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Confronto Isaksen-Felipe: numeri e differenze

Interessante sovrapposizione fra Felipe Anderson e Isaksen per la gara con il Frosinone. I due hanno giocato 45 minuti a testa nello stesso ruolo, ma hanno numeri completamente diversi. Felipe Anderson per esempio ha fatto registrare 21 passaggi (8 negativi), Isaksen solo 6 (2 negativi). Il danese ha però crossato (2 volte) e fatto lanci (1), cosa che Felipe non ha mai tentato. Il brasiliano è andato 4 volte a contrasto, dimostrando anche un certo spirito di sacrificio, Isaksen mai. Nemmeno un fallo subito da Felipe, Isaksen ha conquistato 3 punizioni. Nemmeno un tiro nello specchio per Felipe, Isaksen oltre al gol ha anche colpito una traversa. Quel che li unisce è solo il dribbling: nessuno dei due è riuscito a farne: male.

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Furia Isaksen, dopo quasi 40 gol danese: “Un sogno e che intesa con il Taty”

Quattordicimiladuecentosettantotto (14278). È questo il numero di giorni intercorsi fra il 25/11/1984, giorno nel quale si disputò Lazio-Como terminata 3-2 e il successo odierno dei capitolini in rimonta sul Frosinone per 3-1.

Ma cosa accomuna queste due partite distanti quasi quarantanni fra loro? La nazionalità di uno dei marcatori. Quello di questa sera all’Olimpico a firma di Gustav Isaksen è il primo gol messo a segno da un calciatore danese con la maglia della Lazio dopo quello realizzato in quel lontano novembre di inizio anni ’80 da una delle leggente del calcio europeo: Michael Laudrup.

L’asso danese, approdato in Italia nel 1983 grazie alla Juventus, prima di consacrarsi in bianconero fra il 1985 e il 1989 trascorse un biennio in biancoceleste sotto la presidenza di Giorgio Chinaglia. Nella prima stagione Laudrup e soci centrarono la salvezza grazie la classifica avulsa con il Genoa (25 punti a testa), mentre nel torneo successivo arrivò la retrocessione in Serie B con appena 15 punti conquistati e due sole vittorie a referto in una Serie A con 16 partecipanti. Tuttomercatoweb.com

Queste le sue parole: “Sono molto felice specialmente per la vittoria. Era importante per il campionato. Due partite, due vittorie, dobbiamo continuare così. Dal primo giorno in cui sono arrivato volevo fare un gol sotto la Curva Nord. Per me è stato un sogno.

Ho un buon feeling con Castellanos. Sono felice di avergli fatto un assist. Sono felice di essere entrato in campo e di aver aiutato la squadra, ma sono pronto per partire titolare.

Spero per questo nuovo anno di piazzarci tra le prime 4. Ogni partita è importante, ma in Coppa Italia sarebbe bello vivere un altro derby. Anche con l’Udinese sarà una bella partita, speriamo di continuare così in campionato.

Kamada? Non penso che abbia problemi, penso sia un grande calciatore. Forse ha bisogno solo di più tempo”.

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Lazio, spazio al cambio generazionale

Impensabile fino a qualche mese fa, ma contro l’Empoli la Lazio ha vinto di fatto senza Immobile, Luis Alberto e Milinkovic. E anche domani col Frosinone dovrà fare a meno dei primi due (oltre che del serbo, ovviamente). E i vari Guendouzi, Isaksen e Gila devono avanzare nelle gerarchie, non solo in campo ma come trascinatori del gruppo.

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Castellanos, è ora di sbloccarsi: mai così a lungo senza gol in carriera

Con l’infortunio di Immobile Castellanos dovrà porre fine alla sua astinenza da gol.  L’attaccante argentino nelle prossime settimane si dovrà alternare con Felipe Anderson (che tornerà a muoversi anche da finto 9). Il Taty, coppe comprese, non riesce a segnare da 13 partite. Mai in carriera è rimasto a secco così a lungo, ma a Formello si fidano di lui. “È un ragazzo intelligente – ha spiegato Immobile al termine della sfida con l’Empoli di venerdì scorso -. Quando ha bisogno di qualcosa parliamo sempre. Abbiamo bisogno di lui al 100%, sarà tranquillo e sicuramente farà gol”. 

