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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “In democrazia c’è il diritto a dire basta. La comunità Lazio va rispettata, è una cosa seria” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Daytime Rai) in collegamento a ‘NMM’

“Ho aderito all’iniziativa di Lazio-Genoa, venerdì non sarò allo stadio, andrò a Ponte Milvio per utilizzare democraticamente, pacificamente, con il giusto diritto alla polemica un diritto. Quello che distingue la Democrazia dagli altri regimi politici è la garanzia alle minoranza di esprimere il proprio pensiero. Io rivendico il diritto di parola, il diritto di polemica ancor di più perchè sono abbonato. Rivendico anche il diritto ad essere arrabbiato e sconfortato. Questa non è un auto-distruzione, ma è una situazione di cooping dissolving. E’ sempre il giorno della marmotta, è sempre un ritorno all’identico.

La sofferenza, intanto, va condivisa, ed il pubblico va rispettato. I tifosi della Lazio sono una comunità, è uno spirito di corpo, di appartenenza, di comunità. Come fai a non avere l’umiltà, la grazia, l’empatia per non capirlo dopo oltre 20 anni? Quale altra tifoseria in una situazione del genere avrebbe sottoscritto 20mila tessere? Ci sono 30 mila persone che hanno sottoscritto una petizione in cui si chiede qualcosa di assolutamente comprensibile. Fare un passo indietro.

I tifosi della Lazio hanno invitato ad astenersi per condividere uno stato di frustrazione, prostrazione, semi-depressivo. E tu fai un comunicato come quello della società? Dove è la minaccia contenuta nell’iniziativa? Che bisogno c’è di emettere un comunicato che come effetto ha fatto incavolare ancora di più? In democrazia ci sono i diritti delle minoranze, di contestare liberamente senza violenza. C’è il diritto di dire basta, io non voglio più trovarmi ad essere costretto a privarmi della Lazio per amore della Lazio. Non voglio più trovarmi dentro l’eterno ritorno all’identico o di fronte a telefonate che consentono a chi non è tifoso della Lazio di prendermi in giro. Le informazioni si tengono nella società, ci sono processi comunicativi, c’è la gestione della comunicazione. E’ una cosa seria”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Il presidente Lotito è fuori controllo nelle dichiarazioni. I comunicati sono delle farse” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“In attesa di parlare di Romagnoli e di Maldini, quella di Lecce è stata quasi una gara di Serie B.

Favole, contraddizioni, bugie, interviste discutibili, comunicati, tifosi presi di mira, classifica anonima: campionato terminato a gennaio, eccezion fatta per la Coppa Italia. Questa è la Lazio del 2026.

La Lazio ha capito che era con le spalle al muro: adesso per trattenere Romagnoli devi prolungare il suo contratto e pagare gli arretrati, ma la società vuole far trapelare che sia lui a volersene andare a tutti i costi. Il presidente Lotito, mi dispiace dirlo, ma è fuori controllo nelle dichiarazioni: i comunicati sono delle farse.

Sarri sta provocando in tutti i modi la reazione di Lotito perché vorrebbe essere esonerato ma Lotito accetta tutto per non mettere i soldi”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, i numeri sono quelli di Ballardini: Lotito ha solo due strade per il bene del club

Urge un cambio di rotta: il caos in casa Lazio è evidente.

Tra campo e faccende extra. La Lazio tutta è anche protagonista di faccende extra campo, con il futuro in bilico di diversi protagonisti. Intanto, come evidenzia Il Messaggero, l’ undicesima porta inviolata di Lecce conferma come la difesa sia l’ultima forma di resilienza di questa Lazio. Non è scontato che il dato rimanga tale senza il pilastro di Anzio. Anzi, giorni fa Mau aveva già paventato a Lotito il rischio di sprofondare nei bassi fondi, smontando il muro difensivo senza un centrocampo robusto.

Sabato sera ha espresso pubblicamente lo stesso concetto: «Spero in una salvezza serena a fine campionato». Sembra una provocazione a +12 punti dal terzultimo posto, ma c’è uno spauracchio del passato. In effetti, si legge, era dalla stagione 2009/10 che la Lazio non stava sotto quota 30 punti (ora sono 29) dopo ventidue giornate di campionato. Allora venne esonerato Ballardini, chiamato Reja, e furono presi i rinforzi giusti a gennaio. Così i biancocelesti si rialzarono pian piano sino al dodicesimo posto. Ora resta una settimana alla fine del mercato d’inverno. C’è urgente bisogno di una scossa di Lotito.


