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RASSEGNA STAMPA

Lazio, nelle difficoltà la squadra si esalta. E ora doppio sprint finale

Testa alla Coppa Italia… ma anche al campionato.

La terza vittoria di fila apre degli scenari interessanti, impensabili fino a poco tempo fa. A Torino, conto i granata, il punto più basso, poi la risalita. Sarri, sottolinea Il Messaggero, ha evidentemente toccato le corde giuste: non si poteva continuare in quel modo. E la risposta c’è stata, ottima, nonostante la continua emergenza, con un portiere debuttante in Serie A, con una coppia difensiva che non è mai sicura né di iniziare né di finire la partita e con un capitano che si è rotto di nuovo e che rischia di saltare la semifinale di ritorno di
Coppa Italia. Questa Lazio però non si è mai pianta addosso, ha affrontato tutto a testa alta e adesso raccoglie quello che ha seminato.


Evidente che il modo più veloce per arrivare in Europa sia vincere la Coppa Italia. Solamente due partite per alzare un trofeo e conquistare il pass per una manifestazione che la Lazio ha giocato lo scorso anno. Non è semplice, ma nemmeno impossibile se il Comandante riuscisse intanto a non prendere gol – con quello di domenica sono quindici in tutte le competizioni i clean-sheet, secondo record per Mau con i biancocelesti – e soprattutto a far girare la squadra come s’è visto al Dall’Ara. Quasi una macchina perfetta, con alcune sbavature dei soliti noti (Dele-Bashiru e Tavares) ma che ne commettono meno di prima. Ma se il campionato secondo gli intenditori è aperto con l’Inter in vantaggio di sei punti rispetto al Milan e sette nei confronti del Napoli, perché non sarebbe possibile pensare al settimo posto, adesso occupato dall’Atalanta, che ha sette lunghezze sulla Lazio?

Quella posizione, conclude il quotidiano, di solito significa prendersi la possibilità di una qualificazione alla Conference. Non è ben vista dalle parti di Formello questa manifestazione e lo sappiamo, però dà sempre l’opportunità alle italiane (visto il livello generale) di arrivare in fondo o almeno provarci fino alla fine. Pensarci non nuoce.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Mirra: “Lazio-Como, coefficiente di difficoltà 8. Le parole di Lotito? Senza modo e tatto” – (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in studio durante ‘QUELLI CHE…’

“Siamo stati due anni a Firenze con Iachini, ai tempi del Covid, anni complicati e mi dispiace molto per la scomparsa di Commisso, persona straordinaria che ha speso tanto e che voleva togliersi delle soddisfazioni; purtroppo non c’ riuscito. Faccio le condoglianze alla famiglia.

Le parole del presidente Lotito? Credo che non ci sia tanto da dire, non penso Sarri sia rimasto indifferente, infatti Fabiani ha cercato di stemperare la situazione. Lotito non ha avuto il modo e il tatto di rivolgersi all’allenatore. Io penso che il tecnico debba allenare e la società deve aiutarlo, se può, o suoi nomi o sulle caratteristiche per metterlo nelle migliori condizioni per farlo rendere. Credo che queste uscite possano aver intaccato i rapporti.

Quello che trapela è che la società sia piccata, ma dovrebbe confrontarsi maggiormente con l’allenatore prima di andare in conferenza o prima di andare sul mercato, per evitare situazioni che poi possono dare vita a interpretazioni.

L’eventuale post-Sarri? A me piace Italiano.

Queste schermaglie nel periodo di mercato ci possono stare, ma qui il livello si è alzato un po’ troppo. Fabiani, uomo di grandissima esperienza, vive Formello tutto il giorno quindi credo si possa incontrare spesso con Sarri per un confronto, senza andare in conferenza stampa a parlare in quel modo.

Lazio-Como? Coefficiente di difficoltà 8. Il Como l’ho visto spesso giocare, squadra giovane, grande palleggio, cercano l’ampiezza. Squadra dotata di tanta tecnica. Già prima dicevo che non la consideravo una neo promossa ma una rosa che lotterà per le coppe”.