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Lazio, condizione Romagnoli: c’è un virus post operatorio

Continua il periodo di vacanza turbolento per Romagnoli: il centrale è stato costretto a rientrare anticipatamente da Miami, dove aveva scelto di trascorrere giornate di riposo prima dell’inizio del campionato, ma da diversi giorni è ricoverato a Villa Mafalda. La Lazio parla di intervento alle tonsille, se non fosse che dalla clinica trapela che il calciatore quell’intervento lo avrebbe fatto già tempo fa, prima di partire per gli Stati Uniti. Per questo, come riporta il quotidiano Il Messaggero, sembrerebbe che, in realtà, Romagnoli sia impegnato attualmente a combattere un virus legato proprio all’operazione. 

Già scontento per una rinnovo con adeguamento che tarda ad arrivare nonostante le promesse, Romagnoli adesso è costretto al ricovero. Riguardo al suo futuro, il ritorno di Sarri rappresenta un’importante speranza per i tifosi che vorrebbero trattenerlo nella capitale. D’altronde, il Comandante lo ritiene un vero e proprio pilastro per la prossima stagione. Servirà un nuovo incontro con il club per pattuire le condizioni per proseguire insieme, ma non dobbiamo dimenticare che la Lazio rappresenta per il difensore di Anzio un pezzo di cuore e di famiglia importante e questo potrebbe bastare per convincerlo a rimanere. 

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INFERMERIA

Lazio, intervento di tonsillectomia per Romagnoli: la nota del club

“La S.S. Lazio informa che il calciatore Alessio Romagnoli è stato sottoposto a intervento di tonsillectomia presso la clinica Villa Mafalda di Roma.Il difensore biancoceleste sta seguendo regolarmente il decorso post-operatorio e sarà dimesso nei prossimi giorni”. sslazio.it

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CALCIOMERCATO

Lazio, Romagnoli e Marusic aspettano i rinnovi: Sarri in pressing sul club

Cessioni, rinnovi e mercato: la Lazio studia le prime mosse.

Se per le entrate c’è da attendere le cessioni, i rinnovi potrebbero essere firmati prima. I due senatori con i riflettori puntati addosso sono Romagnoli e Marusic, entrambe pedine preziose per lo scacchiere di Sarri.

Stando a quanto riporta Il Messaggero il montenegrino è deluso ma il tecnico toscano sta spingendo affinché venga accontentato a livello contrattuale. Il numero 77 non vede l’ora di ripartire agli ordini del Comandante, come Romagnoli (promesso l’intervento di Lotito in ritiro). Marusic, attende ancora il prolungamento di almeno due anni con adeguamento promesso in passato dal club, che però fa muro per il limite al monte ingaggi dovuto alle regole del FFP. La Lazio lo ha bloccato esercitando l’opzione sino al 2026 (senza chiamarlo), motivo per cui c’è chi sta sondando il terreno, Fiorentina su tutti, forte sul suo malcontento.

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Lazio-Romagnoli, rebus ingaggio: Lotito conta di risolvere in ritiro

L’alfiere di Sarri è Romagnoli, tra i portabandiera del sarrismo. Il Comandante s’è garantito la sua conferma fin dai primi colloqui e vuole che resti con entusiasmo, lo stesso con cui era arrivato nel 2021. Lotito e Fabiani hanno assicurato che Romagnoli rimarrà e si sono mossi per chiudere il caso rinnovo. Martedì c’è stato un nuovo incontro con i suoi manager, è stata ribadita l’intenzione di riconoscere un nuovo contratto: l’idea è prolungare fino al 2029, aggiungendo due anni. Si potrebbe anche arrivare a 3. Romagnoli ha compiuto 30 anni a gennaio, nel 2029 ne avrebbe 34. Il tema non è la durata dell’accordo, non lo è mai stato. E’ l’accordo economico. Alessio, nel giorno della firma, aveva strappato una promessa a Lotito: avrebbe firmato accettando un ingaggio più basso, da poco più di 3 milioni con i bonus, con l’idea di aggiornare la cifra in caso di qualificazione in Champions. Sarri portò la Lazio al secondo posto e in Champions nel 2022-23 e nell’estate 2023 c’è stato lo strappo: nessun adeguamento per Romagnoli. Alessio è rimasto deluso, ha atteso la svolta per altri due anni. A fine stagione, dopo la partita con la Juve, il suo sfogo. Da fine maggio a oggi si sono svolti due incontri con il team Raiola. Il primo per la riconciliazione, il secondo per fissare una tabella di marcia.

