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Immobile, parla Mancini: “Sente la Nazionale sulla pelle, è un ragazzo d’oro”

Roberto Mancini è intervenuto ai microfoni di Sky Sport alla vigilia di Italia-Inghilterra in programma domani a San Siro e valida per la Nations League. Ecco il passaggio su Ciro Immobile, convocato dal Ct per le prossime due sfide: “Lui ci tiene sempre, sta male o sta bene cerca sempre di esserci, è un ragazzo d’oro, ci sono giocatori che la sentono tanto la maglia della Nazionale, speriamo che domani possa far bene”

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Immobile: “Sogno lo scudetto. Ho pensato di chiudere con la Nazionale, ma…”

Torna a parlare Ciro Immobile. Lo fa dal ritiro della Nazionale, che sarà impegnata venerdì contro l’Inghilterra in Nations League. Le parole del Capitano della Lazio.

IL RITIRO

“Dobbiamo mettere un freno. Ho capito che non potevano essere gli altri a decidere del mio ritiro. Grazie anche al club ho deciso che avevo ancora tanto da dare. Il Mondiale è lontano, l’età avanza certo, ma se la mia condizione sarà questa so che potrò dare ancora qualcosa. Ritiro? Per la delusione dovuta alla mancata qualificazione al Mondiale e per le critiche molto forti. Sono due cose che ti segnano. Io, però, col passare delle settimane ho capito che non potevano essere gli altri a decidere del mio cammino, a decidere il ritiro al posto mio. Ovvio, queste cose ti segnano, ti fanno pensare. Chi mi ha convinto? Io credo Mancini non abbia mai avuto il dubbio sul mio ritiro, ne ho parlato molto con la mia famiglia e alla fine ho deciso di continuare”.

I GIOVANI

“Scamacca, Pellegri, Pinamonti e Raspadori ha fatto già l’Europeo con noi e lo valuto già un mezzo veterano. Gianluca ha deciso di andare in Premier, una scelta difficile e bisogna dargli tempo. Devono segnare col club per poi avere fiducia anche in Nazionale”.

ESSERE UN RIFERIMENTO

“Ringrazio il mister per le parole. Io ho fatto la gavetta e i giovani di oggi devono iniziare a fare quello, io sono partito dal Sorrento e ho fatto tutta la trafila. Oggi vista la pressione sui giovani si velocizza questo percorso e non gli si dà tempo di crescere. Dobbiamo dare ai giovani tempo e modo di potersi esprimere, probabilmente nel club è un po’ più semplice. Dobbiamo avere un po’ più di pazienza”

POCHI GOL E MODULO

Sul modulo dico che per me non cambia nulla, qualsiasi sia la scelta del mister per me va più che bene. Perché segno meno? Forse alla Lazio ho più margine di errore e fa rosicare il fatto che ho vinto 4 classifiche marcatori e poi con la Nazionale segno meno. Me lo chiedo tutti i giorni proprio perché voglio sempre migliorare e dare il massimo, a volte voler strafare ti porta a fare grosse cavolate”

CRITICHE

So che fanno parte del nostro mondo. L’occhio ogni tanto va a finire li, ma bisogna essere equilibrati nelle decisioni. Ci sono state critiche non solo per me ma per tutti. Un limite alle critiche social? È un mondo meraviglioso, ma alle volte ti distrugge nel vero senso della parola. Bisogna essere un po’ più equilibrati nei giudizi. Quello ad esempio che è successo al Leone (Acerbi) è andato oltre”

FIDUCIA

Io ho sempre sentito la fiducia. Non mi hanno dato tanto fastidio le critiche, ma essere accreditato come l’attaccante per la mancata qualificazione al Mondiale e non quello della vittoria dell’Europeo. Questa diversità di vedute non mi è piaciuta, fa un po’ ridere, ma si accetta anche questo e si va avanti”

LAZIO

Siamo in una buona posizione in classifica, abbiamo perso qualche punto ma stiamo facendo un buon percorso. Lo step successivo dovrà essere di mentalità, di crescita, stiamo segnando meno ma abbiamo più punti dello scorso anno e con la difesa messa a posto. Ora dobbiamo sistemare l’Europa League dopo l’ultimo passo falso“.

