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Lazio da rifare, rivoluzione e taglio costi: in 12 in scadenza tra giugno e il 2027

Tra pochi mesi la Lazio sarà ad un bivio: tutte le situazioni contrattuali da risolvere.

Tra i guasti di questa stagione, iniziata senza mercato e senza rinnovi, ci sono i contratti in scadenza 2026 e 2027. Dalla riapertura delle operazioni solo Marusic ha rinnovato. Nella lista “scadenze 2026”, riporta il Corriere dello Sport, figurano Basic, Hysaj e Pedro. Il primo ha detto sì all’offerta di fine dicembre, ma la società ha rinviato il caso a giugno. Hysaj e Pedro, si sa, lasceranno a zero. Lotito risparmierà rispettivamente 2,8 e 2,2 milioni netti. Nel 2027 c’è mezza squadra in uscita: Provedel, Gila, Romagnoli, Cataldi, Cancellieri, Lazzari, Pellegrini, Patric e Gigot. Nove giocatori col contratto a termine tra poco più di un anno, mezza squadra tra titolari e riserve. Gran parte dell’ossatura italiana.

Sarri, conclude il quotidiano, spinge da tempi non sospetti per blindare i giocatori necessari, ormai quelli rimasti. Sempre che resti. Quando parlava di 6-7 uomini su cui costruire il futuro si riferiva anche ai rinnovi, non a caso è stato decisivo per riaprire le trattative per Marusic e Basic. La società li ha chiamati su iniziativa di Mau, non li considerava più nei piani, aveva messo in conto il risparmio dei loro ingaggi (1,7 e 1,8 milioni a testa). La sensazione è che la conferma del croato sia stata legata alla permanenza o meno di Sarri. Basic si avvale ancora del Decreto Crescita. Sul tavolo restano i casi 2027. Provedel è tornato provvidenziale, ha sempre dichiarato di voler restare a vita. A giugno potrebbe rientrare Mandas, il riscatto del Bournemouth non è certo, scatta automaticamente con la Champions. Gli inglesi sono ottavi a meno dieci dal quarto posto. Gila e Romagnoli sono gli alfieri di Sarri, ma per entrambi le chance di conferma sono svanite.

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Lazio, a fine stagione sarà rivoluzione in difesa. Da chiarire la vicenda-Diogo Leite

Uno sguardo all’estate, con ben tre difensori in scadenza.

Gila, Romagnoli e Patric in scadenza nel 2027. Tre centrali su quattro. L’unico blindato, sottolinea il Corriere dello Sport, è Provstgaard. Poi c’è Gigot, da agosto sul mercato. La Lazio aveva in pugno Diogo Leite, centrale portoghese, 27 anni, in scadenza con l’Union Berlino. «Con Diogo Leite abbiamo parlato, purtroppo ha avuto un infortunio che lo terrà fuori 6-7 settimane, ma c’è un accordo di massima col suo agente. A stretto giro vedremo se vorrà legarsi alla Lazio così come voleva fare prima di questo infortunio», le parole di Fabiani nella conferenza di fine mercato.

La replica del team legale di Diogo Leite aveva spiazzato tutti: «Non esiste, né è mai esistito, alcun accordo verbale, accordo scritto, pre accordo, impegno o intesa di alcun tipo tra Diogo Leite e la S.S. Lazio, né direttamente né indirettamente», le parole riportate da A Bola.

E poi: «Va inoltre sottolineato che la S.S. Lazio è un club storico di riconosciuto prestigio nel panorama europeo, per il quale il giocatore nutre la massima stima e considerazione professionale. È vero infatti che, durante l’ultima sessione di calciomercato, sono stati avviati contatti al fine di analizzare un possibile trasferimento. Tuttavia, come è di pubblico dominio, tali contatti non sono culminati in un accordo tra tutte le parti coinvolte, motivo per cui non sono stati conclusi. Il giocatore rimane pienamente vincolato e impegnato a rispettare i suoi attuali obblighi contrattuali nei confronti dell’FC Union Berlino».


Diogo Leite, conclude il quotidiano, resta un mistero da svelare. A giugno la difesa andrà rivoluzionata. Serviranno centrali e terzini. Marusic è l’unico certo di restare. Lazzari, Tavares e Pellegrini saranno in bilico.

