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STATISTICHE

Sempre più effetto Sarri: difesa, tre reti subite nelle ultime otto

Quel 3-3 contro l’Empoli datato 6 gennaio mostrava la brutta Lazio vista per i primi mesi (ultimi nell’arco temporale) targati Sarri del 2021. Enormi lacune difensive, black-out mentali e potenza enorme in attacco. Squadra sbilanciata, poco efficace e perennemente in difficoltà anche con avversarie modeste. Tanti limiti poi cancellati con il nuovo anno. Lavoro e lavoro la ricetta vincente di Sarri. Dopo quel pareggio è arrivata la sconfitta contro l’Inter per 2-1 e poi? Nelle ultime otto partite va registrato solo il ko (ingenuo) con il Napoli. La media punti premia i biancocelesti. Se si calcolano appunto le ultime 8 sfide in Serie A, la Lazio sarebbe seconda in classifica. Solo la Juve ha fatto più punti: 18 contro 17. Il merito di maggior equilibrio va distribuito per ogni calciatore. Di sicuro la difesa sembra ormai sistemata. Appena 3 reti incassate sempre negli ultimi 8 match. Un cambio di direzione sostanziale, evidente per una squadra che al momento non si pone limiti. Corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

Mistero Kamenovic: è l’unico senza presenze

Dimitrije Kamenovic continua ad essere l’oggetto misterioso della Lazio. Il difensore serbo, acquistato la scorsa estate e parcheggiato a Formello per sei mesi, è stato inserito in rosa in maniera ufficiale solo nell’ultimo giorno di mercato invernale. Da quel giorno convocazioni e apparizioni in panchina senza mai scendere in campo. Per Sarri, evidentemente, non è ancora pronto.

L’incognita Kamenovic

La Lazio ha utilizzato in campionato 26 calciatori. Tutti hanno almeno qualche minuto in campo, tranne Kamenovic. Il terzino, pagato circa 3 milioni di euro, non ha collezionato nemmeno una presenza. Doveva essere il nuovo giovane esterno di Simone Inzaghi, poi l’addio del tecnico e l’arrivo di Sarri hanno cambiato i piani. L’attuale tecnico biancoceleste non lo ha mai preso in considerazione, anche se la dirigenza ha scelto di tesserarlo dopo mesi dal suo arrivo come promesso all’agente, Mateja Kezman. Da centrale non si è mai visto, come terzino, a quanto sembra, non garantisce una buona fase difensiva. Sarebbe stato perfetto per il 3-5-2 inzaghiano, non per il 4-3-3 sarrista. Il serbo spera di fare qualche apparizione in campo in questo finale di stagione. Non gioca ufficialmente da un anno e a 21 anni la sua carriera deve ancora decollare in maniera definitiva. Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Difesa a scadenza, Strakosha al bivio: occhi su Gollini

I cinque calciatori che Sarri ha schierato in difesa contro il Napoli – quattro più il portiere – hanno il contratto in scadenza il 30 giugno: come dire che, a protezione della porta della Lazio, ci sono solo giocatori che potrebbero già firmare per un’altra società. In realtà non tutte le situazioni sono uguali. Marusic, ad esempio, ha rinnovato l’accordo con il club biancoceleste, l’operazione deve solo essere annunciata. Anche Radu potrebbe rimanere, mentre sono al passo d’addio sia Luiz Felipe (è destinato al Betis Si- viglia) che Patric (anche lui andrà quasi sicuramente in Spagna). Poi c’è Strakosha, e qui la questione è in continua evoluzione. Strakosha ha deciso di andarsene perché accantonato prima da Inzaghi e poi da Sarri. Ora che ha ripreso il posto da titolare, sta riconsiderando la possibilità di rimanere alla Lazio; Tare non ha mai disperato, è sempre stato convinto di poterlo convincere, adesso il d.s. ha riacquistato fiducia. Il problema è legato alla considerazione di cui l’albanese gode da parte dell’allenatore: davvero Maurizio ha intenzione di puntare su di lui nella prossima stagione? E’ un aspetto da approfondire, dopo tanta panchina. In attesa di capire ciò che può accadere con Strakosha, la Lazio non può fare altro che guardarsi attorno alla ricerca di portieri, anche perché pure Reina è in scadenza a giugno (il suo contratto si rinnoverà automaticamente per un anno solo in caso di qualificazione in Europa, risultato nient’affatto scontato). Tare ha valutato la possibilità di ingaggiare gratis Ospina, a sua volta libero dal Napoli a fine stagione, ma adesso sta acquistando consistenza un’altra pista: porta a Pierluigi Gollini. Gollini è al Tottenham, che lo ha preso dall’Atalanta in prestito con diritto di riscatto fissato a 13 milioni. Difficile che il club londinese eserciti la clausola che gli consente di prendere il portiere a titolo definitivo, visto che non gioca praticamente mai: in Premier non ha disputato nemmeno un minuto, lo si è visto solo nelle coppe. Quasi sicuramente Gollini a giugno tornerà a Bergamo, ma non ci resterà, sia perché ha il contratto vicino alla scadenza (sarà libero nel 2023), sia perché ha rapporti pessimi con Gasperini. La sua valutazione si aggira attorno ai 10 milioni, è giovane (classe 1995), ha avuto in passato un rendimento elevato, convince tutto lo staff tecnico biancoceleste. La Lazio ne ha parlato con Riso, il suo procuratore, e l’ipotesi sta prendendo quota. Con lo stesso agente è stato sfiorato anche l’argomento Gomez. Il Papu dice di essere felice al Siviglia, in realtà gradirebbe tornare in Italia. Per Sarri sarebbe un esterno d’attacco utilissimo, Lotito ha grandi dubbi legati all’età dell’argentino. CorriereDellaSera

