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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio-Arbitri? La società deve tutelare la squadra. Crediti tv o immissione capitale, mi auguro che Lotito…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quasi sicuramente la Lazio sarà costretta a fare mercato a saldo zero, però c’è questa novità delle modifiche delle Noif che rende meno complicato ripianare il deficit che una società ha. Tra i crediti dei diritti tv e la possibile immissione del presidente, mi auguro che il mercato sarà libero. Si potrebbero fare così i rinnovi in aumento, poi sani la recidiva, quindi non ti presenti ai controlli di marzo con la sanzione e non rischieresti dunque un altro blocco.

Questione arbitrale? Difficile giocare con questa situazione. Le gestioni delle gare creano difficoltà devastanti.

Il campionato della Lazio è falsato già da qualche tempo, la squadra va tutelata dalla società. Anche quello che ha detto con toni civili Pellegrini deve far riflettere: ‘Qualcosa non torna, ad esempio 9 falli della Cremonese e primo giallo a Pedro’, è una provocazione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Conti Lazio, problema ricavi e necessità di un aumento di capitale. Lotito deve trovare una soluzione” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La FIGC si è adeguata al parametro Uefa, sarebbe stato strano il contrario. Questo parametro del costo del lavoro allargato passa dallo 0.8 allo 0.7: mi aspetto qualche comunicato da parte della FIGC perché c’è ancora molta confusione, soprattutto sulle sanzioni.

La Lazio deve aumentare i ricavi, la mancata qualificazione alle coppe e l’assenza di uno sponsor pesano. Questo discorso vale perché Lotito continua a non fare aumenti di capitale.

Dando un’occhiata al bilancio bisogna vedere quanto gravano certi giocatori: Isaksen pesa 7 milioni, Guendouzi 6; questo significa che con loro è più facile fare plusvalenza. Stessa cosa per Mandas, che praticamente a bilancio pesa zero. Lotito dovrebbe trovare una soluzione a questa situazione. Fabiani ha fatto errori ma sono stati presi anche buoni giocatori come Guendouzi, Rovella e Castellanos”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Bilancio Lazio chiaro, senza maggiori ricavi ed aumento capitale costretta a ridimensionare cedendo” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Due mesi fa il presidente della Lazio ha detto il club non era nel ‘caos’ come altre squadre. La Lazio, come bilancio annuale, andrà sotto di 30-40 milioni. Per compensare i mancati ricavi, vedi l’Europa League, sarà costretta a vendere per non incappare in un altro blocco.

Una società come la Lazio non può ricavare, fatturare, 110 o 120 milioni: un quinto della Juve, un quarto del Milan, la metà della Roma. Se tu non riesci ad ottenere certi ricavi o ridimensioni la squadra dal punto di vista tecnico, vendendo i pezzi migliori, o fai l’aumento di capitale

La domanda da fare a Lotito è molto semplice: ci spiega perché la Roma fattura più del doppio della Lazio? La Lazio anche quando è andata in Champions League ha fatturato meno della Roma che era in Europa League, è questa la sconfitta”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Mattei, domanda al presidente della Lazio: “L’obiettivo è far tifare nella Capitale solo la Roma?” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ormai c’è una bella competizione in casa Lazio tra le notizie brutte che riguardano il campo e quelle brutte che succedono fuori.

Di fronte a questo scenario apocalittico, blocco, infortuni, calciatrice della Women, le chat, ci viene detto che va tutto bene. Io credo che loro sappiano benissimo quale sia la situazione e dicono queste cose sapendo che non sono vere.

Presidente Lotito, se il 98% dei tifosi della Lazio è contro di lei e il 100% dei tifosi è della Roma è con lei e la spinge a non mollare, non è che sta portando avanti una strategia per far diventare la Roma l’unica squadra della Capitale? Al momento una cosa è certa: la Lazio ora è la seconda e si sta lavorando per far diventare la Roma l’unica della Città”.

