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Da Simeone a Simone, con l’Inter Sarri ritrova Patric e Rovella e spera in Romagnoli

Prima di pensare al sorteggio però bisognerà preparare un altro big match. Domenica sera all’Olimpico infatti arriverà la capolista Inter e i biancocelesti non potranno rallentare ulteriormente la loro corsa al quarto posto. Oggi pomeriggio ci sarà il primo allenamento post Atletico Madrid, ma le prove tattiche cominceranno da domani. Prove nelle quali sono attesi Hysaj (ieri uscito per un’indisposizione, nessuna lite con Sarri) e Patric, reduce dalla febbre. Ci sarà ovviamente anche Rovella, out per squalifica in Champions, e infine Mau incrocia le dita anche per Romagnoli, atteso in gruppo nei prossimi giorni.

Le type=’text/javascript’ idee di Sarri in ottica Inter

Salvo imprevisti quindi l’unico assente sarà Isaksen, che proverà a rientrare tra Empoli e Frosinone. In vista dell’Inter quindi ci saranno novità, non in porta dove toccherà al solito Provedel, ma al centro della difesa in base alle condizione dei rientranti Patric e Romagnoli, oltre che sulle fasce, con Lazzari che freme per riprendersi il posto a scapito di uno tra Marusic e Hysaj. A centrocampo si rivedrà Rovella, con ogni probabilità tra Guendouzi e Luis Alberto, mentre davanti tornerà Felipe Anderson nel tridente con Zaccagni e uno tra Immobile e Castellanos. Il Messaggero

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In Europa come in Italia, la Lazio crea ma spara a salve: psicosi attacco

Niente impresa. La Lazio non riesce a sbancare Madrid, dove l’Atletico ha raggiunto il record di 20 vittorie consecutive, e non centra il primo posto nel girone: finisce 2-0 per gli uomini di Simeone. Rimane da incubo il rendimento in trasferta in Champions per la Lazio, che ha vinto solo 2 delle ultime 18 gare lontano dall’Olimpico. Sarri comunque si deve ‘accontentare’, per modo di dire, del secondo posto, già ottenuto con una giornata d’anticipo: lunedì a Nyon sarà durissima e l’impresa servirà negli ottavi contro una big del calcio internazionale.

Al di là del risultato finale, la prestazione non è stata troppo disastrosa. Neanche molto positivo, sia chiaro. Male i due approcci a inizio gara e a inizio ripresa, con i due gol presi nei primi 7 minuti dopo il fischio dell’arbitro. E soprattutto, ormai questa è una costante, bocciata la Lazio negli ultimi 25 metri. Nel primo tempo almeno 4 volte la Lazio aveva la possibilità di far male all’Atletico ma non solo non ha segnato, non ha neanche mai tirato nello specchio della porta: clamorosa l’occasione di Zaccagni. Questo è il grande problema di quest’anno della squadra di Sarri, anche in campionato, dove ha perso la vena realizzativa del passato: 16 gol fatti in 15 giornate di A, solo 6 squadre hanno fatto peggio in campionato. Si è interrotta anche la striscia di 13 partite di Champions consecutive con almeno un gol segnato. Lo smalto in area avversaria lo dovrà ritrovare al più presto la Lazio, che domenica ospiterà all’Olimpico l’Inter dell’ex Inzaghi. È l’ennesima occasione per tornare davvero in corsa per il 4° posto. Tuttomercatoweb.com

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Taty torna in Spagna, ma all’Atletico non ha segnato…

La coincidenza può agevolarlo. Castellanos torna in Spagna, è stato protagonista l’anno scorso con il Girona (oggi miracolosamente primo nella Liga). Tredici gol in trentacinque presenze, era stato il suo score. Non era riuscito a colpire l’Atletico tra andata e ritorno. Sono nella storia i quattro colpi rifilati al Real Madrid il 25 aprile scorso (l’ultimo a farcela, nel dicembre 1947, era stato il basco Esteban Echeverría Olabarrieta dell’Oviedo). Non è stata solo gloria. Poche settimane prima, a Barcellona, Castellanos s’era divorato un’occasionissima davanti a Ter Stegen. Il compagno Tsygankov era tutto solo, l’argentino non lo servì. Lasciò il Camp Nou in lacrime, il Girona avrebbe potuto sbancarlo per la prima volta, finì 0-0. Taty passò anche lì come “sciagurato Egidio”, lo contestarono così fortemente che fu costretto a chiudere i profili social. Questo per dire che Castellanos sa cos’è la paura, la disperazione, la rivincita. Ha sempre reagito. Nella Lazio, il ruolo di vice Ciro, implica molti limiti, molte responsabilità. Ci tiene il Taty a far vedere cosa può fare. Il gol all’Atalanta sembrava averlo lanciato in orbita, è rimasto l’unico. Lo riporta il Corriere dello Sport

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21 punti in 15 partite: record negativo dopo 8 anni

Nel 2015/16 erano 19 punti dopo 15 partite. Nel 2023, la Lazio scrive il peggior record otto anni dopo. Il pari a Verona toglie due punti preziosi per continuare la corsa al quarto posto, nonostante la miglior prestazione dell’ultima settimana.

