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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Baroni? Ma non era ‘straordinario’?. Si cambiano gli allenatori per non cambiare nulla” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

«In attesa dell’incontro tra Baroni e la società, io mi aspetto ben poco. Abbiamo capito che il problema qui non è mai stato l’allenatore ma il mercato dei giocatori. Il tecnico è un micro-problema, il macro è la squadra. Do poco peso alle dichiarazioni di Fabiani e Lotito, Baroni veniva definito straordinario. Un conto è ciò che si dice, un conto è ciò che c’è dietro. Non mi interessa del cambio di allenatore, i cambi che dovrebbero esserci sono altri, in campo i calciatori e in società. Si cambiano gli allenatori per non cambiare nulla. Lotito parlò e disse di aver mandato via i mercenari e aver tenuto uomini veri. Adesso si parla di giocatori che non hanno onorato l’ultimo impegno contro il Lecce. Addio? Non credo sia stata decisiva l’ultima, la pentola bolliva da molto tempo»

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio-Baroni, addio consensuale. Sarri ipotesi in piedi, opportunità Conceiçao” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Vi confermo quanto già detto, sarà divorzio tra Baroni e la Lazio. Si va verso una separazione consensuale, credo domani ci sarà l’incontro. Mi piaceva l’idea di aprire dei cicli lunghi ed importanti con dei tecnici, ma da un po’ di tempo questo a Formello non si riesce più a fare. Anche su questo bisogna riflettere. Tendo a pensare che l’allenatore lo consiglia il direttore sportivo, ma il parere vincolante è quello di Lotito. Non credo che questa tendenza dipenda esclusivamente dal passaggio da Tare a Fabiani. E’ da gennaio che facciamo riferimento al corto-circuito tra Baroni ed il direttore sportivo, sono state le stesse dichiarazioni di quest’ultimo dell’epoca a sottolineare le avvisaglie.

Le parole di Baroni dopo il Lecce? Il suo riferimento alla motivazione di alcuni giocatori ha dato molto fastidio all’interno dello spogliatoio. Poi è un problema che non si pone a livello di rapporti visto che dal giorno dopo c’è stato il rompete le righe. Lui è convinto che alcuni fossero già in ferie, un’accusa molto grave alla professionalità dei giocatori. Il probabile addio, però, non è assolutamente da addebitare a questa vicenda. La divergenza riguarda la gestione di alcuni momenti e giocatori, oltre che questioni di natura tattica.

Successore di Baroni? In attesa delle notizie, il mio preferito in assoluto è Conceiçao. La sua lazialità è forte, è un tecnico bravo, ha carisma e personalità, non costa tantissimo. Al Milan non ha funzionato nulla, qualsiasi altro tecnico in questa stagione avrebbe fallito. Il ritorno di Sarri non è assolutamente fantascienza, è un’ipotesi in piedi, una pista che non va trascurata”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, caro Lotito serve una società all’altezza non parole” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La partita con il Lecce è stata sbagliata dall’inizio, c’è stata in campo una squadra svogliata. I nodi sono venuti al pettine, il padrone della verità è il tempo. La Lazio che doveva arrivare tra il sesto e l’ottavo posto ha chiuso al settimo posto, ma l’ha fatto nel peggiore dei modi. La gente dimentica, ma ci sono delle massime di Lotito e Fabiani che tornano. Alcuni esempi, ‘se i tifosi vogliono Greenwood mettano i soldi, abbiamo un nome dieci volte più forte. Io parlo di calcio e non di pallone, sto costruendo l’Accademy ed una chiesa, io sono il più bravo di tutti, il mercato lo faccio io, a gennaio ho preso tre giocatori ed ora nessuno parla, io parlo di calcio e voi di pallone, ho mandato via i mercenari e preso uomini veri’. Caro presidente, se vuole una squadra vincente deve creare una struttura societaria all’altezza, deve fare investimenti veri e mettere i soldi. Le squadre vincenti si fanno con gli investimenti, non con le idee che neanche sono buone. La politica dei tecnici e del mercato non cambierà, inutile illuderci. Quello che conta è capire cosa sta davvero accadendo alla Lazio”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, il ridimensionamento è servito. Ora le decisioni…

