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SERIE A

Lazio, sei bellissima: Luis e Pedro piegano Inzaghi, Sarri vince coi cambi

È di Maurizio Sarri il primo big match in campionato: al decimo confronto in carriera con Simone Inzaghi, il tecnico toscano trova la quarta affermazione personale e soprattutto la seconda vittoria della Lazio in questa Serie A, la replica quasi perfetta del 3-1 della scorsa stagione. All’Olimpico di Roma, i biancocelesti giocano meglio dell’Inter nei novanta minuti e battono i nerazzurri col risultato di 3-1, soprattutto grazie alle soluzioni trovate dal loro allenatore nella ripresa. Dopo una prima frazione conclusa col vantaggio laziale, è Lautaro, in autentico magic moment a siglare il pari. Sarri sfodera però le carte Luis Alberto e Pedro, gioielli di Spagna e della casa, la cui qualità fa la differenza. Un gol da antologia del 10, che ribadisce ai tifosi il proprio amore, una stoccata dell’ex Barcellona, che si conferma campione buono per ogni occasione, regalano i tre punti ai padroni di casa. Agli ospiti, resta il dubbio di avere meno giocatori in grado di saltare l’uomo e cambiare le partite, con il fantasma di Perisic lì sulla sinistra che non può passare ancora del tutto inosservato. Curiosità: dopo un 1-1 al loro primo confronto, un Napoli-Lazio del novembre 2016, Sarri e Inzaghi non hanno mai più pareggiato, facendo registrare almeno tre gol nelle otto sfide successive. Lo spettacolo, in fin dei conti, non è mancato neanche stasera.

Le scelte iniziali: Luis Alberto out, un SMS per Gagliardini. Sarri recupera Lazzari, dato per febbricitante e quindi indisponibile in giornata. A centrocampo, confermato Vecino con Cataldi e Milinkovic-Savic: terza panchina su tre per lo spagnolo. Inzaghi risponde replicando la scelta di mettere Gagliardini contro il serbo: a sinistra va così Dimarco, in attacco c’è la LuLa.

. L’Inter parte con l’idea di innestare subito il passo veloce, specie a destra dove sgomma Dumfries. Prima occasione al 7′: cross dell’olandese e Gagliardini impegna Provedel. La prima vera occasione da gol della serata arriva al più atteso: Marusic dal fondo scarica su Immobile. Perso da De Vrij, il bomber cerca la staffilata e per poco manca la porta avversaria. La paura non scuote la squadra di Inzaghi, manovriera ma senza troppa inventiva lì davanti. Il massimo è l’occasione forzata da Lautaro che trova un tiro sbilenco dalla grandissima distanza. Più passano i minuti, meglio gioca la Lazio: superata la mezzora, Zaccagni – ci deve mettere la faccia Skriniar – e Immobile fanno paura a Handanovic. Sono gli antipasti del vantaggio capitolino:una cattiva lettura del duo Bastoni-Dimarco e soprattuto un’imbucata filtrante morbida di Milinkovic portano Anderson a tu per tu con lo sloveno. Di testa, il brasiliano batte ancora l’Inter, sbloccando la serata. Proteste nerazzurre per un contatto Dumfries-Cataldi nel finale, ma ogni valutazione VAR è preclusa dal fuorigioco di Lukaku a inizio azione.

L’Inter trova il pari, poi i cambi spingono Sarri. A inizio ripresa non cambiano i ventidue in campo, ma l’andamento della gara sì. Prima occasione, subito, per la Lazio: bravo Handanovic a dire no a Immobile dopo la combinazione fra Milinkovic e Lazzari. Alza la testa la squadra di Inzaghi: sugli sviluppi di un corner, le aquile pasticciano il rinvio e Dumfries colpisce di testa. Sul suggerimento si fionda Lautaro, che anticipa Provedel e Lukaku, siglando l’1-1. Trovato il gol del pari, i nerazzurri vorrebbero anche il bis: cambio di gioco di Dimarco per Dumfries, provvidenziale il portiere biancoceleste. Capita l’antifona, Sarri alza il tasso di qualità dei suoi con Pedro e Luis Alberto, per la gioia dell’Olimpico. Inzaghi i cambi li opera molto più tardi, ma ne fa tre in un colpo solo, sostituendo Lukaku e i due esterni. Sono le mosse del toscano a fare la differenza: a un quarto d’ora dalla fine, Pedro lavora a sinistra e scarica per il 10. Dal cilindro, Luis Alberto tira fuori una botta improvvisa di collo esterno, palla nel sette e nulla da fare per Handanovic, 2-1 biancoceleste. Persa ogni paura, Inzaghi sfodera tutte le soluzioni offensive a sua disposizione: dentro anche Correa e Calhanoglu, per una formazione decisamente sbilanciata. Per cercare il disperato pareggio, ma ad arrivare è invece il definitivo 3-1: ancora Pedro, già decisivo nel gol precedente, raccoglie una palla vagante e la spara alle spalle di Handanovic. Alla Lazio il primo big match del campionato.

