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Lazio, rebus Pedro nonostante gli elogi di Tudor

«È entrato bene, mi è piaciuto, a sprazzi sembrava quello di Barcellona, non sbaglia niente, è uno saggio»ha detto Tudor di Pedro. Un gol mangiato, un palo colpito. Igor aveva fatto entrare lo spagnolo per svoltare. A fine partita l’ha elogiato per il modo in cui si è esibito. Lo stesso Pedro ha parlato di Tudor: «Ha portato energia, la mentalità è vincente». Messaggi incrociati, ma gli scenari futuri non dovrebbero cambiare. La Lazio era intenzionata a trovare un accordo con Pedro per anticipare la separazione a giugno. Il rinnovo automatico ha prolungato il contratto fino al 2025, era in base alle presenze. Con Pedro si farà un punto nelle prossime settimane. L’ingresso con il Verona è servito per apprezzare una verve diversa, anche lui era tra i giocatori più spenti. Pesa l’ingaggio da 2 milioni più bonus, arrivare ad un accordo consensuale non è semplice. Tudor ha ribadito che molti giocatori sono adatti al suo calcio e all’idea di Lazio che ha in mente, in gran parte già vista. Pedro era sembrato uno dei più svantaggiati, il finale con il Verona gli è servito per farsi apprezzare da Tudor. Chissà che non inizi a vederlo con occhi diversi. Corriere dello Sport

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Sarri, Tudor e Inzaghi: le posizioni diverse con Luis Alberto

Forse un errore commesso da Sarri riguarda Luis Alberto. Il rapporto fra i due è sempre stato altalenate. Perfino freddino. Un anno e mezzo fa, all’improvviso, dopo polemiche e frizioni, l’ex tecnico biancoceleste ha schierato il Mago titolare per 34 partite di campionato di fila (fra il 2022-23 e il torneo in corso). Era però un compromesso. Perché Luis Alberto si è adattato alle richieste di Sarri, ha accettato di giocare come voleva lui. Si è snaturato per garantire quell’equilibrio che, secondo il vecchio allenatore, con lo spagnolo era difficile da trovare. Ci sono voluti mesi per convincere Sarri a schierare lui e Milinkovic insieme con continuità. Arrivato Kamada, è toccato anche al giapponese accomodarsi in panchina in nome dell’equilibrio. “Gioco per difendere, per migliorare la parte tattica di questa squadra”, ha spiegato a febbraio l’ex Eintracht Francoforte per giustificare il poco apporto sotto porta in questa stagione. Anche Luis Alberto era più imbrigliato. Pure Inzaghi, come Tudor, antepone la qualità della squadra all’equilibrio della stessa. Con l’esplosione di Correa Inzaghi decise di arretrare Luis Alberto e togliere Parolo per far giocare l’argentino. Più qualità, meno equilibrio. Tudor fa giocare Luis Alberto con Kamada, cosa che con Sarri era rarissima. E con Tudor, proprio come con Inzaghi, Luis Alberto incideva di più. Con Sarri dava più equilibrio, ma incideva di meno. Sono punti di vista diversi, ma entrambi legittimi. Luis Alberto però ora sembra divertirsi di più. Resta sempre aggiornato seguendo Radiosei.it.

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Lazio, c’è la svolta Uefa: anche il sesto posto potrebbe portare in Champions

Quando mancano cinque giornate alla fine della stagione, la lotta per l’accesso alla Champions League resta ancora accesa, con la Lazio spettatrice interessata. Certe delle qualificazione al momento sono Inter, Milan e Juventus. Con quasi due piedi nella massima competizione continentale anche il Bologna, quarto a quota 62.

Come noto, grazie al ranking Uefa, quest’anno anche la quinta classificata si qualificherà per la Champions. Al momento, la Roma è in vantaggio forte dei 58 punti, segue a 54 l’Atalanta che deve recuperare un match e che potrebbe contare anche sullo scontro diretto in programma a Bergamo il prossimo 12 maggio.

