Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, il Sergente Tudor parte con due doppie sedute

Dal Comandante al Sergente, il passo è breve. Dopo Sarri, la Lazio ha abbracciato Tudor, che comincia già con l’acceleratore abbassato. Come ricorda il Messaggero, se con l’ex tecnico la squadra aveva trovato l’intesa per abbassare i carichi di lavoro, con Tudor si tornerà a lavorare a intensità massima.L’allenatore croato (venerdì verrà presentato alla stampa) ha infatti già programmato due doppie sedute, per domani e dopo domani. C’è poco tempo per vedere i giocatori e trasmettere le proprie type=’text/javascript’ idee, anche se mancheranno i nazionali almeno fino alla prossima settimana. Almeno Guendouzi, convocato con la Francia, già conosce Tudor e i suoi concetti.

Categorie
NEWS

UFFICIALE – Lazio, inizia l’era Tudor: lo sbarco a Fiumicino e la nota del club (FT)

AGGIORNAMENTO – La S.S. Lazio rende noto che Igor Tudor, a decorrere dalla data odierna, assume il ruolo di responsabile della prima squadra.


Lo sbarco a Roma in attesa del comunicato ufficiale da parte della Lazio. Dopo qualche minuto di ritardo, il successore di Maurizio Sarri, Igor Tudor, è arrivato a Roma dalla Croazia. Le immagini arrivano dall’aeroporto di Fiumicino, prima tappa alla quale seguirà il passaggio nel centro sportivo di Formello dove mercoledì guiderà il suo primo allenamento in biancoceleste.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Da Tudor mi aspetto entusiasmo, da Sarri mi aspettavo un saluto ai tifosi. Immobile? Se accettasse un ruolo part-time…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’

“Chiedo all’ambiente di giudicate Igor Tudor in base a quello che farà sul campo e ai risultati che otterrà, oltre che alle prestazioni della squadra. Si chiede il ciclo Sarri e da lui mi aspettavo dopo l’interruzione del rapporto un pensiero, una lettera, un messaggio da rivolgere ai tifosi biancocelesti. Ha parlato di lazialità, ha fatto riferimento a Maestrelli, non dire nulla ora mi è sembrato una scorrettezza.

Mi auguro che la squadra possa apprendere subito il metodo e le type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee del nuovo allenatore. Non sarà facile visto che per tre anni hanno lavorato su concetti diversi. All’inizio gli si chiede di creare buoni rapporti con lo spogliatoio e con l’ambiente. Mi aspetto un lavoro pieno di entusiasmo, ecco mi aspetto porti entusiasmo visto l’importante occasione che avrà. Non è una cosa da tutti i giorni allenare la Lazio. Dai calciatori mi aspetto che facciano i calciatori, lasciando fuori tutto il resto.

Luis Alberto non type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ ideale per il gioco di Tudor? Io credo che sei predisposto al sacrificio, poi il tecnico ti premia. La cosa importante è non voltare le spalle. Non è un problema di modulo o gioco, ma di applicazione. Magari a Luis Alberto chiederà di marcare un giocatore meno prestante, insomma una soluzione si trova se c’è la testa. Se vuoi fare qualcosa la fai.

Per quanto riguarda i difensori, ho l’impressione che quello che potrebbe avere più difficoltà è Patric. Gila mi sempre predisposto alla marcatura a uomo, Casale già ha fatto quello che chiederà Tudor, mentre Romagnoli è di un altro livello rispetto agli altri. Lui può giocare con qualsiasi allenatore”.