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Lazio, difesa da ricostruire: l’unica certezza è Marusic, in estate sarà rivoluzione

A fine campionato diverse valutazioni dovranno essere fatte sul reparto arretrato: la situazione.

Al termine della stagione ci saranno da capire le scelte da fare in difesa. Il punto di forza di Sarri è il tallone d’Achille estivo della Lazio: il reparto andrà rifatto daccapo o quasi. Centrali e terzini, a parte Marusic appena rinnovato, sono tutti, riporta il Corriere dello Sport, in bilico per questioni tecniche o legate alla scadenza. Insomma, i progressi che saranno ottenuti da qui a fine campionato verranno azzerati dalle dinamiche di mercato che per cause di forza maggiore coinvolgeranno tutti gli interpreti.


L’addio di Romagnoli, si legge, è soltanto rinviato. Gila, l’altro partner di livello della coppia, è destinato a salutare a giugno. Come Romagnoli scadenza fissata nel 2027. La Lazio proverà a monetizzare il più possibile la sua cessione, la cifra non corrisponderà comunque al valore dello spagnolo vista la posizione contrattuale e la percentuale del 50% da riconoscere e versare nelle casse del Real Madrid per l’accordo chiuso nel 2022 al momento del trasferimento a Roma. Due titolari su due destinati a salutare a meno di permanenze “forzate” fino all’addio a parametro zero. Provstgaard, acquistato dal Vejle a gennaio 2025, è l’unico tra i centrali a non essere in discussione.


Patric, conclude il quotidiano, si avvicina agli 11 anni in biancoceleste, è appena rientrato dall’ennesimo stop muscolare. Sarri lo apprezza, era stato uno dei fedelissimi nel suo primo triennio alla Lazio, i problemi fisici però non gli stanno più permettendo di trovare continuità in campo, nemmeno durante gli allenamenti. Gigot è stato reinserito in lista dopo l’operazione alla caviglia e il lungo protocollo riabilitativo. Ha lavorato giusto una settimana con Sarri, ogni ragionamento verrà riaggiornato anche a seconda di quello che sarà il destino del tecnico stesso. A Hysaj sono rimasti 5
mesi di contratto, poi si svincolerà dopo 5 stagioni di Lazio. Tolto Marusic (ha prolungato fino al 2028, con opzione per il 2029), va ridiscusso il futuro di tutte le altre pedine. Tavares ha perso posto e spazio, a gennaio è stato corteggiato dal Besiktas, aspettava una chiamata dall’Arabia Saudita. Lazzari si è fermato di nuovo per una lesione al polpaccio, gli infortuni lo stanno frenando ogni volta che sembra riguadagnare fiducia dalla panchina. E poi Pellegrini, rimasto uno di quelli con lo stipendio più alto: stessi agenti di Romagnoli, in estate verranno valutate proposte sul suo conto, nemmeno lui è sicuro di restare.

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Lazio, giovani da valorizzare e pochi innesti: le mosse estive del club

Da capire prima chi sarà in panchina per poi muoversi sul mercato: la Lazio sta comunque facendo le prime valutazioni.

C’è una squadra da valorizzare e una stagione da preparare al meglio per dimenticare questa, terminata senza centrare una posizione utile per le cmpetizioni europee.

Non ci sarà però alcune rivoluzione a Formello. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, il club punterà su tre o quattro innesti per ripartire. Nello specifico a Formello si cerca un calciatore per reparto: uno o due difensori, almeno un centrocampista e un bomber in più.

Molto dipenderà ovviamente anche dalle partenze: qualora Tavares dovesse lasciare Roma, il primo sostituto del portoghese sarebbe Junior Firpo.

Ioannidis del Panathinaikos, si legge, è sempre seguito dalla Lazio: il prezzo va dai 18 ai 20 milioni. Durosinmi del Viktoria Plzen costa 9, è stato trattato a marzo.

Per quanto riguarda i giovani da valorizzare, Noslin e Dele-Bashiru potrebbero crescere con Sarri. Tchaouna invece dovrebbe essere vicino alla cessione.