Fabiani si è potuto spingere fino a un certo punto, ha spianato la strada ad un prossimo incontro, quello decisivo. Vuole essere il presidente Lotito a parlare direttamente con Romagnoli per chiarire la vicenda ed entrare nei dettagli economici. L’idea è organizzare il colloquio a luglio, durante i giorni del ritiro. Si svolgerà a Formello per la prima volta. Il presidente e Alessio faccia a faccia per parlarsi, per confrontarsi, per chiarire tutto ciò che va chiarito. L’esito dell’incontro chiarirà ogni scenario. La Lazio ha detto e ribadito che il Sarri-bis nasce con la conferma di tutti i big. Si è scelta questa politica perché si crede nel valore della rosa e anche perché senza Europa il budget di mercato è ridotto. Si possono progettare ritocchi, ma prima devono concretizzarsi cessioni. E’ una procedura non certo nuova, che la Lazio ha seguito negli ultimi anni.

Le offerte. Romagnoli è unito alla Lazio da un amore profondo, ma di questa storia ne ha fatta una questione di principio. La volontà di risolverla ora conta più di tutto. Anche Romagnoli spera che si chiarisca il caso e si possa ricominciare al meglio, il ritorno di Sarri lo carica ancora di più. Era l’alfiere della difesa da record, migliore seconda dopo quella del Napoli tricolore con Spalletti. La difesa dei 21 clean sheet. Alessio aveva un sogno: restare a vita nella Lazio. E in cuor suo il sogno non è mai cambiato. Ha ricevuto offerte dall’Italia e dall’estero, in particolare dall’Arabia. Corriere dello Sport

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Nodo Romagnoli: la chiamata di Sarri e la strategia della Lazio per blindarlo

Il futuro del centrale laziale sembrava lontano dalla Capitale ma il ritorno di Sarri cambierà il futuro del difensore.

È stato il leader difensivo del tecnico toscano e Sarri vuole appunto ripartire da lui: Alessio Romagnoli con molta probabilità resterà a Roma, nonostante le sirene arabe che negli ultimi tempi si sono fatte insistenti.

Stando a quanto riporta Il Messaggero, Lotito mette sul piatto un contratto sino al 2029, senza però aumentare l’attuale, ingaggio da circa 3 milioni, perché deve mantenere sotto controllo i costi di bilancio. Il nodo infatti rimane economico e di principio. Alessio vantava dal 2022 una promessa di adeguamento “da Champions”, come da lui stesso ammesso quasi alla fine di questo campionato.

Se il difensore non dovesse accettare la proposta di prolungamento perché attratto dallo stipendio mostruoso che offrono gli arabi ormai da gennaio, il club capitolino, si legge, sarebbe disposto a perderlo a scadenza nel 2027 (è comunque arrivato dal Milan a parametro zero) pur di trattenerlo, piuttosto che cederlo in Qatar per quattro spicci adesso. Lotito valuta Romagnoli 10-15 milioni, altrimenti non c’è chance di scollarlo da Formello.

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Romagnoli-Lazio, le incognite sul futuro verranno chiarite entro giugno

La Lazio riparte da Sarri e tra i big che il tecnico vorrebbe trattenere c’è Romagnoli, che non ha ancora deciso quale sarà il suo futuro.


