“Onestamente non mi aspettavo una partenza così importante della Lazio. Dopo Udine ero preoccupato, poi sono arrivati solo segnali positivi nel gioco, nelle reazioni, nella voglia di andarsi a prendere la partita. E’ bella e mi diverte, ora sono quasi entusiasta di questa squadra. Quando la Lazio propone un calcio così è una soddisfazione per tutti, rende ancora più orgogliosi di essere laziali. A volte partire così in sordina, senza grandi pretese, può permettere di creare qualcosa di importante e sorprendente.
Sono accadute una serie di cose. Sono andati via giocatori importanti che a livello di personalità incidevano e condizionavano anche gli altri. Un cambio era necessario, poi è chiaro che devi essere supportati dai risultati.
Il giocatore dei ‘vecchi’ che mi sta piacendo è Gila. Da quando è rientrato abbiamo trovato una solidità diversa. Lo stesso Rovella sta facendo molto bene, ma anche Zaccagni. E’ un bel mix con i giocatori nuovi, vedo meglio tanti giocatori che lo scorso anno hanno sofferto, Pedro e Guendouzi compresi”.
“L’eventuale partenza di Pellegrini ed il reinserimento eventuale in lista di Hysaj? Sappiamo che il terzino albanese, ora esubero, costa molto di ingaggio al club. E’ evidente che ci sia la necessità di trovare una soluzione ad una questione che potrebbe creare delle problematiche. Mi auguro che si possa trovare una soluzione, non è una situazione semplice quella che coinvolge anche i vari Akpa Akrpo, Basic ed altri. Va detto che Luca Pellegrini in questi mesi non ha dimostrato il suo valore. Alla fine anche Baroni, quando c’è stata la possibilità di scegliere, ha puntato su Marusic. Non ha mai mantenuto le premesse, è un giocatore che a me piace, ma ha dimostrato poco per avere maggiore spazio.
Ricci? Ricordo delle battute di Lotito particolari, lui è un giocatore importante che ora sta dimostrando tutta la sua bravura”.
“Al di là dell’errore del guardalinee, la Lazio non può permettersi di scendere in campo in uno stato pietoso come quello di Udine. E’ stato inaccettabile dare così coraggio ad una squadra buona ma non imbattibile. La Lazio si è consegnata ai bianconeri. Non posso sentire Baroni che in sala stampa parla del numero degli ingressi in area di rigore. La prima cosa che si deve dire è che la Lazio ha giocato malissimo ed ha avuto difficoltà a tirare in porta.
Sbagliato l’atteggiamento a fronte di un’estate in cui ci era stato promesso che da quel punto di vista le cose erano cambiate. La prima cosa che si deve fare quando si entra in campo è essere durissimi per indirizzare la partita e dare un segnale all’avversario. Oppure fai passare il momento di burrasca, la butti lunga e cerchi di entrare in partita in corso d’opera. La Lazio ha preso giocatori di fisicità ed intensità, ma tutto questo non lo vedo. Almeno prima avevamo maggiore qualità”.
“Aspettiamo la definizione, ma non ci sono novità positive sul fronte Greenwood.
Il ‘si’ dell’inglese al Marsiglia ora sembra scontato, una settimana fa si era riaperta la speranza in virtù dell’accoglienza negativa annunciata in Francia. De Zerbi, però, ha continuano a lavorare per convincere il ragazzo ed a lavorare ai fianchi il padre. Dal punto di vista economico non c’erano dubbi, visto che il Marsiglia già da tempo aveva l’accordo con il Manchester. Superate Lazio e Napoli. Già c’era l’accordo tra i club e nel frattempo c’è stata un’importante opera di persuasione, anche economica. De Zerbi è praticamente certo che stia per arrivare il ‘si’, ma anche la Lazio sa tutto. E tra l’altro, da quello che ho raccolto, in seconda battuta il padre era predisposto ad aspettare più il Napoli che il club biancoceleste malgrado gli azzurri non avrebbero offerto la stessa percentuale dalla futura rivendita. Ora è un’agonia in attesa della conferma definitiva e anche sugli spalti ad Auronzo ci sono pochi tifosi e in silenzio. Questa è l’atmosfera.
Tutto questo è aggravato dalle parole di ieri di Lotito. E’ vero che alcuni titoli sono stati un po’ forzati, ma da presidente della Lazio, secondo me, doveva assolutamente evitare di fare quelle battute nei confronti dei tifosi. Già da due giorni aveva capito che le cose su Greenwood stavano andando in questa direzione, malgrado abbia fatto tutto per raggiungere l’obiettivo. La conferma arriva anche dall’intermediario che ha portato avanti la trattativa.
Piano B? Vediamo come si muoverà la Lazio. C’è questo famoso mister X, un 2005, sicuramente è stato sondato Jobe Bellingham, ma non so se sia lui quello che la Lazio avrebbe in mano. Ovviamente, ora, non è matematico che ora la Lazio investa gli stessi 25 milioni per l’alternativa. Per la prima volta Lotito stava andando oltre i propri limiti in virtù della qualità del giocatore e della concorrenza. Vediamo anche il ruolo, se si torna su un esterno o si va su un trequartista. Con Greenwood sarebbe stato 4-3-3, con un trequartista sarebbe ancor più 4-2-3-1. Fino ad oggi la Lazio era concentrata su Greenwood, ora vediamo se torneranno in ballo Samardzic o Stengs, per esempio. Non sta entusiasmando Isaksen, non escludo che tutto possa tornare in ballo”.
“Per ora abbiamo preso buoni giocatori che comunque dovranno dimostrare di esserlo alla Lazio. Per me ci servirebbe qualcos’altro e oggi la Lazio per me ha tanto da fare ancora sul mercato.