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Lazio, è un inizio 2024 di fuoco: ecco le partite verità

E ora viene il bello

E ora viene il bello. La Lazio pronta a chiudere l’anno con il Frosinone, poi dal 7 gennaio inizierà un 2024 ricco di appuntamenti fondamentali. Saranno due mesi, quelli iniziali, veramente fondamentali per il futuro della squadra. Di mezzo c’è la risalita in campionato, la Coppa Italia e il possibile derby, la Supercoppa, la Champions League. Tutto d’un fiato almeno fino al 5 marzo. Sarri prepara i suoi, servirà un’altra marcia rispetto ad una prima parte di stagione con il freno a mano tirato.

Gennaio si apre il 7 con Udinese Lazio alle ore 15. Tre giorni dopo quarti di Coppa Italia con il possibile derby (se la Roma batte la Cremonese). Il 14 gennaio appuntamento con Lazio-Lecce, il 19 gennaio sfida all’Inter per la semifinale di Supercoppa a Riyad. Qui in palio c’è la finale che potrebbe giocarsi il 22. Il 28 gennaio arriva il Napoli in casa. Febbraio si apre con due trasferte: Bergamo (4 febbraio) e Cagliari (il 10). A San Valentino andata degli ottavi di Champions League con il Bayern Monaco. Il 18 Bologna in casa, il 22 Torino-Lazio per il recupero di Serie A. Quattro giorni dopo c’è Fiorentina-Lazio, Lazio-Milan sarà il 1 marzo. Il 5 ritorno di Champions a Monaco. Due mesi pieni in cui si giocherà sempre. In palio trofei, punti per l’Europa e la doppia sfida con il Bayern che pare impossibile quanto affascinante. La Lazio si gioca tutto ad inizio 2024.

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Champions 2024-2025: una big a rischio esclusione

La prossima edizione della Champions League potrebbe vedere l’esclusione di una squadra top della Liga. Come scrive calcioefinanza.it, la Uefa sta valutando i conti del Barcellona. A essere monitorato l’eventuale rispetto del Fair Play Finanziario.

I blaugrana, secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco West, rischiano di rinunciare alla partecipazione in tutte le coppe europee. In particolare, i commissari Uefa starebbero analizzando i bilanci degli ultimi tre anni. La franchigia presieduta da Joan Laporta a settembre ha approvato il bilancio della scorsa stagione 2022/23. Da evidenziare un utile record di 304 milioni di euro, primato che vale non solo per il Barcellona ma per l’intero calcio professionistico.

Secondo quanto citato dalla fonte, nei libri contabili non verrebbero considerate alcuni strumenti utilizzati dal Barcellona. Ad esempio la vendita di una percentuale dei ricavi futuri dei diritti televisivi (il 25% è stato ceduto al fondo statunitense Sixth Street).

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Lotito, mancano le plusvalenze. Rinnovare e puntare sui giovani così è difficile

In estate Sarri aveva chiesto alcuni acquisti per rivoluzionare l’11 titolare. Da Zielinski a Berardi e Milik, erano tutti giocatori che avrebbero fatto il titolare. Domenica, dopo la partita con l’Inter ha ipotizzato che la Lazio possa, in futuro, ringiovanire la rosa, ma farlo è difficile: Immobile ha il contratto fino ai 36 anni, Luis Alberto fino ai 34, Lazzari fino ai 33, Cataldi fino ai 32 (e 11 mesi). Tutta gente che, con stipendi alti, nel calcio di oggi sarà difficile da vendere a meno che non arrivino proposte dall’Arabia. E così la Lazio per non spendere si è messa in scacco da sola: perché sarà difficile anche incassare.

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E Sarri perde il suo miglior terzino: Lazzari rischia più di una giornata

L’espulsione di Manuel Lazzari arrivata ieri nel finale di Lazio-Inter per una protesta ritenuta veemente dall’arbitro Maresca potrebbe lasciare strascichi in casa biancoceleste. Il terzino rischia più di una giornata di squalifica e quindi di saltare non solo la sfida di venerdì 22 dicembre contro l’Empoli. Palla al Giudice sportivo.