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NEWS

Rifondazione difesa: Acerbi in bilico, Romagnoli più vicino, Casale e Palmieri restano obiettivi

Il Messaggero si sofferma al suo interno sulla Lazio e sull’obiettivo Champions League che il club si è posto. La squadra di Sarri adesso a tratti incanta, la crescita è evidente, ma non tale da produrre vittorie sufficienti per il 4° posto. I problemi sono evidenti ed il primo è la mancanza di cattiveria rispetto alle occasioni create, mentre il secondo è la non irreprensibile retroguardia: adesso anche Acerbi è un caso dopo che è stato fischiato nuovamente all’Olimpico al rientro dopo un mese e mezzo di infortunio. Urgerà una rifondazione con Romagnoli ad un passo e Casale ed Emerson Palmieri sogni nell’elenco consegnato a Lotito.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (La Repubblica): “La Lazio è cresciuta, con Immobile e Acerbi avrebbe vinto. Difesa, così non si può…”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE...’

“Primo tempo davvero ben giocato, dopo la rete di Zaccagni si è sentita molto l’assenza di Immobile, Si erano creati molti spazi per raddoppiare, sono convinto che non Ciro e Acerbi la Lazio l’avrebbe vinta. Serviva un risultato diverso per capitalizzare il giusto atteggiamento della Lazio. I gol subiti lasciano perplessi, la Lazio è migliorata davvero tanto, ma non si possono concedere questi cross e farsi anticipare così in area di rigore. La prestazione di Luiz Felipe è stata davvero insufficiente, non è possibile prendere gol così a difesa schierata. Marcare a zona in area di rigore non significa non prendere l’attaccante come riferimento”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Errori difesa, Piscedda: “Vengono a mancare i concetti basilari, Sarri deve lavorarci meglio…”

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a ‘QUELLI CHE...’

“Il primo tempo mi ha davvero divertito, il Porto era annichilito grazie alla grande qualità dei giocatori della Lazio. Quando hai giocatori come Pedro, Luis Alberto, Milinkovic e Zaccagni, fare quel tipo di possesso palla è naturale. Le reti subite? Sarri ci lavora tanto, il riferimento per questo tecnico quando arrivano cross dal fondo è la posizione del compagno di squadra. E’ sbagliato, le distanze tra i centrali non erano giuste, sono venuti a mancare i concetti base di come si difende in quelle situazioni, il tecnico deve lavorarci meglio. Inutile prendersela solo con Luiz Felipe, non c’è stata iniziativa nell’interpretare la situazione. Ci sono alcuni difensori passivi che non rompono la linea e non vanno oltre il modo in cui il tecnico chiede di difendere. Non bisogna essere dogmatici su queste cose, poi c’è anche l’abilità dell’attaccante che ha fatto la differenza. E’ evidente che Luiz Felipe deve essere guidato da uno come Acerbi, con Patric al fianco escono maggiormente fuori i difetti. La fase difensiva la fanno i difensori forti, non l’addestramento a reparti”