POSSIBILITA’ SCUDETTO

“Da capitano non posso urlare vinceremo lo Scudetto, ma io ogni anno ho questo pensiero fisso quando inizio il ritiro. Ho questa mentalità, mi piace poter raggiungere il massimo. Io credo che un giocatore e un uomo debba sempre ambire al massimo. Non dico che la Lazio vincerà sicuramente lo Scudetto, ma è una squadra in crescita e la lotta quest’anno sarà molto aperta“.

ZACCAGNI E PROVEDEL 

“Credo il mister abbia fatto delle scelte, non so se collegate a quanto successo a giugno. Zaccagni l’ho visto in ritiro e mi disse del problema fisico a giugno… C’era stata un po’ di polemica, ma è follia pensare che qualcuno voglia scappare da Coverciano. Ho visto gli occhi di Provedel quando è arrivata la convocazione e mi ha ricordato me quando arrivò la mia prima convocazione“.

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NAZIONALI

Il codice Mancini: Zaccagni e Zaniolo spogliati dell’azzurro

Perché Roberto Mancini rinuncia a Nicolò Zaniolo e Mattia Zaccagni? Non si tratta di una scelta tecnica, soprattutto perché il giallorosso è l’uomo che ha deciso la finale di Conference League, mentre il biancoceleste sta disputando un ottimo campionato. Inoltre, per sostituire Matteo Politano, il ct ha preferito convocare Manolo Gabbiadini, assente in nazionale dal 2017.

Il motivo è quindi disciplinare. Non viene detto esplicitamente, ma a Coverciano lo sanno davvero tutti. Il destino dei due calciatori si è intrecciato dopo la vittoria della Roma della Conference League. Durante la festa nella Capitale, i tifosi hanno cantato un coro contro l’attaccante della Lazio e la reazione di Zaniolo è stata criticata anche dal commissario tecnico. Poche ore dopo, infatti, i due si ritrovarono nel ritiro, ma entrambi andarono subito via: Zaniolo aveva una microfrattura alla caviglia ed era stato lo stesso Mancini a rispedirlo a casa. Successivamente, però, il coordinatore Oriali aveva deciso di chiamarlo per rimproverarlo riguardo al fatto di aver intonato un coro contro la Lazio.

Zaccagni, invece, insieme a Lazzari, era andato da Mancini per un problema fisico. Lo staff medico aveva dato delle garanzie sulle sue condizioni, ma il calciatore non se la sentì di giocare alcune partite e decise di tornare a casa. E il ct la prese male. La Repubblica

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NAZIONALI

Gioia Provedel: “Chiamata azzurra inaspettata. Vi svelo il mio idolo…” (AUDIO)

Una chiamata inaspettata quella dell’Italia. Mi è stato comunicato dopo la brutta sconfitta in Europa League. Mi ha aiutato a rendere più dolce quel momento amaro. Davvero una grande emozione”. Ivan Provedel è al settimo cielo dopo la prima convocazione con l’Italia. Un sogno che si avvera dopo mesi speciali. Il passaggio alla Lazio, il debutto in Europa e ora pure l’azzurro. Il portiere biancoceleste, dal ritiro, ha commentato il momento: “Mi fa estremamente piacere condividere camera con Vicario. Ci conoscevamo già da tempo visto che eravamo vicini di casa e avevamo diversi amici in comune”.

Le parole di Provedel

“C’è grande entusiasmo. Si percepisce che questo gruppo ha fatto qualcosa di importante di recente. Questo ci ha aiutato ad ambientarci. Tra i più simpatici c’è sicuramente Bonucci che ha sempre la battuta pronta. Ho indossato i guanti da portiere per la prima volta a sei anni. In realtà ho fatto l’attaccante fino a 15 anni per poi tornare tra i pali. Il mio idolo è Toldo, dopo la semifinale di Euro 2000 mi sono detto voglio essere come lui e da allora ho desiderato fare il portiere. Gli attaccanti forti? Immobile è tra i più temibili, ma per fortuna adesso ho la fortuna di non giocarci più contro. Ci sono anche altri attaccanti brevilinei e pericolosi come ad esempio Raspadori. Mi ha fatto diversi gol in passato”.