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Si avvicina il calciomercato: ecco cosa cambia sulle plusvalenze

Il 1 gennaio parte la sessione invernale di calciomercato, finestra non sempre troppo utilizzata in serie A. Come scrive tuttomercatoweb.com, ci sono da registrare tre novità importanti sulle modalità di iscrivere a bilancio le eventuali plusvalenze realizzate. La plusvalenza è la differenza tra il ricavo dalla cessione del giocatore e il valore storico del cartellino, ovvero la quota di ammortamento residua che figura in bilancio.    

L’occasione deriva dal focus odierno, a firma dell’avvocato Francesca Solinas, su ItaliaOggi. Le novità derivano dal decreto legge 75/2023 poi convertito in legge. La prima modifica riguarda il periodo di possesso minimo del giocatore che viene scambiato. Per registrare una plusvalenza, il giocatore nei due anni precedenti la cessione deve aver giocato nel club cedente o comunque deve essere tesserato per chi lo vende.    

In secondo luogo, per poter spalmare in cinque anni la plusvalenza (quello in cui si effettua il trasferimento e nei successivi esercizi), ci deve essere comunque uno scambio di denaro. Fattispecie questa, ovviamente, che riguarda lo scambio di due atleti. Nel caso in cui non vi fosse circolazione monetaria, la plusvalenza andrebbe registrata solo nell’anno in cui si verifica.

Che succederebbe se Lazio e Milan dovessero scambiarsi Tizio (valutandolo 50 milioni) e Caio (valutandolo 60), realizzando ciascuna una plusvalenza da 30 milioni? Il Milan potrebbe “spalmare” nei quattro anni successivi solo 10 milioni (60-50). La Lazio invece dovrebbe caricare l’intera plusvalenza sull’esercizio in cui si effettua lo scambio.

L’ultima modifica concerne l’applicazione retroattiva delle norme, stabilita al 23 giugno 2023, data di entrata in vigore del decreto.

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Stipendio dirigenti serie A: ecco quale è il più pagato

Il sito specializzato calcioefinanza.it ha analizzato il peso del compenso degli stipendi dei dirigenti, presidenti compresi, della serie A. In particolari, il costo per gli stipendi dei board di cinque dei primi sette team della scorsa stagione – ovvero Napoli, Lazio, Inter, Milan e Juventus – ammonta a 12,1 milioni di euro, in aumento rispetto ai 11,5 milioni.

Considerando i numeri a partire da 8 anni fa, l’unica società che nel tempo ha speso meno è stata la Juventus, pur restando la più generosa con 27,3 milioni di euro, seguono il Milan con 23,3 milioni, Napoli (20,7 milioni), Inter (9,4 milioni) e Lazio (3,8 milioni). In particolare, i capitolini pagano compensi a partire dal 2019/20. In termini di variazioni nel tempo delle remunerazioni, i biancocelesti si sono mantenuti costante, tutte in crescita le altre: Napoli (+6%), Milan (+7%) e Inter (+19%).

Riferendosi alla stagione 2022/23, il più caro per il suo club è stato il presidente della Lazio, Claudio Lotito con un guadagno, a bilancio, di 1,1 milioni di euro. Nel derby delle spese, seconda arriva Lina Souloukou, la neo CEO della Roma che incassa 850.000 euro; terzo l’ad ella Juventus, Maurizio Arrivabene, con un compenso di 785 mila euro. Mancano i dati di Beppe Marotta, che ha rinnovato fino al 2027: rumors parlano di ingaggio da circa 1,5 milioni di euro.

CDA in Serie A: l’elenco dei compensi


Claudio Lotito, presidente Lazio – 1,1 milioni di euro;
Lina Souloukou, CEO Roma – 850 mila euro;
Maurizio Arrivabene, ex amministratore delegato Juventus – 785 mila euro;
Federico Cherubini, ex direttore sportivo Juventus – 750 mila euro;
Maurizio Scanavino, amministratore delegato Juventus: 605 mila euro (salirà a 800 mila euro di base nel 2023/24);
Paolo Scaroni, presidente Milan – 600 mila euro;
Andrea Agnelli, ex presidente Juventus – 330 mila euro;
Pavel Nedved, ex vice presidente Juventus – 240 mila euro;
Gianluca Ferrero, presidente Juventus – 182 mila euro (salirà a 400mila euro di base nel 2023/24).