Il patron, conclude il quotidiano, ha salvato il bilancio (quasi 90 milioni di plusvalenze se alla fine partirà Romagnoli, oltre Mandas al Bournemouth), ed era necessario, anche se non vuole mai ammetterlo nemmeno a se stesso. Ma ora va fermato il fuggi fuggi da Formello. Se il presidente attribuisce le responsabilità a Sarri (e in qualche caso esistono, vedi Castellanos, ma «in qualsiasi squadra di 0 elementi ci sono scontenti perché giocano meno», l’ammissione del tecnico), allora deve licenziarlo, senza pensare al portafoglio. Se invece – come scrive nell’ultimo comunicato – vuole salvarsi insieme al Comandante, deve ridargli subito gli strumenti per farlo e non aspettare le sue dimissioni (che non arriveranno prima di giugno). Deve finire questa sfida pericolosa, senza esclusione di colpi, affinché uno faccia il primo passo avanti o indietro. Rischia di rimetterci solo la Lazio, lo spogliatoio è disorientato: «Si respira un’aria strana, le cose non funzionano bene perché non abbiamo la testa libera», la confessione di Marusic in Salento.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, profonda frattura: Sarri-squadra-tifosi, Lotito ha tutti contro

In casa Lazio esplode una frattura profonda. Le parole di Maurizio Sarrihanno acceso una miccia che ora sembra difficile da spegnere: critiche dirette alla gestione societaria, squadra disorientata e tifosi sempre più infuriati. Il clima è diventato pesante, con Formello che vive giorni di forte tensione e una sensazione di isolamento che attraversa l’intero ambiente biancoceleste.

Nel tentativo di arginare il caos, il club ha diffuso un comunicato chiaro: Alessio Romagnoli non è sul mercato e resta alla Lazio. Una presa di posizione netta, pensata per dare stabilità, ma che non ha chiuso definitivamente il caso. Il difensore, infatti, avrebbe ribadito la volontà di valutare un addio, lasciando aperti tutti gli scenari in vista delle prossime settimane.

Sarri e la linea dura

Sarri non arretra. Le sue parole, definite precise e dirette, hanno colpito il presidente Lotito e reso ancora più evidente la distanza tra area tecnica e società. Il tecnico chiede chiarezza, ambizione e scelte coerenti, soprattutto dopo un mercato giudicato insufficiente per sostenere gli obiettivi stagionali. La squadra, intanto, appare smarrita e fatica a ritrovare compattezza.

Tifosi e futuro incerto

I tifosi si schierano apertamente contro Lotito, invocando un cambio di rotta e maggiore rispetto per allenatore e giocatori. Il rischio è che la stagione possa essere compromessa da uno scontro interno che va oltre il campo. La Lazio si trova ora davanti a un bivio: ricucire o andare incontro a una rottura che avrebbe conseguenze pesanti sul futuro. Il Tempo.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Romagnoli e il braccio di ferro con Lotito: il difensore confida nell’aiuto di Sarri

Sembrava tutto fatto per il trasferimento di Romagnoli, poi il comunicato di ieri diramanto dalla Lazio h frenato la cessione.

Ad un passo dall’addio, poi il comunicato: “La S.S. Lazio ribadisce che Alessio Romagnoli non è mai stato inserito sul mercato e comunica che il difensore rimarrà un giocatore biancoceleste”. Stando a quanto riporta Il Messaggero, Romagnoli sarebbe parecchio irritato dalla situazione, ma è pronto a usare la diplomazia. Oggi tornerà a chiedere l’aiuto di Sarri per essere liberato. Alessio ha ricordato al tecnico quando Lotito provò a fermare le sue dimissioni a marzo 2024 e spera che l’allenatore gli venga incontro. Romagnoli andrà in scadenza nel 2027 e, senza una soluzione, non potrà che rispettare il contratto. Il braccio di ferro tra le due parti continuerà nelle prossime ore e la speranza del centrale è che si trovi una soluzione nel minor tempo possibile, così da non perdere l’occasione di andare al servizio di Roberto Mancini.

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RASSEGNA STAMPA

“Quando la permanenza al comando diventa più importante del valore di ciò che si comanda”

Il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni nel suo editoriale di questa mattina tra le pagine del quotidiano si sofferma sullaLazio all’indomani dal deludente pari a reti bianche di Lecce parlando della gestione di Claudio Lotito

“Non un crollo improvviso, ma un progressivo svuotamento: dei migliori giocatori, delle ambizioni. Dei sogni. Una lenta erosione giustificata con termini quali sostenibilità, prudenza e equilibrio finanziario che smettono tuttavia di essere virtù quando diventano rinuncia sistematica. 

La Lazio non è un bilancio da tenere in equilibrio diminuendone progressivamente le ambizioni. È una comunità sportiva e identitaria che vive di competitività, riconoscibilità, prestigio, slancio. Ridurla significa snaturarla, anche se i conti tornano.