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Immobile torna azzurro: “Si volevo lasciare, ma Mancini ha ancora bisogno di me”

“Sì, volevo lasciare. Quando si hanno certe delusioni, si pensano mille cose. Poi, però, a mente lucida ho parlato con Mancini e mi sembrava che avesse ancora bisogno di me”. Ciro Immobile ha confermato a Radiorai di avere avuto la tentazione dell’addio alla Nazionale, dopo la batosta della mancata qualificazione al Mondiale. Ma il colloquio col ct è stato decisivo e adesso è proprio a lui, al centravanti della Lazio tante volte criticato per la differenza di rendimento tra il club e l’Italia, che spetta il compito di trascinare il reparto più decimato della squadra, che sta per affrontare le due partite di Nations League con Inghilterra e Ungheria, decisive per cercare ancora di vincere il girone 3 della Lega A, ottenendo l’accesso alla Final Four, e naturalmente di evitare la retrocessione in B: dopo il mancato viaggio in Qatar sarebbe un’ulteriore beffa nel 2022 per i campioni d’Europa. Immobile è di fatto, insieme a Raspadori, l’unico superstite dell’attacco dell’Europeo, impoverito dalle assenze. Chiesa e Berardi sono infortunati, Belotti è al momento finito nelle retrovie, Insigne è fermo per problemi familiari e si è trasferito al Toronto con Bernardeschi.

È Immobile stesso a spiegare il proprio ruolo di guida nella ricostruzione del reparto più in crisi: il reparto che è stato soprattutto responsabile del fallimento culminato nello 0-1 di marzo a Palermo con la Macedonia del nord: “Mi è sembrato che Mancini avesse ancora bisogno di me, per ora e per il futuro”.

“I veterani per accompagnare il rinnovamento”

L’orizzonte del centravanti della Lazio in Nazionale è in teoria di un altro quadriennio: “C’è ancora bisogno di noi veterani, anche per accompagnare il rinnovamento coi giovani, per la rinascita dell’Italia. Come ha detto il ct, inizia ora la nostra rimonta per il prossimo Europeo e per il prossimo Mondiale”. Immobile, con Raspadori, guiderà il nuovo attacco, in cui c’è anche un altro centravanti, Scamacca passato al West Ham in Premier League, mentre gli esterni sono quattro: Grifo, riconvocato grazie alle ottime partite nel Friburgo in Bundesliga, Gnonto, il secondo attaccante che si è trasferito in Inghilterra (al Leeds), l’eclettico della Lazio Cancellieri, Zerbin del Napoli e probabilmente l’altro esterno Zaccagni della Lazio, se sarà indisponibile Politano, che nel secondo della partita del Napoli col Milan si è infortunato: distorsione alla caviglia destra. Repubblica.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Piscedda: “Sconfitta con la Germania fisiologica, la differenza fra noi e loro…” (AUDIO)

Massimo Piscedda a ‘SVB’

La Nazionale si sta ricostruendo, i giocatori devono ancora adattarsi a questa nuova realtà. La sconfitta per 5-2 contro la Germania è pesante, certo, ma andava messa in preventivo. In Italia – purtroppo – siamo molto umorali, non riusciamo a vedere un discorso più grande e completo rispetto alla singola partita. E così, mettiamo in discussione chiunque. Donnarumma ad esempio, è un ottimo portiere. Questo è un momento particolare, ma le qualità non si discutono. La vera differenza che intercorre fra noi e i tedeschi, è che i giovani della loro Nazionale hanno già parecchie partite europee nelle gambe, sono più abituati a certi palcoscenici. Il lavoro di Mancini è importante e lungo, i risultati bisogna saperli aspettare. Ieri gli Azzurri hanno affrontato una squadra che sta preparando il Mondiale, la condizione – anche mentale – è decisamente diversa”.

