Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “La Lazio dove prenderà i soldi per innesti importanti da dare a Sarri?” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sul ritorno di Sarri ero abbastanza scettico, non sulla qualità del tecnico che è il migliore possibile in questo momento. Piuttosto ero dubbioso in virtù della modalità con la quale si erano lasciati. Evidentemente il tecnico toscano ha avuto delle garanzie ed adesso vedremo se la società sarà in grado di assecondarlo.

La Lazio dovrà tirare fuori una quarantina di milioni per i giocatori che vanno riscattati, sarà chiamata a cedere una serie di giocatori che non genereranno un budget importante. Alcuni è già tanto che verranno piazzati in prestito. Per questo mi chiedo dove Lotito prenderà i soldi per degli innesti importanti”.

Categorie
CALCIOMERCATO PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, la firma Sarri anticipata per evitare rischio Fiorentina. Gli è stato garantito…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ero ottimista su Sarri, la cosa si è fatta in pochi giorni. La Lazio ha fatto una buona operazione nei tempi e nei modi, la firma è stata anticipata rispetto alla prima tabella di marcia, in virtù del fatto che la Fiorentina si stava orientando su di lui. Il club ha accelerato la situazione, ha fatto firmare anche Lotito due notti fa, per evitare blitz pericolosi da Firenze.

A Sarri sono state garantite delle cose, a partire dall’eventuale permanenza dei big. Vedremo cosa accadrà in tal senso, chiaro che se un big partirà dovrà essere sostituito da un giocatore dello stesso livello con l’avallo del tecnico. Questa è la promessa fatta. Lui ha accettato sapendo delle possibilità sul mercato e di quanto possa essere complicata l’estate, questo implica la percezione che da Lotito ha avuto delle garanzie che l’hanno convinto ad accettare questa sfida. Lui si sente convinto che queste cose gli saranno date. Alla fine penso che un giocatore importante uscirà anche per finanziare i circa 40 milioni di euro per i giocatori che andranno riscattati”.

Categorie
NEWS

Lazio, “Sarri ha firmato”: la conferma di Fabiani. Giovedì a Roma per programmare la stagione (VIDEO)

Posted @withregram • @adnkronos_ È ufficiale: “Maurizio Sarri torna a essere l’allenatore della Lazio”.

A confermarlo a @davidedesario, direttore dell’Adnkronos, è proprio Angelo Fabiani, direttore sportivo dei Biancocelesti intercettato in un bar della Capitale.

adnkronos #lazio #mauriziosarri #2giugno #notiziedelgiorno

Categorie
APPROFONDIMENTI

Lazio, la chiusura con Baroni slitta: i dettagli

Lazio e Baroni si saluteranno ufficialmente settimana prossima, precisamente martedì. L’appuntamento per risolvere ufficialmente il rapporto di lavoro era programmato oggi, ma è stato spostato a martedì 3 giugno. Il motivo? Un problema tecnico, ovvero l’assenza della parte legale per mettere nero su bianco l’addio. Nessun problema per quanto riguarda l’intesa fra le parti: Baroni lascerà la Lazio rinunciando al secondo anno di contratto. Nessuna buona uscita, nessun bonus di fine rapporto. Per il tecnico fiorentino il Torino resta l’opzione più concreta, Cairo sembra aver pronto per lui un accordo triennale. Occhio anche alla Fiorentina, che in questo momento sta affrontando il caos delle dimissioni di Raffaele Palladino. Con la Lazio il rapporto verrà chiuso ufficialmente settimana prossima, intanto per il club biancoceleste proseguono i lavori per riportare a Roma Maurizio Sarri, nel più breve tempo possibile.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Non riesco a capire che tipo di garanzie la Lazio ha offerto a Sarri” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Io francamente non capisco bene su quali basi si concretizzerebbe il progetto della Lazio con Sarri. Fabiani, ieri, ha detto che si prosegue con la linea dei giovani, parla di big che saranno confermati, anche se aggiunge che uno andrà via e che alcuni elementi che non servono andranno via. Non riesco ad inquadrare la strategia e che tipo di garanze sono state offerte a Sarri. I giovani possono essere bravi o scarsi, il futuro di alcuni giocatori importanti è in bilico e no? Aspetto di capire, ma non riesco ad avere certezze sul futuro della Lazio”.

