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Lazio, da Sarri a Tudor con un Mandas in più: il ritorno di Provedel

Sembra essere passata un’intera stagione, eppure da quel Lazio-Udinese che ha ribaltato il mondo Lazio sono passati solo due mesi. Due mesi in cui però è successo di tutto, a cominciare dall’infortunio di Ivan Provedel. L’ex Spezia nel finale di partita cercando il gol del pareggio ha dovuto alzare bandiera bianca per una brutta distorsione alla caviglia. Il giorno dopo la sconfitta con l’Udinese Sarri si dimette e nel giro di 48 ore Tudor diventa il nuovo allenatore biancoceleste. In un clima di stupore e delusione, la doccia fredda arriva dalle condizioni di Provedel. Si parla di un mese di stop, alla fine saranno due i mesi in cui Provedel è rimasto lontano dai campi.

In questi due mesi la porta è stata affidata a Christos Mandas, che fino a quel momento aveva collezionato una sola presenza con la Roma in Coppa Italia. Mandas inizia con due gol subiti con il Frosinone, l’ambiente è scettico. Il greco ha potenzialità importanti, ma è già pronto per sostituire Provedel così a lungo. La risposta a sorpresa è sì. Nessuno si aspettava l’impatto avuto da Mandas, che ha chiuso questi due mesi con una super prestazione contro l’Empoli. In estate andrà affrontato il tema portieri anche se Tudor è stato molto chiaro. “Provedel è il nostro numero uno”, una presa di posizione chiara per il presente e per il futuro, un futuro con Provedel al centro della porta. E Mandas? Al greco verrà proposto un rinnovo con maggiori garanzie di minutaggio. Starà a lui decidere se accettare o andare a fare il titolare altrove. In quel caso la Lazio per meno di 15 milioni neanche al tavolo. Tuttomercatoweb.com

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Lazio, la differenza (sul mercato) fra idee e mosse…

Il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, ha le idee chiare per il mercato della Lazio. Sa come strutturarlo. Ha una filosofia chiara. Ma si scontra con quelle che sono poi le mosse della società. Il direttore sportivo ha infatti spiegato che “nel mio calcio non è ammesso prendere giocatori Over 30, a meno di grandi occasioni”, ma negli ultimi mesi la Lazio (già legata per almeno altre due stagioni agli Over 30 Patric, Immobile e Lazzari) ha rinnovato, per anni, a Luis Alberto e Provedel, oltre a provare a trattenere Felipe Anderson. “Vogliamo costruire una squadra di giovani, importanti e che possano dare un futuro alla società. Io prendo come modello il Feyenoord, ma guardate anche cosa ha fatto il Leverkusen. La Lazio deve fare esattamente questo”. Eppure sta facendo ben altro…

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Felipe Anderson, fai l’ultimo regalo alla Lazio!

Da Felipe Anderson la Lazio si aspetta un ultimo regalo. In uno stadio che spesso lo ha esaltato. Felipe Anderson è all’ultima sfida di cartello con la maglia della Lazio. Da quando, nell’estate del 2021, è tornato a Roma, non ha saltato nemmeno una partita: ne ha giocate 147 su 147. “Ringrazio il presidente Lotito e il direttore sportivo Fabiani per avermi accolto in un momento per me non facile – ha detto nel giorno in cui ha annunciato il suo passaggio al Palmeiras -. Ringrazio anche i tifosi che mi hanno voluto bene e mi hanno sempre dimostrato il loro affetto. Mi voglio godere ogni giorno e ogni minuto con la maglia della Lazio”. Quella di domenica contro l’Inter sarà la sua ultima grande partita con la maglia biancoceleste. Serve un suo gol per avvicinarsi alla zona Champions League. 

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Champions League, la Figc fa chiarezza sull’utilità del sesto posto

La Figc fa chiarezza sulla rincorsa alla Champions League. In giornata la Uefa ha infatti affermato che se l’Atalanta dovesse vincere l’Europa League non è detto che la sesta andrebbe in Champions League. Se i bergamaschi dovessero infatti arrivare quarti, ad approfittare del posto in più sarebbe il Portogallo. Ma dalla Figc assicurano e ribadiscono che se invece l’Atalanta dovesse arrivare quinta e vincere l’Europa League, la sesta andrebbe in Champions League. E quindi la Lazio è a un punto da una posizione che potrebbe essere valida…

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Inzaghi, ora ripeti il calo tipico di quando eri alla Lazio?

