Categorie
ESCLUSIVE

‘NMM’ – Marcolin: “Taylor equilibratore, Maldini da riscattare. Grazie a Sarri mantenuta dignità squadra” (AUDIO)

DARIO MARCOLIN in collegamento a ‘NMM’

Finalmente contro il Milan la Lazio ritroverà i suoi tifosi. Potrà affrontare la gara con questo grande stimolo e con la mente più libera dopo la vittoria con il Sassuolo. Rivivremo l’atmosfera migliore, quella che ha una grande importanza. C’è anche il ritorno alla felicità di andare allo stadio, un richiamo che riporta un po’ di entusiasmo. Tutto quello che è mancato per l’intera stagione. Tutto questo può generare un effetto positivo sulla squadra.

Allegri generalmente fa delle partite di grande compattezza, anche se contro l’Inter ha alzato subito il livello dell’aggressione all’avversario. Contro la Lazio sarà compatto, cercando di trovare degli spazi augurandosi che la difesa della Lazio sia alta. Certamente sarà un Milan affamato e motivato. Meno sette punti a dieci giornate dalla fine, noi della Lazio ne sappiamo qualcosa, è un margine ancora percorribile.

Taylor? Mi piace. E’ l’equilibratore del centrocampo. E’ pulito, non sbaglia mai un passaggio, ha una buona qualità ed è stato in grado di integrarsi subito. L’altro giocatore che cito è Daniel Maldini. Per qualità e caretteristiche sta rendendo la Lazio meno lineare. Ha la sfrontatezza di uno che rischia la giocata, questa squadra aveva bisogno di un giocatore così.

A gennaio hai perso Castellanos e Guendouzi che per motivi diversi erano in una fase complicata. L’arrivo di Taylor e Maldini ha permesso di aggiungere motivazioni personali che alzano il livello di entusiasmo del gruppo. Riscatto Maldini? Secondo me è un giocatore che va tenuto. Nella Lazio ha trovato un ambiente ed un allenatore come lui.

Futuro Sarri? Credo che ora bisogna solo arrivare alla fine in bellezza. Guadagnando posizioni, giocandosi alla pari la semifinale con l’Atalanta, capendo quelle che sono le strategie del club. Senza Sarri, in questa, stagione, avresti avuto ancora maggiori problemi. Conoscendo l’ambiente e la società ha saputo gestire le incazzature. Ha cercato di unire la squadra, ancor di più senza i tifosi. Con Sarri sei riuscito a mantenere comunque un livello accettabile. Ha tenuto la squadra con una dignità”.

Categorie
ESCLUSIVE

SPECIALE 14 MAGGIO – Marcolin: “Il gol di Simeone cambiò tutto, quello annullato a Cannavaro ci fortificò. I minuti finali nello spogliatoio…” (AUDIO)

Speciale 14 Maggio: Dario Marcolin, centrocampista Campione d’Italia 99/00 con la maglia della Lazio, ai microfoni di Radiosei in ‘9 GENNAIO 1900’

I passaggi chiave della stagione

“La stagione ci cambia completamente con il gol di Simeone a Torino su assist di Veron. Siamo diventati così una squadra che ha cominciato a crederci veramente. Quella cavalcata nasce lì, ma va sottolineato come quella squadra poteva ambire praticamente a qualsiasi cosa, niente le era preluso in partenza. Il gol annullato a Cannavaro? Anche noi avevamo assorbito la rabbia dei tifosi, ma ci ha anche fortificato. Eravamo contro tutto e contro tutti a quel punto. Noi sapevamo che tanto dipendeva di noi, eravamo consci dei nostri grandi mezzi”.