Categorie
CALCIOMERCATO PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, soluzione migliore anche per Sarri. Senza cessioni dei big considera forte la squadra. Vuole ripartire da…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Lazio e Sarri proseguono la trattativa, ieri l’incontro con il suo l’entourage è stato molto importante. La Lazio ha anche proposto il tecnico della Women, Grassadonia, come vice, ma l’intenzione dell’ex allenatore della Lazio è un altra, quella di affidare il ruolo a Marco Ianni. Tutte questioni che vanno in secondo piano rispetto a quelle principali. La cosa importante, che ci fa essere ottimisti, è che la riunione più concreta ed importante è andata in scena con Lotito a Villa San Sebastiano. Per essere chiari, è mancato solo Sarri che, nel frattempo, vuole pensarci bene.

L’Atalanta continua a restare sullo sfondo, ha sondato Sarri ma sembra essere orientata su altri profili. Messa così, anche per il tecnico toscano, il ritorno in biancoceleste può essere la migliore soluzione. Così come per il club è Sarri la soluzione ideale.

Su quali basi partirebbe il Sarri-bis? La Lazio è nella condizione di dover accontentare Sarri sulle sue richieste. La società ha capito che c’è anche da fare qualcosa di gradito alla piazza. Hanno capito che lui è l’uomo giusto, anche se un po’ di confusione sui programmi c’è. A Sarri la squadra piace, la considera forte perché ci sono giocatori come Guendouzi e Gila che lui ha chiesto di trattenere. Così come vorrebbe ripartire da Provedel“.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

“Ottimismo” Sarri-bis: incontro interlocutorio ma il cuore dice Lazio. La situazione

Riaprite le porte alla grande bellezza, capitolo secondo, il ritorno. Riprese in atto per il Sarri-bis alla Lazio. I tifosi pregano e sperano in un lieto fine sullo sfondo: «Stiamo lavorando e c’è abbastanza ottimismo», la chiosa di Fabiani ieri sera alle 23.45 dopo due ore di incontro interlocutorio con il manager Busardò e l’avvocato Pellegrini al ristorante “Pescado” ai Parioli, per presentare vis-a-vis il programma biancoceleste per il prossimo anno e l’offerta di un biennale da circa 3 milioni a stagione (con opzione sino al 2028), che Lotito (assente ieri alla cena) aveva già anticipato a Mau martedì sera al telefono. «Ho ripulito lo spogliatoio dopo il tuo addio, ora puoi fare il tuo calcio», il concetto espresso dal patron in una lunga chiacchierata, che ha scaldato il tecnico toscano. Sarri non ha dato una risposta, riflette in silenzio: mercoledì ha incontrato l’Atalanta (ma il casting è ampio), possono aprirsi scenari inaspettati alla Fiorentina in caso di addio di Pradè (ieri manifesti affissi al Franchi col suo volto), ma ha voglia di ricominciare subito e il cuore lo porta alla Lazio. Il Comandante ribolle per tornare ad allenare sul campo e già prepara gli schemi dentro la sua villa a Castelfranco. Ha sessantasei anni, ma è carico di nuovo come un giovanotto. Ha già dimenticato l’amarezza per il mercato estivo del 2023, è battagliero come un tempo. È pronto a tutto, stavolta gli ostacoli non lo getteranno nello sconforto. Conosce la piazza, sa benissimo come rapportarsi a Fabiani e Lotito ed eviterà di arrivarci allo scontro. Si sente ancora un cavallo di razza, mica solo di ritorno. Premesse ottime per evitare un altro corto circuito. 