Tuttomercatoweb.com

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SERIE A

Lazio-Inter, formazioni ufficiali: Lazzari ce la fa, Pedro dalla panchina. Inzaghi con Gagliardini

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Patric, Romagnoli, Marusic; Milinkovic, Cataldi, Vecino; Felipe Anderson, Immobile, Zaccagni. All.: Sarri

INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Dumfries, Barella, Brozovic, Gagliardini, Dimarco; Lukaku, Martinez. All.: Inzagh

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SERIE A

Lazio-Inter, i convocati di Sarri: Lazzari in lista

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro l’Inter (ore 20:45) allo Stadio Olimpico di Roma.

Portieri: Adamonis, Maximiano, Provedel;

Difensori: Casale, Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Patric, Radu, Romagnoli;

Centrocampisti: Basic, Cataldi, Luis Alberto, Marcos Antonio, Milinkovic, Vecino;

Attaccanti: Cancellieri, Felipe Anderson, Immobile, Pedro, Romero, Zaccagni.

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FORMELLO

Lazio-Inter, Sarri: “Ce la giochiamo con rabbia contro i più forti. Terzino? Non devo prenderlo io…” (AUDIO)

Vigilia di campionato per la Lazio, che domani all’Olimpico affronterà l’Inter. Per presentare la gara alle 16, nella sala stampa di Formello, interverrà il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri.

Domani la Lazio affronta il miglior attacco della scorsa stagione. Che prova si aspetta dalla linea difensiva?
“Dalla linea difensiva, la linea difensiva è riduttivo. L’Inter è forse la squadra più forte del campionato, sia tecnicamente che fisicamente. Ha dei valori assoluti di grandissimo livello, è tra le favorite per vincere il campionato. Non è facile affrontarla, fare una fase difensiva di alto livello dipende da tutta la squadra, non solo dalla linea dietro. Spero che la squadra possa confermarsi”.

Ora comincia il tour de force con il calendario. Sta pensando già alle rotazioni?
“Non faccio rotazioni scientifiche, le faccio in base a quello che vedo durante gli allenamenti. Penso partita dopo partita. Programmare le rotazioni oggi secondo me è un errore, penso che le rotazioni verranno naturali a un certo punto. Ci saranno gli acciaccati e i giocatori stanchi, ora non penso a quello che succederà tra 10 giorni”.

Le palle inattive saranno un pericolo?
“L’altezza dell’Inter non è un problema solo per noi, ma per tutte le squadre. Portano fisicità in area e gli abbiano giocatori che calciano bene da fermo”.

Inzaghi è tra gli allenatori top italiani?
“C’era già alla Lazio, ha fatto un ciclo importante. Adesso allena una squadra potenzialmente più forte ed entra in un numero più ridotto ancora”.

L’esito è scontato domani?
“Nelle due partite dello scorso anno abbiamo dimostrato di poterci stare dentro, soprattutto nella partita secca. Poi Sampdoria e Napoli? Non ci daranno delle risposte, ma dei segnali. Siamo nelle condizioni di un maratoneta che deve fare un tot di chilometri. Non ci sarà nulla di definitivo al 5 chilometro”.

Preoccupato dalla fase offensiva?
“Ci può mancare un pizzico di brillantezza nei giocatori che fanno la differenza nella fase offensiva. Non sono preoccupato anche perché a Torino abbiamo avuto 6 palle gol nette. L’anno scorso la nostra percentuale di realizzazione era altissima, adesso non lo è”.

l terzino sinistro lo vorrebbe più simile a Lazzari?
“Non devo sceglierlo, c’è chi lo fa di lavoro perché devo farlo io? Penso alla partita in questo momento, sono preoccupato per voi, tra 4-5 giorni finisce il mercato, non so di cosa parlerete”.