Capitolo Immobile

“Il calcio è strano e bello, nulla è prevedibile e quello che è accaduto a Frosinone con il cambio Immobile-Castellanos è un esempio. Per il futuro dipende da lui. Se resta con l’idea di far crescere la squadra o lo stesso Castellanos, accettando anche un ruolo part-time, mettendo a disposizione del gruppo il suo trascorso alla Lazio, sarebbe un valore aggiunto. Dipende da lui capire che i tempi stanno cambiando. Ovvio che possa rosicare, ma funziona così per tutti, è fisiologico. Se accettasse questa nuova ottica potrebbe essere una bella risorsa per tutta la Lazio. E’ difficile, ma a volte accorciare un po’ la carriera per amore di quello che hai fatto e per quello che sei, può aprirti anche una strada futura da dirigente. Sarebbe bello come concetto e come type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idea. I rapporti con Lotito? Se c’è la volontà ci vuole poco per ricucire”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Bruno-Giordano-18032024-e2h82jl
Categorie
DICHIARAZIONI

Ag. Rocchi: “Dopo le dimissioni di Sarri è stato abbastanza vicino alla panchina della Lazio”

L’avvocato Mario De Rossi, agente fra gli altri di Tommaso Rocchi, ha parlato alla Palermo Football Conference della possibilità dei giorni scorsi di vedere l’ex attaccante sulla panchina della prima squadra della Lazio dopo l’addio di Maurizio Sarri.

“Subito dopo le dimissioni di Sarri è stato abbastanza vicino… Se ne è parlato, nelle passate stagioni ha rifiutato proposte di Primavere importanti e Serie C per restare a Formello. Conosce bene l’ambiente, però poi hanno deciso di fare altre valutazioni e ci può stare”, ha spiegato l’agente.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, rifondazione anticipata: gerarchie azzerate, vecchia guardia in bilico e lo scarico di responsabilità di Lotito

Se il fine giustifica i mezzi, le dimissioni di Sarri e il cinismo machiavellico di Lotito hanno accelerato la svolta di cui a Formello parlavano da mesi. Subito Tudor, una prima scelta e non un ripiego secondo i vertici societari, per guadagnare tempo e progettare la rifondazione della Lazio: in qualsiasi caso sarebbe scattata a luglio, meglio anticipare. Il croato, considerato un duro, avrà mano libera, potrà valutare la rosa e le dinamiche interne allo spogliatoio. Di fatto, come succede ogni volta in cui cambia l’allenatore, le gerarchie verranno azzerate. Un vantaggio, pensando alla rivoluzione prevista in estate. Si va verso un nuovo ciclo, la squadra andrà ricostruita e ringiovanita.

L’opera era stata avviata l’estate scorsa (24 anni l’età media dei nuovi acquisti) e proseguirà tra luglio e agosto, forse attraverso scelte drastiche, facilmente intuibili e di cui tutti sussurrano da tempo. Per Lotito è stato più semplice scaricare la crisi attuale della Lazio sul rapporto Sarri-squadra (esaurito in parte ma non compromesso e senza alcun tradimento) piuttosto che assumersi responsabilità precise, risalenti al post secondo posto, quando una larghissima parte dello spogliatoio era rimasta delusa per i contratti in sospeso e le promesse non mantenute. Si sono create da subito condizioni di lavoro non costruttive. 

Rifondazione Lazio e legami

Il rinnovo di Luis Alberto, abbinato ad alcuni comportamenti controversi, è stata la pietra miliare di cui si è discusso tantissimo. Sarri si era legato al numero 10, non poteva certo perderlo dopo la cessione di Milinkovic, ma come era accaduto negli anni precedenti ne ha pagato i soliti alti e bassi di rendimento. Il Mago aveva un posto garantito, ora dovrà mettersi a disposizione di Tudor, molto meno malleabile. Dovrà anche correre di più, considerando metodi e principi di gioco. Un tecnico, è ovvio, si lega ai giocatori più forti, ai senatori. Il ciclo di Mau, arrivato nel 2021 per portare avanti il lavoro di Inzaghi, si può rappresentare nei colpi di Luis Alberto e nei gol di Immobile, perché trascinano la Lazio dal 2016. Tutto si può dire tranne che Sarri abbia privilegiato il Taty a Ciro, anzi: ha rispettato gerarchie, valori e storia, in attesa che il capitano si ritrovasse per tirare fuori dai guai con i suoi gol la Lazio. Non è un mistero cosa dicesse Lotito nei salotti romani e di quanto fosse deluso dal gruppo, senza la capacità di riconoscere i propri errori, a partire dall’addio di Peruzzi, mai sostituito. La squadra ha tirato fuori il meglio in Champions e ha sofferto in campionato, come era prevedibile. 

