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Stadi, si cambia: ingressi al 50% a scacchiera, palazzetti al 35%

Il giro di vite anti variante Omicron passa anche per stadi e palazzetti. La capienza fa un passo indietro di fronte alla quota centomila contagi sfiorata con i dati di oggi. Il massimo livello di riempimento torna a essere quello di metà degli spalti, il 50 per cento con la soluzione a scacchiera in vigore prima dell’estensione al 75 per cento che è attualmente in vigore. Un passo indietro, alla situazione precedente, anche per gli impianti sportivi al chiuso, che potranno arrivare al 35 per cento. È questa la soluzione adottata dal Consiglio dei ministri dopo una discussione non facile in cui si è anche dibattuto sulla possibilità di una riduzione “alla francese” caldeggiata da una parte degli scienziati, che permette solo il tetto di 5000 spettatori in uno stadio.

INGRESSI – Si entrerà con il green pass rafforzato, come già previsto dalle norme attualmente in vigore. Quindi per poter andare allo stadio sarà necessario essere stati vaccinati (il green pass scatta dopo 15 giorni dalla prima dose) o guariti dal Covid da meno di sei mesi. I nuovi limiti dovrebbero entrare in vigore già dalla ripresa del campionato di serie A prevista per il 6 gennaio. gazzetta.it

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La strana storia di Kamenovic: ecco il contratto dopo un anno di attesa

Sarà Dimitrije Kamenovic la prima novità della Lazio alla riapertura del mercato. A gennaio potrà esser tesserato il 21enne difensore serbo arrivato a Formello già a luglio. A un anno esatto da quando il suo nome è entrato nell’orbita Lazio. Un percorso che ha trovato vari ostacoli. Dodici mesi fa Kamenovic era stato bloccato dal club biancoceleste: per rimanere al Cukaricki sino al termine della stagione e poi arrivare a Roma. La valutazione sulle sue possibilità era stata evidentemente tarata su quelle che erano le esigenze della difesa a tre di Simone Inzaghi. Con Kamenovic inquadrato in un piano di successione al veterano Radu, sulla fascia sinistra del pacchetto arretrato. Il cambio di guida tecnica ha inciso però anche sui ruoli dei giocatori.   

L’acquisto d Kamenovic, come da accordi, è stato portato avanti. Il serbo ha svolto il ritiro precampionato per essere testato nei meccanismi difensivi di Sarri. Intanto, il suo contratto è rimasto in stand-by. Per non occupare quello slot da extracomunitario che poteva tornare utile per un esterno d’attacco. In prima fila, c’era infatti un altro serbo, Kostic dell’Eintracht Francoforte: operazione saltata però all’ultimo. Così nel rush finale del mercato il contratto di Kamenovic sarebbe stato definito. Ma poi, proprio nelle ultime ore utili, sono sorti degli intoppi procedurali, ricondotti ad alcuni documenti da integrare. Così a inizio stagione, Kamenovic non si è ritrovato tra i tesserati della Lazio. È rimasto a Roma, ad allenarsi a Formello. Ha risposto a quattro convocazioni della Serbia Under 21, giocando a tempo pieno contro Francia e Armenia, nelle qualificazioni all’Europeo. Gazzetta.it

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Acerbi, Lazio tranquilla: ecco la posizione del club

In casa Lazio, nonostante la pausa natalizia, tiene banco il caso Acerbi. Dopo Venezia è arrivato l’attacco della Curva Nord e non solo. L’esultanza con il dito a zittire tutti in risposta alle critiche, post gol al Genoa, ai tifosi non è proprio andata giù. E al Penzo il calciatore non è andato sotto il settore ospiti. In realtà ci sono delle foto che lo immortalano in fondo al gruppo, plaudente. Non era rientrato negli spogliatoi senza salutare i 3.000 laziali presenti in trasferta. “Doveva essere il primo”, l’accusa dei tifosi che gira sui social.
La contestazione contro Acerbi rischia di sfociare in fischi ad ogni partita. Alcune indiscrezioni di mercato rimbalzate dal web parlerebbero di un Leone pronto a lasciare la Lazio. Tutto smentito. Il club non si farà condizionare dalle pressioni dei contestatori, è regola ferrea di Lotito. Insomma, nessuna cessione all’orizzonte. E per Sarri, nonostante qualche prestazione non all’altezza, è e rimarrà il perno centrale della difesa. Solo il tempo, forse, potrà placare la rabbia dei tifosi e ricucire un rapporto che, fino a qualche giorno fa, sembrava speciale. Corriere dello Sport

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Numeri a confronto: Luis Alberto vale il triplo di Basic