Un finale inaspettato

“L’ultima giornata di campionato contro la Reggina, il nostro pensiero fisso avvicinandoci allo stadio era arrivare in qualche modo allo spareggio con la Juventus. Non ci aspettavamo minimamente quell’epilogo, nessuno se lo aspettava e non c’era niente di preparato allo stadio. Una giornata che ci ha cambiato la vita, letteralmente. Dopo il fischio finale all’Olimpico – prosegue Marcolin – noi eravamo tutti nello spogliatoio. Nessuno voleva sentire nulla, neanche la radio. Avevamo paura che ascoltando avremmo portato in qualche modo fortuna alla Juventus. Mi ricordo la scena: tutta la squadra seduta, muta, nessuno voleva sapere assolutamente nulla. Ogni tanto entrava qualcuno e tutti si aspettavano che avrebbe portato un cambio di risultato. Pensavamo “vedrai che adesso pareggiano, adesso pareggiano…”. Fu una liberazione: qualcuno da un calcio alla porta e urla “è finita!”. Avevamo paura della delusione, per noi e per i tifosi. Era un gruppo unito in un silenzio di tomba, in quei secondi finali. Nessuno si azzardava a muovere un muscolo. Attimi di speranza e di tensione”.

La Lazio Scudettata spiegata ai ventenni di oggi

Se dovessi raccontare quella Lazio ad un ragazzo di vent’anni? Gli parlerei della testa di questi giocatori, della mentalità. Nesta e Mihajlovic si compensavano; a centrocampo avevamo malizia e cattiveria, oltre alla tecnica debordante di Veron che spesso iniziava terminava l’azione. Esterni bravi nell’uno contro uno, la classe di Mancini e attaccanti che ruotavano sistematicamente. Eriksson – prosegue Marcolin – era il collante, riusciva ad ottenere da tutti qualcosa. Era un innovativo, un moderno. Era uno di noi, uno del gruppo”.

Categorie
ESCLUSIVE

‘NMM’ – Marcolin: “Compatta e cattiva, la Lazio sa anche reinventarsi. Douglas Luiz-Patric? Ecco come la penso…” (AUDIO)

DARIO MARCOLIN in collegamento a ‘NMM’

Nel ’92 il mio primo ritiro con la Lazio, l’ho fatto con Zoff.

La partita della Lazio è iniziata benissimo, in maniera offensiva con la Juventus che faceva fatica ad uscire. Sembrava di essere all’Olimpico, la squadra di Baroni ha giocato allo stesso modo. Poi i biancocelesti si sono dovuti reinventare. Si è notato lo spirito di squadra.

Castellanos si è visto poco ma ha corso come un matto, pur non prendendo troppo palla; ha chiuso le vie centrali della Juve.

Il gol nel finale è sempre un rammarico. L’episodio di Douglas Luiz va richiamato dal Var. La mia idea è come quella di Rocchi: non mi avrebbe sorpreso se lo avessero espulso.

Negli ultimi minuti la Lazio ha sofferto perché la Juve stava dando il tutto per tutto, ricordiamo però che è stata per oltre un’ora in 10.

Tavares nel finale fatica sempre, fa più metri degli altri. Rovella corre tantissimo ma nei 15 metri, lui sui 50.

La Juve non ha messo centravanti, ma tanti uomini davanti: era l’unico modo per scardinare la Lazio. Centralmente la Lazio è stata solida, loro hanno provato a sfondare sugli esterni.

Isaksen? Quando c’è stato il cambio con Patric le opzioni erano due: sacrificare lui o Dia; lì si poteva togliere Isaksen e mettere Dia a destra, credo che Baroni ha scelto di tenere il danese perché è più ordinato dietro. Ha avuto una logica il cambio. Poi è chiaro che la partita è diventata fisica e lui lo perdi un po’ in questi casi.

La Lazio ha cattiveria, compattezza e ha aggiunto la componente difensiva perché fino ad ora l’avevamo vista sempre offensiva.

L’ultimo espulso in avvio di partita è stato Favalli e poi abbiamo vinto un derby. Da qui è nata la diceria che si gioca meglio in 10 (ride ndr). Quando c’è l’espulso all’inizio mi viene sempre in mente quella gara.