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Lazio, uomini mercato o in discussione: sarà rivoluzione difesa

A Formello passa una rivoluzione che lascia posto a un’altra. Nell’estate 2024 la rottamazione di Ciro e Luis più l’addio di Felipe. Attacco ricostruito e centrocampo ritoccato. A giugno 2025 toccherà alla difesa. Tra uomini mercato e uomini finiti in discussione possono aprirsi scenari clamorosi. Gila sarà un uomo mercato, il manager sta raccogliendo proposte. Non s’è mai aperta la trattativa per il rinnovo perché non è contemplato da nessuno. La Lazio sa che lo spagnolo ha mire ambiziose ed è allettata dalla possibilità di guadagnare. Le voci sul ritorno al Real, stavolta tra i big, sono discordanti. Ma Gila ha mercato anche in Italia e può garantire un incasso milionario (da condividere con il Real). Fino agli ultimi giorni del mercato invernale (chiuso a inizio febbraio) la Lazio ha rifiutato offerte per Romagnoli, aveva ricevuto una proposta dalla Premier. A giugno sarà diverso, non ci saranno veti. Il rinnovo promesso, l’adeguamento economico dopo la qualificazione in Champions del 2023, non si è mai concretizzato. Romagnoli, fresco 30enne, è in scadenza nel 2027. Non ci sono incedibili e neppure lui sfugge alla regola. Perdere Gila e Romagnoli in un colpo creerebbe un vuoto dietro, di tecnica e di forza. Non semplicemente colmabile. Lotito e Fabiani, vendendo entrambi, sarebbero chiamati a centrare due colpi veri, i nuovi titolari della difesa. In organico ci sono Gigot e Provstgaard, due rimpiazzi.

La rivoluzione comprenderà i terzini. Per Tavares vale il discorso di Gila, se arriveranno offerte monstre saranno irrifiutabili. Il rinnovo di Marusic è scattato automaticamente fino al 2026, la trattativa per trovare un nuovo accordo economico si è bloccata. La Lazio ritiene l’accordo inviolabile. Il montenegrino aspettava un adeguamento, in alternativa vorrebbe essere libero di decidere il suo futuro. Lazzari è valutato al ribasso, ma non ha mercato. Pellegrini è stato reintegrato, a giugno guadagnerà 2,4 netti. La società lo considera sul mercato. Hysaj ha un anno di contratto. Corriere dello Sport

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Lazio, rifondazione anticipata: gerarchie azzerate, vecchia guardia in bilico e lo scarico di responsabilità di Lotito

Se il fine giustifica i mezzi, le dimissioni di Sarri e il cinismo machiavellico di Lotito hanno accelerato la svolta di cui a Formello parlavano da mesi. Subito Tudor, una prima scelta e non un ripiego secondo i vertici societari, per guadagnare tempo e progettare la rifondazione della Lazio: in qualsiasi caso sarebbe scattata a luglio, meglio anticipare. Il croato, considerato un duro, avrà mano libera, potrà valutare la rosa e le dinamiche interne allo spogliatoio. Di fatto, come succede ogni volta in cui cambia l’allenatore, le gerarchie verranno azzerate. Un vantaggio, pensando alla rivoluzione prevista in estate. Si va verso un nuovo ciclo, la squadra andrà ricostruita e ringiovanita.

L’opera era stata avviata l’estate scorsa (24 anni l’età media dei nuovi acquisti) e proseguirà tra luglio e agosto, forse attraverso scelte drastiche, facilmente intuibili e di cui tutti sussurrano da tempo. Per Lotito è stato più semplice scaricare la crisi attuale della Lazio sul rapporto Sarri-squadra (esaurito in parte ma non compromesso e senza alcun tradimento) piuttosto che assumersi responsabilità precise, risalenti al post secondo posto, quando una larghissima parte dello spogliatoio era rimasta delusa per i contratti in sospeso e le promesse non mantenute. Si sono create da subito condizioni di lavoro non costruttive. 