È il punto più basso degli ultimi otto anni in casa Lazio. La sconfitta contro il Lecce all’ultima giornata condanna i biancocelesti al primo anno senza Europa dal 2016/17, mentre dal 2012 la Lazio in solo due stagioni non ha giocato in Europa. Il prossimo sarà il terzo anno senza competizioni UEFA e il disappunto dello Stadio Olimpico a fine partita è stato evidente. Mentre i 5000 tifosi del Lecce si godevano la storica salvezza, i 50 mila laziali presenti ricoprivano di fischi la squadra dopo un’altrettanto storica debacle. La Lazio è passata in 90 minuti dal rimanere aggrappata al sogno Champions al ritrovarsi a casa il giovedì e quanto successo a fine partita non può passare inosservato. Ad assumersi le responsabilità sono stati Baroni e Zaccagni, il primo tra l’altro non era neanche obbligato a farlo data la squalifica. Ha scelto di parlare lo stesso il tecnico, andando oltre le semplici frasi di circostanza. “Non sono io la persona che deve parlare di fallimento. Questa è una partita che deve far riflettere sul futuro. Se mi devono esonerare lo sa la società”. Tutte risposte a domande che non andrebbero poste a Baroni e che ieri sera andavano poste a chi, invece, ha scelto il silenzio. 

Lazio, la società sceglie il silenzio. Settimana cruciale per il futuro

Nei minuti successivi al fischio finale di Lazio-Lecce la grande curiosità era legata a chi avrebbe preso la parola in conferenza stampa a fine partita. In passato il direttore sportivo Angelo Fabiani non si è tirato indietro, ha parlato dopo il match contro la Fiorentina all’Olimpico e nelle sfide in trasferta contro Juventus, Empoli e Genoa. Ieri, invece, si è scelto il silenzio. Non ha parlato neanche il presidente Lotito, che la scorsa stagione invece fu protagonista assoluto dopo un Lazio-Milan che fece scalpore per le curiose decisioni arbitrali. Scalpore che però non può essere paragonabile alla delusione che lascia la sfida di ieri sera. Eppure nella serata di ieri dalla società nessuna dichiarazione, nessuno si è voluto esporre. Già nelle prossime ore in casa Lazio si dovrà pianificare il futuro e bisognerà prendere delle decisioni da dentro o fuori. Il progetto di riadattamento presentato la scorsa estate si è trasformato in un ridimensionamento che ha portato la Lazio fuori dall’Europa dopo otto anni. E questo dovrà portare a delle valutazioni a 360 gradi che potranno riguardare rosa, staff tecnico e dirigenza. Tuttomercatoweb

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DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani: “Lavoro straordinario di Baroni e del gruppo. Oggi gara importante”

Il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani, a Dazn, ha presentato l’ultima sfida di campionato contro il Lecce:

“Tutte le partite sono importanti, in particolare quella di questa sera ha un sapore speciale per noi e per il Lecce che deve ancora centrare l’obiettivo matematico della salvezza. Per la Lazio significherebbe fare un ulteriore passo in avanti, sperando magari in qualche altro passo falso delle dirette rivali per un posto in Europa

È stato un lavoro straordinario quello di Marco Baroni, un lavoro di squadra. Alla vigilia nessuno poteva prevederlo, mentre oggi abbiamo dieci undicesimi che fanno parte delle rispettive nazionali. Significa che c’è stata una crescita a 360 gradi e per noi è motivo di grande orgoglio, significa che si è fatto qualcosa di molto positivo”.

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DICHIARAZIONI

Inter-Lazio, Fabiani pre match: “Ci giochiamo la stagione contro i più forti d’Europa. Soddisfatti della squadra e di Baroni”

Il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani a Sky prima di Inter-Lazio:

“Tutto il campionato di Serie A, a 180 minuti dalla fine, non ha dato verdetti, c’è grande equilibrio e questo significa che c’è crescita da parte di tutte le squadre. Le eccezioni sono Atalanta e Genoa, le altre si giocano tutte qualcosa di importante.