A quota 52, nella corsa Champions, c’è la Lazio, tre lunghezze sotto il Napoli che però dovrebbe compiere un vero miracolo. Una mano a chi vuole godere della Coppa più ricca, come scrive Il Corriere dello Sport, arriva dalla Uefa. Secondo Nyon infatti, anche la sesta classificata potrebbe partecipare alla prossima Champions League, ma servono due condizioni concomitanti.

Lazio in Champions da sesta: ecco come

Una tra Roma e Atalanta dovrebbe infatti vincere la prossima Europa League e contestualmente chi il prossimo 22 maggio dovesse alzare il trofeo a Dublino in serie A, al termine del campionato, dovrebbe classificarsi dal quinto posto in giù. Giova specificare che diversamente, se la vincitrice dell’Europa Laegue arrivasse tra le prime quattro, allora le squadre a partecipare alla Champions resterebbero cinque e non sei come il caso in oggetto.

Se l’Italia riuscisse a portare sei squadre in Champions, allora la settima andrebbe in Europa League e l’ottava in Conference, comunque ci sarebbe una sola italiana nelle due competizioni minori. Diversamente, con 5 in Champions, avremmo due squadre in Europa League (la sesta e una fra la vincitrice della Coppa Italia o la settima se la vincitrice della Coppa Italia arrivasse tra le prime cinque in campionato) ed una in Conference League.

Italia pigliatutto: l’ipotesi di 10 squadre in Europa

Infine, potremmo avere 10 squadre se due italiane vincessero Europa League e Conference arrivando entrambe dall’ottavo posto in giù. Scenderemmo a quota 9 se la Fiorentina alzasse la Conference League arrivando in serie A dal noo posto in giù. Infine, se la squadra di Italiano finisse ottava e alzando la Conference si qualificasse in Euroleague, aggiungendosi alle altre qualificata, l’Italia perderebbe la sua casella in Conference. 

Gianluca La Penna

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Lazio, Isaksen in naftalina: dalla mancanza di dialogo con Sarri, a quella di minuti con il croato

Isaksen cerca spazio con Tudor. “Il mio rapporto con Sarri era buono, anche se non è stato facile all’inizio, con lui non parlavo”. E con il nuovo tecnico invece, gioca poco. “Tudor? Penso che mi si addica meglio il suo tipo di calcio“, diceva, sempre il danese nel momento in cui si è materializzato il cambio in panchina. Che Isaksen non ci abbia visto lungo, è possibile. Anche nella sfida contro la Juventus, non ha visto il campo. Stessa sorte a Genova quattro giorni prima. Tudor lo ha sostituito dopo un discreto primo tempo nel derby e poi, lo ha inserito nel secondo tempo contro la Salernitana (gara in cui ha anche timbrato il cartellino). “Isaksen mi piace, ha grandi doti, sta là e cerca il suo momento, può giocare dietro le punte e sulla fascia. Può crescere sulla mentalità e sulla gestione di certe situazioni, soprattutto in Serie A. Lui è molto attento alle cose che gli dico e in allenamento si applica. Poi sono sempre i giocatori a decidere chi gioca”. Parole di Igor Tudor prima della semifinale di ritorno di Coppa Italia, vinta dalla Lazio per 2-1 contro i bianconeri.

I numeri di Isaksen

I numeri dicono che Gustav Isaksen ha totalizzato 39 presenze, con 3 gol e 4 assist complessivi. Nella nuova gestione, non ha ancora giocato una partita completa. 33′ contro la Juventus in campionato; 45′ contro la Roma; 6′ contro la Salernitana. A questi vanno aggiunti i 76′ nella gara d’andata delle semifinali di Coppa Italia contro la Juventus a Torino, subentrato all’infortunato Zaccagni. Tudor ci lavorerà e si aspetta delle risposte sul lungo periodo. In questo momento, Pedro appare avanti nelle gerarchie. C’è tutto un finale di campionato in cui trovare spazio, a maggior ragione adesso che l’infermeria è piena. La domanda però, sorge spontanea: quanto le caratteristiche del danese si avvicinano all’ideale di Igor Tudor?