Rifondazione Lazio e legami

Il rinnovo di Luis Alberto, abbinato ad alcuni comportamenti controversi, è stata la pietra miliare di cui si è discusso tantissimo. Sarri si era legato al numero 10, non poteva certo perderlo dopo la cessione di Milinkovic, ma come era accaduto negli anni precedenti ne ha pagato i soliti alti e bassi di rendimento. Il Mago aveva un posto garantito, ora dovrà mettersi a disposizione di Tudor, molto meno malleabile. Dovrà anche correre di più, considerando metodi e principi di gioco. Un tecnico, è ovvio, si lega ai giocatori più forti, ai senatori. Il ciclo di Mau, arrivato nel 2021 per portare avanti il lavoro di Inzaghi, si può rappresentare nei colpi di Luis Alberto e nei gol di Immobile, perché trascinano la Lazio dal 2016. Tutto si può dire tranne che Sarri abbia privilegiato il Taty a Ciro, anzi: ha rispettato gerarchie, valori e storia, in attesa che il capitano si ritrovasse per tirare fuori dai guai con i suoi gol la Lazio. Non è un mistero cosa dicesse Lotito nei salotti romani e di quanto fosse deluso dal gruppo, senza la capacità di riconoscere i propri errori, a partire dall’addio di Peruzzi, mai sostituito. La squadra ha tirato fuori il meglio in Champions e ha sofferto in campionato, come era prevedibile. 

Il futuro di Immobile è un rebus, non si può escluderne l’addio (se arriverà l’offerta giusta) ma bisogna considerare gli ulteriori due anni di contratto a quasi 5 milioni. Forse Ciro dovrà accettare l’idea di ritagliarsi uno spazio diverso, non da titolare indiscusso, a meno che non riprenda a segnare con una certa regolarità. Il suo futuro ora dipenderà dalle scelte di Tudor e dalla sua rifondazione. Corriere dello Sport

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Lazio, Sarri e il piano acquisti passa dal bilancio: ecco l’idea di rivoluzione

 Sarri incontra Lotito, sul tavolo ci sono soprattutto le strategie di mercato. Primo punto: i giocatori in scadenza. Cinque calciatori che a giugno saluteranno impongono una rivoluzione. E così l’allenatore ha già la sua lista acquisti pronta: due portieri (se andrà via anche Reina), due-tre centrali (se partirà anche Acerbi), un terzino sinistro, un regista, una mezzala (soprattutto se dovrà essere rimpiazzato Milinkovic), un vice Immobile. C’è aria di rivoluzione, ma vanno fatto i conti con il bilancio.

Lazio, l’idea di rivoluzione

Comprare 7-8 giocatori in estate vorrebbe dire fare una campagna acquisti da record. Sarri parlerà di ruolo e caratteristiche, ma ha in mente anche dei nomi. Per la porta sognava Kepa, ma è un colpo difficile. Ha virato su Carnesecchi della Cremonese in prestito dall’Atalanta. La Lazio ha in pungo Sergio Rico del PSG in prestito al Maiorca. Loro tre sono i papabili per il ruolo di portiere. In difesa piace Casale del Verona. A centrocampo Mau riabbraccerebbe Allan, ex Napoli oggi all’Everton. Starebbe provando a svincolarsi. ll brasiliano guadagna 3,5 milioni, ha compiuto 31 anni. Tra i prescelti c’è Vecino, 30 anni, è in scadenza con l’Inter. Per l’attacco è spuntato Onuachu del Genk, gigante di 2 metri. Tutti giocatori in orbita biancoceleste. Prima però, servirà il confronto tra club e allenatore. Prima le strategie, poi il resto. Corrieredellosport.it

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Non solo il portiere, le richieste di Sarri per il secondo anno

Lazio a lavoro sulla prossima stagione. Si stilano i piani di mercato per l’estate cercando il più possibile di accontentare le richieste di Maurizio Sarri. Prima situazione in ballo: i portieri, con Strakosha in scadenza di contratto. L’allenatore biancoceleste spingerà per avere un nuovo numero uno tra i pali e ha individuato Kepa come il rinforzo ideale. Non solo. Il piano acquisti per l’allenatore è ampio: oltre al portiere, chiederà almeno due centrali di difesa (tre se partirà Acerbi), un terzino sinistro, un regista, una mezz’ala e un vice Immobile. Tra far quadrare i conti e accontentare Sarri, Lotito e Tare avranno tanto da fare.

Il nuovo progetto

Ci sono anche diversi giocatori in scadenza, a giugno sarà una mini rivoluzione. Strakosha è il primo, anche se la società sarebbe intenzionata ad un accordo per il rinnovo. Radu rimarrà un altro anno. In uscita a zero ci sono Patric, Lucas Leiva e Luiz Felipe. Tre giocatori praticamente titolari. Da capire anche il futuro di Jovane Cabral, arrivato a gennaio e in prestito sino a giugno a Formello. La Lazio non vuole farsi trovare impreparata. Le mosse e le strategie di mercato iniziano ora. Corrieredellosport.it