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CALCIOMERCATO

Lazio-Romagnoli: dal tentativo di Sarri allo scontro con Lotito: i dettagli

Confronto duro e serrato nel primo pomeriggio fra Alessio Romagnoli e il presidente Claudio Lotito. A riportarlo è il sito de Il Messaggero: il centrale è fermo e irremovibile sulla sua scelta, vuole l’ok dal patron per andar via entro dopodomani e non partire per la trasferta di Lecce con la Lazio.

Sul tavolo dello scontro c’è di tutto. Da giugno Alessio aveva un accordo da sei milioni a stagione con l’Al-Sadd per il prossimo triennio. Allora però i qatarioti offrivano appena 5 milioni per il cartellino. Il dolce ritorno del suo estimatore Sarri aveva poi spinto il 31enne a rimandare il discorso, magari con l’opportunità di risedersi a un tavolo per provare a rinnovare un matrimonio in bilico da tempo. Il prolungamento di Marusic sino al 2029, quello di Basic (non ancora firmato) e nessuna chiamata da Formello hanno spinto Romagnoli a riguardarsi subito intorno. L’Al-Sadd ora ha ufficialmente alzato l’offerta per la Lazio a 8 milioni più uno di bonus.

Lotito ne risparmierebbe 9 milioni lordi del suo ingaggio e farebbe una plusvalenza totale (Alessio è arrivato dal Milan a parametro zero). Ma dopo la smobilitazione, in parte già avvenuta a Formello, il presidente sta riflettendo perché ora ha tutta la piazza contro. La vendita di Romagnoli sembra l’ultimo sgarbo. Il difensore non è solo un pezzo da novanta, ma il portabandiera della lazialità e il perno della filosofia difensiva di Sarri, a cui il 31enne stesso ha comunicato la sua decisione irremovibile di andar via subito. Stavolta Mau ha provato invano a dissuaderlo da martedì mattina, ma non sembra esserci modo, forse nemmeno se adesso dovesse tornare in ballo il rinnovo agognato. Ora c’è il faccia a faccia con Lotito…

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Pulici: “Lazio, temo che il fondo non sia ancora stato toccato. Quello che mi spaventa…” (AUDIO)

GABRIELE PULICI in collegamento a ‘NMM’

“Visto il momento, in qualche maniera chi gestisce la Lazio dovrebbe dare un segnale forte di ripresa. Io temo che il fondo non l’abbiamo ancora toccato. Pensavamo fosse il blocco del mercato, sperando di poter comunque ripartire con il nuovo mister in attesa del mercato di gennaio. Ora si sta andando sempre peggio, non riusciamo a vedere questa luce in fondo al tunnel che poteva concretizzarsi durante questo mercato. La mia preoccupazione non è tanto su come verrà gestita questa situazione da Lotito e Fabiani. Il modus operandi è già chiaro, inutile far finta di non vederlo, ma non credo ci sia le condizioni per ripoertare la Lazio ad un buon livello. Di momenti difficili ne abbiamo passati tanti, ma c’era sempre stata un’unione di intenti tra tutte le componenti. Ora solo divisioni, interne ed esterne. A me non spaventa il ridimensionamento, ma la mancanza di compattezza e capacità del club di ricostruire delle premesse diverse. Anche nel 2010, quando la Lazio ha rischiato di retrocedere, non vedevo questo ‘fuggi fuggi’ generale. Ora c’è una situazione esplosiva, più grave. Non ho la percezione che si stia costruendo qualcosa”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ora anche la difesa è in crisi: Sarri resta con due centrali, tocca a Provstgaard

A quella a centrocampo, ora per Sarri si aggiunge anche l’emergenza in difesa. Il tecnico toscano resta con appena due centrali, Gila e Provstgaard, e contro il Lecce è stato già dato il preallarme al danese.

Solo due centrali di difesa, niente più. Come scrive il CDS, Romagnoli non ci sarà, già con il Como era affaticato e ora non vuole rischiare prossimo della sua partenza per il Qatar, Patric è infortunato e sul taccuino di Sarri rimangono solo Gila e Provstgaard. Piove sul bagnato, al centrocampo in affanno ora si aggiunge anche la difesa, che infatti inizia a scricchiolare. Nelle ultime 4 partite sono arrivati 7 gol al passivo, più di un terzo delle reti complessivamente incassate fino a questo momento.