Un grande club non muore quando perde una partita o un campione. Muore quando chi lo guida preferisce restarne proprietario e non garante. Quando la permanenza al comando diventa più importante del valore di ciò che si comanda. Nel Nerone di Petrolini Roma bruciava mentre l’imperatore suonava la lira. Qui non ci sono fiamme, ma qualcosa di più grave: una grande storia che viene consapevolmente ridotta, stagione dopo stagione”.

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SOCIETA'

Lazio, Lotito ad un tifoso: “La squadra non è con Sarri”. Poi la nota ufficiale: “Lettura distorta, nessuno contro il tecnico”

Nuova telefonata con protagonista il presidente Lotito, chiamato da un tifoso a cui dice che “la squadra non è con l’allenatore” e i giocatori vorrebbero andare via a causa del rapporto non idilliaco col tecnico Sarri. Reazione a catena che ha portato il club a diramare una nota ufficiale con la posizione dello stesso numero uno del club:

Resto sinceramente sorpreso dalla lettura distorta e strumentale che è stata fatta di alcune mie parole, estrapolate e diffuse fuori da ogni contesto reale. Voglio essere assolutamente chiaro una volta per tutte: alla Lazio non esistono giocatori contro l’allenatore. Maurizio Sarri gode della piena fiducia della Società, così come della totale disponibilità e del rispetto del gruppo squadra. Nel calcio, come in qualsiasi organizzazione complessa, possono esistere momenti di confronto, di tensione o di difficoltà legati ai risultati. Trasformare però normali dinamiche professionali in presunti conflitti personali significa raccontare una realtà che non appartiene alla Lazio. Esiste invece chi, per interessi diversi, continua ad alimentare polemiche in modo strumentale”.

“Ciò che ritengo gravissimo è la pubblicazione di una telefonata privata, sottratta e diffusa senza alcuna autorizzazione, con l’unico obiettivo di generare clamore e danneggiare la Società. Per questo motivo, la S.S. Lazio e io personalmente provvederemo a segnalare l’accaduto al Garante per la protezione dei dati personali
e alle autorità competenti, affinché vengano accertate tutte le responsabilità del caso. Ho inoltre già richiesto, da tempo, alla Giunta competente del Senato di rendere pubblici i miei tabulati,
proprio per garantire la massima collaborazione e trasparenza. Ricevo quotidianamente migliaia di telefonate per il ruolo che ricopro. Non ho nulla da nascondere e rispondo sempre con disponibilità e correttezza, ma questo non autorizza nessuno a violare la privacy, a carpire conversazioni private o a manipolarle per costruire narrazioni false. La Società è compatta, lo staff tecnico lavora con grande professionalità e i calciatori sono concentrati esclusivamente sul campo e sugli obiettivi sportivi. Nei giorni scorsi siamo stati insieme e abbiamo avuto un confronto lungo e costruttivo, a dimostrazione della compattezza e dell’unità che caratterizzano questo Club. Tutto il resto è rumore che non aiuta né la squadra né l’ambiente. Ne abbiamo attraversate molte in passato e
ne attraverseremo altre, con la solidità e la consapevolezza di chi lavora ogni giorno, ciascuno per il proprio ruolo, per far crescere la Lazio”.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Di Battista: “Il fallimento totale di un gestore mediocre. Un popolo intero è pronto a sostenere chi fosse interessato alla Lazio” (AUDIO)

ALESSANDRO DI BATTISTA in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Questo gestore è mediocre ed in questo momento tutti i nodi di una gestione ridicola sono venuti al pettine. Ha dimostrato di essere mediocre sono tutti i punti di vista. Noi laziali da 22 anni resistiamo a questo scempio. Siamo persone attaccate ad una squadra e ad una maglia in modo incredibile. Invito tutti a non chiamarlo più presidente, non lo è mai stato. Quando il giorno in cui sarà lontano dalla nostra amata Lazio arriverà, ed arriverà, sarà una festa di popolo e tutti quanti si renderanno conto che presidente e laziale non lo è mai stato.

Prima di essere un personaggio pubblico sono laziale, sono cresciuto grazie a mio padre, lo sono diventati i miei figli. Le cose che possiamo fare sono due. La prima è quella di seguire la Curva Nord. Se oggi siamo ancora a questo livello di ardore lo dobbiamo a loro. Quando leggo quel comunicato penoso che dice che ‘la Lazio è dei tifosi veri’, dico che non c’è un solo sostenitore della Lazio nel mondo che sia sostenitore di Lotito. Evidentemente è un fallimento totale, pieno di bugie.