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Immobile-Italia, Mancini: “Bisogna saper superare i momenti difficili”

Il Ct della Nazionale Roberto Mancini, spettatore a Siena della sfida fra Italia e Polonia Under 17 (vinta dagli azzurrini per 1-0), ha parlato dei prossimi impegni dell’Italia e anche del futuro del movimento. Prima però Mancini è tornato sulla dolorosa eliminazione per la corsa ai Mondiali: “Deve passare per forza. La delusione è stata tanta, ci sono dei momenti dove le cose non devono andare bene e non ci vanno. Pensiamo che abbiamo fatto anche delle cose ottime, siamo sempre campioni d’Europa almeno fino al 2024, con merito, e pensiamo anche a tutto quello che di buono abbiamo fatto in questi tre anni e mezzo“.

Mancini: “Ricambio generazionale? Non ci sono così tante scelte”

Sul futuro del movimento e i prossimi impegni: “Avviare un ricambio generazionale? Non ci sono così tante scelte da poter cambiare tutto. Sicuramente come abbiamo già fatto in Turchia qualche giocatore più giovane giocherà. Penso che per la sfida contro l’Argentina se ci saranno tutti, giocheranno quelli dell’Europeo perché comunque è una partita guadagnata con la vittoria dell’Europeo“.

Mancini: “A Wembley con Insigne ed Immobile”

Proprio sul match contro l’Albiceleste, in programma il 1° giugno a Wembley, Macini svela in anticipo: “Immobile ed Insigne ci saranno, soprattutto per la prima delle gare di giugno, poi vedremo per le altre. Non ho parlato con Immobile, non so cosa pensi in questo momento ma io credo che quando ci sono situazioni così è chiaro che il momento è difficile però bisogna anche saperlo passare“.

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RASSEGNA STAMPA

Mancini non cambia: Immobile a giugno in Nazionale. Atteso confronto per un sì condiviso

Ciro Immobile non si tira indietro e non ha intenzione per ora di mollare la Nazionale. Dall’altra parte, Mancini non ha mai pensato di scaricarlo e continuerà, almeno nell’immediato e salvo presa di posizione contraria, a convocarlo. Questa la notizia riportata oggi dal Corriere dello Sport. Per il ct – si legge – il dubbio su chi potrebbe giocare ad oggi al posto di Immobile (Belotti, Scamacca e Raspadori, ndr) non si pone, è questo il suo ragionamento.

Colloquio in vista. Mancini ha intenzione di confrontarsi con Ciro per sondarne l’umore, forse parleranno prima della chiusura del campionato e in tempo utile a preparare la lista per la finale di Supercoppa con l’Argentina (1 giugno) e per la Nations League, altre quattro partite di livello, di cui due con la Germania, più la rivincita con l’Inghilterra e l’Ungheria. Per quanto i prossimi impegni non possano avere la stessa valenza delle qualificazioni fallite a Qatar 2022, l’Italia non potrà ripartire male, pena un drastico ridimensionamento nel ranking Fifa, decisivo in funzione del sorteggio di ottobre per l’Europeo 2024.

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APPROFONDIMENTI

Zaccagni sogna l’esordio con l’Italia: la giusta spinta per chiudere la stagione da protagonista

La Lazio ha ricominciato a lavorare a Formello col Sassuolo nel mirino. Troppo importante non mollare in questo momento in cui è ancora tutto aperto per la corsa all’Europa. Sarri sperava di ritrovare i nazionali col sorriso, ma non sarà così. Il Comandante dovrà impegnarsi a lavorare anche sulla testa dei propri giocatori oltre che sulla tattica. Tattica che prima di domani non potrà essere protagonista considerato il gruppo ridotto a disposizione in questo momento del tecnico. Quest’ultimo stasera con l’Italia si godrà due biancocelesti in una sfida valida neanche per la gloria contro la Turchia. Uno è Acerbi, indiziato principale per giocare al centro della retroguardia al fianco di Chiellini. L’altro è Zaccagni che però rispetto al compagno di squadra dovrebbe partire dalla panchina. Prima Mancini sembra intenzionato a puntare su Raspadori sulla corsia sinistra di un attacco completato da Scamacca Zaniolo. Con ogni probabilità la chance per l’esterno della Lazio arriverà nella seconda frazione, anche perché lo Politano è rientrato a Napoli togliendo un’alternativa in attacco.