LO STAFF

Pre-allertato lo staff tecnico. Mau ha deciso da mesi che Ianni farà il secondo e non transige su questo (ieri Fabiani ha portato Grassadonia, tecnico della Women, all’incontro). Gli altri preparatori saranno ancora Pasqui, Losi, Nenci e Ranzato. Andrebbero aggiunti 1-2 elementi, specie se il match analyst Allavena dovesse raggiungere Tare a Milano. La Lazio è pronta a venire incontro a Mau subito pur di farlo firmare (si spera addirittura nel sì definitivo a stretto giro) e prevenire le interferenze di altre società dietro l’angolo. Completamente accantonata l’ultima amarezza di Sarri, culminata con le sue dimissioni a metà marzo 2024. Negli ultimi 15 mesi, cambiate quattro guide tecniche (dopo appunto Sarri, Tudor e Baroni, e l’ex vice di Mau, Martusciello). Roba mai vista con Lotito che, in 20 anni (ormai quasi 21) di presidenza, ne aveva avute appena altre otto. Ecco perché stavolta non si può sbagliare per ritrovare un minimo di stabilità ed equilibrio. 

Nei piani del club, il romantico ritorno di Mau è propedeutico alla permanenza di tanti big a lui legati, al 4-3-3 collaudato, al minor esborso possibile su un mercato quasi paralizzato, senza i minimi introiti della Conference a bilancio. Sarri è disposto a ripartire dai giovani in un nuovo ciclo, anche se vorrebbe 4–5 acquisti per esprimersi al meglio. Conosce il resto della squadra e, senza Coppe, potendo lavorare una settimana intera a Formello, sa di essere l’allenatore ideale per il rilancio. È una sfida di fine carriera anche per se stesso. 

LE ALTERNATIVE

Solo l’immagine di Sarri può placare il malcontento di una piazza ripiombata nella contestazione e nello sconforto. Ecco perché Fabiani e Lotito hanno messo da parte l’orgoglio, le alternative e l’appuntamento con i piani B Vieira e Gattuso, almeno per il momento. Se Mau non dovesse convincersi del progetto, non sarebbe semplice trovare un allenatore dello stesso livello. Piace l’ex Scaloni, ha il contratto in scadenza nel 2026 come ct dell’Argentina, ama la Lazio, ma tornarci da tecnico adesso sarebbe un salto indietro. Non convincono Thiago Motta e Conceicao. È stato sondato Palladino dopo le dimissioni a Firenze, ma sarebbe tutt’altro profilo. Meglio tornare al passato per evitare di preoccuparsi troppo del futuro. Il Messaggero

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, Fabiani: “Ha scelto Baroni di andar via. Teniamo i big e proseguiamo il progetto giovani”

Il giorno dell’abbandono. Già mercoledì pomeriggio Marco Baroni aveva trovato l’accordo verbale con la Lazio per la risoluzione del contratto sino al 2026, valido quindi ancora per un altro anno. Percepito solo lo stipendio di questa stagione (circa 1,3 milioni), il 61enne toscano rinuncia a tutto il resto. Nessuna buonuscita richiesta, nessun premio, va via da signore vero. Oggi sarà a Formello per firmare il divorzio consensuale e svuotare il suo armadietto. Ha pagato a caro prezzo il settimo posto, senza Coppe nonostante i 65 punti, ben quattro in più dello scorso campionato. Aveva avuto un impatto straordinario, quasi inatteso, ma poi non ha avvertito più la fiducia, ha litigato per il mercato di gennaio e, all’ultima giornata contro il Lecce, si è pure sentito tradito dalla squadra in campo. Era stato sondato dalla Fiorentina, probabilmente però finirà a Torino perché è la prima scelta di Cairo: «Baroni ha ritenuto opportuno andar via per motivi suoi, ma la Lazio ha disputato due ottime competizioni ed è stata in lotta per la Champions sino all’ultimo. Bastava solo qualche punto in più all’Olimpico», ci tiene a ribadire Fabiani prima di congedarlo.

