“La manifestazione di ieri ha testimoniato, se ce ne fosse stato bisogno, la rottura tra i tifosi della Lazio e Lotito. Credo sia arrivato il momento, in cui il presidente e la società tutta possa fare qualcosa in più per un riavvicinamento. Non vedo una squadra vincente senza un minimo di fratellanza. Quello che alla Lazio sta accadendo non accade da altre parti. Questa protesta così vibrante certifica il distacco, è una situazione non positiva assolutamente.
Anche il tifoso che ieri ha protestato mette la Lazio e la maglia prima di tutto, ma non può andare avanti in questo modo la situazione. Il blocco di mercato ha fatto esplodere qualcosa in più e questa volta sono particolarmente preoccupato”.
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“La notizia della giornata di ieri non poteva che essere la manifestazione civile di 10mila tifosi ai Fori Imperiali e la voglia di far sentire la propria voce. Era impossibile ignorarla anche a livello mediatico. Una riflessione da parte della società non può non esserci di fronte all’ennesima manifestazione di dissenso, soprattutto in virtù della modalità e della trasversalità dei presenti. C’erano giovani ed adulti, da parte di chi gestisce la Lazio non ci può non essere una riflessione su questo. Capire cosa si è sbagliato, cosa fare per venire incontro ai sogni della gente. Soprattutto a questi, visto che sono stati un po’ azzerati. Dal punto di vista dell’immagine, certamente, questo contesto generale di pressione anche sulla politica e manifestazioni di dissenso, non è piacevole per il presidente.
Molti pensano che la riqualificazione del Flaminio possa essere un passo vantaggioso da parte di Lotito per vendere meglio in futuro il club. Io, onestamente, non la vedo così, non vedo le due cose collegate. Mi sembra che lui si stia giocando tutto con questa situazione a fronte di altre che non stanno andando bene. Dal confronto di ieri tra tifosi e l’Ass. Onorato sono emerse delle mancanze, delle lacune, l’assenza di quattro documenti di approfondimento su mobilità ed ambiente fondamentali per aprire la conferenza dei servizi”.
E’ il giorno della manifestazione organizzata dal tifo organizzato biancoceleste per esprimere dissenso nei confronti della gestione societaria della Lazio. Appuntamento a Largo Corrado Ricci alle 18.30, poi il corteo dei tifosi della Lazio -di circa 10 mila unità – si è mosso in direzione Campidoglio, dove è stato richiesto un confronto (da parte di una delegazione) con il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri. “La politica ce l’ha messo, la politica deve toglierlo”, il contenuto dello striscione esposto. 19,45 – Dal palco prende la parola il tifo organizzato: “C’è una delegazione al Campidoglio. Non abbiamo risposte che siano risolutive nell’immediato, il nostro compito è far valere il nostro ruolo e il nostro amore.Dobbiamo farci sentire con le istituzioni, sensibilizzarle, perché non possiamo più andare avanti. La gente ormai non scende più in piazza, noi oggi invece a metà luglio siamo qui fregandocene di tutto e tutti, per il nostro amore più grande. Da cittadini, da liberi tifosi abbiamo le armi per poterlo fare. La politica si deve schierare dopo aver messo questo personaggio. È un problema per cittadini ed elettori, se ne sono fregati fino ad adesso e ora non lo possono più fare. Questo personaggio va avanti per interessi personali, deve alzare i tacchi e andare via”.
Pretendiamo una società che conti il tifoso come un valore aggiunto, non un’entità da combattere. Non c’è cosa più importante del rispetto dei tifosi. Questo non è un presidente, gestisce solo la società. Guardatevi intorno, questa è la Lazio. Oggi ci sono i laziali, c’è la Lazio. Ci sono persone anziane che sono qui, bambini che sono qui, noi siamo qui per loro, per i nostri tifosi. I ragazzi di vent’anni non hanno potuto vivere le cose che abbiamo vissuto noi, non sanno cosa vuol dire sognare. Per questo noi siamo qui: vogliamo sognare! Tredici mesi fa eravamo ventimila persone, oggi abbiamo tutti una grande responsabilità. Questa è la realtà, qui non c’è spazio per i vili. Ragazzi di vent’anni non hanno mai vissuto un 14 maggio del 2000, e se non ci pensiamo noi non lo faranno mai.
In venti anni abbiamo avuto una persona che ha amministrato la Lazio come un condominio, senza mettere un centesimo di tasca propria. Da tempo i presidenti investono, stanno in mezzo alla gente e non avevano la scorta perché erano laziali. Gli altri laziali ci criticano perché ci abboniamo. Il problema è loro, non il nostro. Questa manifestazione ha un senso, se non dovesse bastare ce ne sarà un’altra, sempre le stesse persone troveremo. Diecimila, quindicimila, ventimila, la prossima volta saremo trentamila. Chi ha sfidato i laziali ha sempre perso!Tutti noi facciamo dei sacrifici, senza Lazio non ci sappiamo stare. Inutile spiegarlo a chi non è come noi, noi ci nutriamo di Lazio da sempre, da quando siamo nati. Lo striscione è stato fatto per un motivo ben chiaro: saremo sempre una spina nel fianco per chi non ci vuole in questa città dal 1927.
