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Lazio, con Tudor segni e tiri ancora meno in porta…

Un gol in 3 partite. Poco, per la Lazio ma anche per le squadre di Tudor che di solito fanno meglio. Eppure nelle prime tre partite con il croato sulla panchina biancoceleste, la squadra ha segnato solo una volta. Poi zero tiri in porta con la Juventus in coppa e uno solo con la Roma nel derby. La Lazio di Tudor segna perfino meno di quella di Sarri: prima i biancocelesti avevano segnato 43 reti in 39 reti. Con la Salernitana la squadra deve invertire la tendenza. Per restare aggiornato sulla Lazio collegati con Radiosei.it.

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Zaccagni, il futuro alla Lazio è in bilico: “Lontani dall’accordo”

Una frase che preoccupa particolarmente. Nell’intervista rilasciata da Giuffredi, il procuratore di Zaccagni, a ilgiornaledellosport.net, c’è una frase in particolare che spaventa relativamente al suo futuro alla Lazio. L’esterno biancoceleste ha infatti il contratto in scadenza fra un anno e, stando alle dichiarazioni del suo agente, l’accordo non è affatto vicino né scontato. “Anche perché valutando l’ultima proposta che ci hanno fatto, siamo lontani dalla chiusura”. Questa, dell’intervista rilasciata, la frase che spaventa di più. Resta aggiornato sulle notizie relative alla Lazio seguendo Radiosei.it.

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Lazio, nemmeno Tudor dà la scossa. Ma negli anni della Champions l’allenatore salta sempre. Il problema è più profondo

Alla Lazio non sta bastando nemmeno l’intervento di Tudor. A dimostrazione del fatto che il problema è più profondo. Maurizio Sarri si è dimesso da allenatore della Lazio, ma quando i biancocelesti sono arrivati in Champions League (o ai preliminari), cioè quando l’asticella si doveva alzare, la squadra ha sempre fallito ed è anche sempre cambiato l’allenatore. In corsa o a fine stagione. Nel 2015-16 venne esonerato Pioli, nel 2020-21 è terminata l’esperienza di Simone Inzaghi, nel 2024 quella di Sarri. E nemmeno Tudor sta riuscendo a raddrizzare la situazione. Forse il problema è più profondo e riguarda la società? Resta aggiornato sulla Lazio seguendo le notizie su Radiosei.it.

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Attacco sterile e incapacità di ribaltare le partite: da Sarri a Tudor, la sostanza non cambia

La sconfitta nel derby mette a nudo, qualora ce ne fosse bisogno, la totale sterilità offensiva della Lazio. Problema certo non da attribuire alle scelte di Tudor, che – se possibile – dimostra di esser ancor più spregiudicato in campo rispetto al predecessore. I dati però, sono chiari: 3 partite, un gol (Marusic al 93′ contro la Juve in Serie A. 3 partite: 5 tiri in porta. Attacco che non produce, attacco che non vive di giocate né di soluzioni individuali che possano far saltare il banco. Confermato (sia oggi che martedì in Coppa Italia) il difetto cronico nel non riuscire a ribaltare il risultato. In questa stagione, la Lazio c’è riuscita solo due volte: entrambe contro il Frosinone, andata e ritorno. Ma d’altronde si sa, per ribaltare le partite c’è bisogno di segnare. Immobile fermo a 6, Castellanos a 4 come Zaccagni e Luis Alberto. Troppo poco. Dati su cui riflettere per il prossimo futuro.

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Se gioca lui il derby non fa paura: Igor sicuro di rinunciare a Cataldi?

Ad ogni inizio stagione non viene mai incluso né tra i titolari né tra gli intoccabili dell’allenatore di turno. Ma Danilo Cataldi, quando viene chiamato in causa, soprattutto nel derby, non tradisce mai.

Farà 30 anni il prossimo 6 agosto, il centrocampista cresciuto a Formello di fatto ha trovato una nuova dimensione nel secondo anno targato Maurizio Sarri. Nel 2021-2022 piano piano ha preso terreno, cominciando a saggiare le redini del totem Lucas Leiva: 1 gol e 2 assist in 32 match di campionato per complessivi 1712’.

