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Lazio, la rosa fa discutere: da Sarri a Tudor non è cambiato nulla

La rosa della Lazio fa discutere. I biancocelesti puntavano alla qualificazione in Champions, ma sono settimi. Una stagione deludente, che ha portato alla separazione da Sarri. L’ex allenatore laziale ha sottolineato più volte che per portare la squadra fra le prime quattro servisse un miracolo. Per confermarlo ha chiesto Milik (che ha eliminato la Lazio dalla Coppa Italia con il suo gol nel ritorno della semifinale), Zielinski (anche a lui a segno contro i biancocelesti in campionato), Loftus-Cheek (6 centri in Serie A) e Berardi. Era convinto servissero calciatori di spessore. La società invece ha dato forse per assodato il fatto che i 10 titolari confermati (venduto solo Milinkovic) potessero confermarsi. E così anche Tudor, arrivato da poco più di un mese, ha cominciato a sottolineare alcune mancanze strutturali. Se a Sarri mancavano alcune pedine fondamentali per il suo gioco, il tecnico attuale, che ha una filosofia diversa, è insoddisfatto per l’intensità e l’aggressività che la squadra, per caratteristiche, non riesce a garantire. La sensazione è che il calcio diventi sempre più veloce e atletico e che la Lazio invece abbia fatto troppo affidamento su giocatori compassati che quindi più che con gli allenatori faticano proprio nel calcio attuale.

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Immobile, 71 volte 1-0 della Lazio

I numeri di Ciro Immobile con la Lazio fanno impressione. Anche al termine di una stagione negativa. Il capitano biancoceleste è arrivato a quota 201 in A, 207 in totale con la Lazio. Di questi 207 gol ha segnato 71 volte l’1-0, realizzando il primo gol della partita. Nessuno nella storia del club biancoceleste ha mai fatto meglio. Immobile non segnava dal 14 febbraio (su rigore) con il Bayern. Dal 10 febbraio in A, in quel caso contro il Cagliari. Segui le ultime sulla Lazio collegandoti sul sito Radiosei.it.

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Lazio, quanti esperimenti di Tudor. E qualcuno comincia a sbuffare…

Benché la squadra stia vivendo un periodo positivo (16 punti conquistati nelle ultime sette giornate con Tudor in panchina), il pareggio col Monza ha svelato il nervosismo che in casa Lazio si è sedimentato ormai da tempo. Mattia Zaccagni ha reagito male alla sostituzione. Non ha guardato in faccia Tudor, era infastidito, arrabbiato. Ha scagliato una bottiglietta contro la panchina, poi si è diretto verso gli spogliatoi. Ma non è l’unico a essere insoddisfatto. I giocatori hanno fatto un patto: uniti fino a fine stagione, per poi andare ognuno per la propria strada. Ne è l’esempio Luis Alberto: lo spagnolo sta rendendo, ma spera arrivino offerte per andarsene. Simile la situazione di Ciro Immobile, che da mesi si è convinto a “togliere il disturbo” (espressione usata da lui in privato) in estate. Sono i due calciatori più pagati della rosa, hanno ancora contratti lunghi, ma se ne avranno l’occasione se ne andranno. Insoddisfatto pure Pellegrini, che con Tudor ha giocato appena 11 minuti nel derby. Pure Cataldi vorrebbe più spazio, Guendouzi è inquieto, Lazzari ha chiesto al procuratore di trovargli una nuova sistemazione. Felipe Anderson e Pedro hanno già deciso di andarsene, Kamada quasi. I giocatori, fra l’altro, sono confusi dai continui esperimenti di Tudor. Isaksen ha giocato da titolare contro la Juventus (l’andata della semifinale di Coppa Italia) e il derby, vale a dire le due partite più importanti dell’ultima parte di stagione, per poi finire in panchina con Salernitana (soli 6 minuti giocati), Genoa e Monza (contro cui non è nemmeno entrato). Col Verona, nell’ultima gara interna, ha giocato dall’inizio, ma non più dietro la punta bensì a centrocampo. Da Felipe a Kamada, passando per Hysaj e Luis Alberto, sono tanti i giocatori che hanno ricoperto già diversi ruoli. Perfino a Rovella è stata chiesta disponibilità per giocare sulla trequarti. Pure i cambi di Monza hanno lasciato perplessi: Casale (e non Isaksen…) per Zaccagni, spostando Hysaj sulla fascia vuol dire togliere spunti offensivi. Al 65′ sono stati tolti contemporaneamente Luis Alberto e Kamada (oltre a Immobile): i due giocatori più tecnici nonché quelli che più di tutti possono aiutare la squadra a sviluppare qualche azione in contropiede. E così, i due punti persi, che hanno complicato non poco la rincorsa Champions, hanno svelato quel nervosismo del quale a Formello non si sono mai liberati.