Siamo stati ricevuti dall’assessore allo sport. Le nostre richieste riguardavano principalmente il Flaminio, volevamo capire se c’è effettivamente l’interesse della Lazio di tornare a casa nostra, perché quella è casa nostra e ci spetta. Abbiamo detto alle Istituzioni che siamo preoccupati e ci aspettiamo che il Comune di Roma prenda una posizione con la società qualora non si dovessero capire le vicissitudini di natura economica. Per quanto riguarda il Flaminio c’è una notizia buona: la Lazio a dicembre ha presentato un progetto per la riqualificazione dello stadio; la parte negativa riguarda i tempi della Lazio”.
Di seguito il reportage video-fotografico a cura della nostra redazione:
La squadra si prepara sul campo in vista della nuova stagione, con Sarri che ieri ha spronato il gruppo: “Dobbiamo dare tutto in allenamento e partita”. La Lazio non può fare mercato almeno fino a gennaio, poi nella sessione invernale se la Lazio dovesse tornare con i paletti a posto a quel punto potrebbe operare senza problemi. Come scritto da La Repubblica, i tanti esuberi ceduti e i fine contratto stanno alleggerendo le casse della Lazio in ottica gennaio. Oggi – come scritto dal quotidiano – ci sarà anche la manifestazione contro Lotito organizzata dal tifo della Lazio. Alle 18:30 il ritrovo a Largo Corrado Ricci poi il corteo si dirigerà verso il Campidoglio dove i tifosi richiederanno di incontrare sia il Sindaco Gualtieri che l’Assessore allo Sport per manifestare il proprio dissenso contro la gestione Lotito.
Curva Nord, Stadio Flaminio. Migliaia di laziali presenti per iniziare il sit-in che poi sfocierà nella marcia fino a Ponte Milvio. I concetti, i significati profondi che hanno mosso i tifosi biancocelesti: “Chiediamo rispetto per i laziali. Vogliamo rispetto per i tifosi. Vogliamo uomini di rispetto dentro la società come lo siamo noi fuori. Siamo un popolo bellissimo, siamo bellissimi. Vedo un fiume di persone. Faremo altre iniziative. Se tre persone stanno a Formello e noi tutti siamo qui, vuol dire che la Lazio sta qua. Nessuno pensa che si dimetterà domani. Ma vogliamo comunicare al club che i laziali sono qua a difesa di questa ultracentenaria storia”.
Ancora, dal palco: “Calleri ci chiamava delinquenti, ma non era cosi. Abbiamo portato la Lazio in Europa ed è merito nostro se quella Lazio arrivò in Europa. Poi Calleri fece una cosa buona diede il club a Cragnotti: l’imperatore. Con lui abbiamo spadroneggiato ovunque. Chi ci vuole togliere i sogni non riuscirà a fare questo. Noi vogliamo vincere. Vogliamo tornare a vincere”
Oltre 5.000 tifosi presenti. “Nel 2014 abbiamo affrontato la battaglia del libera la Lazio, dopo dieci anni trovarsi con le stesse problematiche è triste. Chiedevamo una crescita, anche di piccoli passi, ma che fosse continua”.
I tifosi aumentano; oltre 10.000 laziali verso Ponte Milvio. Spunta lo striscione: “Niente contro Baroni; tutto contro Lotito”.
Su Guendouzi il fatto che non ci sia più Tudor facilita le cose… GIULIO CARDONE (La Repubblica) IN COLLEGAMENTO CON ‘QUELLI CHE…’
“Su Guendouzi il fatto che non ci sia più Tudor facilita le cose. Io continuo a pensare che se dovesse arrivare una squadra che fa la Champions, potrebbe pensarci. Ma il tutto ovviamente solo a fronte di un’offerta importantissima. Tanto più che se Baroni dovesse giocare col 4-2-3-1, lui e Rovella davanti alla difesa sarebbero perfetti proprio per questo nuovo progetto tattico, con i 3 trequartisti liberi di muoversi dietro la punta.
Ripeto, solo se arrivassero almeno 30 milioni di euro di offerta, la Lazio potrebbe pensarci. Altrimenti non solo Guendouzi rimane, ma è al centro del progetto tattico di Baroni.
Capitolo Mandas: la Lazio ci punta e vuole partire da loro due. A Inzaghi piace, ma non c’è stato nulla. Personalmente l’ho messo tra i pochissimi promossi della stagione. Provedel si è giocato fino all’ultimo il posto con Meret in Nazionale per l’Europeo, quindi anche lui è uno dei leader di questa Lazio. Una delle cose per cui dobbiamo ringraziare Sarri è proprio Provedel.
Su Castellanos Fabiani ci punta tanto e pensa che non abbiamo visto il vero Taty. Dobbiamo stare attenti ai tanti tanti profili che sono esplosi il secondo anno come ad esempio Caicedo e la Lazio punta proprio sul secondo anno di Castellanos. E comunque il giustamente glorificato Zirkzee ha fatto 11 gol in 35 partite”.