Punto fermo della tifoseria e anche del tecnico toscano, Alessio Romagnoli è fondamentale per questa Lazio che deve ripartire. Tuttavia il futuro del difensore non sembrava essere nella Capitale, ma con l’arrivo di Sarri tutto può cambiare.

Il calciatore è in attesa di un adeguamento e Fabiani, riporta il Corriere dello Sport, aveva riallacciato i contatti con lo staff di Alessio; a breve ci sarà un altro incontro. Servirà per valutare l’offerta della Lazio: la società, si legge, potrebbe proporre un biennale per portare la scadenza dal 2027 al 2029. In questo modo si garantiscono due anni in più di contratto senza ritoccare la cifra. Entro giugno il caso può risolversi, l’idea è chiuderlo il prima possibile per aprire il ritiro di luglio senza contratti in sospeso. 

Romagnoli aspettava il ritocco “Champions” nel 2022, forte di una promessa strappata a Lotito. E’ rimasto a quel patto, a quella cifra, portava l’ingaggio oltre i 3 milioni. Servirà un punto d’incontro.

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Lazio, Sarri riparte dalla difesa: Gila da trattenere, Romagnoli più vicino

Si riparte dalla ristrutturazione della difesa in casa Lazio. Il primo obiettivo di Maurizio Sarri sarà quello di restituire solidità a un reparto che è stato il peggiore delle prime nove della classe. Troppi i gol subiti, troppe le leggerezze individuali e il riassunto perfetto della stagione biancoceleste è il gol subito con il Lecce all’ultima giornata. Sarri ha le idee chiare, il tecnico toscano vuole costruire la difesa intorno alla coppia composta da Gila e Romagnoli ma entrambi hanno situazioni contrattuali delicate e che dovranno essere risolte in tempi brevi. Romagnoli ha due anni di contratto e tutto ruota intorno a promesse che erano state fatte al momento del suo arrivo alla Lazio. Nonostante i cambi al vertice (da Tare a Fabiani), Romagnoli si aspetta un gesto di riconoscenza dalla società, in caso contrario non sarebbe da escludere una cessione. 

Lazio, Romagnoli vicino alla permanenza: in bilico c’è Gila

Se qualche settimana fa si pensava che Romagnolipotesse partire, il ritorno di Sarri può aver cambiato le carte in tavola. L’ex capitano del Milan è il perno intorno al quale il tecnico toscano vuole costruire la difesa, a tal punto da aver convinto la società a riaprire i dialoghi con lo stesso Romagnoli per il rinnovo. A 30 anni per il centrale si tratterebbe quasi di firmare a vita con la Lazio, una promessa d’amore che alimenterebbe l’entusiasmo della piazza. Chi è in bilico è invece Mario Gila, nonostante la stima che Sarri nutre nei suoi confronti. Sullo spagnolo c’è il Chelsea ma soprattutto nelle ultime ore il Paris Saint Germain sta spingendo, tanto da avere già un’intesa di massima con l’entourage del giocatore. Gila ha ancora due anni di contratto, è uno dei giocatori meno pagati della Lazio e un progetto come quello del PSG campione d’Europa rappresenta una tentazione non da poco. La Lazio lo valuta non meno di 40 milioni, che dovranno essere divisi col Real Madrid che detiene il 50% sulla rivendita dello spagnolo. Tuttomercatoweb.com

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Lazio, Romagnoli si prepara all’addio: possibili destinazioni e la valutazione di Lotito

Chi resta e chi parte. A Formello si cerca di fare chiarezza sul futuro della Lazio, che ovviamente dipenderà anche dal prossimo allenatore.

La stagione appena terminata ha lasciato delusione e rabbia per non aver centrato l’accesso alle prossime competizioni europee. L’addio di Baroni alla Lazio sembra ormai solo questione di ore e intanto il club lavora per trovare la soluzione più adatta.