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TIFOSI

Lazio, in 10mila manifestano contro Lotito. Delegazione da Onorato: “La politica si deve schierare. La notizia sul Flaminio…” (VD/FT)

E’ il giorno della manifestazione organizzata dal tifo organizzato biancoceleste per esprimere dissenso nei confronti della gestione societaria della Lazio. Appuntamento a Largo Corrado Ricci alle 18.30, poi il corteo dei tifosi della Lazio -di circa 10 mila unità – si è mosso in direzione Campidoglio, dove è stato richiesto un confronto (da parte di una delegazione) con il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri. “La politica ce l’ha messo, la politica deve toglierlo”, il contenuto dello striscione esposto.
19,45 – Dal palco prende la parola il tifo organizzato: C’è una delegazione al Campidoglio. Non abbiamo risposte che siano risolutive nell’immediato, il nostro compito è far valere il nostro ruolo e il nostro amore.Dobbiamo farci sentire con le istituzioni, sensibilizzarle, perché non possiamo più andare avanti. La gente ormai non scende più in piazza, noi oggi invece a metà luglio siamo qui fregandocene di tutto e tutti, per il nostro amore più grande. Da cittadini, da liberi tifosi abbiamo le armi per poterlo fare. La politica si deve schierare dopo aver messo questo personaggio. È un problema per cittadini ed elettori, se ne sono fregati fino ad adesso e ora non lo possono più fare. Questo personaggio va avanti per interessi personali, deve alzare i tacchi e andare via”.

Pretendiamo una società che conti il tifoso come un valore aggiunto, non un’entità da combattere. Non c’è cosa più importante del rispetto dei tifosi. Questo non è un presidente, gestisce solo la società. Guardatevi intorno, questa è la Lazio. Oggi ci sono i laziali, c’è la Lazio. Ci sono persone anziane che sono qui, bambini che sono qui, noi siamo qui per loro, per i nostri tifosi. I ragazzi di vent’anni non hanno potuto vivere le cose che abbiamo vissuto noi, non sanno cosa vuol dire sognare. Per questo noi siamo qui: vogliamo sognare! Tredici mesi fa eravamo ventimila persone, oggi abbiamo tutti una grande responsabilità. Questa è la realtà, qui non c’è spazio per i vili. Ragazzi di vent’anni non hanno mai vissuto un 14 maggio del 2000, e se non ci pensiamo noi non lo faranno mai.

In venti anni abbiamo avuto una persona che ha amministrato la Lazio come un condominio, senza mettere un centesimo di tasca propria. Da tempo i presidenti investono, stanno in mezzo alla gente e non avevano la scorta perché erano laziali. Gli altri laziali ci criticano perché ci abboniamo. Il problema è loro, non il nostro. Questa manifestazione ha un senso, se non dovesse bastare ce ne sarà un’altra, sempre le stesse persone troveremo. Diecimila, quindicimila, ventimila, la prossima volta saremo trentamila. Chi ha sfidato i laziali ha sempre perso!Tutti noi facciamo dei sacrifici, senza Lazio non ci sappiamo stare. Inutile spiegarlo a chi non è come noi, noi ci nutriamo di Lazio da sempre, da quando siamo nati. Lo striscione è stato fatto per un motivo ben chiaro: saremo sempre una spina nel fianco per chi non ci vuole in questa città dal 1927.

Siamo stati ricevuti dall’assessore allo sport. Le nostre richieste riguardavano principalmente il Flaminio, volevamo capire se c’è effettivamente l’interesse della Lazio di tornare a casa nostra, perché quella è casa nostra e ci spetta. Abbiamo detto alle Istituzioni che siamo preoccupati e ci aspettiamo che il Comune di Roma prenda una posizione con la società qualora non si dovessero capire le vicissitudini di natura economica. Per quanto riguarda il Flaminio c’è una notizia buona: la Lazio a dicembre ha presentato un progetto per la riqualificazione dello stadio; la parte negativa riguarda i tempi della Lazio”.

Di seguito il reportage video-fotografico a cura della nostra redazione:

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Romagnoli si prepara all’addio: possibili destinazioni e la valutazione di Lotito

Chi resta e chi parte. A Formello si cerca di fare chiarezza sul futuro della Lazio, che ovviamente dipenderà anche dal prossimo allenatore.

La stagione appena terminata ha lasciato delusione e rabbia per non aver centrato l’accesso alle prossime competizioni europee. L’addio di Baroni alla Lazio sembra ormai solo questione di ore e intanto il club lavora per trovare la soluzione più adatta.

Chiaramente dal tecnico dipenderanno anche i calciatori: c’è chi preferirebbe andare in un club che disputa le coppe, chi non disdegnerebbe un’esperienza all’estero ma anche chi, in base appunto al prossimo allenatore, deciderà di rimanere qui per sposare il pogetto biancoceleste.