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Lazio, personalità ed aggressività per provare l’impresa: riecco Guendouzi

La quiete, nel bel mezzo di due tempeste. La prima Matteo Guendouzi l’ha vissuta negli ultimi dieci giorni, da quel forfait nella vigilia di Lazio-Salernitana che tanto ha fatto discutere. La società ha parlato di un problema al polpaccio che lo ha tenuto ai box anche contro il Genoa, qualcuno ha parlato di un’accesa discussione con Tudor. Il rapporto tra il francese e il tecnico croato già ai tempi del Marsiglia aveva vissuto molti alti e bassi, con tante tempeste vissute al Velodrome. Dopo le due assenze con Salernitana e Genoa, Guendouzi ora è tornato a disposizione ed è pronto a essere nuovamente protagonista.

Già da sabato il centrocampista francese è tornato regolarmente a disposizione, lavorando sempre con il gruppo. La preparazione per la gara di questa sera è stata type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ ideale, tanto che Tudor punterà sull’ex Marsiglia dal primo minuto. La quiete è tornata a Formello, tre giorni di lavoro sereno hanno riportato Guendouzi al centro della mediana biancoceleste. Al suo fianco si muoverà Cataldi, una versione inedita del centrocampo targato Tudor. Cataldi non gioca titolare proprio dalla prima del tecnico croato contro la Juve in campionato. Guendouzi invece entrò dalla panchina e suonò la carica nel finale, servendo l’assist per il gol vittoria di Marusic. 

Grinta, qualità e pazienza

Servirà personalità e aggressività alla Lazio di Tudor, per questo la scelta di Guendouzi dal primo minuto in mediana. Alla Lazio però non basterà solo questo, così come non basta solo il carattere. Lo ha detto in conferenza stampa lo stesso Tudor, per vincere in queste partite serve la qualità e quella la porteranno sulla trequarti Luis Alberto e Felipe Anderson. Dopo qualche partita per testare il gruppo, il tecnico croato ha trovato la formula giusta sulla trequarti. Toccherà a loro fare la differenza e creare le occasioni da gol per Castellanos prima e Immobile poi. Ne serviranno almeno due di reti per provare a prolungare la partita. Servirà un’impresa e Tudor riparte da Guendouzi, l’uomo che scatenò la tempesta proprio contro la Juventus non più tardi di 25 giorni fa. Tuttomercatoweb.com

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Focus Coppe: tutte le combinazioni per vedere la Lazio in Europa

L’Italia l’anno prossimo, grazie al ranking europeo, avrà cinque squadre in Champions League, a scalare la sesta classificata andrebbe in Europa League, insieme alla vincitrice della Coppa Italia, mentre la settima prenderebbe parte alla Conference League. Questo gruppo di potenziali 8 squadre in Europa, che vede interessata anche la Lazio, potrebbe subire variazioni in virtù di diverse situazioni.

In particolare, se una tra Roma e Atalanta vincesse l’Europa League, senza arrivare tra le prime cinque in campionato, porterebbe a sei il numero di italiane partecipanti al massimo trofeo continentale. Riavvolgendo il nastro, senza il bonus del ranking, il plotone tricolore sarebbe stato così composto: 4 formazioni in Champions, 2 in Europa League, 1 in Conference League. Come detto, grazie ai risultati in Europa la truppa sale a otto squadre, che salirebbero a 9 nell’ipotesi illustrata su Roma e Atalanta vincitrici dell’Europa League.

Chi si qualifica in Europa League?

Grazie al bonus, la sesta in classifica accede all’Europa League, insieme con la vincitrice della Coppa Italia, se quest’ultima però non si è qualificata in Europa tramite il campionato (arrivando tra le prime sei appunto), o diversamente ci arrivasse vincendo la Conference League. Il caso è quello della Fiorentina, attualmente in corsa sia nel trofeo nazionale sia nella terza coppa continentale. C’è l’ipotesi che potrebbe riguardare la Lazio: se la squadra che alza la Coppa Italia chiudesse il campionato tra le prime sei, allora la 7ª in campionato finirebbe in Europa League.