Stasera noi ci giochiamo una stagione e incontriamo i più forti d’Europa. Il calcio, però, è bello perché può sempre riservare delle sorprese.

Siamo già soddisfatti, pensando sia al campionato che all’Europa. Abbiamo iniziato una fase di rinnovamento, senza campioni come i vari Luis Alberto, Milinkovic-Savic, Immobile e Felipe Anderson. Siamo soddisfatti dei nostri ragazzi e del lavoro del nostro mister Baroni, che ha dimostrato di poter allenare una squadra importante come la Lazio”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Romagnoli tra ‘promesse da mantenere’ e possibile rinnovo: incontro Fabiani-Raiola


La stagione sta per terminare e la testa è già al prossimo anno; a Formello infatti si continua a lavorare sul futuro di alcuni big.

Dopo le recenti ‘polemiche’ e le parole del ds Fabiani che evidenziavano la volontà del club di trattenere i big per ripartire da loro, qualcosa sembra essersi mosso.

A Formello, riporta Il Messaggero, si lavora per il futuro: il ds Fabiani non c’era ieri alla cena, ha incontrato Raiola per provare a ricucire lo strappo con Romagnoli sull’eventuale rinnovo.

Romano e laziale, Alessio spera di restare ancora a lungo nella Capitale; dal canto suo il direttore Fabiani, in rappresentanza del club, punterà a mettere in piedi una formazione di qualità, ripartendo dai calciatori di maggiore qualità ed esperienza.

Al momento quello che è certo è che sono stati fatti dei passi avanti per risolvere la situazione. Chiaro è che i tifosi laziali sperano nella permanenza del numero 13 che, anche quando era a Milano, non ha mai nascosto la sua fede laziale.

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Lazio, Baroni con l’elmetto, Fabiani: “Tensioni del momento, siamo uniti”

Uniti più che mai. La Lazio non si agita, non si scompone. In un finale di stagione carico di tensione e aspet-tative, la squadra biancoceleste ha scelto la via della com-pattezza. Il traguardo europeo è ancora li, a portata di mano. Due partite, due prove decisive, due occasioni per ribadire che il lavoro di questa stagione – fatto di crescita, sacrificio e ambizione merita un epilogo all’altezza. La Champions resta un obiettivo possibile, ma il vero diktat è uno solo: restare agganciati al treno dell’Euro-pa, senza se e senza ma. II pareggio contro la Juventus, per come è arrivato, ha lasciato un retrogusto amaro. Non solo per i due punti persi in una gara condizionata dall’inferiorità numerica bianconera, ma anche per il clima che ne è seguito. Le parole di Baroni nel post-partita hanno sorpreso più di qualcuno, tracciando una linea nuova nella narrazione di questi mesi: «Metto il casco, l’elmetto e arrivo fino in fondo. Poi si tireranno le somme. Lo farà la società e lo farò anche io», ha detto il tecnico biancoceleste, lasciando intravedere un velo di stanchezza, ma anche una consapevolezza matura, da uomo che ha guidato un processo delicato e ora pretende – legittimamente – di esserne parte attiva fino in fondo.

Parole che hanno acceso le discussioni tra tifosi, media e addetti ai lavori. E ancora solida la posizione dell’allenatore? Si è incrinato qualcosa nel rapporto con la società? Interrogativi legittimi, ma che rischiano di distrarre da ciò che più conta, il campo, il presente, gli ultimi 180 minuti. A riportare serenità ci ha pensato Fabiani: «Agitazione? Assolutamente no. Siamo tutti concentrati su questo finale di stagione. Le parole di Baroni? Le ho interpretate come il riflesso della tensione del momento. Non c’è nessun problema, siamo uniti e vogliamo arrivare in fondo con la testa giusta». Una presa di posizione chiara, che rafforza il senso di unità all’interno del club e allontana ogni ipotesi di frattura. In casa Lazio si guarda avanti, si lavora con il massimo della concentrazione per chiudere al meglio una stagione che, malgrado gli alti e bassi, ha rappresentato il primo passo per un nuovo ciclo. Il Tempo