Il momento di Felipe Anderson?
“Ogni tanto ha questi momenti, adesso è giustificato anche per la condizione. Ci sta mettendo tutti, gli manca un pizzico di brillantezza. Non è vero che la sua applicazione difensiva incida sulla prestazione offensiva”.

Basic?
“Con il Bologna ho fatto una scelta tattica. È un buon giocatore, ha iniziato la stagione con il piglio giusto e mi sembra cresciuto a livello di personalità e iniziativa. Lo vedo più presente rispetto all’anno scorso. Ora credo sia pronto per un’evoluzione positiva”.

Il gol dell’anno scorso di Felipe Anderson fece nascere delle polemiche…
“È giustissimo anche da regolamento morale, bastava che loro non tirassero in porta. Mi aspetto una Lazio arrabbiata, l’Inter non lo so”.

Vecino?
“Ha fatto una partita ordinata, ha fatto benino ed era difficile pretendere di più. È appena arrivato, ha fatto una preparazione da solo, per forza deve ancora crescere. Mi è piaciuto come si è posto al gruppo”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Lazio-Inter, Oddi: “Voglio vedere una prestazione di spessore” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’!

“Mi stuzzica questa gara con l’Inter, sono curioso di vedere i progressi della Lazio. Il risultato prima di tutto, sarà molto complicato. La coppia Patric-Romagnoli avranno un gran bel da fare con Lukaku e Lautaro. Credo che Inzaghi punterà molto sulla fisicità del belga. Sarà un bel test, credo sia la gara più importante, al di là del risultato mi aspetto una prestazione all’altezza della situazione. Vorrei vedere una bella gara, vorrei vedere una Lazio di spessore, serve la prestazione”.

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APPROFONDIMENTI

Cessioni, stallo Akpa, Kiyine piace in Turchia: Bertini può restare

Ultimi giorni di mercato, ultimi giorni per chiudere le cessioni. Akpa Akpro spera – in caso di permanenza – di tornare a giocarsi un posto alle spalle di Milinkovic, mentre per Kiyine si rincorrono voci riguardo l’interesse del Gaziantep, squadra turca. Sarri vorrebbe una rosa più snella, specialmente a centrocampo dove – grazie all’arrivo di Vecino – ha grande possibilità di scelta. E’ lo stesso Sarri però a tenere in grande considerazione Bertini, ormai ex Primavera. Il centrocampista è richiesto in Serie B, ma il tecnico sarebbe ben disposto a trattenerlo a patto che partano sia Akpa che Kiyine. Novità nei prossimi giorni, il mercato in uscita va chiuso. Il Corriere dello Sport, nell’edizione odierna, sottolinea che il trasferimento in prestito di Raul Moro ha portato nelle casse della Lazio 600.000 euro. Durmisi e Fares al momento, non hanno mercato. Hysaj al contrario ha delle richieste, ma il suo ingaggio pesante sembra allontanare le pretendenti.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Per Reuilon trattativa impostata, Sarri deve convincere Lotito un’altra volta” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NON MOLLARE MAI’!

“E’ vero che ci sono anche altre piste, ma credo che nelle prossime ore andrà in porto il passaggio di Acerbi all’Inter. Continuo ad avere delle titubanze sul fatto che il famoso principio della deroga all’ingresso di un giocatore prima della cessione di un altro possa valere anche per Reguilon. Tra l’agente Kia ed il Tottenham è tutto fatto, le basi della trattativa sono impostate, Sarri è in pressing, bisogna sperare che anche questa volta faccia breccia su Lotito. Per ora il presidente tentenna, ritiene il mercato chiuso, non ha ancora fatto la telefonata che possa definire tutto. Lo spiraglio lo tengo sempre più aperto, credo che l’opera di convincimento anche questa volta possa entrare nel vivo”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio-Inter, numeri e precedenti: nerazzurri vittime preferite di Milinkovic

Terza giornata di Serie A, è già Lazio-Inter. Analizziamo la partita dell’Olimpico (26/7, 20.45) attraverso i dati OPTA.

MILINKOVIC

L’Inter è la vittima preferita di Sergej Milinkovic-Savic in Serie A; il centrocampista della Lazio ha realizzato cinque gol contro i nerazzurri, tutti nelle sette sfide più recenti, dopo che nelle precedenti sette era rimasto a secco.

