Categorie
DICHIARAZIONI

Lazio, Tchaouna torna sugli ululati di Enschede: “Ecco cosa è successo…”

Tchaouna, dal ritiro della Nazionale under 21 della Francia, ha rilasciato un’intervista a SooFoot. Dopo aver fatto un excursus sul suo passato ha parlato della sua esperienza presente con la maglia della Lazio e dell’episodio di razzismo che lo ha visto coinvolto in Europa League contro il Twente.

RAZZISMO AD ENSCHEDE – «Dopo che abbiamo segnato il secondo gol ho sentito i tifosi iniziare a gridare come se fossero delle scimmie. Non capisco, giro e vedo gente che mi saluta così. Mi sono avvicinato all’arbitro e gli ho detto “Hai sentito quello che hanno detto”, la sua risposta “Sì, ma andiamo”. Io allora gli ho detto “Cosa vuol dire andiamo? La palla è uscita e non fai niente”. Così mi inizio a scaldare, i miei compagni mi dicono di calmarmi ma perché non hanno capito non hanno sentito le urla razziste».

L’APPELLO DI TCHAOUNA – «L’arbitro poteva intervenire, parlare con il quarto uomo con il delegato Uefa e invece nulla. Per questo l’allenatore mi ha sostituito. Questa è la prima volta che mi succede, non c’è posto per il razzismo nel calcio. Se i giocatori sbattono i pugni sul tavolo un po’ di più, se siamo uniti possiamo fare qualcosa».

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Non solo la Lazio, Atletico ed altri due club sanzionati dalla Uefa

“Non solo la Lazio. La Uefa ha deciso di sanzionare anche l’Atletico Madrid, l’Anderlecht e gli svizzeri del San Gallo. Multa di 30mila euro per gli spagnoli, e divieto, sospeso per un anno di prova, della vendita di biglietti per le gare in trasferta in ambito europeo. Il tutto dovuto a episodi di discriminazione razziale durante la gara del 2 ottobre contro il Benfica”. Così si legge nell’edizione odierna de “Il Messaggero”, nell’articolo dal titolo “Multato per razzismo anche l’Atletico”.

Non solo Lazio, la UEFA sanziona anche Atletico Madrid, Anderlecht e Young Boys. Nella giornata di ieri è arrivata la decisione del massimo organo calcistico europeo: Lazio multata e due settori della Curva Nord chiusi in occasione della prossima gara interna contro il Porto.

Punizione (di minore entità), anche per altri tre club: Atletico Madrid, Anderlecht e Young Boys. Gli spagnoli sono stati multati di 30mila euro, con divieto sospeso per un anno di prova della vendita di biglietti per le gare in trasferta in ambito europeo, per dei cori di matrice razziale nel match contro il Benfica.

Categorie
EUROPA LEAGUE

Tifoso dell’Atalanta arrestato per gesto razzista. Perché non accade in Italia?

Un tifoso dell’Atalanta presente ieri al Velodrome, è stato arrestato a Marsiglia su indicazione del Prefetto della città francese perché in occasione della gara d’andata delle semifinali di Europa League è stato visto e filmato sugli spalti mentre faceva il saluto nazista con il braccio teso e mimava una scimmia. Le immagini, subito diventate virali sul web, hanno portato all’arresto di una sola persona, come confermato dallo stesso Prefetto di Marsiglia: “L’autore è stato fermato, posto in stato di fermo e comparirà davanti al giudice”. Anche il sindaco di Marsiglia Benoit Payan si è espresso sull’accaduto: “Condanno in modo netto il comportamento di qualche tifoso italiano durante OM-Atalanta – si legge sul suo profilo X ufficiale – è intollerabile e indegno. Non c’è spazio per il razzismo in un uno stadio, né fuori”. Mentre il presidente del Consiglio regionale Renaud Muselier, ha poi aggiunto: “L’Uefa e la giustizia devono mostrarsi implacabili di fronte a comportamenti del genere, Marsiglia e la regione Sud combatteranno sempre il razzismo, da ovunque arrivi!”.

Ora si attende risposta ufficiale da parte dell’Atalanta sull’accaduto.

La domanda che occorre porsi è perché in Italia tolleriamo che decine di persone negli stadi e fuori siano libere di fare il saluto fascista senza subire alcuna conseguenza se non quelle risibili, inutili e draconiane da parte della giustizia sportiva?

Alessio Buzzanca

Categorie
CURIOSITA'

“Offside Racism”: Lazio protagonista

Sarà la SS Lazio la squadra protagonista della nuova puntata di “Offside Racism”: Venerdì 10 febbraio, alle ore 17.45, su Rai Gulp (canale 42 del digitale terrestre) e RaiPlay, va in onda la puntata del programma di Rai Kids dedicato al calcio giovanile. Protagonista il sedicenne Maksym Lehiv, fuggito dall’Ucraina dopo l’invasione del suo paese da parte della Russia. Un giovanissimo centrocampista che dopo aver militato per una decina anni nel settore giovanile del Sebastopoli è stato costretto a lasciare tutto per venire in Italia, a Roma, dove ha superato il provino nella Lazio ed è stato scelto per giocare nell’Under 17.