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Lazio-Inzaghi, terzo ritorno all’Olimpico. Per ora solo delusioni, ma questa è un’altra Inter…

Sarà il solito mix di emozioni e di reazioni, perché in pochi riusciranno rimanere fermi seduti al ritorno di Simone Inzaghi nell’Olimpico laziale. La sua casa per 22 anni, prima con gli scarpini e poi giacca e cravatta. Tanti sono ancora arrabbiati per l’addio all’Inter di tre estati fa e sicuramente non gli riserveranno un’accoglienza dolce. Altri, invece, gli sono riconoscenti e lo applaudiranno. Nulla di nuovo, perché è ormai la terza volta che Inzaghi siederà sulla panchina dell’Inter in trasferta contro la Lazio. Ma è sempre una giornata particolare. E chissà proprio che l’atmosfera frizzante, non simile alle altre partite, possa aiutare la Lazio che negli altri due precedenti romani contro Inzaghi ha sempre dato il meglio di sé, imponendosi con un doppio 3-1 e infliggendo al tecnico piacentino una doppia delusione.

All’Olimpico sperano che non ci sia due senza tre.

Ma erano altre Lazio ed erano altre Inter. Adesso le previsioni sono molto sbilanciate verso i nerazzurri, se non altro per le tante difficoltà degli uomini di Sarri, a metà classifica con i tanti punti persi nelle settimane di Champions. Soprattutto, rispetto al passato, la macchina da gol biancoceleste è inceppata. Sedici gol in 15 giornate, 7 vittorie su 10 ottenute per 1-0 sono alcuni dei numeri tremendi dell’attacco laziale. Che mai, negli anni scorsi e con lo stesso Inzaghi in panchina, era stato così poco efficace. La manovra è poco fluida, i singoli stanno rendendo molto meno del previsto e quando la Lazio crea occasioni da gol non riesce mai a concretizzarle per i tanti errori tecnici. A proposito di singoli, attesa per la scelta del centravanti: Castellanos è in vantaggio su Immobile, ma la decisione verrà presa solo oggi. Tuttomercatoweb.com

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Lazio, intolleranza alle critiche? La squadra è decima ma non accetta i fischi

Intolleranza alle critiche. Questo sta emergendo da Formello nelle ultime settimane. Il primo è stato Giovanni Martusciello, vice di Maurizio Sarri, che al termine della partita vinta 1-0 con il Cagliari ha palesato un certo fastidio per le critiche che la squadra stava ricevendo. “I tifosi fischiano per la vittoria perché hanno visto l’1-0 contro un avversario in dieci – si sfogò -. Ne ho viste di squadre che fanno peggio di noi e vincono, stanno anche qui vicino a noi, ma qui si cerca sempre il lato negativo, questa cosa ha stufato”. Dopo le vittorie con Celtic (2-0), Cagliari e Genoa (entrambe per 1-0) toccò a Sarri lamentarsi: “Abbiamo vinto tre partite in una settimana e sembra che siamo in crisi”. Peccato che la Lazio già prima fosse in difficoltà e nemmeno in quelle gare è riuscita a convincere e ad apparire solida. Infatti dopo quei tre successi sono arrivati il pareggio col Verona e la sconfitta con l’Atletico. Prima della sfida agli spagnoli Sarri ha affermato che “l’ambiente qui è tremendo, si creano aspettative che non si possono mantenere”. Dopo il 2-0 rimediato a Madrid anche Provedel ha manifestato una certa insofferenza: “Penso ci sia qualche critica di troppo nei nostri confronti, ma va bene. I risultati però si devono vedere alla fine, non ora”. Eppure la Lazio è decima in classifica quando siamo quasi a metà stagione. Che i tifosi si lamentino e che la squadra sia sotto pressione è tutto sommato comprensibile. Ma non per Sarri e, evidentemente, per i suoi giocatori. Che rispondono alle critiche palesando una certa intolleranza. Come se il disappunto dei laziali fosse incomprensibile. Nonostante il decimo posto in campionato.