La consacrazione giunge lo scorso anno, quando il Comandante gli affida la regia del suo 4-3-3. Trasformazione piena e matura, abbandonando il ruolo di mezzala. Per Cataldi in campionato 29 gettoni ma con un minutaggio superiore pari a 1941’. Salta le gare dalla 33-esima alla 37-esima per una lesione al polpaccio.

In questa stagione il numero 32 ha dovuto ricominciare da capo, dalla Juventus nel suo ruolo è arrivato infatti Rovella. Per Cataldi 1 gol in 23 gare per soli 1288’. Proprio il ko a causa della pubalgia dell’ex Monza ha di fatto riportato Cataldi a guidare il terzetto mediano di Sarri, trovando in qualche modo una conferma anche nella prima di Igor Tudor. Il tecnico croato contro la Juve in campionato l’ha schierato titolare insieme con Kamada da interno nel 4-2-3-1.      

Cataldi: i numeri nella stracittadina

Nei derby, come scrive Tuttosport, Cataldi ha quasi la funzione di amuleto. Lo scorso 10 gennaio, nei quarti di Coppa Italia vinti 1-0 con la Roma, il geometra romano è stato capitano, restando in campo 68’. Nell’ultimo successo in campionato, il 19 marzo 2023, la Lazio vince 1-0 e Cataldi gioca tutta la gara. Nell’altra stracittadina del 12 novembre 2022, ancora 1-0 per Immobile&Co, Cataldi gioca da titolare in regia, con tanto di fascia da capitano.

Cataldi nel derby odierno si gioca il posto accanto a Guendouzi, a insidiarlo resta Vecino, con Kamada che potrebbe essere dirottato sulla trequarti. L’ultima parola a Tudor al suo primo derby sulla panchina della Lazio.

Gianluca La Penna

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Lazio, quante assenze al derby. E ormai è quasi una tradizione

Tante, troppe assenze. Da tempo. La Lazio ormai arriva spesso al derby con varie defezioni. Nella stracittadina d’andata mancava Zaccagni, in Coppa Italia erano indisponibili Immobile, Provedel e Luis Alberto, l’anno scorso nel derby d’andata non c’erano Immobile e Milinkovic, in quello di ritorno Immobile, nel 2021-22 non c’era Zaccagni né all’andata né al ritorno. Questa volta non ci sono Lazzari, Zaccagni, Provedel, Rovella. Ormai è quasi una tradizione. La Lazio al derby si presenta sempre con varie assenze. Resta aggiornato sulla Lazio seguendo il sito Radiosei.it.

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Immobile e Lukaku, polveri bagnate e voglia di riscatto nel derby

Immobile contro Lukaku, il derby sarà anche una sfida fra bomber in difficoltà. Quelle di Immobile sono iniziate a novembre 2022, con il primo di una lunga serie di infortuni.  Nelle sette stagioni a Roma, lo score è stato, in ordine: 23, 29, 15, 36 (vincendo la Scarpa d’oro), 20, 27 e 12 gol. Mai un bottino così magro dunque, visto che finora in Serie A ha realizzato appena 6 reti. Nel 2024 Ciro in campionato ha segnato solo due gol, contro l’Atalanta e contro il Cagliari. Stesso destino per Romelu Lukaku, anche lui fermo a due gol nel nuovo anno (Verona e Monza). Complessivamente il belga ha realizzato 10 reti in questo campionato.

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Derby, due successi di fila in trasferta (in Serie A) mancano dal 1974

Il derby è alle porte. Sabato alle ore 18.00, in un Olimpico verso il tutto esaurito, andrà in scena il centosessantesimo confronto fra le due squadre in Serie A. La Lazio è imbattuta complessivamente da 4 derby, compreso quello deciso da Zaccagni (ultimo confronto, in Coppa Italia, valido per i quarti di finale). Sarà la squadra giallorossa ad ospitare, il 6 novembre 2022 decise Felipe Anderson. In Serie A, solo una volta la Lazio si è imposta in due stracittadine esterne di fila. E’ accaduto nelle stagioni 1972-1973 e 1973-1974. 12/11/72, Roma-Lazio 0-1 (35′ Nanni) e 31/03/74 Roma-Lazio 1-2 (47′ D’Amico, 51′ Chinaglia).