Con il bonus, salvo altre situazioni specifiche, la settima in campionato si qualificherebbe alla Conference League. Ma se la settima dovesse anche vincere la Coppa Italia, accedendo così all’Europa League, allora a disputare la Conference sarebbe l’ottava in classifica. Come noto, la sola partecipazione alla finale di Coppa Italia non dà alcun diritto in termini di partecipazione alle coppe.   

L’ipotesi più ardua: 10 italiane nelle Coppe

Oltre alle ipotesi raccontate, il gruppone potrebbe salire a 10 squadre se la Fiorentina vincesse la Conference, finendo in serie A dal nono punto in giù. Questa la formazione: 6 squadre in Champions (5 più la vincente dell’Europa League con Roma e Atalanta che arrivano dal sesto posto in giù), tre in Europa League (6ª e 7ª in Serie A più la Fiorentina), 1 in Conference League (8ª classificata).

Per chiarezza e sintesi, vi riportiamo anche lo schema pubblicato   dal Corriere dello Sport.

CHAMPIONS 
5 squadre via campionato 
Le prime 5 della classifica (Inter già aritmeticamente sicura del posto) 
 
+1 squadra vincendo eventualmente l’Europa League, ma solo se Roma o Atalanta alzassero la Coppa senza arrivare tra le prime cinque in serie A. 
 
EUROPA LEAGUE 
1 La squadra che vince la Coppa Italia 
1 La squadra sesta in campionato 

L’Italia perde 1 posto se chi vince l’Europa League si è già qualificato all’EL 2024-25 attraverso campionato o Coppa Italia. Dunque se: 
la Roma vince l’Europa League e chiude al 6° posto 
l’Atalanta vince l’Europa League e chiude al 6° posto (in EL solo la vincitrice della Coppa Italia) 
l’Atalanta vince l’Europa League e la Coppa Italia. 
 
L’ultima ipotesi prevede un altro team in Europa League se la Fiorentina vincesse la Conference League, ma i gigliati non devono né vincere la Coppa Italia né qualificarsi all’Europa League arrivando sesta.  
 
CONFERENCE 
Di base la 7ª in classifica si qualifica alla Conference, diversamente la terza competizione europea sarebbe ad appannaggio  della meglio piazzata fuori dalle altre due coppe.  Infine, se la Fiorentina vincesse la Conference ma si qualificasse in Conference via campionato, a quel punto farebbe l’Europa League e l’Italia non sarebbe rappresentata nella terza coppa. 

Gianluca La Penna

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Guendouzi, chiarimento in vista: “Feeling con Tudor non straordinario, ma la situazione dovrebbe rientrare”

Guendouzi è un capitolo aperto dopo la gara di venerdì contro la Salernitana. La sua esclusione ha fatto discutere, al netto di un “problema al polpaccio” come riferito da Tudor. Alberto Abbate del Messaggero, su Radiosei, ha aggiunto alcuni tasselli alla questione: “Sicuramente non c’è un feeling straordinario con Tudor, ma la soluzione non può essere garantire al giocatore il posto ‘fisso'”.

“Il francese è stato ripreso dal tecnico a livello tattico nella rifinitura pre Salernitana, pensava di scendere in campo dal 1′ dopo la buona prova del derby. La società tende a minimizzare, la situazione dovrebbe rientrare”. Oggi dovrebbe andare in scena il chiarimento, alla ripresa delle operazioni nel centro sportivo di Formello. Prossima tappa Genoa-Lazio, venerdì sera a Marassi.

