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RASSEGNA STAMPA

Lazio, squadra-Sarri-tifosi: scontro trasversale, il momento più difficile per Lotito

È uno dei momenti più delicati della gestione di Claudio Lotito alla guida della Lazio. Il presidente ha dato il via libera alla cessione di AlessioRomagnoli, ma la scelta non è condivisa da Maurizio Sarri, che vorrebbe il difensore in campo a Lecce. Una frattura interna che si somma alla crescente protesta della tifoseria.

Romagnoli è deciso a lasciare Formello. Il centrale, determinato a trasferirsi all’Al-Sadd di Roberto Mancini, non ha cambiato posizione nemmeno dopo l’ultimo colloquio con la dirigenza. Lotito ha provato una ricucitura tardiva legata al rinnovo, ma la risposta è stata negativa. Il capitolo è considerato chiuso, con il giocatore pronto a salutare dopo Lecce.

Sarri, alle prese con una trasferta complicata e una rosa ridotta, deve gestire un’emergenza totale. Tra infortuni e clima teso, il tecnico avrebbe voluto Romagnoli titolare per evitare ulteriori problemi difensivi. La scelta societaria, però, va in direzione opposta e accentua le difficoltà sul campo.

La frattura con i tifosi è ormai evidente. La curva Nord ha invitato a non acquistare biglietti per la gara con il Genoa, annunciando la prosecuzione della contestazione. La società ha condannato l’iniziativa definendola inaccettabile, ma il malcontento cresce, alimentato da una gestione percepita come distante.

Il rapporto tra Lotito, squadra e tifoseria vive una fase critica. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la Lazio riuscirà a ritrovare stabilità o se lo scontro lascerà segni profondi sul futuro del club. La Repubblica.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Romagnoli non torna indietro: tardivo il tentativo di rinnovo

La posizione di Alessio Romagnoli scuote il mercato della Lazio. Il difensore ha comunicato in modo netto la propria scelta: nessuna riapertura sul rinnovo, nonostante l’ultimo tentativo del presidente Claudio Lotito. Una presa di posizione che chiarisce uno scenario ormai definito e avvicina l’addio.

Rinnovo tardivo, la linea del difensore

La società ha provato a ricucire, ma per Romagnoli il tempo delle attese è finito. Dopo mesi senza segnali concreti, il centrale ha ritenuto tardiva la mossa del club. Il contratto resta in scadenza e l’ipotesi di un trasferimento all’Al-Sadd prende sempre più quota, con i dettagli economici ancora da sistemare ma un’intesa di massima già tracciata.

Sarri informato, clima teso

La situazione non è passata inosservata a Maurizio Sarri, che ha ricevuto comunicazioni chiare dal giocatore. Il tecnico, già alle prese con un mercato complesso, perde un punto di riferimento difensivo e dovrà gestire anche le inevitabili ripercussioni nello spogliatoio. Il messaggio di Romagnoli è stato diretto: la scelta è personale e definitiva.

Strategie e alternative

In casa biancoceleste si apre ora una fase di riflessione. La Lazio valuta se anticipare l’uscita o accompagnare il giocatore fino a giugno, mentre prende forma il piano per la difesa del futuro. Tra ipotesi di sostituzione e giovani da valorizzare, il club è chiamato a una decisione rapida per evitare una gestione logorante. Il Corriere dello Sport.

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CALCIOMERCATO

Lazio-Romagnoli: dal tentativo di Sarri allo scontro con Lotito: i dettagli

Confronto duro e serrato nel primo pomeriggio fra Alessio Romagnoli e il presidente Claudio Lotito. A riportarlo è il sito de Il Messaggero: il centrale è fermo e irremovibile sulla sua scelta, vuole l’ok dal patron per andar via entro dopodomani e non partire per la trasferta di Lecce con la Lazio.

Sul tavolo dello scontro c’è di tutto. Da giugno Alessio aveva un accordo da sei milioni a stagione con l’Al-Sadd per il prossimo triennio. Allora però i qatarioti offrivano appena 5 milioni per il cartellino. Il dolce ritorno del suo estimatore Sarri aveva poi spinto il 31enne a rimandare il discorso, magari con l’opportunità di risedersi a un tavolo per provare a rinnovare un matrimonio in bilico da tempo. Il prolungamento di Marusic sino al 2029, quello di Basic (non ancora firmato) e nessuna chiamata da Formello hanno spinto Romagnoli a riguardarsi subito intorno. L’Al-Sadd ora ha ufficialmente alzato l’offerta per la Lazio a 8 milioni più uno di bonus.