GIÙ LE MANI
Via la guida dopo un anno, ma il ds stoppa eventuali giocatori con le valigie in mano: «Avremo un nuovo allenatore, ma il progetto con i giovani andrà avanti. La squadra c’è, non smontiamo e rimontiamo. Non venderò nessun big. Mandas, Gila, Romagnoli, Rovella, Guendouzi, Dele-Bashiru, Isaksen, Zaccagni, Dia e Castellanos rimarranno. Verrà solo sfoltito l’organico con uscite superflue perché sono troppi per una sola competizione 26 giocatori di movimento». La rosa dovrà essere ridotta a 19-20 al massimo. Insomma, la società si dice pronta a respingere tutte le offerte dall’Italia e dalla Premier, confida che l’appeal di Sarri faccia rientrare vari pensieri d’addio e che lo stesso tecnico promuova in toto l’attuale organico. Restano in bilico Tavares e Pellegrini (soprattutto per i 2,4 milioni d’ingaggio). Verrà valutata la posizione di Patric, dopo l’intervento al ginocchio. Si cercherà di sistemare Basic, con 15 milioni Tchaouna dovrebbe essere ceduto al Psv. Bisognerà piazzare tutti i prestiti (o quasi) di rientro.

LE NOVITÀ
Occhio alla riabilitazione di Cataldi, immortalato già a Roma in una reunion con Luis Alberto. Il regista ha un gentlemen’s agreement con la Fiorentina sul riscatto concordato a 4 milioni con la Lazio. Specie dopo l’addio di Palladino, i viola non si opporranno alla volontà di Danilo di rientrare definitivamente nella Capitale nel caso in cui dovesse tornare l’amato Sarri a Formello. E la società stavolta sarebbe disposta a riabbracciarlo dopo un anno ben fatto in prestito. Il nuovo tecnico dovrà valutare Dele-Bashiru come centrocampista box to box e il play Belahyane, investimenti a cui Fabiani tiene parecchio. Sull’ex Verona oltretutto c’è Fabregas in pressing per averlo a tutti i costi a Como, dopo averlo visionato dal vivo a Formello. Prima che partisse, la società giura di aver già incontrato gli agenti di Pedro e di aver presentato il rinnovo di un anno, come promesso. Ma anche Vecino (in scadenza) e Marusic (c’è la Fiorentina) aspettano una telefonata dalla Lazio per conoscere il loro destino. Il Messaggero

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Pinelli: “Non vorrei che la Lazio per Sarri sia un ripiego. Pista Palladino da non sottovalutare…” (AUDIO)

PIETRO PINELLI (Mediaset) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

L’epilogo della stagione della Lazio è stato coerente con le scelte di inizio stagione. Sono arrivati giocatori da club inferiori che non potevano fornirti garanzie di salto di qualità. Dopo 8 anni sei fuori dall’Europa con tanti rimpianti visto che sei passato anche dalla possibilità di un’Europa importante. Ero rimasto molto sorpreso dalla prima parte della stagione, era un’illusione prima della resa dei conti.

Il futuro? Questo campionato ha sfatato molti luoghi comuni, non è detto che poterti concentrare solo sul campionato è sinonimo di una grande stagione. Sono sorpreso dalla notizia di un possibile ritorno di Sarri. Se dovesse arrivare a Roma non capisco come si potrebbe passare da tutto quello che è accaduto con il club in passato ad una situazione migliore. Non capisco con quali argomenti, il club biancoceleste potrebbe convincere Sarri della bontà dal progetto. La Lazio, per lui, potrebbe essere un ripiego e questo non me lo auguro. Che venga fatto un matrimonio su basi solide e sulla convinzione dell’allenatore toscano. Al di là di Sarri, credo che non possa essere sottovalutata la pista Palladino. Penso che abbia una squadra dietro che ha porto alle sue dimissioni a Firenze. Rispetto alla minestra riscaldata di Sarri o Gattuso, lo preferisco.