Non sarà quindi una serata futile per tutti. L’apatica amichevole tra le sconfitte nella semifinale playoff per Qatar 2022 potrebbe rivelarsi un ricordo importante per Zaccagni. Il classe 95 l’ha inseguita tanto la maglia azzurra e ora è a un passo dall’indossarla ufficialmente. La prima convocazione per l’esterno arrivò nel novembre 2020 quando vestiva la maglia dell’Hellas Verona. Una grande gioia strozzata però sul nascere da un fastidio muscolare all’adduttore. Passo falso inaspettato che non gli permise di imporsi sotto gli occhi di Mancini perdendo il treno azzurro. Da lì Mattia non si è dato per vinto e dopo tanti sforzi conditi da momenti esaltanti in Veneto e dal trasferimento alla Lazio, alla fine ha ritrovato l’Italia. La seconda convocazione è arrivata lo scorso gennaio per lo stage a Coverciano ed è stata confermata per gli spareggi per Qatar 2022. Questi ultimi non sono andati certamente come sperato, ma il match di Konya contro la Turchia potrebbe rimanere impresso per sempre nella mente di Zaccagni.

Un esordio con la Nazionale che Sarri spera possa essere un’altra spinta per chiudere una stagione che lo ha visto protagonista da dicembre in poi. Tra un dribbling e una sterzata pian piano Zac ha accantonato i problemi fisici diventando un titolare della Lazio del Comandante: «È un ragazzo che ascolta, ha tante qualità e si adatta bene. Ha un grande potenziale che secondo me non ha ancora espresso». Questo l’attestato di stima del tecnico dopo la doppietta rifilata al Bologna all’Olimpico e confermato dai fatti. Da inizio dicembre Zaccagni ha iniziato dalla panchina solamente due partite su 18 disputate e il motivo sono i risultati: 5 gol segnati e 4 assist forniti (uno dei due con la Samp la Lega non lo ha contato). Il classe 95 si è preso la scena diventando determinante in ogni fase di gioco. È l’unico che salta sistematicamente l’uomo creando superiorità e senza di lui la Lazio ha trovato grandi difficoltà col Porto e soprattutto al derby. Scontata la squalifica, Sarri non vede l’ora di schierarlo di nuovo per ridare brillantezza alla fase offensiva biancoceleste. Il suo arco sarà l’arma in più per la corsa all’Europa, magari sfruttando l’entusiasmo dell’esordio in Nazionale. Ilmessaggero.it

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‘NMM’ – Dalla Palma: “Immobile valuta l’addio alla Nazionale, il rimpianto è non avergli fatto la squadra intorno” (AUDIO)

Alberto Dalla Palma (CdS) a ‘NMM’


CRITICHE PESANTI PER IMMOBILE


“Il voto basso in pagella era inevitabile per la prestazione. Per due partite così importanti, avrei pensato di mettere la squadra a sua disposizione. Lo avrei quindi messo nelle condizioni migliori per sfruttare le sue caratteristiche. Immobile paga soprattutto i giudizi della stampa del nord, nel corso dei 4 anni. Nel ciclone sono finiti lui e Donnarumma, dimenticando che l’Italia non va ai Mondiali per due rigori di Jorginho e l’incredibile errore di Berardi a porta vuota. Lo abbiamo visto – Ciro – dannarsi l’anima per dettare il passaggio in profondità, ma senza ottenere un pallone buono. Non so se andrà avanti, sicuramente il nuovo ciclo, in generale, comincerà a giugno. i 15 gol nelle 59 partite non sono da ‘media Immobile’, ma sono sicuro che con questo sistema faranno fatica tutti i suoi eredi. Dispiace che in Nazionale in pochi lo abbiano apprezzato come avrebbe meritato”.

LE SCORIE

E’ rimasto ferito doppiamente dall’eliminazione. Non solo per le critiche, ma anche perché per lui è la seconda esclusione consecutiva dal Mondiale. A quanto ho capito, è proprio lui che – in questo momento – sta riflettendo attentamente sul suo futuro e sull’ipotesi di lasciare. La cosa certa è che resterà laziale a vita, forse è stato Mancini a pretendere da lui un qualcosa che non poteva dargli sul campo”.