Il futuro di Immobile è un rebus, non si può escluderne l’addio (se arriverà l’offerta giusta) ma bisogna considerare gli ulteriori due anni di contratto a quasi 5 milioni. Forse Ciro dovrà accettare l’idea di ritagliarsi uno spazio diverso, non da titolare indiscusso, a meno che non riprenda a segnare con una certa regolarità. Il suo futuro ora dipenderà dalle scelte di Tudor e dalla sua rifondazione. Corriere dello Sport

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Corino: “Altro che famiglia Lazio, gruppo non è stato unito e Lotito responsabile principale. Quelle parole porteranno a conseguenze…” (AUDIO)

Complimenti a Martusciello, GIGI CORINO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Mi unisco ai complimenti a Martusciello ed alla stessa squadra che a Frosinone hanno tirato fuori una prestazione degna in un momento complicato. Chi parlava di tradimento ha avuto una risposta. Anch’io ho pensato male del mister Martusciello, in realtà si è dimostrato un bravo allenatore ed un grande uomo. Il fatto che a fine partita tutti i ragazzi sono andanti ad abbracciarlo è un segnale che si è dimostrato un uomo capace di tenere la schiena dritta. E’ rimasto da solo dopo le dimissioni di Sarri, ha dato la disponibilità a gestire un momento di crisi e quegli abbracci a fine partita gli rendono merito. Ho provato anche un pizzico di emozione nel notarlo”.

Le parole di Lotito

Sono state dichiarazioni che hanno dato fastidio al gruppo, in particolare quelle verso Immobile, oltre che quelle sul tradimento. Abbiamo spesso sentito parlare di famiglia, ma un padre non dice quelle cose. Ne pagherà le conseguenze quando il gruppo si ricompatterà. In questa stagione c’è stata un po’ di confusione, ma sono situazioni che vanno gestite in maniera diversa. In questo caso cerchi di spingere il compagno in difficoltà in tutte le maniere. Non so cosa sia accaduto all’interno, ma questo gruppo non ha dato dimostrazione di essere unito. Nelle difficoltà in questa squadra non ha il giocatore di personalità che possa indirizzare il gruppo in modo diverso. Ma le maggiori responsabilità non può che averne la società. Da presidente quelle dichiarazioni non sono opportune”.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Frase Lotito su aggressione Immobile gravissima. Martusciello mai in ballo per rimanere oltre sabato.” (AUDIO)

A sette giorni di distanza è cambiato il mondo… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Lunedì scorso a quest’ora aspettavamo la partita contro l’Udinese e a sette giorni di distanza è cambiato il mondo. E’ arrivato un nuovo allenatore con una nuova filosofia e mercoledì ci sarà il primo allenamento di Tudor che è in arrivo a Roma.

In questo caos la vittoria di Frosinone è stata importantissima e complimenti a Martusciello per aver mantenuto tutti concentrati sull’obiettivo.

Martusciello ha sofferto molto per quello che ha letto su di lui in questi giorni. Credo che ci sia stato un grosso equivoco su di lui e una comunicazione migliore lo avrebbe aiutato certamente. Martusciello non è mai stato in ballo per rimanere sino a fine stagione e Tudor era in ballo già da giovedì. Serviva solo qualcuno in panchina per sabato sera a Frosinone e lui si è offerto per amor di patria. Stop. Il resto dello staff è andato via perché non aveva più entusiasmo e stimoli per rimanere, cosa che il vice di Sarri aveva ancora. Almeno per portare a casa la partita di Frosinone.