Ci sono anche i precedenti d’inizio anni cinquanta. 15/10/50 Roma-Lazio 0-1 (71′ Flamini) e 22/03/53 Roma-Lazio 0-2 (55′, 58′ Puccinelli). Nel mezzo, annata 1951-1952, la Roma disputò però un campionato di Serie B.

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Lazio, sono due anni che Immobile non segna il gol del pareggio

Ciro Immobile quando le difese avversarie si abbassano, fatica tremendamente a segnare e a pareggiare se la Lazio è in svantaggio. Sono quasi due anni che non realizza un gol che consenta alla Lazio di passare dal risultato di svantaggio a quello di parità (l’ultima volta il 30 aprile 2022 con lo Spezia, fra l’altro su rigore). In quel caso segnò l’1-1 in una partita poi vinta 4-3. Su azione non segna il gol del pareggio dal 16 aprile 2022 (contro il Torino). Dati preoccupanti per non intervenire. Serve un attaccante che riesca a pareggiare quando la Lazio è sotto. Resta aggiornato sulle notizie della Lazio collegandoti su Radiosei.it.

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Rigore revocato alla Juve: ecco perché la decisione è giusta

Molte polemiche nella semifinale di andata di Coppa Italia tra Juventus-Lazio per un calcio di rigore concesso e poi revocato alla Juventus per chiaro intervento falloso di Vecino su Cambiaso.

L’OFR (on field review) con cui Massa ha certificato il fuorigioco di Cambiaso ha innescato una serie di polemiche che scaturiscono dalla scarsa conoscenza delle regole interpretative che stabiliscono il confine tra ‘giocata’ e ‘deviazione’. Se un difendente gioca volontariamente il pallone, rimette in gioco il giocatore avversario che si trovasse in posizione di offside. Se invece lo devia o lo tocca involontariamente, questo comportamento non sana la posizione dell’attaccante e che quindi va sanzionata. Dopo anni in cui l’interpretazione su quale comportamento andasse considerato come giocata e quale come deviazione, l’IFAB (International Football Association Board) a partire dalla stagione 2022/2023 ha chiarito in quali casi il comportamento del difendente vada considerato come volontario e in quali involontario.

Il ‘gioco deliberato’ per l’IFAB è quando un giocatore ha il controllo della palla con la possibilità di passarla a un compagno di squadra, di impossessarsene o di respingere la palla.

“Se il passaggio – prosegue l’IFAB – il tentativo di ottenere il possesso o la respinta da parte del giocatore in controllo di palla è impreciso o non riesce, ciò non annulla il fatto che il giocatore abbia ‘deliberatamente giocato’ la palla.

L’IFAB per togliere ogni dubbio passa ad elencare gli indicatori di un giocatore che abbia “giocato deliberatamente” la palla:

  • La palla arriva da lontano e i giocatori la vedono bene
  • La palla non si muove velocemente
  • La direzione della palla non è inaspettata
  • Il giocatore è solo e ha avuto il tempo di coordinare il movimento del proprio corpo
  • Una palla che si muove a terra è più facile da giocare di una palla in aria

Nel caso di Patric di ieri sera, la palla non arrivava da lontano, si muoveva velocemente, Patric era corpo a corpo e a contatto con Vlahovic e la palla era in aria. Quindi addirittura non uno solo degli indicatori era soddisfatto per propendere per giocata e non deviazione involontaria, ma addirittura 4 su 5. E ne sarebbe bastato anche uno solo.

Dispiace che una parte seppur piccola di giornalisti della carta stampata nazionale abbia deciso di fare disinformazione ignorando le linee guida IFAB.

Che il rigore non andasse concesso causa fuorigioco non è opinione, ma fatto.

Alessio Buzzanca