Inzaghi con la Lazio ha fatto sempre registrare un calo nel finale. Domenica Immobile e compagni sfideranno la sua Inter a San Siro (fischio d’inizio alle 18, diretta tv su Dazn). Sarà l’ultima gara interna dei nerazzurri, che festeggeranno lo scudetto (e la seconda stella). Nella sua esperienza da allenatore della Lazio, però, Inzaghi ha perso in quattro occasioni l’ultima partita disputata all’Olimpico in campionato (nel 2021 fu il derby, formalmente in trasferta), pareggiando in un’occasione e vincendo solo nel 2020. In biancoceleste perse il sogno Champions proprio venendo sconfitto dall’Inter nell’ultimo turno, ora può ostacolare la rincorsa alla massima competizione europea della squadra di Tudor (che è a un punto dal sesto posto che può essere valido se l’Atalanta dovesse vincere l’Europa League classificandosi quinta). Le due tifoserie sono legate da un vecchio gemellaggio, ma fra le società ci sono stati diversi motivi di tensione. Dal 5 maggio 2002, quando la Lazio, che inseguiva ancora la qualificazione europea, fece evaporare il sogno scudetto dei milanesi, fino ai vari passaggi di giocatori: particolarmente eclatante fu quello di De Vrij, che nell’ultima giornata del 2018 provocò il rigore, poi trasformato da Icardi, che consentì all’Inter di vincere e scavalcare i biancocelesti. Non un caso il fatto che sui social molti utenti gli stiano ricordando l’episodio chiedendogli, più o meno ironicamente, di ripeterlo e di favorire la sua ex. Con gli ottimi risultati ottenuti dall’addio di Sarri in poi, d’altronde, tifosi e società sperano ancora di riuscire a strappare la qualificazione alla prossima Champions League, ma per farlo la squadra si dovrà scontrare con il vecchio amico Inzaghi e con qualche altro giocatore che, in realtà, non si è lasciato benissimo con i biancocelesti.

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Lazio, Vecino ad un anno dalla scadenza, futuro da (ri)scrivere

Vecino è sempre stato molto concreto, si è confermato tale anche domenica, al termine della partita con l’Empoli: “Se siamo settimi è perché non meritiamo di più – ha detto -. Il campo non mente mai”. Nel pomeriggio è poi andato all’Auditorium della Musica a rendere omaggio alla squadra del 1974. Ha il contratto in scadenza nel 2025, il suo futuro però è un’incognita. Ha un ottimo rapporto con il presidente Lotito e sa che al momento la società ha altri pensieri (bisognerà innanzitutto capire a quale manifestazione europea parteciperà la squadra nella prossima stagione, poi andranno risolte le questioni legate a Luis Alberto e Immobile). Nel corso dell’estate però pure la sua posizione andrà chiarita. O rinnoverà, oppure si guarderà intorno. Lui è sereno. E da domenica è anche il miglior marcatore.

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Lazio, exploit Vecino: il bomber della stagione (senza rigori). E dalla panchina fa la differenza…

Vecino è il nuovo marcatore principe della stagione della Lazio. La media realizzativa del centrocampista laziale è impressionante. L’uruguaiano ha infatti segnato sette gol fra campionato e Champions League. Un dato sbalorditivo, anche perché, senza considerare i rigori, è il miglior marcatore biancoceleste nella stagione. Ha superato Immobile, che è a quota 11 (5 su rigore), sta anche avanti a Zaccagni (6, uno su rigore) e tutti gli altri. Il suo apporto è determinante.

Sei gol per Matias Vecino in questo campionato, tanti quanti ne aveva messi insieme sommando i precedenti quattro tornei di Serie A (dal 2019/20 al 2022/23).

Quattro gol da subentrato (su sei) per Vecino in questo campionato, solo Viola del Cagliari (5) ha fatto meglio tra i centrocampisti.

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Lazio, pronto il cambio generazionale? Vuole farlo ma…