Su 19 gol subiti in 21 giornate, ben il 36,8% è concentrato in poco più di tre settimane. Alle ultime 3 con il Como vanno aggiunte le 2 con la Fiorentina e le altre 2 con il Napoli. La Lazio ha chiuso il 2025 da seconda miglior difesa della Serie A, solida, compatta, capace di vincere anche di misura e di mascherare limiti offensivi con l’equilibrio. Oggi quella certezza non c’è più.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Smarrimento Lazio, Romagnoli si tira fuori per Lecce: Sarri perde un altro perno

Il rapporto tra Alessio Romagnoli e la Lazio è ormai ai titoli di coda, al punto che non ci sarà contro il Lecce nel match di sabato 24 gennaio. L’addio è a un passo, il centrale di difesa aspetta solo il via libera di Lotito.

Maurizio Sarri ha provato a fermarlo, a convincerlo, a farlo desistere, ma non c’è riuscito. Romagnoli ha deciso di andare in Qatar, non pensa che in questa Lazio ci possa essere più futuro per lui. Si tratta di una separazione dolorosissima, perché parliamo di un giocatore perno e perché avviene a gennaio, in una fase già di grande difficoltà per il club biancoceleste. L’addio non è certo per disamore, ma certamente la questione economica pesa tantissimo: 18 milioni in 3 anni qui non li vedrebbe mai.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, il miglior assist per partire è stato lo strappo con Lotito nel 2023. Il mancato rinnovo, le promesse non mantenute, non c’è mai stata la sensazione di valorizzare Alessio e di far chiudere la sua carriera proprio qui, a Roma. Ora ci si lecca le ferite, è troppo tardi. La Lazio perde un altro pezzo importantissimo, fondamentale, un perno per il gioco di Sarri. Rimpiazzarlo non sarà facile, lo smarrimento è tanto. Vuole partire entro questa settimana. A Lecce non giocherà, Sarri così si ritrova solo Gila e Provstgaard. Patric è stirato, il numero si restringe sempre di più.

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ESCLUSIVE

‘SVB – Maffei: “Lazio, situazione esplosa in maniera definitiva. Meravigliosa la fedeltà dei tifosi. E su Sarri…” (AUDIO)

FABRIZIO MAFFEI in collegamento a ‘NMM’

“La situazione è esplosa in maniera definitiva. Quel malessere che ci siamo portati dietro da inizio stagione, legato al fatto di non poter operare sul mercato, probabilmente c’è anche nello spogliatoio, considerando gli accordi non mantenuti.

Qui si pensa al lato economico e si tralascia l’aspetto tecnico. Io non ho parole. Noi assistiamo ad un ‘fuori tutti’. Chi rimarrà? Io parto dal concetto che a certe cifre alcuni giocatori vanno venduti, ma bisogna anche pensare a chi deve arrivare. Serve qualcuno pronto, non di prospettiva. I profili di prospettiva vanno bene affiancati ad una squadra pronta. Sono preoccupato.

Oggi ci aggrappiamo solo ad un sogno: che il presidente Lotito capisca che l’era è conclusa; io non credo che non ci sia nessuno interessato ad acquistare la Lazio, che credo rappresenti un valore importante, soprattutto per storia e tradizione, grazie anche al suo meraviglioso pubblico che dimostra sempre fedeltà.

Sarri? In questo momento non mi piace la sua comunicazione; alcune cose non le avrei dette pubblicamente, ma battendo i pugni in società. La lazialità la possiede, ma è impossibilitato a regalare gioie ai tifosi vista la stagione complicata: ci sta quindi che prenda le distanze dai risultati, ma alcune esternazioni sono state inopportune”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, anche la cessione di Romagnoli sarebbe grave. Ora il rischio è… ” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Vada per Castellanos, vada anche per Guendouzi, ma se adesso dovesse venire a mancare anche Romagnoli sarebbe molto grave. Se c’è una cosa che funzionava era la difesa con l’ex Milan come leader indiscusso. La poca fiducia che mi ha dato questa squadra dipendeva da questo aspetto. La partita con il Como mi ha fatto fatto riflettere molto.

La sensazione è che nella squadra è che inizi a subire molto polemiche e tutto ciò che sta accompagando la Lazio fuori dal campo. Come se stessero venendo meno anche aspetti come la determinazione. Il percepito è che tutti vorrebbero scappare via e questo è preoccupante. La squadra di solito di isola da tante cose che riguardano il club, ma ora c’è gente che va e viene e devo ricredermi sull’ottimismo che avevo sui riflessi in campo. La demotivazione che ho visto dai giocatori contro il Como non l’avevo mai vista con questo spessore. Ora si parte dal presupposto che il campionato è finito e che ci saranno altre cessioni e questo porterà a preparare male la gara di Lecce”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio ai ferri corti, clima da “tutti contro tutti”. E anche Romagnoli ai saluti

La prima pagina de Il Tempo parla chiaro: in casa Lazio è in atto un vero e proprio processo interno. I risultati mediocri, una classifica che non decolla e un ambiente sempre più ostile hanno trasformato la stagione in un calvario. La sensazione diffusa è quella di un ridimensionamento strutturale, figlio di scelte societarie che hanno progressivamente abbassato l’asticella delle ambizioni.

