A giugno ha firmato il rinnovo sino al 2025 sulla parola di Lotito, poi lo ha convinto davvero ad accelerare le manovre di mercato. Sei colpi nei primi 14 giorni di luglio, il portiere Provedel in stand-by, ma promesso sposo. Vecino in arrivo più avanti (offerto un triennale da 1,5 milioni più bonus) come rinforzo aggiunto a centrocampo. E c’è patto per Ivan Ilic se – come sembra – il Siviglia cederà all’offerta di 60 milioni del Chelsea per Koundé e tornerà con almeno 22 milioni all’assalto di Luis Alberto. C’è tutto scritto e controfirmato da Immobile in un foglio privato. Sia il Mago che Milinkovic (pronto anche Zielinski in caso di addio) vorrebbero cambiare aria, lo hanno ribadito, ma non lo mostrano certo in pubblico: al momento posano fieri – insieme ai nuovi Romagnoli, Casale e Maximiano – nel lancio della terza nuova maglia della Lazio, presentata ieri sera allo Zandegiacomo.
CORI E SALUTI
Con altre cessioni si può far cassa. La permanenza di Acerbi resta quasi un’utopia. Il difensore andrà via, deve solo scegliere la meta. Già, perché sin quando ci sarà la possibilità di approdare in una big fra Inter, Napoli, Juve e Milan (tutte hanno già sondato la pista), Francesco non cederà alla corte di Torino e Monza. È vero, Lotito lo ha tranquillizzato sia in albergo che alla cena di squadra: pretende 4-5 milioni per evitare la minusvalenza, ma non ha più nessuna fretta. È un gruppetto di ultrà a riaccompagnarlo subito alla porta: «Acerbi è pregato di recarsi all’uscita», il coro col megafono dalla tribuna nella seduta di ieri mattina.