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Lazio, Tudor cerca i gol di Immobile per il finale: l’ultimo tre mesi fa a Cagliari

Dopo Luis Alberto, riecco Immobile. Non c’è allenatore che tenga e riesca a farli fuori, come forse avrebbero immaginato a Formello, lavorando per accelerare la svolta e un nuovo ciclo. Altro che gerarchie azzerate. Tudor, come Sarri, fatica a lasciare Ciro in panchina. Ecco la novità. Torna il capitano della Lazio questa sera a Monza e ci può stare il jolly per sparigliare. Dentro una stagione maledetta, ti puoi anche ritrovare alle ultime curve per lanciare l’allungo in dirittura. Igor ci prova. Ha bisogno di tutti per alimentare il sogno di una rincorsa Champions e alla Lazio, come ha dimostrato la partita con il Verona, continuano a mancare i gol. Certo, servirebbe il vero Ciro, ma basterebbe poco per riaccenderlo. Un pallone in rete e cambierebbe il suo mondo, ritroverebbe lo scatto e il sorriso. Si tratta dell’ennesimo, forse ultimo, tentativo. Ha debellato l’infortunio al ginocchio, è rimasto a guardare le ultime due partite (Juve in Coppa Italia e Verona) dalla panchina. Ora ritenta. Hai visto mai che riesca a sbloccarsi?

L’ultimo gol di Immobile risale al 10 febbraio, trasferta di Cagliari. Sembrava un nuovo inizio. Forse la prova più bella del suo campionato. Era ruggente e ispirato in profondità dai lanci di Cataldi. Quattro giorni dopo avrebbe trascinato la Lazio in Champions, stendendo su rigore il Bayern Monaco. Un assist per Isaksen e una buona prestazione con il Bologna alla terza di seguito in una settimana, poi il buio. Si è spento come una candela, sopraffatto dalla fatica, dalle tensioni, dal livore dei social. Infine sono arrivati il trauma al ginocchio sinistro e la sostituzione nell’intervallo del derby. Undici presenze di fila senza segnare, di cui 9 in campionato, ma soltanto 6 da titolare (escluse Coppe). Ciro ha segnato poco quest’anno in Serie A (6 gol compresi i 4 su rigore), giocando dal primo minuto in appena 19 partite su 28. La condizione fisica non lo ha assistito. Corriere dello Sport

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Corazzate, miracolo e obiettività: da Inzaghi a Tudor, messaggi all’ambiente e alla società…

Igor Tudor ha fatto il punto sugli obiettivi della Lazio. In conferenza è stato chiaro, ha chiesto obiettività. Ha affermato che la squadra non fosse da secondo posto l’anno scorso. Ha di fatto dato ragione a Sarri che parlava di miracolo legato alla Champions League. Anche Inzaghi affermava che la Lazio, per quell’obiettivo, doveva competere con delle corazzate. Il Corriere dello Sport fece perfino una prima pagina in cui affermava che era Inzaghi a non credere nella qualificazione alla massima competizione europea. Non che la Lazio non fosse all’altezza. Eppure tutti e tre gli ultimi allenatori biancocelesti non sembrano convinti che la squadra abbia quello status: messaggio all’ambiente ma anche alla società…

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Lazio, Kamada-Guendouzi: anche la coppia del futuro?

Un test che ha dato risposte positive, in attesa delle conferme che potrebbero già arrivare domani. Il centrocampo del presente e forse anche del futuro si è visto per la prima volta nella sfida di sabato scorso contro il Verona. Kamada e Guendouzi, uno fianco all’altro dopo che per quasi sei mesi sono stati uno alternativo all’altro. Nel primo mese della stagione il giapponese giocava titolare con il francese in panchina, da ottobre invece è esploso l’ex Marsiglia con Kamada che pian piano è sparito dalle rotazioni.

Fin da subito Igor Tudor ha avuto come obiettivo quello di valorizzare Kamada. Il giapponese è un elemento su cui la Lazio vuole puntare tanto e l’ex tecnico del Marsiglia ha voluto dare grande fiducia al centrocampista classe ’96, che ha risposto con ottime prestazioni. Su tutte proprio quella di sabato al fianco di Guendouzi, in un centrocampo tutto intensità e qualità che può essere riproposto anche domani a Monza. Tudor, che parlerà oggi a mezzogiorno in conferenza stampa, vuole dare continuità alle buone risposte ottenute contro il Verona.