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Isaksen, che esplosione. E al Salling esultano…

Coefficiente di difficoltà: altissimo. Eppure Gustav Isaksen sta emergendo. Per lui, da quando è a Roma, è cambiato tutto. Clima, cibo (anche se apprezza già molto l’amatriciana), città, modo di vivere, lingua. Soprattutto però il livello della squadra e del campionato in cui gioca. Al Midtjylland era il leader, il talento, il punto di riferimento: ha chiuso l’ultimo campionato con 18 gol fatti. A Roma è tutto più complicato. Per chi lo circonda è già un sogno che lui sia arrivato alla Lazio. Da piccolo giocava nel giardino di casa insieme al padre e ai tre fratelli maggiori. Lì ha imparato, pur essendo esile, a resistere ai contrasti. All’epoca, quando guardava i video di Ronaldinho, suo idolo, disputare la Champions con la maglia biancoceleste era inimmaginabile. Lo era anche nel 2019-20, quando dovette operarsi al ginocchio e temeva che l’infortunio gli sarebbe costato il grande calcio. In realtà sembrava un miraggio per molti: Emil (uno dei suoi fratelli) e alcuni suoi amici sono stati allontanati dallo stadio Olimpico in occasione della gara con l’Atletico perché, un po’ alticci, avevano causato qualche fastidio. Isaksen non c’entra nulla, ma l’episodio descrive l’euforia con la quale si vive la sua avventura italiana intorno a lui. “Gustav è sempre stato molto semplice, umile e inconsapevole del proprio talento – ricorda John Jeppesen, che lo ha allenato fino all’età di 13 anni al Salling, il suo primo club -. La sua famiglia è stata molto contenta del premio di formazione che la nostra piccola società ha incassato col suo trasferimento alla Lazio”. Lentamente sta scalando le gerarchie a Formello: col Celtic è stato l’unico, dei cinque attaccanti usati da Sarri, a giocare tutta la partita. Già con il Lecce, all’esordio, aveva creato un’occasione solo con uno stop improbabile, con la Roma se ne è inventata un’altra con una palla deliziosa con la quale ha innescato Lazzari. Erano solo sprazzi di classe. L’infortunio di Zaccagni (fuori due settimane) può consacrarlo e dargli il minutaggio che mancava. Gli sprazzi possono diventare la normalità. “Con questi tifosi si possono raggiungere grandi risultati”, ha detto dopo la gara col Celtic. Il passaggio dal Midtjylland alla Lazio aveva un coefficiente di difficoltà altissimo. Lui però sta emergendo.

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Provedel, febbre clean-sheet: ora vuole (ri)chiudere la porta anche in Italia

Come riportato da Il Messaggero, Pro­vedel è uscito dal letto giusto per sbarrare la porta al Celtic. Anco­ra una volta è arri­vato a una partita determinante con 39 di febbre, ha stretto i denti e ha portato a casa il bottino pie­no. Vittoria e clean sheet, già il se­sto in 18 partite ufficiali, perciò una media di uno ogni tre. Il numero 94 martedì sera ha gentilmente de­clinato la cena dì squadra per fe­steggiare la vittoria al ristorante El Porteno. Meglio ricaricare le pile per quello che secondo Sarri sarà il vero esame. Domani infat­ti il tecnico vorrà una risposta im­portante anche in campionato. Provedel fa parte della lista di calciatori in attesa dì una chiamata dì Lotito per un prolun­gamento di contratto che dopo 22 clean sheet al primo anno sembrava scontato. Il patron an­che con Ivan ha ripetuto la rego­letta che non rinnova nessuno dopo la prima stagione, ma in certi casi il rischio è che qualche top club fiuti l’affare, tipo il Man­chester United. Qualora il club inglese volesse bussare alla porta di Lotito ver­rebbe preso in considerazione, ma a partire da un’offerta di 35 milioni. Un’anomalia per il por­tiere nettamente meno pagato tra le big della SerieA. Per il futu­ro però ci sarà tempo.