Il rapporto tra Maurizio Sarri e ClaudioLotito è ormai ai minimi storici. L’allenatore si sente lasciato solo, costretto a lavorare senza investimenti e con una rosa incompleta. Dall’altra parte, il presidente difende una linea di rigore economico che però non trova riscontro sul campo. Il risultato è un clima da “tutti contro tutti” che pesa sulla squadra e sull’umore della piazza.

Mercato, Romagnoli verso l’addio

Emblematica la situazione di AlessioRomagnoli, sempre più vicino alla cessione. Il centrale è corteggiato dall’Al-Sadd, pronto a investire circa 8 milioni. La sua partenza sarebbe l’ennesimo segnale di una Lazio costretta a vendere i pezzi migliori per fare cassa, aggravando le difficoltà tecniche.

Tifosi, sponsor e prospettive

La contestazione dei tifosi non si placa, mentre l’assenza di sponsor e le continue tensioni istituzionali alimentano il malcontento. Il progetto appare fermo, senza una visione chiara per il futuro. Con Sarri sempre più distante e una rosa in bilico, il rischio è quello di una stagione grigia, lontana dalle ambizioni europee che avevano accompagnato il recente passato biancoceleste.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lotito sta provocando Sarri, ha smontato la spina dorsale della Lazio” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Tra un emendamento e l’altro, Lotito sta provando in tutti i modi a provocare Sarri. Qualche giorno fa ha detto che questa squadra da qualche allenatore è ritenuta buona, significa che in contatto con qualcuno.

Nel frattempo Fabbian, Timber e Toth sono andati in atre squadre. Vorrei sapere quanto vogliono tirare la corda Lotito e Fabiani. Qui è partito il fuggi fuggi generale perché i giocatori hanno capito che devono pensare a loro stessi. Non scappano dalla Lazio, ma dal presidente Lotito. Togliendo Romagnoli, Guendouzi e Castellanos hai smontato la squadra, le hai tolto la spina dorsale”.

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Lazio, il Ratkov ‘non conosciuto’ poi titolare: provocazione di Sarri verso la società?

Maurizio Sarri è chiaro che non abbia gradito l’operato della società biancoceleste in questo mercato di riparazione. Le sue parole nel dopo Lazio vs Como 0-3: “L’importante è che non mi si tiri dentro nelle scelte, che non si dica che un giocatore l’ho voluto io” hanno fatto molto discutere ed aggiunto veleni al rapporto.

Secondo quanto riportato dal Messaggero, la società ha il dubbio che Maurizio Sarri abbia schierato Petar Ratkov dal primo minuto in segno di contestazione e provocazione. Il tecnico toscano, infatti, aveva dichiarato di non conoscere il ragazzo fino a due settimane fa. Non una bella figura per la dirigenza che infatti non aveva apprezzato le dichiarazioni. Un chiaro segnale di Sarri però che avrebbe voluto dei rinforzi diversi da un giocatore sconosciuto che giocava nella Serie A austriaca.

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Lazio, convivenza forzata fino a giugno (forse): con Sarri è già finita

Il rapporto tra Sarri, Lotito e Fabiani è ormai logoro e finito. Un rapporto ai minimi storici, minato quasi a livello personale e senza prospettive future. Il tecnico toscano ha capito che non doveva tornare a queste condizioni.

Come riporta Il Messaggero nella sua edizione odierna, il rapporto a tre tra Sarri, Lotito e Fabiani è ormai agli sgoccioli. Si tratta di una convivenza forzata che, salvo scossoni, arriverà fino a giugno per poi dirsi addio. Il tecnico toscano ha capito che non doveva tornare e soprattutto non doveva accettare queste condizioni. Ha compreso l’errore, forse troppo tardi, anche se in ogni caso non si sente principale responsabile di questa situazione. Vuole mettere la dirigenza davanti le sue responsabilità.

Sarri non sembra minimamente intenzionato a rassegnare le dimissioni. Mau è convinto che la società voglia spingerlo all’addio, forzando la rottura, ma da parte sua non ci sarà alcun passo indietro. Lotito e Fabiani, da come stanno lavorando, sembra che stiano programmando la prossima stagione per un altro allenatore.