coppe), si sono aggiunti un Milinkovic ritrovato, dopo mesi non ai suoi livelli, e un Luis Alberto definitivamente consacrato al Sarrismo. I Fab Four biancocelesti sono riusciti così a compensare le assenze di Immobile.

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Il sarrismo parte dall’organizzazione difensiva: i segreti della seconda retroguardia d’Europa

Chi lo conosce bene, fin dai tempi di Napoli, lo ha sempre considerato “uno straordinario organizzatore della fase difensiva”. Non che Maurizio Sarritrascuri l’attacco, la Grande Bellezza del suo calcio nasce dal palleggio e dalle soluzioni offensive, ma l’addestramento della linea difensiva, rigorosamente formata da 4 uomini, resta la specialità della casa, la base di tutto. È dedicato a quei movimenti la parte principale dell’allenamento quotidiano, situazioni di gioco ripetute all’infinito finché i meccanismi non funzionino alla perfezione, con una sintonia tra giocatori che incanta. Così la Lazio è diventata la migliore difesa del campionato con 19 gol subiti in 28 partite: è la seconda in Europa, solo il Barcellona ha incassato meno reti (9). Dati eccezionali se si considerano le difficoltà dello scorso anno: «Sarri si è corretto – il parere dell’ex portiere Luca Marchegiani a Sky – perché incassava troppi gol. Ora il tecnico fa pressare meno in avanti, è una difesa più di posizione e chi l’affronta fatica. Prima il problema era che con il pressing a tutto campo, Milinkovic e Luis Alberto non riuscivano a coprire tanto spazio. Adesso è tutto diverso». Di sicuro è diverso l’atteggiamento del collettivo in fase difensiva: tutti i giocatori sono attivi – compresi gli attaccanti – anche quando il pallone è tra i piedi dell’avversario. È il segreto dei 17 clean sheet di Provedel, il portiere che nella storia della Lazio ha mantenuto più volte la propria porta inviolata in Serie A. Quando i rivali riescono a tirare, ci pensa lui a salvare, come a Napoli su Kim e a Monza sul colpo di testa di Petagna.

Impressiona, anche, che su azione la squadra di Sarriabbia incassato solo 12 gol in 28 gare, visto che gli altri 7 sono arrivati da palla inattiva, cioè il 36,8%: un rigore, quattro corner e due punizioni indirette. Altra chiave del successo: i giocatori acquistati in estate, in particolare Casale e Romagnoli, sono molto più adatti di Luiz Felipe e Acerbi ai concetti del Comandante. Con lui il riferimento è la palla, non l’uomo. Si difende di reparto, muovendosi insieme, con la linea alta – Sarri la vorrebbe all’altezza della linea di centrocampo – e la disposizione a zona anche sui corner. Acerbi ha disputato ottime stagioni nella Lazio, è un nazionale, ma si trova meglio nella formula a tre e nella marcatura individuale; Romagnoli invece si esalta nell’anticipo e nell’impostazione, è il vero leader della retroguardia sarriana. Sabato contro la Juve rientrerà Marusic: sarà l’ennesimo esame per la difesa più forte del campionato. La Repubblica

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17^ clean-sheet e Napoli superato, ora quella di Sarri è la migliore difesa. Ivan Provedel: “Mentalità”

Con l’ennesima partita della Lazio senza subire reti si allunga la lista delle sfide in cui Ivan Provedel è tornato a casa senza essere mai stato “bucato” dagli avversari. Dopo il triplice fischio di Monza-Lazio, il portiere biancoceleste ha collezionato ben 17 clean sheet ed è attualmente a 565 minuti di imbattibilità. Ivan Provedel in questo senso è già sul podio della storia del club dietro Marchegiani (745′) e Orsi (724′), con i 620 minuti consecutivi di imbattibilità tra settembre e ottobre, davanti a Felice Pulici (606′). Questi numeri sono ovviamente relativi ai 90 minuti canonici senza contare quelli di recupero.