Per Maksym il pallone è una costante della sua vita. Quando era in Ucraina c’era sempre un pallone ovunque andasse: in giardino, per strada, in casa. E malgrado i vicini si lamentassero del continuo rumore e i genitori lo nascondessero, Maksym e suo fratello lo ritrovavano sempre. Il richiamo della palla era troppo forte. Finché Maksym non inizia la sua carriera agonistica. Una carriera destinata ad essere bruscamente interrotta dalla guerra che lo fa fuggire insieme a parte della famiglia verso l’Italia. Qui Maksym si rimbocca le maniche e comincia una vita nuova: la mattina va a consegnare giornali con il fratello, poi a scuola con dei nuovi amici che parlano una lingua diversa dalla sua, e poi ci sono gli allenamenti dove non è importante che lingua si parli: sul campo ci si capisce grazie a un unico linguaggio, quello del calcio.

Il calcio per Maksym è una passione fortissima. Lo aiuta a non pensare a quello che sta accadendo nel suo paese. Gli permette di stringere nuove amicizie con ragazzi con cui ha molto da condividere, ai quali insegna qualche parola di Ucraino negli spogliatoi. Ma il pensiero vola spesso a casa, al suo paese. Dove è rimasto suo padre. Dove sono rimasti molti dei suoi amici. Dove uno dei suoi allenatori, partito per il fronte in difesa della patria, è stato ucciso.

Maksym è convinto che il calcio possa essere una risposta al razzismo, alla discriminazione. Sostiene che “aiuta a coltivare le migliori qualità del carattere”. Una convinzione che condivide con uno dei giocatori più rappresentativi della prima squadra della Lazio e della Nazionale italiana, Ciro Immobile, che interviene al termine del programma per consegnare a Maksym una maglia di un certo peso. È la maglia ideata dalla Lega Serie A con la scritta “Keep Racism Out”. Molto più di un semplice slogan, un impegno piuttosto da parte di chi gioca a calcio a veicolare con il proprio esempio e le proprie parole il rigetto assoluto di ogni tipo di razzismo e di discriminazione, e la volontà di combattere e mettere fuorigioco una volta per tutte questi comportamenti.

“Offside Racism” è il programma di Rai Kids nato per sensibilizzare gli spettatori su temi importanti come razzismo, bullismo e ogni tipo discriminazione. Ogni puntata racconta una storia “normale” e al contempo esemplare narrata in prima persona dalla voce dei giocatori che militano nei settori giovanili dei Club della Serie A TIM 2022/2023. Per dimostrare come gli atti offensivi e discriminatori siano estranei e vadano addirittura in contrapposizione con i valori veicolati dallo sport.

Categorie
SOCIETA'

Ululati in Lecce-Lazio, il comunicato della società: “Gesto vergognoso”

La società, tramite il proprio sito ufficiale, ha diramato un comunicato riguardo gli ululati razzisti durante Lecce-Lazio.

“Durante la partita Lecce-Lazio, l’arbitro è stato costretto ad interrompere la partita a causa di ululati razzisti nei confronti di un giocatore della squadra di casa. La S.S. Lazio ha sempre contrastato con tutti i mezzi a disposizione ogni forma di razzismo e discriminazione, mettendo in campo iniziative volte a reprimere tali fenomeni, sensibilizzando i propri tifosi su questo tema e agendo nelle sedi preposte a tutela della propria immagine. La S.S. Lazio anche oggi condanna chi si è reso protagonista di questo gesto deprecabile, vergognoso e anacronistico e offrirà come sempre la massima collaborazione alle autorità per individuare i responsabili. I tifosi della Lazio non sono razzisti e non possono essere associati a pochi individui che ledono gravemente l’immagine del club”.

Categorie
NEWS

Lazio, Infantino tuona: “No al razzismo…”

Durante il match di ieri contro il Lecce, al via del Mare c’è stato qualche momento di confusione relativo a qualche coro razzista nei confronti di due giocatori giallorossi (Umtiti e Banda) per cui c’è stato il rischio per qualche minuto che la partita subisse una sospensione. Sulla questione si è pronunciato il presidente della Fifa Gianni Infantino con un post sui social: “Solidarietà per Samuel Umtiti e Lameck Banda. Gridiamo ad alta voce: NO AL RAZZISMO. Che la grande maggioranza dei tifosi, che sono persone perbene, si ribelli per far tacere i razzisti, una volta per tutte!”.