Lotito ne risparmierebbe 9 milioni lordi del suo ingaggio e farebbe una plusvalenza totale (Alessio è arrivato dal Milan a parametro zero). Ma dopo la smobilitazione, in parte già avvenuta a Formello, il presidente sta riflettendo perché ora ha tutta la piazza contro. La vendita di Romagnoli sembra l’ultimo sgarbo. Il difensore non è solo un pezzo da novanta, ma il portabandiera della lazialità e il perno della filosofia difensiva di Sarri, a cui il 31enne stesso ha comunicato la sua decisione irremovibile di andar via subito. Stavolta Mau ha provato invano a dissuaderlo da martedì mattina, ma non sembra esserci modo, forse nemmeno se adesso dovesse tornare in ballo il rinnovo agognato. Ora c’è il faccia a faccia con Lotito…

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Pulici: “Lazio, temo che il fondo non sia ancora stato toccato. Quello che mi spaventa…” (AUDIO)

GABRIELE PULICI in collegamento a ‘NMM’

“Visto il momento, in qualche maniera chi gestisce la Lazio dovrebbe dare un segnale forte di ripresa. Io temo che il fondo non l’abbiamo ancora toccato. Pensavamo fosse il blocco del mercato, sperando di poter comunque ripartire con il nuovo mister in attesa del mercato di gennaio. Ora si sta andando sempre peggio, non riusciamo a vedere questa luce in fondo al tunnel che poteva concretizzarsi durante questo mercato. La mia preoccupazione non è tanto su come verrà gestita questa situazione da Lotito e Fabiani. Il modus operandi è già chiaro, inutile far finta di non vederlo, ma non credo ci sia le condizioni per ripoertare la Lazio ad un buon livello. Di momenti difficili ne abbiamo passati tanti, ma c’era sempre stata un’unione di intenti tra tutte le componenti. Ora solo divisioni, interne ed esterne. A me non spaventa il ridimensionamento, ma la mancanza di compattezza e capacità del club di ricostruire delle premesse diverse. Anche nel 2010, quando la Lazio ha rischiato di retrocedere, non vedevo questo ‘fuggi fuggi’ generale. Ora c’è una situazione esplosiva, più grave. Non ho la percezione che si stia costruendo qualcosa”.

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TIFOSI

Lazio, il tifo organizzato può disertare il Genoa: “Chiediamo ai non abbonati di non acquistare i tagliandi”

Prende posizione la tifoseria organizzata della Lazio. I gruppi del tifo organizzato, infatti, hanno firmato e diffuso un comunicato in cui viene chiesto a tutti i coloro non in possesso di abbonamento di non acquistare i biglietti per la partita di venerdì 30 gennaio contro il Genoa. Questo il comunicato della tifoseria: “Chiediamo a tutti i Laziali non abbonati di NON acquistare i biglietti per la gara Lazio-Genoa. Stiamo valutando in che modo far proseguire la contestazione in virtù di come si evolverà il mercato in casa Lazio, riteniamo che ormai la situazione sia sempre più compromessa da una gestione allo sbando totale”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, “un supermarket senza ambizione. Tagli, ridimensionamento, gelida sottrazione…”

Nel suo editoriale sul Corriere dello Sport, Stefano Chioffi ha tracciato un ritratto impietoso di ciò che è diventata ora la Lazio:

“C’è un difetto di sostanza e coerenza nella Lazio, diventata un supermarket e privata del diritto più elementare: l’ambizione. Gennaio ha costretto Lotito a scoprire le carte. La politica delle plusvalenze e del player trading viene raccontata in modo elegante come progettualità, ma il presente restituisce un’immagine diversa. Tagli, ridimensionamento, gelida sottrazione. La forbice governa tutto: salary cap, qualità e investimenti. La squadra è stata smontata: dopo Guendouzi e Castellanos rischiano di andare via anche Romagnoli, Tavares e Mandas. Taylor e Ratkov arrivano in un gruppo impoverito. Manca una visione sportiva: non si costruisce, si tenta di mantenere l’equilibrio. Il presidente, all’inizio di luglio, parlava di un mercato bloccato per un errore amministrativo, ma sottolineava i conti perfetti. Ora l’unica realtà è che nella Lazio tutti hanno un prezzo. Si gioca con il fuoco, si imitano modelli lontani – come l’Ajax – senza averne struttura e vivaio. A Formello non si sogna: si pesa e si riduce.

[…]  I giocatori più bravi sono in fuga. Talenti come Timber e Toth rifiutano l’offerta: l’olandese firma per il Marsiglia, l’ungherese per il Bournemouth. Trentamila tifosi si sono abbonati in estate convinti che a gennaio la Lazio sarebbe stata rinforzata. Dietro la maschera di una gestione virtuosa, però, c’è una squadra spogliata. Ora si dice che il ritorno in Europa rappresenta un obiettivo graduale: teorema fumoso per giustificare il nono posto in classifica e il vuoto attuale. Ma il calcio non ragiona per formule. Nella sfida con il Como la differenza è stata più brutale dello 0-3. Strategie opposte: una proprietà che investe e coinvolge Fabregas, contro una dirigenza piatta, dove il budget delle parole ha trasformato la Lazio, seconda nel 2023 con 74 punti, in una realtà periferica del campionato. Il problema non è un ciclo che fatica a riaprirsi, ma un livello che si abbassa. Sarri resta il volto più esposto di scelte che non gli appartengono. Lotito accentra e decide. Il risultato è una società sempre meno competitiva, dove l’unica coscienza critica nasce dalla libertà intellettuale di un allenatore che rifiuta la mediocrità. Aveva in mente un’altra Lazio: Raspadori, Loftus-Cheek, le conferme di Guendouzi, Romagnoli e Gila. Un’occasione bruciata, perché la sua storia e la sua competenza valgono più dello scouting con gli algoritmi”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Smarrimento Lazio, Romagnoli si tira fuori per Lecce: Sarri perde un altro perno

