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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Avv. Gentile: “Lazio presa di mira, solo Procura Federale ha sentito ululati. Orsato, quarto uomo, Lukaku e polizia no…” (AUDIO)

GIANMICHELE GENTILE (Legale S.S. Lazio) in collegamento a ‘QDL’ #radiosei

“Purtroppo è andata male la discussione del ricorso presentato contro la squalifica del settore Nord per Lazio-Napoli, ci dispiace tanto perché eravamo documentatissimi. La situazione è surreale, è un aggressione al club che è stato preso di mira. C’è un momento storico di paura generale nell’affrontare queste situazioni, c’è il timore di non adottare il pugno duro per cui in molti sono terrorizzati di essere accusati di essere troppo deboli rispetto al fenomeno. Ci sono 4 persone e dico 4, collaboratori della Procura Federale, uno vicino a una Curva, uno vicino all’altra e altri 2 vicini alle panchine. Hanno detto tutti di aver sentito 15mila persone fare ululati razzisti contro l’attaccante della Roma Romelu Lukaku.

“Presa di mira”

Noi abbiamo l’arbitro Orsato, che è un arbitro che aveva interrotto la gara e richiesto di fare l’annuncio all’altoparlante dopo aver ravvisato un raggio laser nei confronti di Dybala, che ha preso tanti provvedimenti disciplinari, che ha fatto fermare la partita per la bottiglietta a Bove, e ha scritto tutto nel dettaglio nel rapporto: ebbene, lui non ha sentito nulla. Abbiamo il quarto uomo, che non ha sentito nulla. Io ero allo stadio e non ho sentito nulla. Ma avevamo una cosa in più: abbiamo una dichiarazione del questore di Roma in cui si dichiara che nessuno e dico nessuno dei poliziotti ha sentito nulla. Lo stesso Lukaku, che è uno che ha sempre, giustamente, fatto notare agli arbitri questo genere di comportamenti, non ha detto assolutamente nulla. La Lazio è sempre stata presa di mira, inutile nasconderci. Sempre un atteggiamento duro, ricordatevi la storia dei tamponi, una aggressione fatta alla Lazio, poi dissolta nel nulla anche in sede penale”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, contromossa per il Napoli: gli abbonati possono esserci con un supplemento

Un epilogo già annunciato

Un epilogo già annunciato: respinto il ricorso della Lazio, Curva Nord e Distinti resteranno chiusi – per i cori discriminatori a Lukaku nel derby di Coppa Italia dello scorso 10 gennaio – contro il Napoli domenica alle 18. Discussione esaurita in un quarto d’ora ieri in una videoconferenza fra l’avvocato biancoceleste Gentile e la Corte Sportiva D’Appello. Ieri alle 16 è così partita la vendita dei biglietti (vietata ai residenti della Regione Campania, previsti 2500 partenopei con la tessera del tifoso), con molti supporters “squalificati” che potranno pagare un supplemento del proprio abbonamento per traslocare nei posti liberi in Tevere e Monte Mario. Ecco l’escamotage studiato dalla società in serata per evitare la richiesta di rimborso e avere almeno 40mila spettatori all’Olimpico. Tante polemiche e almeno il rischio di una multa in arrivo. Lotito e Fabiani continuano a dialogare in segreto con Sport e Salute per le condizioni del manto erboso: c’è sempre l’ipotesi semi-sintetico per il prossimo anno. Lo riporta Il Messaggero

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Ricorso respinto: Lazio-Napoli senza Curva e Distinti Nord

La Prima Sezione della Corte Sportiva D’Appello Nazionale, presieduta da Umberto Maiello, ha respinto il reclamo della Lazio avverso l’ammenda di 50.000 euro con diffida e l’obbligo di disputare una gara con i settori ‘Curva Nord’ e ‘Distinti Nord, Est e Ovest’ privi di spettatori. Le sanzioni erano state inflitte alla società biancoceleste in relazione al derby di Coppa Italia con la Roma dello scorso 10 gennaio.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Napoli, il club punta alla riapertura dei distinti: domani si discute il ricorso

Come riporta l’edizione odierna de La Repubblica, domani verrà discusso il ricorso contro la chiusura dei settori Nord dello stadio per Lazio-Napoli di domenica. La decisione del giudice sportivo era stata presa in base ai referti degli ispettori federali relativi al derby del 10 gennaio e l’obiettivo del club è l’annullamento della squalifica o almeno la riapertura dei Distinti, facendo leva sul fatto che né Lukaku né l’arbitro Orsato avevano segnalato nulla, al contrario di ciò che è successo in Udinese-Milan con  Maignan.