Luis Alberto vale il triplo di Basic. Lo dicono i numeri di gol e assist: rispettivamente 3 e 6 per lo spagnolo fra campionato ed EL, totale 9, mentre il croato (1+2) è a quota 3. Anzi, il Mago vale più del quadruplo a leggere Transfermarkt: il sito web tedesco segnala un costo sul mercato di 40 milioni di euro per lui (superiore ad Immobile, 38, inferiore solo a Milinkovic, 70) e di 9 milioni per l’uomo che nelle ultime 5 partite gli ha soffiato il posto da titolare. Oltre che col Galatasaray, nella partita conclusiva del girone di EL, tra la 16ª e la 19ª giornata di campionato Basic è partito sempre dall’inizio, giocando 317 minuti, mentre Luis Alberto è rimasto in panchina con la Sampdoria, era fuori per infortunio col Sassuolo, ha totalizzato 43’ con Genoa e Venezia. Però lui ha sfoderato 2 assist all’Olimpico, permettendo ad Acerbi e Zaccagni di chiudere il conto, e una magia al Penzo, firmando il 3-1 con una rete. Azioni decisive di Basic in questi 4 incontri: zero. Ma la Lazio in 5 partite, Galatasaray compreso, ha subìto 5 gol, dopo averne incassati 8 da Napoli e Udinese, le ultime da titolare per lo spagnolo. “La squadra sta ritrovando una certa solidità” ha detto Sarri a Venezia. Col Mago in panchina, anche se sembra uno spreco. Corriere della Sera.

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L’importanza di chiamarsi Pedro

Tiri, assist, dribbling, doppi passi. Soprattutto il carisma. Nessuno, sponda biancoceleste, se lo ricorda più con un’altra maglia. Pedro è salito a 8 gol in stagione, 7 solo in campionato distribuendo le soddisfazioni tra destro (3) e sinistro (4). Ci ha messo un attimo a far ricredere gli scettici sul suo conto. Il timbro nel derby ha finito di spianare la strada. Lo spagnolo s’è scatenato nell’ultimo periodo caricandosi la squadra sulle spalle nelle partite senza Immobile, guida spirituale e realizzativa della Lazio. Ha contribuito a 8 gol nelle ultime 10 gare, stessa quota di Lautaro Martinez, una punta e non un esterno. Meglio di lui solo Berardi (9), Calhanoglu (10) e Vlahovic (12). L’ultima volta che aveva raggiunto  uno score del genere in così poco tempo era successo nella stagione 2016/17, quando vestiva la maglia del Chelsea. Chiuse l’anno con un bottino di 9 gol e 10 assist in 35 presenze. Sembra quel Pedro, ringiovanito e coi muscoli tirati. Corriere dello Sport.

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Acerbi-tifosi, una strappo che nasce da lontano

La frattura Acerbi-ultras è nata negli ultimi dieci giorni, anche se ci sono un paio di precedenti che avevano già creato qualche malumore. Si tratta delle dichiarazioni che il giocatore fece al termine di Bayern-Lazio di Champions della scorsa stagione, quando Acerbi – con la sua squadra eliminata in maniera netta – nelle interviste del dopopartita si preoccupò di salutare la fidanzata (scelta che, secondo i tifosi, non teneva conto della loro delusione in quel momento). In precedenza, nell’autunno di un anno fa, Acerbi rilasciò delle dichiarazioni dal ritiro della nazionale in cui apriva il caso sul suo mancato rinnovo contrattuale. Ed anche queste dichiarazioni (in una fase in cui si era nel pieno del dramma del Covid) non piacquero alla maggior parte dei tifosi. Ma, per quanto poco graditi, questi due episodi avevano creato malumori, ma non fratture particolari tra Acerbi e i tifosi

Il caso è invece è esploso negli ultimi dieci giorni. Dopo la sconfitta con il Sassuolo, Sarri aveva criticato il giocatore per l’errore fatto sul secondo gol del Sassuolo. Critica di campo, alla quale sono seguite quelle dei tifosi su social e radio locali, alcune un po’ sopra le righe. Così nella partita successiva Acerbi ha pensato di festeggiare il gol realizzato al Genoa, portandosi le mani dietro alle orecchie in maniera polemica. E non è finita lì, perché dopo la gara, intervistato a bordo campo, Acerbi ha rincarato la dose: “Delle critiche non me ne frega niente. I tifosi? Ce n’erano di più quando c’era la pandemia di adesso”. Frasi rispetto alle quali Acerbi ha fatto dopo qualche ora una parziale retromarcia con un video postato su Instagram in cui chiedeva scusa ai tifosi.

Scuse ritenute però tardive e poco convinte da parte di moltisostenitori laziali. Questo è quanto è emerso sui social e sulle radio già prima della partita di Venezia. Dopo la quale, a chiudere il cerchio, è arrivato anche il comunicato della tifoseria organizzata. Dato ad Acerbi quel che è di Acerbi, però, c’è anche una parte della tifoseria che preferisce abbassare i toni. Sulle radio che si occupano di cose laziali stamattina sono stati registrati parecchi interventi che invitano a voltare pagina. Non tanto per difendere Acerbi, quanto per difendere la Lazio. Indifferenza per il giocatore (che potrà chiedere scusa continuando a fare il suo dovere in campo) e sostegno alla squadra. Senza fischi e contestazioni che potrebbero rovinare tutto. Gazzetta.it

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Il Governo sugli stadi: capienza ancora al 75% ma tutti con mascherina FFP2