Il rapporto tra Alessio Romagnoli e la Lazio è ormai ai titoli di coda, al punto che non ci sarà contro il Lecce nel match di sabato 24 gennaio. L’addio è a un passo, il centrale di difesa aspetta solo il via libera di Lotito.

Maurizio Sarri ha provato a fermarlo, a convincerlo, a farlo desistere, ma non c’è riuscito. Romagnoli ha deciso di andare in Qatar, non pensa che in questa Lazio ci possa essere più futuro per lui. Si tratta di una separazione dolorosissima, perché parliamo di un giocatore perno e perché avviene a gennaio, in una fase già di grande difficoltà per il club biancoceleste. L’addio non è certo per disamore, ma certamente la questione economica pesa tantissimo: 18 milioni in 3 anni qui non li vedrebbe mai.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, il miglior assist per partire è stato lo strappo con Lotito nel 2023. Il mancato rinnovo, le promesse non mantenute, non c’è mai stata la sensazione di valorizzare Alessio e di far chiudere la sua carriera proprio qui, a Roma. Ora ci si lecca le ferite, è troppo tardi. La Lazio perde un altro pezzo importantissimo, fondamentale, un perno per il gioco di Sarri. Rimpiazzarlo non sarà facile, lo smarrimento è tanto. Vuole partire entro questa settimana. A Lecce non giocherà, Sarri così si ritrova solo Gila e Provstgaard. Patric è stirato, il numero si restringe sempre di più.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lotito sta provocando Sarri, ha smontato la spina dorsale della Lazio” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Tra un emendamento e l’altro, Lotito sta provando in tutti i modi a provocare Sarri. Qualche giorno fa ha detto che questa squadra da qualche allenatore è ritenuta buona, significa che in contatto con qualcuno.

Nel frattempo Fabbian, Timber e Toth sono andati in atre squadre. Vorrei sapere quanto vogliono tirare la corda Lotito e Fabiani. Qui è partito il fuggi fuggi generale perché i giocatori hanno capito che devono pensare a loro stessi. Non scappano dalla Lazio, ma dal presidente Lotito. Togliendo Romagnoli, Guendouzi e Castellanos hai smontato la squadra, le hai tolto la spina dorsale”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il Ratkov ‘non conosciuto’ poi titolare: provocazione di Sarri verso la società?

Maurizio Sarri è chiaro che non abbia gradito l’operato della società biancoceleste in questo mercato di riparazione. Le sue parole nel dopo Lazio vs Como 0-3: “L’importante è che non mi si tiri dentro nelle scelte, che non si dica che un giocatore l’ho voluto io” hanno fatto molto discutere ed aggiunto veleni al rapporto.

Secondo quanto riportato dal Messaggero, la società ha il dubbio che Maurizio Sarri abbia schierato Petar Ratkov dal primo minuto in segno di contestazione e provocazione. Il tecnico toscano, infatti, aveva dichiarato di non conoscere il ragazzo fino a due settimane fa. Non una bella figura per la dirigenza che infatti non aveva apprezzato le dichiarazioni. Un chiaro segnale di Sarri però che avrebbe voluto dei rinforzi diversi da un giocatore sconosciuto che giocava nella Serie A austriaca.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, convivenza forzata fino a giugno (forse): con Sarri è già finita

Il rapporto tra Sarri, Lotito e Fabiani è ormai logoro e finito. Un rapporto ai minimi storici, minato quasi a livello personale e senza prospettive future. Il tecnico toscano ha capito che non doveva tornare a queste condizioni.

Come riporta Il Messaggero nella sua edizione odierna, il rapporto a tre tra Sarri, Lotito e Fabiani è ormai agli sgoccioli. Si tratta di una convivenza forzata che, salvo scossoni, arriverà fino a giugno per poi dirsi addio. Il tecnico toscano ha capito che non doveva tornare e soprattutto non doveva accettare queste condizioni. Ha compreso l’errore, forse troppo tardi, anche se in ogni caso non si sente principale responsabile di questa situazione. Vuole mettere la dirigenza davanti le sue responsabilità.

Sarri non sembra minimamente intenzionato a rassegnare le dimissioni. Mau è convinto che la società voglia spingerlo all’addio, forzando la rottura, ma da parte sua non ci sarà alcun passo indietro. Lotito e Fabiani, da come stanno lavorando, sembra che stiano programmando la prossima stagione per un altro allenatore.