GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Ci saranno tanti milanisti domenica. Gara in cui le due squadre hanno motivazioni diverse: il Milan ha riaperto un minimo il campionato, la Lazio avrà anche stavolta diverse defezioni. Sicuramente non ci sarà Cataldi, lo rivedremo dopo la sosta. Romagnoli ha un polpaccio ‘in disordine’ e non credo si correranno dei rischi, è una situazione un po’ a limite; non c’è lesione, si tratta di un affaticamento. In tutto ciò, Provstgaard sta convincendo, con Gila forma una buona coppia centrale.
Su Gila non c’è solo il Milan, anche l’Inter sta lavorando a fari spenti.
I dubbi maggiori sono in regia, viste le assenze. Ieri stato provato Taylor in mezzo, oggi sarà una giornata decisiva soprattutto per Basic: ieri si è allenato in gruppo per buona parte della seduta, oggi proverà a forzare. Se tutto andrà bene penso che Sarri lo farà giocare la prima ora e potrebbe metterlo a sinistra. Belehyane non lo vede come regista”.
Da valutare le condizioni del centrocampista laziale: oggi un altro test.
Dopo un lungo periodo di stop dovuto alla pubalgia e alla conseguente operazione per provare a risolvere definitivamente il problema, Nicolò Rovella ha saltato la trasferta di Lecce sempre per fastidi alla zona pubica. La sua presenza in questi giorni resta in dubbio pure per la gara in programma domani sera all’Olimpico contro il Genoa ma, stando alla seduta d’allenamento di ieri, filtra un leggero ottimismo: il regista ieri pomeriggio ha effettuato una parte di seduta in gruppo e potrebbe quindi entrare nella lista dei convocati per la sfida contro i rossoblù. Si capirà meglio oggi la sua condizione, ma c’è un piccolo spiraglio che fa pensare che potrebbe tornare almeno in panchina.
Out al Bentegodi, Sarri valuta le condizioni del croato in vista dell’impegno di lunedì.
Subito titolare e ora cerca di prendersi il posto. Taylor ha esordito con la Lazio domenica al Bentegodi, dopo aver effettuato solo la rifinitura con il resto del gruppo. Un debutto forzato dall’emergenza, evidenzia il Corriere dello Sport, vissuto senza il tempo necessario per respirare l’ambiente, capire i compagni, assimilare i meccanismi. Eppure, dentro quella partita così anomala, l’olandese è comunque riuscito a lanciare dei segnali interessanti, degli spunti su cui poter lavorare per convincere l’allenatore a dargli di nuovo fiducia nel prossimo match con il Como all’Olimpico.
I numeri, si legge, raccontano un impatto tutt’altro che banale per il centrocampista arrivato dall’Ajax. Taylor, all’esordio assoluto in A, è stato il secondo per chilometri percorsi (11.478, meglio ha fatto solo Matías Vecino) e per passaggi riusciti nell’ultimo terzo di campo (13, il primatista è stato Adam Marusic), ma anche il primo per percentuale di precisione nei passaggi complessiva (96%) e per passaggi chiave (2). Dati che spiegano perché Sarri, pur ammettendo qualche calo con il passare dei minuti, abbia parlato di una prova incoraggiante.
Ora arriva il Como all’Olimpico, con una settimana in più di lavoro nelle gambe e nella testa. Taylor ha potuto finalmente allenarsi con continuità, capire meglio i tempi del gioco laziale, le richieste del tecnico, le connessioni con i compagni di reparto. Complice anche lo stop di Basic, che tornerà in gruppo tra oggi e domani, l’ultimo arrivato scalda i motori in vista del match di lunedì.
L’ex difensore della Lazio di Maestrelli, Luigi Martini, in collegamento a Radiosei
Una ricorrenza unica, emozionante
“Della nostra Lazio, la cosa meno importante era la questione tecnica, malgrado la presenza di grandi campioni. La cosa decisiva da sottolineare è che non esiste altra squadra della storia del calcio che abbia quel tipo di storia. Un romanzo incredibile, una storia unica, gente che si lanciava con il paracadute, ma soprattutto il lato umano di quella squadra. Chi nel mondo può dire di aver fatto quello che ha fatto Oddi, portando Giorgio e Pino a riposare con il Maestro nella stessa cappella. Con queste cose ci fai una serie televisiva infinita, è una storia che oscura tutto ed è la ragione per cui i tifosi non se lo dimenticano. Sono storie che ti prendono l’anima. Chi non si emoziona davanti a tutto questo sbaglia. Domenica all’Olimpico sarà una gioia, io devo tutto alla Lazio, parte tutto da lì, anche la mia carriera politica e da pilota. Quando penso a quella Lazio mi commuovo, i miei compagni sono stati più di amici. Quando penso a loro penso a qualcosa che è dentro di me”.
Lenzini, un Presidente spesso poco citato
“La figura del presidente Lenzini merita di essere portato al centro del romanzo. Il binomio con Maestrelli è stato incredibile, è stata una fusione perfetta. Tutti i venerdì andavo a casa sua, voleva sapere tutto, come andavano le cose, come andava con Chinaglia. Era un uomo di una forza morale incredibile, ho vissuto il declino con lui”.
Maestrelli, la svolta tattica
“La scelta di Maestrelli di spostarmi nel ruolo di terzino l’ho capita subito, ma non l’ho mai accettata (ride, ndr). In quegli anni i terzini spesso erano degli scarponi, mentre le mie caratteristiche erano molto offensive. Fu la grandezza di Maestrelli, la sua capacità di entrare dentro le persone con la sua persuasione, a convincermi”.