La dichiarazione di Lotito sull’aggressione a Immobile è la cosa più grave detta da Lotito in 20 anni di carriera da presidente. Non vedo l’ora di dirgliela di persona”.

Alessio Buzzanca

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, inizia l’era Tudor. Lotito: “Voltiamo pagina con un nuovo spirito. Ed io non vendo”

Le scorie dell’ultima settimana horror forse rimarranno ancora a lungo a Formello: «No, adesso voltiamo pagina, ripartiamo con un nuovo tecnico e un nuovo spirito», assicura Lotito. L’atteggiamento masochistico del Frosinone ha contribuito al risveglio della Lazio. Adesso il resto dovrà farlo la ventata di aria fresca portata da Tudor […]

Forse non sarebbe riuscito a convincerlo nessuno, ma né Fabiani né Lotito si aspettavano le dimissioni di Mau in anticipo. È vero che l’idea Tudor era già spuntata il 25 novembre, dopo la pesante sconfitta di Salerno, ma non che ci fosse già un accordo: «Talmente scelto da tempo, che Sarri si è dimesso all’improvviso – risponde il patron – e noi abbiamo provato a convincerlo a restare. La verità è che a qualcuno dà fastidio che il sottoscritto sia riuscito a risolvere il problema in 24 ore al primo e unico appuntamento. Ho alzato il telefono, ho incontrato gli agenti e ricevuto l’apprezzamento di Tudor, che aveva rifiutato Napoli e Roma (gli offrivano però un contratto sino al termine del campionato, ndr)».

Ricomincia un’altra era tecnica, poco prima della scadenza dei 20 anni di Lotito a luglio. Nessuna intenzione di mollare la Lazio, nonostante i rumors proliferino: «Non ho dato nessun mandato ad un gruppo di advisor per la ricerca di acquirenti che possano dare un aiuto né rilevare il club. Tutto falso, invenzioni allo stato puro. Non vendo». Il Messaggero

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, la trasformazione tattica di Tudor sarà graduale. Oggi a Formello, poi la presentazione

[…] Igor Tudor ha seguito la sfida da Spalato e non vuole entrare a gamba tesa nello spogliatoio. Negli ultimi anni si è imposto col 3-4-2-1. Se ne dovrebbe riparlare a giugno, dopo il mercato, perché l’idea al momento – sottolinea Il Messaggero – , non è quella di stravolgere il modulo con la difesa a quattro. Igor vuole comunque parlare prima con il gruppo, eventualmente ripartire dal 4-2-3-1, lavorando sulla variante e sfruttando la sosta del campionato. Non ci saranno i nazionali Marusic, Hysaj, Zaccagni e Isaksen al primo allenamento fissato per mercoledì, Tudor oggi farà un piano a Formello. Il croato verrà presentato prima del week-end, ha già firmato via mail il contratto fino al 2025, l’opzione di un altro anno al momento è sfumata all’uscita di giovedì sera da Villa San Sebastiano. Guadagnerà 2,5 milioni più 500 di bonus, l’accordo deve ancora essere perfezionato e depositato. Compiute le scelte sullo staff tecnico. Ivan Javorcic, ex tecnico del Venezia, della Pro Patria e del miracolo Sudtirol, sarà il vice di Tudor. Tomislav Rogic diventerà il preparatore dei portieri, Giuseppe Maiuri il match analyst a stretto contatto con Enrico Allavena, di casa a Formello da un decennio. Alessandro Fonte e Simone Fugalli (promosso dalla Primavera) cureranno la preparazione atletica sino a fine maggio. Quando Sarri sarebbe andato via comunque, dopo essersi seduto al tavolo con la Lazio.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, successione al trono di Ciro: il Taty ci prova. E con Tudor…