Chiaramente dal tecnico dipenderanno anche i calciatori: c’è chi preferirebbe andare in un club che disputa le coppe, chi non disdegnerebbe un’esperienza all’estero ma anche chi, in base appunto al prossimo allenatore, deciderà di rimanere qui per sposare il pogetto biancoceleste.

Tra i calciatori che potrebbero lasciare la Capitale c’è anche Alessio Romagnoli. Stando a quanto riporta Il Messaggero, senza l’Europa e il rinnovo, le strade del numero 13 e della Lazio sono pronte a dividersi. Sul centrale, con il secondo ingaggio più alto in rosa (3 milioni), ci sono interessamenti dall’Arabia e dalla Premier League. Lotito lo valuta almeno 10 milioni di euro. Difficile, si legge, ci siano ripensamenti: dopo il ko col Lecce il difensore ha già salutato tutti a Formello.

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GIUDICE SPORTIVO

Lazio, stangata per Romagnoli dal giudice sportivo

Sono dieci i giocatori squalificati dal giudice sportivo di serie A, Gerardo Mastrandrea, in relazione alle partite dell’ultima giornata di campionato. Due giornate di stop sono state inflitte ad Ante Rebic (Lecce), insieme con una multa di 15mila euro, espulso “per avere rivolto ad un assistente più volte un’espressione irriguardosa indirizzate agli ufficiali di gara, inoltre, al termine della gara, negli spogliatoi, rivolgeva una critica irrispettosa al direttore di gara”. Stessa sanzione, ma con una ammenda di 10mila euro, ad Alessio Romagnoli (Lazio), espulso per avere “affrontato un assistente con toni ed atteggiamenti offensivi”. Tra gli altri espulsi, dovrà osservare una giornata di squalifica e pagare 10mila euro di ammenda Ondrej Duda (Verona), “per proteste nei confronti degli ufficiali di gara e per comportamento non regolamentare in campo; per avere inoltre dopo la notifica del provvedimento di espulsione, assunto un atteggiamento provocatorio nei confronti dell’allenatore della squadra avversaria”. Solo una giornata di stop è stata inflitta a Jaka Bijol (Udinese, doppia ammonizione), Santiago Pierotti (Lecce, doppia ammonizione) e Reina (Como, fallo su un avversario in possesso di una chiara occasione da rete). Tra i diffidati, staranno fermo per un turno Botond Baloch (Parma), Hakan Calhanoglu (Inter), Zeki Celik (Roma) e Gabriel Strefezza (Como). Numerose le multe inflitte alle società. La più pesante, 15mila euro, è toccata al Lecce “a titolo di responsabilità diretta in relazione al comportamento del presidente, Saverio Sticchi Damiani, a sua volta multato di 15mila euro “per avere rivolto, dalla tribuna e poi negli spogliatoi, critiche gravemente irrispettose agli ufficiali di gara e all’arbitro”. Espulso per simili comportamenti, è stato squalificato per un turno e dovrà pagare cinquemila euro il team manager della società leccese, Claudio Vino. Solo una squalifica per il collaboratore tecnico dei salentini, Fabio Micarelli, e una multa di diecimila euro per l’ad del club, Sandro Mencucci. L’Atalanta pagherà ottomila euro “per avere suoi sostenitori lanciato numerose aste di bandiera e bicchieri di plastica sul terreno di giuoco”, e il Bologna altrettanti “per avere suoi sostenitori lanciato un bicchiere di plastica semipieno sul terreno di giuoco in direzione degli Ufficiali di gara e per lancio di numerosi petardi ed un fumogeno nel recinto di gioco”. Per lancio di petardi, fumogeni e oggetti vari sono state sanzionate con multe anche il Napoli (settemila euro), il Verona (cinquemila) e Lazio, Lecce e Venezia (tremila ciascuna). Inoltre, l’Inter pagherà cinquemila euro “per cori beceri nei confronti della tifoseria di altra società”, e altrettanti il Lecce “per non avere, i propri sostenitori, rispettato il minuto di silenzio disposto dalla Figc”. (ANSA).