Fra i segreti di una Lazio che vince, convince ed è saldamente al secondo posto alle spalle del Napolic’è una difesa da record. Numeri alla mano la migliore seconda in Europa, con appena 19 gol subiti in campionato (un gol in meno del Napoli). Anche a Monza, nella trasferta vinta grazie ai gol di Pedro e Milinkovic-Savic, il dato ha fatto registrare un ulteriore passo in avanti. Per la sesta gara consecutiva infatti Ivan Provedel non ha subito nessuna rete. Roba da record, ma il portiere della Lazio non sembra farci caso. Ed anzi pensa a come potersi migliorare per dare un contributo anche maggiore alla sua squadra che nel frattempo viaggia spedito verso la qualificazione alla prossima Champions League
“Vittoria meritata quella di Monza, non è arrivata casualmente ma perché abbiamo fatto bene. Si diceva che dopo grandi partite come il derby non riuscivamo ad essere continui ed invece questa volta siamo stati bravi a continuare sulla strada giusta. – ammette Provedel in conferenza stampa – Noi alla Champions League non pensiamo troppo, sono stati tanti i punti persi per strada nel percorso.

Ma abbiamo cambiato mentalità, c’è stato un approccio diverso al lavoro ed infatti i risultati stanno arrivando. Non penso a quello che si può diventare, so solamente che devo dimostrare di meritare la maglia che indosso. Provo a migliorarmi, non voglio mai prendere gol e se succede mi arrabbio. Ai record, alla serie di partite senza subire reti non voglio pensare però fa sicuramente piacere e se è accaduto devo anche ringraziare i miei compagni. La parata su Petagna? La dovevo fare, per fortuna non era troppo angolata. La mentalità si crea ogni giorno, non arriva con la speranza. Inizialmente abbiamo fatto fatica, non è ancora perfetta ma ci stiamo lavorando. La solidità ed il subire meno indubbiamente aiutano, Romagnoli e Casale stanno facendo ottime cose ma come tutti gli altri miei compagni di squadra”.

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Provedel ad un passo da Cei: la difesa bunker nasce dalla rivoluzione di Sarri

Come riportato da Il Messaggero, se la Lazio non ha minimamente risentito dei 12 gol in meno rispetto allo scorso anno, molto lo deve proprio all’atteggiamento in fase difensiva. Alla 27esima giornata di campionato, i biancocelesti hanno incassato 19 gol. Tre in più del Napoli (miglior difesa), ma soprattutto 23 in meno della passata stagione. Il passaggio dallo schieramento a tre a quello a quattro, nel primo anno ha comportato 58 reti incassate, il peggior dato degli ultimi sessant’anni. Un colpo duro da mandare già per un allenatore attento alla fase difensiva come Sarri, ma bastava attendere poco per la metamorfosi.

Cambiando oltre metà della difesa, la Lazio è rinata. Fuori Strakosha, Acerbi e Luiz Felipe, dentro Provedel, Casale e Romagnoli, con una media dei gol subiti scesa da 1,5 a 0,7. Per trovare un dato simile nel massimo campionato bisogna tornare ai 25 subiti nella complicata stagione 1979-80. Niente a che vedere con i soli 16 di Pulici nel 1972-73, tutt’ora record inarrivabile a differenza però di quello dei clean sheet. Con gli attuali 16 in campionato, Provedel è il secondo in Europa alle spalle di Ter Stegen (19), ha agganciato il portierone del primo scudetto ed è a un passo dal primato della Lazio in A, i 17 di Cei nel 63-64 considerando anche il 2-0 a tavolino col Messina. L’olimpo sarebbe a quota 18, traguardo con doppia valenza, visto che è il record di porte inviolate ottenuto nel 2006-07.

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Lazio, la difesa non tradisce: 15^ clean-sheet, record assoluto ad un passo. Primato esterno raggiunto

La conferma della difesa: una nota lieta nel pareggio di Bologna e come spesso è già accaduto (quarta volta di fila in A) riguarda la retroguardia: la squadra di Sarri mantiene per la quindicesima volta in 26 gare di campionato la porta inviolata. Ora il record di Pulici e Cei è ad una sola gara. Superato, invece, il primato esterno: Romagnoli e compagni non hanno subito gol in trasferta per ben 9 volte. Alle spalle le stagioni 1994-95 e 1999-2000