Nessuna attenuante, nessuna condizionale, stavolta il Giudice Sportivo Mastrandrea usa la mano pesante contro la Lazio: chiusa l’intera Curva Nord contro l’Empoli a causa dei buu «di 1000 sostenitori biancocelesti (su 1072 occupanti il settore Ospiti)» rivolti a Banda e Umtiti al Via del Mare mercoledì pomeriggio. Non è bastato a scongiurare il peggio, l’ennesimo duro comunicato del club capitolino per stigmatizzare l’accaduto il giorno dopo: «Durante la partita con il Lecce, l’arbitro Marinelli è stato costretto ad interrompere il match a causa di ululati. Offriremo come sempre la massima collaborazione per individuare i responsabili e condanniamo chi si è reso protagonista di questo gesto deprecabile, vergognoso e anacronistico. I nostri tifosi non sono razzisti e non possono essere associati a pochi individui che ledono gravemente l’immagine della Lazio». Invece, alla fine a pagare per i mille colpevoli dei misfatti del Salento, domenica pomeriggio in teoria saranno altri settemila abbonati (non rimborsabili) nel settore dell’Olimpico, tutto esaurito ormai da agosto. Per questo la Lazio decide di fare ricorso d’urgenza, sperando che venga accolto domani mattina (si terrà il dibattito e dopo il responso), prima dell’incontro. Nessun controsenso, secondo il club capitolino si tratta di buon senso: il punto non è annullare la sanzione, ma applicarla a chi ha commesso il reato e non a chi era a casa sul divano. Su questo verterà il dibattito e a Formello c’è ottimismo: «Perché vogliamo far capire che in quel modo non si risolve il problema, ma si puniscono tutti e nessuno. Esistono gli strumenti per individuare e far pagare solo chi si è macchiato di quel terribile coro, invece di fare di tutta l’erba un fascio. Anche perché poi a rimetterci è solo la Lazio». Anche a livello d’immagine, un ulteriore grosso danno. Ieri tutte le grandi testate online in Francia, Spagna e Inghilterra rilanciavano la notizia di Banda e Umiti e il successivo pugno duro.
LA RELAZIONE DEI FEDERALI
Per esempio, ci sarebbero alcuni sostenitori, abbonati in Tevere, fra gli autori dei buu di mercoledì pomeriggio, che domenica saranno regolarmente al proprio posto a discapito di altri che non erano invece in trasferta in Salento. Eppure, si legge nella delibera del giudice, Gerardo Mastrandrea, di ieri pomeriggio: «Considerato che i cori venivano percepiti da tutti e tre i collaboratori della Procura Federale, e dalla loro relazione sono attribuibili alla tifoseria della società Lazio che nelle gare casalinghe occupa il settore denominato ‘Curva Nord’ dello Stadio Olimpico di Roma; ritenuto che, in ragione della gravità, della dimensione e della percezione reale del fenomeno, tale anche da costringere il direttore di gara ad interrompere il gioco per permettere l’effettuazione, da parte dello speaker, del messaggio previsto in caso di cori di discriminazione razziale, i predetti comportamenti assumono rilevanza disciplinare a norma dell’art. 28, n. 4, CGS, si delibera di sanzionare la Lazio con l’obbligo di disputare una gara senza spettatori nel settore indicato dai collaboratori della Procura federale nella propria relazione, sulla base delle informazioni acquisite dal dirigente responsabile dell’ordine pubblico».
DOMENICA RADUNO E CORTEO
Due titoli abbinati agli stessi dati anagrafici non sono validi, quindi gli abbonati in Nord ovviamente non potranno acquistare altrove un nuovo biglietto. Domenica si svuoterà dunque l’Olimpico, oltretutto quando c’era da ricordare alla prima gara in casa l’indimenticato ex Sinisa Mihajlovic, da poco scomparso, e alla vigilia del 123° compleanno della Lazio. La società aveva previsto tutta una serie di iniziative prima della mezzanotte proprio allo stadio. E ora sale la tensione e scatta pure l’allarme relativo all’ordine pubblico. Gli ultras sarebbero pronti a radunarsi a Ponte Milvio, prima del match con l’Empoli, per andare in corteo sotto la Nord a fare baccano. La Digos monitora in serata poi anche i consueti festeggiamenti a Piazza della Libertà, sperando ci siano solo fuochi d’artificio. La cena della Lazio andrà in scena direttamente il giorno dopo all’hotel Cavalieri alle 21. Il Messaggero