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Lazio, Fabiani avvisa la Juve: “Vogliamo il quarto posto. E non rinforziamo le altre con i nostri big”. Poi su Pedro e Tudor

«Al 99, 99 per cento no. E, tra l’altro, non si vogliono muovere loro. Torniamo al senso di appartenenza…». Queste le parole del direttore sportivo della Lazio Angelo Mariano Fabiani, in risposta alla domanda “Rovella, Isaksen, lo stesso Guendouzi, Zaccagni, Gigot, solo per citarne alcuni, non si muovono da Roma, dunque?”, nell’intervista dal titolo «Angelo Fabiani “Lazio figlia delle idee Sfidiamo la Juve alla pari”», presente nell’edizione odierna de “La Stampa”. Il DS ha quindi chiarito le volontà della società nel prossimo calciomercato: quella di non cedere i propri prezzi pregiati. Fabiani ha infatti chiarito «Chi vuole i nostri ragazzi sappia che non ci sono margini: non li cederemo a potenziali concorrenti in campionato, non rafforzeremo gli altri club italiani».

Pedro? Intramontabile. Una o due stagioni in più? Dipende da lui. Pedro conosce bene il nostro pensiero che va oltre: quando deciderà di smettere, le porte per un ruolo in società sono aperte. Non si perde un patrimonio e un esempio come lui.

Tudor in corsa fa la differenza: il suo impatto fu più che positivo con la squadra l’ambiente. Si è detto e scritto tanto: ho letto di screzi tra l’allenatore e la società, niente di vero. Fu Tudor a decidere di andare via e, noi, di continuare sulla nostra strada. Problemi con Guendouzi? Non mi risulta. Prima di scegliere il dopo Sarri ci siamo confrontati, a ogni livello”.

“È una corsa a più facce”, ha aggiunto il direttore sportivo biancoceleste: “Se loro devono conquistarlo, noi lo vogliamo prendere”, ha continuato. Chi ha più da perdere tra noi e la Juve? Non vedo differenze. Noi siamo arrivati fino a qui grazie alla forza delle idee e, le idee, danno sostanza e forma a tutto. Juve altalenante? Le sorprese nel calcio non mancano mai. Chi vince? Per ora i nostri tifosi: l’attesa tra la gente è incredibile”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, non vedo ferocia e malizia. Fabiani ieri presente, ma sugli arbitri…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

La Lazio ha ottenuto l’obiettivo che si era prefissata, vincere ad Empoli. La gara si è massa subito nelle migliori condizioni, gol iniziale contro una squadra che non vince in casa da sei mesi. Poi c’è stata anche l’espulsione di Colombo a spianare la strada. La sensazione è che la Lazio, però, voglia quasi raggiungere il risultato con il minimo sforzo, senza mostrare più quella cattiveria, senza fare più la voce grossa sull’avversario. Non vedo quella cattiveria agonistica che dovrebbe caratterizzare una squadra che ha un obiettivo così alto. Ieri il direttore di gara ha fischiato all’Empoli il doppio dei falli ravvisati contro la Lazio. Come se i toscani fossero più motivati. La vittoria è stata meritata, questo certamente, ma resta questa percezione della prestazione dei biancocelesti.

Sicuramente che contro la Juventus sarà una Lazio diversa, così come capisco che a volte si debba anche giocare in modo diverso. Quello che sostengo io è solo la necessità di una maggiore ferocia agonistica. Senza di quella, basta un episodio negativo che cambia la stagione.

Baroni non è il più grande allenatore della storia, ma le grandi squadre nascono dai grandi giocatori, quelli esperti e smaliziati, quelli che costano e che vanno presi da club in cui giocano già ad alti livelli. Questa squadra è composta da molti giocatori non affidabili in tal senso. L’espulsione di Hysaj non è concepibile in tal senso.

Ieri, il Ds Fabiani ha fatto sentire la sua presenza per tutto ciò che è avvenuto in settimana. Ma quella voce forte andava mostrata quando c’era da difendere la Lazio per tutto ciò che è successo a livello arbitrale. Tutti episodi che decideranno la corsa al quarto posto. Saranno quei punti a fare la differenza”.