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Lazio, difesa in bilico: Romagnoli aspetta, prime sirene per Gila, Gigot va riscattato. Occasione Faes

Romagnoli aspetta le mosse della Lazio, si è sentito scaricato e riaccolto, valuterà l’offerta del rinnovo che è stata preannunciata ai suoi manager, tiene aperto ogni scenario. Per Gila arrivano le prime sirene. Il riscatto di Gigot è obbligatorio: 500 mila per il prestito più 3,2 milioni per l’acquisto definitivo, legato a premi. Patric si è operato, ha iniziato il recupero e conta di restare. Il futuro, per la Lazio, è Provstgaard, ma ha ancora 21 anni. Se partirà Gila, solo il danese sarà under 25, tutti gli altri over 30. E’ per questo che il club da tempo progetta il ringiovanimento del reparto. Per ogni cessione ci sarà un acquisto, è il minimo. Perdere in un colpo Romagnoli e Gila sarebbe una doppia botta. Riuscire a ripartire con Romagnoli limiterebbe l’indebolimento della difesa e aiuterebbe la ricostruzione.  

L’occasione Faes per la Lazio: la mossa

E’ da gennaio che il diesse Fabiani studia il mercato dei difensori centrali con i suoi 007. La caccia all’occasione aveva portato a valutare l’acquisto di Wout Faes, 27 anni, centrale belga del Leicester. Il club è retrocesso in Championship, l’occasione si è concretizzata. Faes avrebbe una clausola e sarebbe scattata con la retrocessione: costo 10 milioni. A queste cifre è da considerare un acquisto in saldo. Ha un profilo internazionale: 118 presenze in Premier, 77 in Ligue 1 con il Reims, 26 presenze con il Belgio. Il salto l’aveva compiuto partendo dall’Ostenda, prima ancora gli inizi nell’Anderlecht e un paio di prestiti. A 20 anni era molto quotato, anche quando ha iniziato a giocare in Francia. Nel 2022 era stato vicino al Chelsea. Poi ha vissuto qualche stagione insoddisfacente. Piaceva molto a gennaio e oggi che il prezzo è sceso può piacere ancora di più. Un ostacolo può essere rappresentato dall’ingaggio, in Premier in media sono alti, superano i 3 milioni. Lotito e Fabiani potrebbero giocare sulla formula, spalmando la cifra e riconoscendo un accordo quinquennale. A dieci milioni è un giocatore invitante per tanti.

Gli altri nomi per la difesa

A gennaio c’era stato un sondaggio per avere in prestito Mosquera del Valencia, gigante di 1,91, tra i migliori giovani della Liga. Ha una valutazione di 20 milioni, ora è inarrivabile. Per lui si sta scatenando un’asta vera, in pole viene dato il Lipsia. Dalla Svizzera rilanciano spesso il nome di Albian Hajdari, difensore centrale del Lugano, ha 22 anni, è svizzero, ha origini kosovare. Piede sinistro, ha una valutazione di 10 milioni. E’ mancino anche Valentin Gomez del Velez, stessa quotazione. E’ in scadenza a dicembre 2026, tra un anno e mezzo. E’ alto 1,81, ha passaporto spagnolo, un vantaggio per tesserarlo da comunitario. Era stato vicinissimo all’Udinese nel mercato invernale, l’acquisto sembrava fatto. S’era sottoposto alle visite mediche, poi lo stop. Gomez aveva una clausola di “buyout” per uscire, si sarebbe dovuto trasferire da svincolato a Udine. La clausola era di nove milioni di euro. Il suo cartellino appartiene a un fondo, avrebbe dovuto far scattare l’opzione. Non è stato fatto e il giocatore è rimasto al Velez.