Le prime indicazioni che arrivano dalla cabina di regia sulle restrizioni per arginare la variante Omicron fanno sorridere i tifosi. Viene previsto infatti l’obbligo di mascherina FFP2, anche all’aperto e anche in zona bianca, per assistere agli eventi sportivi, partite di campionato comprese, oltre che per andare al cinema, a teatro o viaggiare sui mezzi di trasporto pubblico. Sembra scongiurata dunque la possibilità di intervenire nuovamente sulla capienza, che resta al 75%. Nel pomeriggio è prevista la riunione del Consiglio dei ministri che dovrà dare via libera al decreto con le nuove misure. Sorride il Sottosegretario allo sport Valentina Vezzali, che aveva a lungo lavorato in questa direzione: “Sono soddisfatta della proposta, da me caldeggiata, discussa dalla cabina di regia di stamattina di adottare l’obbligo di indossare la mascherina FFP2 per assistere agli eventi sportivi. In attesa delle decisioni del Consiglio dei Ministri, mi rivolgo alle società sportive e agli organizzatori degli eventi affinché vengano intensificati i controlli per contrastare il propagarsi del contagio e scongiurare eventuali e conseguenti misure di restrizione”. Gazzetta.it

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Ora la pausa natalizia: ripresa a Formello prevista per il 29 Dicembre. Attesa Immobile, esami per Acerbi

La Lazio stacca la spina, cancelli chiusi a Formello e via alle mini vacanze natalizie. Sarri ha dato il rompete le righe subito dopo il rientro da Venezia. Qualche giocatore rimarrà a Roma, altri hanno deciso di fare ritorno nei loro paesi. La ripresa è fissata per mercoledì 29 dicembre. Allenamento previsto di mattina, si inizierà a pensare al primo match del 2022, quello contro l’Empoli. Subito dopo, il 9, si va a San Siro per sfidare l’Inter. Capitolo infermeria. Per Acerbi va registrata una fitta al flessore della gamba sinistra. Dovrà svolgere degli accertamenti. Hysaj non è stato convocato a Venezia per un problema all’adduttore destro, ha saltato la rifinitura e alzato bandiera bianca. Immobile invece sta facendo i conti con la positività al Covid. Aspetta un tampone negativo per liberarsi.

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Immobile, tifoso asintomatico: allenamenti individuali a casa

Positivo al Covid-19, Ciro Immobile è dispiaciuto di non poter dare il suo contributo nella sfida contro il Venezia. La Lazio, d’altronde, si poggia su di lui, anche se nell’ultimo match col Genoa è stato ottenuto un successo anche se il miglior marcatore della storia biancoceleste. L’attaccante della Nazionale, si legge su La Gazzetta dello Sport, sta bene ed è asintomatico – al pari di sua moglie Jessica – e in questi giorni sta mantenendo la sua forma fisica allenandosi da solo a casa, in quel di Monte Mario, dove si trova in isolamento. Non vede l’ora di poterlo fare a Formello, appena si negativizzerà. Non resta che attendere, arrivederci al 2022.

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Felipe, la conferma dopo il sussulto

Il lampo di venerdì deve tornare a essere una luce continua. Non basta una singola fiammata, per certificare il suo l’effettivo ritorno oggi contro il Venezia (ore 16.30) Felipe Anderson è chiamato a confermarsi. Come con il Genoa, toccherà a lui guidare l’attacco della Lazio, orfano di Immobilepositivo al Covid (Muriqi non è mai stato preso in considerazione, è sul mercato).

Il lampo di venerdì deve tornare a essere una luce continua. Non basta una singola fiammata, per certificare il suo l’effettivo ritorno oggi contro il Venezia (ore 16.30) Felipe Anderson è chiamato a confermarsi. Come con il Genoa, toccherà a lui guidare l’attacco della Lazio, orfano di Immobilepositivo al Covid (Muriqi non è mai stato preso in considerazione, è sul mercato).

Supportato da due ali di primissima fascia pronte a spiccare il volo (Zaccagni e Pedro), il brasiliano avrà la libertà di agire da ‘falso nueve’, partendo dal centro per spostarsi ovunque ritenga più opportuno, senza dare punti di riferimento. Ha dimostrato di saperlo fare, Felipe Anderson, che ha stupito contro il Genoa anche per la capacità di attaccare lo spazio. 

Dopo due mesi difficili, in cui ha perso anche il posto in favore di Zaccagni, il 28enne esterno brasiliano ha finalmente avuto un sussulto. Fisico, tecnico e anche mentale: l’assist spacca-partita a Pedro nasce proprio perché Felipe, attivo di testa, ha intuito prima le intenzioni di Ghiglione e, grazie alla sua rapidità, ha anticipato Vasquez, per poi andare sul fondo e regalare a Pedro una palla d’oro. 

Anche Sarri è sobbalzato dalla panchina, era da settimane che voleva vedere un Felipe Anderson in questa versione: “Felipe è tornato a essere vivo. Io gli dico sempre che ha il pulsante on e off, quando è in modalità on può giocare in ogni squadra perché ha qualità enormi”. Occhio però a non crederci troppo, può essere anche solo un’illusione quella dell’ex West Ham. Tuttomercatoweb.com