Chiesa? La Lazio non va su questi giocatori per una questione di ingaggio. Prende decisamente troppo per come si sta delineando la campagna della Lazio.
Dovendo fare il 4-2-3-1 a Lazio dovrà prendere un trequartista forte, con caratteristiche diverse”.
Dal punto di vista sportivo, è chiaro che c’è il timore che la Lazio possa essere meno competitiva. Non c’è un progetto, si vive alla giornata, non c’è la prospettiva di programmare un percorso di crescita. C’è il sentore di approssimazione, è questo ciò che più preoccupa, la sensazione di decrescere. La Lazio ha perso giocatori molto importanti, di qualità assoluta. I nomi che leggo oggi non mi fanno ben sperare. L’unico che è stato accostato alla Lazio che mi piace molto è Samardzic“.
“Ora vedere la Lazio è piacevole. Anche Kamada sembra un altro calciatore. Ha dimostrato soprattutto sabato di essere un giocatore che potrebbe esserci utile per il futuro.
Parlando di arbitro ho avuto la sensazione – magari da tifoso – che anche facendo mezzo fallo arrivava subito il cartellino giallo contro la Lazio. L’arbitraggio proprio non mi è piaciuto.
Dopo tanto tempo ho avuto la sensazione che la squadra avversaria non avesse alcuna possibilità di metterci in difficoltà. Sempre aggressivi, sempre uomo su uomo. Finalmente ci siamo sulle seconde palle. Non dico sempre e continuamente, ma almeno ci proviamo”.
Il derby è lo specchio della stagione… LUIGI CORINO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Sabato abbiamo avuto l’evidenza che il derby è lo specchio della stagione. Puoi cambiare anche 10 allenatori, ma non è quello il problema. Sono solo le conseguenze della stagione della Lazio che è partita male e sta finendo peggio. Siamo inconcludenti. Avevamo una grande occasione per fare il salto di qualità, ma come è già accaduto in passato, abbiamo fatto un passo indietro. Purtroppo per me la stagione è finita.
Gli unici a crederci nel prosieguo della stagione, sono i tifosi che riempiono lo stadio. Chi mi sembra invece non crederci sono i giocatori. Siamo sicuri che loro credano in quello che fanno? Non mi danno la sensazione di reagire a questo brutto periodo che abbiamo passato. A parte la Champions, la squadra anche con Tudor sta continuando a fare prestazioni mediocri. La Roma non ha fatto molto per vincere il derby, ma noi ancora di meno.
Non so cosa si sia creato all’interno della squadra. Non pensavo di confermare il secondo posto, ma nemmeno vedere una squadra senza rabbia e cattiveria agonistica. E questo al di là dell’organizzazione di Tudor e di Sarri.
Non sono convinto che Lotito abbia messo tutto in mano a Fabiani, bisognerà vedere questa estate sul mercato”.
“Al di là della conferenza di Tudor, sarà il campo il giudice del nuovo allenatore. Purtroppo quest’anno abbiamo visto poche volte una squadra pugnace e che si aiuta. Speriamo che adesso cambi qualcosa. Mi è piaciuto alla fine quando ha detto che il suo obiettivo è vincere e non giocare bene.
Nella Lazio si è creata una confusione incredibile già a inizio stagione, tra i rinnovi, gli equivoci tattici e molto altro. Sarri era chiamato a trovare una soluzione che evidentemente non è riuscito a trovare.
Onestamente non ho mai sentito un allenatore dire di non avere una squadra forte. Penso che Tudor abbia semplicemente stimolato il gruppo per dare il massimo e anche per guadagnarsi una conferma per l’anno prossimo. E’ chiaro che ora debba aspettare anche i nazionali per poter provare la vera squadra, perché adesso ne mancano parecchi.
Di calciatori con voglia di arrivare per primi sul pallone, di mangiarsi l’avversario, di dare tutto in campo ne abbiamo visti pochissimi e pochissime volte”.
Complimenti a Martusciello, GIGI CORINO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Mi unisco ai complimenti a Martusciello ed alla stessa squadra che a Frosinone hanno tirato fuori una prestazione degna in un momento complicato. Chi parlava di tradimento ha avuto una risposta. Anch’io ho pensato male del mister Martusciello, in realtà si è dimostrato un bravo allenatore ed un grande uomo. Il fatto che a fine partita tutti i ragazzi sono andanti ad abbracciarlo è un segnale che si è dimostrato un uomo capace di tenere la schiena dritta. E’ rimasto da solo dopo le dimissioni di Sarri, ha dato la disponibilità a gestire un momento di crisi e quegli abbracci a fine partita gli rendono merito. Ho provato anche un pizzico di emozione nel notarlo”.
Le parole di Lotito
“Sono state dichiarazioni che hanno dato fastidio al gruppo, in particolare quelle verso Immobile, oltre che quelle sul tradimento. Abbiamo spesso sentito parlare di famiglia, ma un padre non dice quelle cose. Ne pagherà le conseguenze quando il gruppo si ricompatterà. In questa stagione c’è stata un po’ di confusione, ma sono situazioni che vanno gestite in maniera diversa. In questo caso cerchi di spingere il compagno in difficoltà in tutte le maniere. Non so cosa sia accaduto all’interno, ma questo gruppo non ha dato dimostrazione di essere unito. Nelle difficoltà in questa squadra non ha il giocatore di personalità che possa indirizzare il gruppo in modo diverso. Ma le maggiori responsabilità non può che averne la società. Da presidente quelle dichiarazioni non sono opportune”.