Tra i calciatori che potrebbero lasciare la Capitale c’è anche Alessio Romagnoli. Stando a quanto riporta Il Messaggero, senza l’Europa e il rinnovo, le strade del numero 13 e della Lazio sono pronte a dividersi. Sul centrale, con il secondo ingaggio più alto in rosa (3 milioni), ci sono interessamenti dall’Arabia e dalla Premier League. Lotito lo valuta almeno 10 milioni di euro. Difficile, si legge, ci siano ripensamenti: dopo il ko col Lecce il difensore ha già salutato tutti a Formello.

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STATISTICHE

Lazio-Roma, derby sorpasso o fuga: i sei precedenti di fuoco nel nuovo millennio

Sorpasso o fuga, di certo punti pesanti come macigni nella corsa per un posto in Europa. Il derby di domenica ha il sapore della sentenza e non solo per un questione di orgoglio capitolino. Lazio e Roma, infatti, sono divise solo da due punti ed entrambe sentono l’odore della Champions a due passi. I biancocelesti, reduci dalla bella vittoria di Bergamo e impegnati giovedì col Bodo, hanno controsorpassato la squadra di Ranieri fermata sul pari dalla Juve e vogliono vendicare la sconfitta dell’andata con i giallorossi. Al tempo stesso Dovbyk e compagni, persa ormai ogni speranza di vincere un trofeo, vogliono almeno regalare ai tifosi il primato cittadino. Un derby teso e quanto mai impronosticabile. Ma non è la prima volta che Lazio e Roma si affrontano nel girone di ritorno con così pochi punti di distanza. Solo nel nuovo millenio sono 6 gli scontri punto a punto. 

La distanza più ampia di questi sei precedenti risale al 2001, anno di gloria per la Roma. La stracittadina di ritorno vede tutte e due le squadre della capitale in corsa per lo scudetto a sei giornate dal termine. L’atmosfera è elettrica. La squadra di Capello ha 62 punti, la Lazio di Zoff 55. Con un successo la Lazio accorcerebbe di parecchio, ma Nedved e compagni devono accontentarsi di un pareggio per 2-2 strappato in extremis col gol di Castroman. Nel 2005, invece,  fu il derby della paura:  entrambe appena sopra la zona retrocessione con una distanza di un punto. Finì con un noiosissimo 0-0, il pubblico urlò “buffoni!” a tutti i giocatori. La Lazio restò un punto sopra, 42 a 41 e alla fine del campionato chiuse uno sotto, si salvarono entrambe. Forse anche grazie a quel pareggio. Distanza minima anche nel 2013. E pure in quel caso finì con un pareggio per 1-1: al capolavoro da 25 metri di Hernanes (che sbaglierà poi un rigore) risponde Totti dal dischetto. La Lazio era in vantaggio di 3 punti e ci resterà ancora per due settimane, salvo poi finire sotto alla Roma a fine campionato. Ma l’emblema dei derby da giocare fino all’ultimo round è probabilmente quello del 2015. Ieri come oggi era in palio la Champions, ma ci troviamo praticamente a un passo dal traguardo visto che si trattava della penultima giornata. Tutto sembra essere indirizzato verso il pareggio dopo i gol di Iturbe e Djordjevic. Poi ecco la testa  Yanga-Mbiwa a cinque minuti dalla fine, l’unico  gol del difensore  in 38 partite stagionali che di fatto certificò il 2° posto giallorosso. Gli ultimi due scontri a distanza minima nel girone di ritorno risalgono al 2018 e al 2022. Nel primo caso Roma e Lazio si ritrovarono appaiate al terzo posto, e lì resteranno dopo il derby finito 0-0. Nel secondo, invece, la Roma di Mourinho si impose 3-0 con doppietta di Abraham e gol di Pellegrini. I giallorossi superarono la Lazio: 51 punti per Mou, 49 per per Sarri. Ma alla fine del campionato furono i biancocelesti a finire avanti di un punto. Domenica come finirà?

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SERIE A

Lazio-Roma, formazioni ufficiali: Cataldi e Pedro dal 1′

Lazio (4-3-3): Provedel; Lazzari, Patric, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile, Pedro. A disp:Sepe, Mandas, Pellegrini, Casale, Hysaj, Gila, Vecino, Kamada, Basic, Rovella, Isaksen, Castellanos, Fernandes All.: Sarri

Roma (3-5-2): Rui Patricio; Mancini, Llorente, Ndicka; Karsdorp, Cristante, Paredes, Bove, Spinazzola; Dybala, Lukaku. A disp: Boer, Svilar, Celik, Kristensen, Pellegrini, Sanches, Aouar, Zalewski, Pagano, Belotti, Azmoun, El Shaaraway. All.: Mourinho