Quando un tecnico gioca all’attacco nessuno potrà mai dire niente, tutti sono contenti: la bravura di Baroni è stata questa, creare una Lazio offensiva e tutti lo hanno seguito. La Lazio nei primi 20′ di Torino ha dato un bel segnale.

Se a centrocampo serve un calciatore alla Marcolin? Per me serve un uomo di interdizione, Castrovilli può essere offensivo, Vecino è offensivo. Serve l’Anguissa di turno, che ha anche fisicità. Alla lunga gli impegni che hai si sentono. Forse Guendouzi è un regista e non se ne era accorto nessuno, lo conoscevamo come il calciatore che si buttava dentro. Queste sono qualità che ha aggiunto alla sua carriera. Ci vuole un sostituto. Rovella soffrirà meno il calendario fitto“.

Categorie
ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Marcolin: “Eriksson un secondo padre, con lui è cambiato il nostro modo di pensare. La litigata Couto-Simeone…” (AUDIO)

DARIO MARCOLIN in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

L’ex centrocampista della Lazio è stato tra i protagonisti nel pre-match di Lazio-Milan, quando il club biancoceleste ha reso omaggio a Sven Goran Eriksson: “E’ stata un’emozione grande, ricordare quello che per me è stato un secondo padre è stato forte. E’ stato unico, mi sono sentito fortunato ad essere lì in quel momento a ricordare una persana del genere. Era apprezzato da tutti e da grande signore ha vissuto la malattia addirittura dando consigli agli altri. In quel momento ho rivissuto tutto, il nostro feeling personale e di squadra. E’ davvero morto uno di noi.

Quella rosa era di 31 giocatori, tutti campioni. Io e Gottardi avevamo un calendario in cui mettevamo le croci sugli indisponibili (ride, ndr). Era complicato anche andare in panchina. Di quella squadra lì, molti sono diventati allenatori. Questo significa che Sven è stato per tutti un’ispirazione, tecnica e di gestione. E’ vero, io giocavo poco, ma lo spogliatoio mi ha affidato la festa interna per lo scudetto. Evidentemente ero apprezzato dal gruppo. Era giusto che avanti ci fossero i campioni con alle spalle una base solida. Questo è stato il segreto dei successi di Eriksson e della sua gestione del gruppo. Faceva sfogare tutti senza intervenire, poi dopo 3 giorni chiedeva conto. Oggi undici giocano e gli altri sono arrabbiati, nella nostra Lazio non era così.

Quando sono arrivati Sven e Mancini, siamo passati da una squadra che ci provava ad un’altra che ci credeva. E’ cambiato il pensiero grazie al loro arrivo, l’approccio era lo stesso in casa ed in trasferta. Ricordo tanti momenti particolari, la lite tra Simeone e Couto sono stati minuti che non ho mai visto in vita mia. Ricordo Mancini che riprese Boksic chiedendo di rispettare la squadra. Lui da quando professionista ha capito e tornato indietro”.

Categorie
ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Marcolin: “Noslin è forte, meglio come esterno che centravanti. Su Baroni…” (AUDIO)

DARIO MARCOLINI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Noslin è forte, può giocare centravanti ed esterno dove probabilmente ha fatto le cose migliori. E’ tecnico, strutturato e veloce, è un’ottimo acquisto. E’ l’elemento che ha permesso al Verona di raggiungere la salvezza, secondo me è un innesto giusto. Baroni è un ottimo allenatore, si è comportato bene in una situazione difficile attraverso il gioco. E’ un allenatore che sul campo lavora molto bene, ha migliorato il prodotto che ha avuto a disposizione, ha tirato fuori il meglio dai propri giocatori anche a livello caratteriale. Con l’Hellas è venuta fuori anche la sua qualità come tecnico, siamo curiosi di vedere come farà giocare la Lazio”

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Aron-Winter–Peppe-Signori-e-Dario-Marcolin-01072024-e2lgrc1