Coppia di centrocampo del presente e del futuro? In attesa di poter contare sul miglior Rovella. Guendouzi sarà un perno centrale anche del futuro biancoceleste, su Kamada pende ancora la sua decisione. Il giapponese sta giocando con grande continuità e ora sta seriamente valutando l’opzione che può tenerlo a Roma fino al 2027. Con la conferma dei tre giocatori arrivati la scorsa estate, non è da escludere la possibile partenza di uno tra Cataldi e Vecino. Importante sarà anche il posizionamento in campionato, se dovesse essere Champions la Lazio potrebbe decidere anche di rimanere con i cinque centrocampisti. Tutto però dipende dal finale di stagione. Un finale di stagione affidato ai piedi e alla gamba di Guendouzi e Kamada. Lo riporta Tuttomercatoweb.com

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Lazio, che miglioramento con Tudor: in media un punto in più a partita

La Lazio con Tudor ha alzato notevolmente la propria media punti. Una scossa. E non è la prima volta. I biancocelesti in campionato hanno vinto quattro partite su cinque. I successi sono arrivati contro Juventus, Salernitana, Genoa e Verona. L’unica sconfitta contro la Roma. La media è altissima: 2,4 a incontro. Prima del suo arrivo (compresa la gara di Frosinone con Martusciello in panchina) i biancocelesti avevano una media di 1,4 punti a incontro. L’incremento è stato sensibile. Ma non è la prima volta che Tudor, appena insediato, riesce a dare una sterzata alla stagione dei suoi. Con il Verona, per esempio, nel 2021-22 era arrivato alla quarta giornata, con i gialloblù che avevano perso tre partite su tre fino a quel momento. Nei 35 turni successivi, con l’allenatore croato, la squadra ha tenuto una media di 1,5 punti in 35 turni. L’andamento, quindi, è stato perfino superiore a quello della Lazio con Sarri nel campionato in corso. Tornei differenti, anni diversi, certo, ma per ambizione e qualità la rosa biancoceleste è superiore. Per questo l’impatto che Tudor ebbe anche a Verona è considerevole. E già con l’Udinese, nel 2018-19 quelli di Tudor erano stati eccezionali. I bianconeri terminarono la 28esima giornata con soli 25 punti (0,89 a partita). Il croato ne conquistò 18 nelle 10 gare finali (1,8 a incontro). La scossa, insomma, è sempre riuscito a trasmetterla.

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Monza-Lazio: idee chiare per Tudor, in porta torna Provedel?

Lazio verso Monza. Confermato il modulo 3-4-2-1 e ormai consolidato l’undici titolare, Tudor è alle prese con la sola assenza di Gila che verrà rimpiazzato – come già accaduto – da Casale. A sinistra nei quattro confermato Zaccagni, anche se in quella posizione il prossimo mercato dovrebbe portare un titolare per avanzare definitivamente l’ex Verona dietro la punta. Ruolo che tra l’altro ha ricoperto proprio all’ombra dell’Arena.

In attacco confermato Castellanos.

In porta si apre finalmente il ballottaggio Mandas-Provedel che al momento attuale è 51%-49%. Si deciderà nelle prossime ore, col friulano che comunque e salvo imprevisti sarà certamente titolare contro l’Empoli sabato 11 maggio alle 12:30 per il cinquantesimo anniversario dello scudetto del 1974.

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Amuleto Castellanos: con l’argentino titolare, solo 5 sconfitte

Amuleto Castellanos per la Lazio. L’attaccante argentino, arrivato a Roma la scorsa estate per oltre 15 milioni, a quattro dalla fine si dimostra prezioso e non solo nelle statistiche. Con il Taty in campo dal 1′, la Lazio ha ottenuto 9 successi su 14 gare complessive in Serie A. Nella gestione Tudor, il dato dice quattro su quattro con l’argentino titolare. In Champions League, l’unica partita giocata dall’inizio dal Taty è quella vinta per 2-0 all’Olimpico contro il Celtic, risolta dalla doppietta di Immobile, subentrato proprio all’argentino. In Coppa Italia è quasi en plein: 3 volte titolare, 3 vittorie. Fra queste ovviamente anche quella contro la Juventus per 2-1, con la sua doppietta. Insomma, dato che incoronano Taty come amuleto: 13 vittorie su 18 partite giocate dal 1′.

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Luis Alberto da urlo: da quattro anni non colpiva in tre partite di campionato di fila

Luis Alberto è tornato. E ha colpito in tre partite di campionato di fila come non gli riusciva dal 2020. Un’epoca. Anzi, una gestione. Quella di Sarri. Ora però il Mago è nuovamente sbocciato. Assist per Felipe Anderson per il 3-1 alla Salernitana e per l’1-0 di Zaccagni con il Verona, gol decisivo contro il Genoa. Negli ultimi tre turni di campionato il Mago è tornato a esprimersi per come sa fare. Con 52 gol è il secondo miglior centrocampista della storia biancoceleste per reti fatte (meglio di lui solo Milinkovic a 69). In tutto vanta anche 73 assist. Dopo la vittoria con la Salernitana ha detto di voler lasciare la Lazio, ma con questi numeri e queste prestazioni Tudor non vuole perderlo. E glielo fa capire dandogli la libertà di divertirsi come vuole. Dopo quelle esternazioni lo ha sempre schierato titolare, sia in campionato che in Coppa Italia. “Mi sembra si diverta, che gli piaccia il nostro calcio”, ha affermato il croato. La società ha già dimostrato, facendogli firmare il secondo contratto più ricco della rosa, di puntare su di lui.