Successione al trono: per il dopo Immobile, ci riprova Castellanos. Largo al futuro, con coraggio, per il bene della Lazio, senza dimenticare il passato. Non è un oltraggio. È spietato, ma biologico, figuriamoci nel calcio. Ciro, 34 primavere, e il Taty (25), hanno nove anni di differenza, ora si sentono e si vedono. Ammetterlo non è una mancanza di rispetto. Restano incise nella storia biancoceleste, le 206 reti del re-capitano, non si contestano. Ma ora l’argentino ha bisogno di spiccare il volo: due reti a Frosinone, una in terra, una in cielo. San Valentin, l’amore è risbocciato. Due reti da subentrato (non succedeva dai tempi di Matri nel 2015), chissà se tornerà titolare con Tudor: «Mi aspetto di giocare di più con il nuovo tecnico. Cerco sempre di dare il massimo per questa maglia. La doppietta mi dà fiducia perché non segnavo da tanto tempo». Dall’anno passato, esattamente dal 29 dicembre, sempre contro la formazione ciociara all’Olimpico. Forse anche questo è un segno del destino. Castellanos non sembra avere certo le stimmate del cecchino, ma ha tecnica (vedi uno splendido siluro al volo), di testa è fortissimo, e non ha avuto chissà quali chance o continuità per dimostrare il contrario, schiacciato dall’ingombrante presenza di Ciro. Immobile non segna più come un tempo, ma Sarri ha insistito sino all’ultimo per ritrovare il suo vecchio fiuto, nonostante le lamentele interne sul gioco offensivo e le pressioni di Lotito sul nuovo acquisto, pagato poco più di 14 milioni a bilancio.

DIGIUNO E RINASCITA

Dura da sei gare il digiuno di Immobile, subentrato dalla panchina soltanto contro il Milan, con due gol sfiorati prima e dopo il centro-vittoria di Okafor. Non ci sono chissà quanti infortuni di mezzo, rispetto all’anno scorso. Adesso, se non consideriamo i 4 rigori, in campionato Ciro ha segnato 2 reti e sfornato un assist in 1427′, 25 partite, appena 7 da subentrato. Castellanos ha due centri in più movimento (4) e tre assist, partendo 16 volte dalla panchina su 26 apparizioni, senza avere alcuna chance dal dischetto, e con appena 1127′ in campo, esattamente 300′ in meno. Dopo una settimana di tormenti e accuse, anche Martusciello è ripartito dal capitano, ma il cambio del 55′ dello Stirpe può rappresentare una svolta simbolica verso futuro: esce Immobile sotto choc e il Taty rialza la Lazio.

LA RIFONDAZIONE

Non esistono più re, al momento, ricominciano però le prove di un nuovo regno. Parola a Tudor per capire se poi bisognerà intervenire di nuovo sul mercato degli attaccanti a giugno. Nelle prossime 9 giornate, Igor deciderà se puntare sul ritrovato entusiasmo di Castellanos oppure se recuperare Immobile, apparentemente ormai con la testa lontano da Formello. Ciro ha capito che la società è pronta a rifondare la Lazio, si sente già scaricato e poco tutelato. Il suo agente Sommella già a dicembre lo avrebbe proposto all’Inter, ma il portone adesso è chiuso. Nonostante la stima, lo stesso Simone Inzaghi non avrebbe intenzione di portare via dalla Capitale il capitano. Oltretutto pesa un contratto sino al 2026 (da 4,5 milioni più altrettanti di bonus), non volendo considerare il cartellino. L’attaccante partenopeo pensa all’addio come la scorsa estate, ma latitano insomma le proposte sul tavolo: «Ho sbagliato a non andare in Arabia, sono rimasto per la Champions. La prossima volta ci penserò», ci aveva rivelato nell’intervista-sfogo di ottobre per qualche insulto social di troppo. Alla Lazio però non è mai arrivata un’offerta ufficiale (nemmeno da 20-30 milioni) né a luglio né ad agosto. E questo rappresenta un problema serio anche per il futuro. Castellanos lo ha abbracciato, ma ora è libero. Nessuno deve restare prigioniero di un passato glorioso. Il Messaggero