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Maignan, il principio della “diffusività” e le differenze con la squalifica del settore Nord della Lazio

Una sparuta minoranza. Certamente rumorosa e incivile, ma per fortuna esigua. Ecco perché la curva dell’Udinese non resterà chiusa nella prossima gara in casa contro il Monza del 3 febbraio. Nonostante il clamore della vicenda, al giudice sportivo mancherà infatti un parametro decisivo – fissato dalle norme e non interpretabile – per imporre i lucchetti nel settore dal quale sono partiti gli ululati contro Maignan: la diffusività. Secondo l’articolo 28 del codice di giustizia sportiva, le società sono ritenute responsabili per cori che siano espressione di discriminazione «per dimensione e percezione reale del fenomeno».

Quindi, sottolinea il Corriere dello Sport, i “buu” sono sanzionabili con un’ammenda ma non punibili con le porte chiuse se a intonarli sono state poche decine di persone; e a Udine, sabato sera, gran parte dei presenti non li ha uditi. Non li avrebbero sentiti il responsabile dell’ordine pubblico, il delegato della gestione dell’evento e neppure i dirigenti accompagnatori delle due squadre, oltre ai componenti del team arbitrale. Li ha ovviamente percepiti Maignan, e con lui uno dei due ispettori della procura che si trovava tra la panchina bianconera e la curva.

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RASSEGNA STAMPA

Chiusura Nord, stamattina il ricorso della Lazio: gli obiettivi

Stamattina davanti alla Corte sportiva d’appello della Figc verrà discusso il ricorso della società contro la chiusura della curva Nord domani contro l’Empoli. La condanna dei razzisti, da parte del club, resta perentoria: il ricorso è stato presentato con l’obiettivo di non penalizzare gli abbonati, almeno 6.500 su 7.500, che con gli ululati contro Banda e Umtiti non c’entrano nulla. La Lazio spera che la sanzione venga sospesa — o che, in alternativa, venga chiuso il settore ospiti nella prossima trasferta, a Reggio Emilia col Sassuolo — e che a pagare siano i veri responsabili. Molti tifosi potrebbero disertare l’Olimpico nel giorno dell’omaggio a Mihajlovic: alcuni abbonati stanno pensando di chiedere il rimborso alla Lazio, come già successo in circostanze analoghe alla Roma nel 2017. La Repubblica

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RASSEGNA STAMPA

Ululati, pagano tutti per pochi. Ricorso Lazio: “Ci sono gli strumenti per individuare i colpevoli”

Nessuna attenuante, nessuna condizionale, stavolta il Giudice Sportivo Mastrandrea usa la mano pesante contro la Lazio: chiusa l’intera Curva Nord contro l’Empoli a causa dei buu «di 1000 sostenitori biancocelesti (su 1072 occupanti il settore Ospiti)» rivolti a Banda e Umtiti al Via del Mare mercoledì pomeriggio. Non è bastato a scongiurare il peggio, l’ennesimo duro comunicato del club capitolino per stigmatizzare l’accaduto il giorno dopo: «Durante la partita con il Lecce, l’arbitro Marinelli è stato costretto ad interrompere il match a causa di ululati. Offriremo come sempre la massima collaborazione per individuare i responsabili e condanniamo chi si è reso protagonista di questo gesto deprecabile, vergognoso e anacronistico. I nostri tifosi non sono razzisti e non possono essere associati a pochi individui che ledono gravemente l’immagine della Lazio». Invece, alla fine a pagare per i mille colpevoli dei misfatti del Salento, domenica pomeriggio in teoria saranno altri settemila abbonati (non rimborsabili) nel settore dell’Olimpico, tutto esaurito ormai da agosto. Per questo la Lazio decide di fare ricorso d’urgenza, sperando che venga accolto domani mattina (si terrà il dibattito e dopo il responso), prima dell’incontro. Nessun controsenso, secondo il club capitolino si tratta di buon senso: il punto non è annullare la sanzione, ma applicarla a chi ha commesso il reato e non a chi era a casa sul divano. Su questo verterà il dibattito e a Formello c’è ottimismo: «Perché vogliamo far capire che in quel modo non si risolve il problema, ma si puniscono tutti e nessuno. Esistono gli strumenti per individuare e far pagare solo chi si è macchiato di quel terribile coro, invece di fare di tutta l’erba un fascio. Anche perché poi a rimetterci è solo la Lazio». Anche a livello d’immagine, un ulteriore grosso danno. Ieri tutte le grandi testate online in Francia, Spagna e Inghilterra rilanciavano la notizia di Banda e Umiti e il successivo pugno duro.