La seconda cosa, laddove ci fosse qualcuno interessato alla Lazio, è invitarlo a farsi vivo perchè avrebbe un popolo intero a sostenerlo. Se arrivasse al posto di un gestore un presidente, ci sarebbero 60mila abbonamenti. Neanche deve avere i soldi, anche perchè Lotito non ne ha mai messi, a differenza dei tifosi. Il tema non è la vittoria, ma il sogno, sentirsi rappresentati da una presidenza capace di non mentire ed andare contro i tifosi. Lui non sarebbe nulla senza i tifosi della Lazio, sarebbe davvero niente. Quel giorno sarà più bello del 14 maggio o del 26 maggio. Se ci fosse qualcuno interessato si faccia vivo oggi. Si creerebbe una sana, popolare, legittima, pacifica pressione per cambiare gestione. C’è un popolo dietro che non vede l’ora di tornare a sognare.

Io sono abbonato in distinti nord, volevo comprare un biglietto ad un amico, ho letto il comunicato del tifo organizzato, mi fido di loro e non lo farò. Ho il diritto a non comprare un biglietto. Non bisogna avere timore di un comunicato come quello di ieri scritto da rosiconi che sanno che la moltitudine laziale ha molto più poteredi quanto pensiamo se unita. Andiamo avanti, restiamo laziali, siamo un bel popolo e sogniamo quel giorno.

Sarri? E’ una persona per bene, una rarità, sempre corretta e sincera. Noi amiamo questo, non le prese per il culo. Al netto di errori e gusti tecnici personsali. Anche i calciatori della Lazio che conosco me ne hanno sempre parlato bene. Quello che dico è di stringersi intorno a lui, ad una persona del bene, diversa da questo mondo fatto di solo profitto. Mi auguro che non gli dia la soddisfazione di lasciare, di dimettersi. C’ha fatto la promessa di restare al timone e sono certo che la manterrà. Ai romanisti dico che nonostante Lotito sono riusciti a vincere meno di questa gestione societaria. Questo dice tutto anche di loro”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “Lotito non ha riconoscenza verso questa tifoseria che dovrebbe soltanto ringraziare” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“In attesa di parlare di ciò che sta distruggendo il senatore Lotito, ieri mi ha colpito una frase che secondo me calza a pennello per descrivere la sua personalità: ‘Un uomo che mente a se stesso e crede alle sue bugie, diventa incapace di riconsocere la verità dentro se stesso e intorno a sé e, quindi, perde il rispetto per sé stesso e per gli altri. Costui, non avendo rispetto per nessuno, cessa di amare e, incapace di amare’. Una società di calcio è soprattutto passione ed amore, questo deve capire Lotito.

Non ha un minimo di riconoscenza verso questa tifoseria che dovrebbe soltanto ringraziare

Aria pesante, tanti che se ne vogliono andare, rapporti gelidi, tutto questo per colpa della società. Domani di fronte ci sarà il Lecce che è abituato a lottare, che sarà coeso. Sarà una trasferta molto difficile. Credo si possa dire che, per tutte queste ragioni, il Lecce parte favorito, il momento che vive la Lazio va preso in considerazione per il pronostico”.

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Lazio, faccia a faccia Lotito-squadra: irritazione reciproca e possibile ritiro

Aria irrespirabile dalle parti di Formello. Il presidente Lotito è furioso con la squadra, per il risultato rimediato contro il Como. La squadra è irritata con lui, per il mercato che sta facendo. Sarri, da parte sua, prova a mediare ma difficilmente sarà sereno, in un momento come questo. Il presidente della Lazio ha tenuto un faccia a faccia con la squadra, giovedì pomeriggio, quando si è recato a Formello per incontrare Romagnoli e tentare di convincerlo a restare. Nel frangente ha anche ventilato l’ipotesi minacciosa di ritiro.

Già dopo il ko contro il Como, Claudio Lotito era stato chiaro, dicendo: “Fuori chi non ha voglia di restare!” Nella giornata di giovedì pomeriggio, poi, quando ha visitato la squadra a Formello per incontrare Romagnoli e chiarire la sua posizione, ha ribadito lo stesso concetto, di fronte ai calciatori.

Il discorso è stato diretto principalmente a chi non ha voglia di andare prossimamente in ritiro, possibilità che diverrà ancora più verosimile se la squadra continuasse a non ottenere risultati positivi. Lotito fa la voce grossa ma il problema ora, è anche l’ambiente che lui ha creato. Lo smantellamento sta facendo esplodere il dissenso e ha creato mugugni dentro lo spogliatoio. L’aria, come sottolinea Il Messaggero, è irrespirabile, e c’è il disorientamento più totale. Numerosi giocatori starebbero cercando possibili vie di fuga. Sarri, intanto, sta provando a motivare i reduci, ma senza più nemmeno Romagnoli, rischia davvero di crollare tutto.