Probabilmente tra Baroni e la società ci sono stati degli attriti sulla gestione dei nuovi arrivi. Immagino sia stato l’argomento principale al quale si sono aggiunti anche i risultati. La separazione credo sia la somma di queste cose”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio-Sarri, suggestione ritorno: Fabiani spinge, ha già sondato lo spogliatoio. Ma Lotito…

Dal sogno Champions all’inferno in un attimo: Caporetto in casa contro il Lecce e addio all’Europa dopo otto stagioni di seguito. Il finale da incubo rischia di non lasciare scampo a un altro triste epilogo fuori dal campo. Scende il gelo fra Baroni e la Lazio: «La società sa se mi deve esonerare oppure no. Dovremo vederci e decidere il futuro», le ultime parole del tecnico, sondato dalla Fiorentina (ma ora Palladino è in Conference al suo posto) e altrettanto incerto sulla sua volontà di restare a Formello. Domani e giovedì ci sarebbero due slot liberi da impegni per fissare l’incontro, ma non è escluso possa slittare alla prossima settimana per prendere tempo. Infatti, da ieri Lotito e Fabiani giurano in coro: «Stiamo metabolizzando lo choc di una debacle, che ha dilaniato una stagione più o meno positiva. Le riflessioni sono in corso». Tradotto: sono già alla ricerca di un eventuale sostituto. Chiamatele pure prove di divorzio da Baroni, perché prima va valutato cosa offre il mercato. È questo il vero nodo, mica i miseri 1,3 milioni d’ingaggio rimanenti sino al 2026, il contratto per un solo altro anno. Dopo due settimi posti consecutivi (senza Coppe, l’ultimo è un fallimento), la Lazio non può permettersi altre scommesse con allenatori emergenti come Vieira, Klose, Almeyda, Vanoli, Farioli o Gilardino. Italiano piace tanto, ma sembra destinato a rimanere a Bologna, se non dovesse raggiungere Tare a Milanello.

A proposito: nella lista di gradimento c’è l’ex Sergio Conceição, ma soprattutto Thiago Motta, in cerca di rilancio dopo i flop sulle panchine di Milan e Juventus. Lotito pensa in grande, addirittura all’amico Allegri, vicino al Napoli e pura utopia considerate le ambizioni e lo stipendio. In realtà, basterebbe che il patron dimenticasse gli ultimi attriti sul mercato dopo il secondo posto, mettesse da parte l’orgoglio e andasse a Castelfranco a richiamare Sarri per placare la rabbia di un popolo ripiombato nella contestazione e nello sconforto. Il progetto del Comandante si era bruscamente interrotto, ma ora anche lui andrebbe convinto a risposarlo, soprattutto prima che arrivino offerte più allettanti da altre piazze, già sullo sfondo. Lotito non ama i cavalli di ritorno, sa che dovrebbe offrire a Maurizio garanzie, ma Fabiani spinge da mesi per questa soluzione, a tal punto da aver già sondato in gran segreto anche gli umori dello spogliatoio.

Un clamoroso e romantico ritorno di Sarri potrebbe infatti essere propedeutico alla permanenza di tanti big (vedi Romagnoli e Guendouzi) già con le valigie in mano e a un mercato, che seguirà ancora la linea dello svecchiamento, a maggior ragione senza nemmeno i minimi introiti della Conference a bilancio. Mau aveva detto di essere pronto a lanciare i giovani in un nuovo ciclo, prima di essere costretto alle dimissioni a marzo 2024. Fabiani è convinto che il Comandante avrebbe valorizzato questo organico e potrebbe farlo – a maggior ragione senza Coppe – il prossimo anno. Senza assumersi chissà quali responsabilità sugli ultimi acquisti, infatti, la società non è da tempo soddisfatta di Baroni per la gestione della rosa, la stessa che sino a gennaio aveva invece vinto in lungo e in largo, dominato in Europa prima di perdersi fra troppi gol presi, sconfitte e pareggi amari all’Olimpico. Secondo il club non c’entrano i giocatori (sempre gli stessi, spremuti), ma la guida che non ha saputo gestire il successo, ha smesso di incidere e ha perso il controllo del gruppo. La debacle contro il Lecce all’ultima giornata è stata solo la ciliegina sul disastro, come espressamente enunciato in un comunicato: «Chiediamo scusa ai tifosi per questo finale di stagione che ha compromesso, irrimediabilmente, quanto di buono era stato costruito». Lotito però non vuole prendere ancora decisioni affrettate, preferisce avere un quadro più chiaro prima di vedere Baroni e mettere un punto. Se la Lazio non avrà nulla di meglio in pugno, occhio all’improvviso dietrofront. Il Messaggero