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Lazio, ripartire è difficile: con la rosa attuale non si fa cassa…

La Lazio l’anno prossimo dovrà ripartire, ma senza cambiare strategia farlo sarebbe particolarmente difficile. Il presidente Lotito, in questi anni, ha abituato a spendere solo dopo aver incassato. Nella rosa attuale però sono pochi i giocatori che possono essere utilizzati per fare cassa in maniera consistente. Immobile, Luis Alberto e Kamada, tre dei quattro calciatori con gli stipendi più alti della rosa (l’altro è Romagnoli, che ieri si è sottoposto agli esami e che dovrà restare fermo per almeno tre settimane a causa del problema al polpaccio) sono l’emblema della situazione: il capitano e il Mago hanno vissuto una stagione negativa e non essendo più giovanissimi (34 anni l’italiano, 32 a settembre lo spagnolo) solo dall’Arabia potrebbero presentarsi con offerte ricche per loro.

Kamada ha invece il contratto in scadenza e andrà via a parametro zero. Pure Felipe Anderson, che sta valutando la proposta arrivata dalla Juve e che la Lazio vorrebbe trattenere (a Formello restano ottimisti), ha il contratto in scadenza e potrebbe non portare nemmeno un centesimo nelle casse della Lazio. Anche Pedro andrà via da svincolato.

Ci saranno quindi sicuramente tanti addii, giocatori che il club dovrà sostituire (nessuno ha utilizzato meno calciatori dei biancocelesti in A…) andando a mettere mano al fondo cassa. Zaccagni ha il contratto in scadenza nel 2025 e il procuratore (Giuffredi) ha fatto sapere che in estate si guarderà intorno. A gennaio il club ha rifiutato un’offerta della Fiorentina, ma più si avvicina la scadenza, più il cartellino si deprezza. Isaksen e Castellanos durante la stagione in corso hanno fatto intravedere qualcosa, ma di certo non si sono valorizzati. Discorso diverso per Gila, sul quale però il Real Madrid ha diritto al 50% nel caso di rivendita. Considerando che non c’è una rete di scouting ramificata, è difficile immaginare intuizioni tali da portare giocatori di grande qualità, senza spendere molto.

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Lazio-Salernitana, numeri e precedenti: mai uscito il pareggio

Lazio-Salernitana, i numeri e i precedenti della sfida valida per il trentaduesimo turno della Serie A 2023/24. Sarà l’ottavo confronto fra le due squadre, che si sono incontrate solamente in campionato nella loro storia. 4 vittorie per la Lazio, 3 per i granata. Non è mai uscito il segno ‘X’ fra le due contendenti. L’ultimo precedente è quello della gara di andata, vinta dai campani per 2-1 in rimonta. Nella passata stagione, la Salernitana ha vinto la gara giocata all’Olimpico per 1-3 e perso 0-2 quella di ritorno all’Arechi. Quel 1-3 è l’unica vittoria all’Olimpico della Salernitana. I granata, ormai praticamente condannati alla retrocessione, hanno raccolto solo 15 punti in 31 partite, di cui 7 in trasferta, con una sola vittoria. La Lazio in casa invece, ha raccolto 24 punti sui 46 complessivi. Nelle ultime 10 partite giocate all’Olimpico, i biancocelesti hanno raccolto appena 14 punti, figli di 4 vittorie, due pareggi e 4 sconfitte.

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Roma, torna la colletta ma per una buona causa: aiutare il ‘povero’ Mancini…

Ai limiti del ridicolo la scelta di alcuni tifosi della Roma che al grido di “La multa a Mancini la paghiamo noi”, hanno deciso di aprire una raccolta fondi su una piattaforma specializzata al fine di donare al ‘povero’ difensore della Roma i soldi necessari a pagare la multa.

Multa che è stata giustamente comminata a Mancini per aver sventolato una bandiera biancoceleste con un ratto disegnato. Puerile altrettanto il tentativo di far passare per goliardia da derby il gesto del centrale romanista, poiché non si tratta di un semplice tifoso (che nei limiti della legge ha diritto a sfottere quanto e come crede), ma di un tesserato che ha regole ben precise da rispettare.

Insomma ennesima occasione persa per dimostrare un minimo di decoro, ma si sa… sono romanisti.

Alessio Buzzanca