LA RELAZIONE DEI FEDERALI


Per esempio, ci sarebbero alcuni sostenitori, abbonati in Tevere, fra gli autori dei buu di mercoledì pomeriggio, che domenica saranno regolarmente al proprio posto a discapito di altri che non erano invece in trasferta in Salento. Eppure, si legge nella delibera del giudice, Gerardo Mastrandrea, di ieri pomeriggio: «Considerato che i cori venivano percepiti da tutti e tre i collaboratori della Procura Federale, e dalla loro relazione sono attribuibili alla tifoseria della società Lazio che nelle gare casalinghe occupa il settore denominato ‘Curva Nord’ dello Stadio Olimpico di Roma; ritenuto che, in ragione della gravità, della dimensione e della percezione reale del fenomeno, tale anche da costringere il direttore di gara ad interrompere il gioco per permettere l’effettuazione, da parte dello speaker, del messaggio previsto in caso di cori di discriminazione razziale, i predetti comportamenti assumono rilevanza disciplinare a norma dell’art. 28, n. 4, CGS, si delibera di sanzionare la Lazio con l’obbligo di disputare una gara senza spettatori nel settore indicato dai collaboratori della Procura federale nella propria relazione, sulla base delle informazioni acquisite dal dirigente responsabile dell’ordine pubblico».


DOMENICA RADUNO E CORTEO


Due titoli abbinati agli stessi dati anagrafici non sono validi, quindi gli abbonati in Nord ovviamente non potranno acquistare altrove un nuovo biglietto. Domenica si svuoterà dunque l’Olimpico, oltretutto quando c’era da ricordare alla prima gara in casa l’indimenticato ex Sinisa Mihajlovic, da poco scomparso, e alla vigilia del 123° compleanno della Lazio. La società aveva previsto tutta una serie di iniziative prima della mezzanotte proprio allo stadio. E ora sale la tensione e scatta pure l’allarme relativo all’ordine pubblico. Gli ultras sarebbero pronti a radunarsi a Ponte Milvio, prima del match con l’Empoli, per andare in corteo sotto la Nord a fare baccano. La Digos monitora in serata poi anche i consueti festeggiamenti a Piazza della Libertà, sperando ci siano solo fuochi d’artificio. La cena della Lazio andrà in scena direttamente il giorno dopo all’hotel Cavalieri alle 21. Il Messaggero

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GIUDICE SPORTIVO

“Ululati razzisti”, paga la Lazio: chiusa la Curva Nord per un turno

Curva Nord chiusa per una giornata. Questa la sanzione inflitta alla Lazio dal giudice sportivo della Serie A a seguito degli ululati razzisti nei confronti di Banda e Umtiti arrivati dal settore dei tifosi biancocelesti durante la partita persa in casa del Lecce.

Cosa è successo

Un episodio che aveva costretto l’arbitro a sospendere momentaneamente il match del Via del Mare e chiedere l’intervento dello speaker dello stadio. Un episodio condannato anche dal club del presidente Claudio Lotito che si è espresso sull’accaduto attraverso un comunicato ufficiale. Corriere dello Sport

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SOCIETA'

Ululati in Lecce-Lazio, il comunicato della società: “Gesto vergognoso”

La società, tramite il proprio sito ufficiale, ha diramato un comunicato riguardo gli ululati razzisti durante Lecce-Lazio.

“Durante la partita Lecce-Lazio, l’arbitro è stato costretto ad interrompere la partita a causa di ululati razzisti nei confronti di un giocatore della squadra di casa. La S.S. Lazio ha sempre contrastato con tutti i mezzi a disposizione ogni forma di razzismo e discriminazione, mettendo in campo iniziative volte a reprimere tali fenomeni, sensibilizzando i propri tifosi su questo tema e agendo nelle sedi preposte a tutela della propria immagine. La S.S. Lazio anche oggi condanna chi si è reso protagonista di questo gesto deprecabile, vergognoso e anacronistico e offrirà come sempre la massima collaborazione alle autorità per individuare i responsabili. I tifosi della Lazio non sono razzisti e non possono essere associati a pochi individui che ledono gravemente l’immagine del club”.