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Lazio, quanto ha guadagnato con la Champions: Lotito ha già ripianato il negativo di bilancio e mercato

(…) Quanto ha guadagnato la Lazio. Ora la squadra biancoceleste dovrà rialzarsi e riprendere a correre in campionato, altrimenti la comparsata in Champions resterà solo un bel ricordo. Chissà se Lotito tornerà presto a occuparsi dei rinnovi di contratto, sbandierati all’inizio dell’estate e mai più affrontati se non approfittando di qualche brutta caduta (tipo Salerno) per far sapere che ora non se ne parla proprio. E prima? I dati sono certi, come il deficit certificato in bilancio al 30 giugno 2023 (meno 30 milioni) a cui bisognerà aggiungere lo stesso importo investito sul mercato, prezzi dei cartellini dichiarati in Borsa, al netto delle cessioni di Milinkovic e Maximiano. Ecco quei 60 milioni di negativo (senza contare gli ingaggi e l’Iva), Lotito li ha recuperati dal girone di Champions e almeno di questo dovrà rendere merito a Sarri e ai suoi giocatori per quanto guadagnato: 59 milioni di ricavi (58,9 per la precisione e come riporta la tabella in pagina) possono essere considerati in cassa per effetto del successo sul Celtic Glasgow e del passaggio del turno. In parte saranno riscossi entro dicembre, in parte nei prossimi mesi e sino all’estate 2024, ma la contabilità non si discute. La somma è presto fatta: 15,64 milioni derivano dalla partecipazione al girone e altri 15,9 dal ranking storico della Lazio in Europa negli ultimi dieci anni (14 quote da 1,137 mln come diciottesima classificata tra le 32 partecipanti alla Champions). Infine 9,3 sotto forma di bonus legati ai risultati nel girone (3 vittorie e 1 pareggio) e ulteriori 9,6 per la qualificazione agli ottavi. Il market pool, con la ripartizione destinata ai club italiani, verrà calcolata dall’Uefa a fine torneo e in base al piazzamento. La quota fissa per la Lazio è di 5,1 milioni con un minimo, nella parte variabile, di altri 3,4. La quota variabile salirebbe sino a 6,3 nell’ipotesi remota di un cammino sino alla finale di Wembley (primo giugno).

Quanto ha guadagnato Lotito

Il totale dunque è già arrivato a sfiorare i 60 milioni senza sapere quanto la Lazio, in tre partite interne, abbia riscosso al botteghino dell’Olimpico. Lotito, da sempre, non comunica l’incasso del singolo evento. I conti societari sorridono in attesa dell’ultima partita del girone a Madrid: 930 mila euro vale il pareggio e 2,8 milioni la vittoria. Battere fuori casa l’Atletico e chiudere al primo posto il girone significherebbe presentarsi da testa di serie nel tabellone a eliminazione diretta. Sorteggio a Nyon il 18 dicembre, ottavi in calendario tra metà febbraio e metà marzo, l’ingresso ai quarti varebbe un gettone da 12,5 milioni. Almeno un altro grande incasso invernale all’Olimpico è garantito, in caso di secondo posto la Lazio giocherebbe l’andata in casa con una big. (…) Corriere dello Sport

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‘SVB’ – L’avversario: “Stagione fallimentare: la Salernitana appare spenta” (AUDIO)

Roberto Guerriero, corrispondente da Salerno della Gazzetta dello Sport, è intervenuto nella trasmissione “Sei Volte Buongiorno” per presentare il match odierno tra la squadra di Pippo Inzaghi e la Lazio. “Che stagione sta vivendo la Salernitana? Fallimentare è l’aggettivo migliore per illustrare il cammino. Nessuno immaginava un inizio così lento, 13 gare senza vittorie se considerate l’ultima sfida dello scorso campionato. La squadra si è subito smarrita dopo il 2-2 all’Olimpico con la Roma. La squadra vive una situazione complessa perché da qui alla fine del girone d’andata ci saranno solo avversari importanti, oltre al confronto diretto col Verona”, spiega la firma della Rosea.

Il giornalista spiega così l’approdo in panchina di Pippo Inzaghi. “Semplicemente perché era l’unica alternativa dopo i rapporto con Paolo Sousa che si era già deteriorato dalla scorsa estate dopo l’incontro del tecnico portoghese con De Laurentiis. Serviva un allenatore motivatore per dare la scossa. Diciamo che la svolta non c’è stata: due pareggi in 4 gare, la vittoria in Coppa Italia con la Sampdoria e poco altro”, spiega il cronista.

Secondo Guerriero, la squadra granata soffre ancora a livello atletico. “L’aspetto fisico va considerato, la squadra era apparsa spenta. In più, dopo la sosta delle nazionali la Salernitana è in piena emergenza.

“Dia non gira perché voleva andare va? Sì, questa è una delle chiavi della stagione. Dopo averlo riscattato per 12 milioni dal Villareal, offerte vere non ne sono arrivare. Fino al 15 luglio c’era una clausola da 25 milioni. Al massimo sono arrivati i 18 proposti dalla Fiorentina, compreso il cartellino di un calciatore – ricorda Guerriero – La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’atteggiamento del del Wolverhampton, offerta che faceva felici giocatore e agente per ingaggi e commissioni. Alla Salernitana solo prestito con diritto di riscatto, offerta rispedita al mittente”.

Foto: salernitana.it

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