PRECEDENTI

La Lazio è imbattuta da tre partite in casa contro l’Inter in Serie A (2V, 1N), dopo che aveva perso tutte le tre precedenti. I biancocelesti hanno subito almeno una rete nelle ultime sei gare interne contro i nerazzurri (12 in totale) e potrebbero arrivare a sette per la prima volta dal periodo tra ottobre 1948 e febbraio 1960 (12 gare, 21 gol subiti). In ben nove delle precedenti 13 occasioni in cui Lazio e Inter si sono affrontate in Serie A nel corso delle prime tre giornate, l’incontro si è concluso in parità – completano tre successi nerazzurri e uno biancoceleste. Nelle ultime otto sfide di Serie A tra Lazio e Inter non si è mai ripetuto per due volte di fila lo stesso risultato: tre successi biancocelesti, un pareggio e quattro vittorie nerazzurre, inclusa quella nella gara più recente, dello scorso 9 gennaio.

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RASSEGNA STAMPA

Inzaghi un anno dopo, così Sarri l’ha cancellato…

Eppure, a pensarci bene, è passato solo poco più di anno da quel pomeriggio di maggio del 2021, in cuiSimone Inzaghi decise che il suo tempo alla Lazioera finito. La rivoluzione non è ancora completata, ma è a buon punto: della Lazio che fu dell’allenatore che venerdì si presenterà per la seconda volta all’Olimpico da avversario (e la prima, per i biancocelesti, è stata un trionfo) sono rimasti pochi calciatori e ancora meno concetti di gioco. Maurizio Sarri ha dovuto ereditare il lavoro non di una stagione, ma di cinque, e le difficoltà di adattamento all’inizio sono state evidenti: giocatori abituati a un modulo (il 3-5-2, o 5-3-2 in fase difensiva) e catapultati in una nuova realtà, schemi provati e riprovati, metodi di allenamento differenti. Le prime versioni della Lazio di Sarri tanto somigliavano a quella del suo predecessore, ma soprattutto questo calciomercato, che è ancora aperto e che potrebbe regalare un terzino sinistro, è stato il primo in cui Sarri ha davvero potuto fare la lista della spesa e creare la squadra a sua immagine e somiglianza.

In tre sessioni, sono arrivati 16 nuovi calciatoriseinella prima estate sarriana (HysajFelipe AndersonBasicRomeroPedro e Zaccagni), due lo scorso inverno (Cabral più Kamenovic, tesserato ma già a Formello), ben otto nelle ultime settimane. Dueportieri (Maximiano e Provedel), tre difensori(RomagnoliCasale e Gila), due centrocampisti(Marcos Antonio e Vecino) e un attaccante (Cancellieri).

Simone Inzaghi, alla guida dell’Intervenerdì seraritroverà una Lazio stravolta rispetto a quella che ha lasciato: sono rimasti i big, da Immobile a Milinkovic-Savic e Luis Alberto, ma i compiti chiesti da Sarri soprattutto allo spagnolo sono differenti dal passato, anche perché in mezzo al campo non c’è più Lucas Leiva ma si alternano due registi con caratteristiche molto di- verse come Cataldi (che Inzaghi conobbe prima di tutti, avendolo avuto anche in Primavera) e soprattutto Marcos Antonio. Se Marusic, diventato il quarto difensore a sinistra, con Inzaghi era il quinto (in alternanza a Lulic) ma in situazione di emergenza si era trovato a fare anche il terzo centraleManuel Lazzari è stato il giocatore che più di tutti ha risentito almeno inizialmente della rivoluzione, ammettendo anche pubblicamente che giocare a cinque fosse un altro calcio rispetto a farlo a quattro. Inzaghi e Lazzari si abbracceranno, l’Olimpico farà lo stesso con il suo ex condottiero, come un anno fa: perché una vita insieme non si dimentica. Laziopress/ CorriereDellaSera

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FORMELLO

FORMELLO – Lavoro tattico dei reparti: solo palestra per Milinkovic, assente Moro

Prima delle due sedute odierne che va in archivio. Sarri ha diviso il gruppo in due parti: centrocampisti/attaccanti e difensori. Lavoro tattico sui movimenti, mentre nel pomeriggio sono attese le partitelle a campo ridotto e altro lavoro con il pallone. Presenti tutti tranne Raul Moro (prossimo al trasferimento alla Ternana) e Milinkovic. Il Sergente ha lavorato in palestra, Sarri sta gestendo le forze e i carichi di lavoro (ieri era toccato a Romagnoli, Zaccagni e Immobile) per evitare problematiche fisiche. La squadra tornerà in campo alle 18.00.