Un cambio generazionale in casa Lazio. Che però non trova riscontro. Proprio come già successo in passato. Estate del 2021: la Lazio cambia volto. Via Inzaghi, dentro Sarri. Fra i giocatori in scadenza di contratto c’era il capitano Senad Lulic. Al bosniaco, dopo mesi di silenzio, venne detto che il piano era quello di ringiovanire la rosa. Non gli venne quindi rinnovato il contratto e lo stesso Lulic accettò la motivazione. Poi però si rattristò quando vide che con i vari Pedro, Felipe Anderson, Hysaj e Zaccagni, non vennero presi giovani sui quali puntare con convinzione per le stagioni a venire. Su Romero e Kamenovic, per esempio, in società non si è mai stati realmente convinti. E così, nel 2020-21, l’età media dei giocatori biancocelesti era di 29 anni, attualmente, appena tre stagioni dopo, è superiore ai 28 (la Lazio è fra le squadre più vecchie d’Europa). Non ci fu, insomma, il cambio generazionale promesso. In società sono cambiate alcune figure, ma la situazione è simile. Da mesi si parla dell’idea di abbassare l’età media in vista del 2024-25, ma poi si propone a Felipe Anderson (31 anni) di rinnovare per cinque stagioni. Il brasiliano ha deciso di trasferirsi al Palmeiras, ma i biancocelesti lo avrebbero tenuto fino ai 36 anni. Con i contratti lunghi che legano al club i vari Luis Alberto, Immobile e Lazzari, parlare di ringiovanimento non rispecchia la situazione. A Formello, forse per trasmettere fiducia ai calciatori, si assicura che non ci saranno tante cessioni, ma è una decisione o una condizione? Perché vendere giocatori in là con gli anni e con stipendi alti, è complicato. Specie se Lotito non dovesse fare sconti sul cartellino dei suoi tesserati. E così la Lazio si ritrova col desiderio, espresso, di ringiovanire la rosa, e la consapevolezza che per riuscirci dovrà piazzare i calciatori più anziani e, al tempo stesso, più costosi. Riuscirci, insomma, dipenderà anche dalle offerte che arriveranno. Perché la società, assicurando contratti così lunghi e ricchi, di certo non si è attrezzata per il ringiovanimento.

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Lazio, con Tudor ci sono più marcatori: già sette giocatori diversi in gol

In casa Lazio ci sono più marcatori da quando è cambiata la guida tecnica. O meglio: la squadra segna con maggiore facilità. E lo fanno più persone. Con Tudor in campionato hanno segnato già 7 giocatori diversi in 6 partite di serie A. Con Sarri si arrivò a quota 7 in campionato dopo 8 giornate. Nelle ultime due stagioni di Sarri ci è sempre voluto più tempo affinché si arrivasse a quota 7 marcatori. Resta aggiornato sulla Lazio seguendo il sito Radiosei.it.

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Lazio, da Tudor a Tudor: è un altro Casale

Correva l’anno 2021/22 e in quel di Verona Igor Tudor ebbe il coraggio di lanciare un esordiente in Serie A Nicolò Casale. Reduce da una buona stagione in Serie B a Empoli, il difensore classe ’98 aveva già collezionato tre presenze sotto la guida di Di Francesco prima dell’arrivo del tecnico croato in quel di Verona. Casale chiuderà quella stagione con 36 presenze in Serie A e con la chiamata della Lazio, voluto fortemente a Roma da Maurizio Sarri. Con il tecnico toscano dopo un inizio non semplice per qualche infortunio Casale è esploso, formando al fianco di Romagnoli una delle coppie centrali migliori della scorsa stagione in Serie A. 

La titolarità persa con Sarri

Casale inizia questa stagione con i gradi del titolarissimo e la speranza per la Lazio è che possa replicare quanto di buono fatto l’anno precedente. L’ex Verona invece fa subito fatica, inizia balbettando con alcune prestazioni disastrose come a Rotterdam contro il Feyenoord di Gimenez. Dalla sfida in Olanda di metà ottobre a metà marzo, quindi fino all’addio di Sarri, Casale colleziona solo sette presenze, cinque delle quali da titolare. Con l’arrivo di Tudor Casale torna ad essere assoluto protagonista, parte dalla panchina solo nella sfida di Torino in Coppa Italia e sembra riacquisire fiducia nella difesa a tre. 

Le difficoltà anche con Tudor

In quel di Monza sono riemerse tutte le difficoltà stagionali di Casale. Entrato per Zaccagni a rischio doppio giallo, ci ha messo solo due minuti per farsi ammonire e annullare di fatto i benefici del cambio di Tudor. Come successo col Bologna, si dimentica di salire e tiene in gioco Djuric sul primo pareggio del Monza. Lo stesso centravanti bosniaco poi lo sovrasta in occasione del definitivo 2-2 brianzolo, in un duello aereo che dovrebbe rappresentare una delle principali doti difensive di Casale. L’ex Verona ieri non si è allenato nella ripresa a Formello dopo i due giorni di riposo concessi da Tudor post Monza. La sua presenza da ex contro l’Empoli di domenica al momento non è in dubbio, quel che è certo però è che alla Lazio serve il vero Casale per ritrovare la solidità difensiva. Tuttomercatoweb.com