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Lazio, Orsi è sicuro: “Provedel uno dei migliori in Italia”

La stagione di Ivan Provedel non terminerà con la partita che domenica sera la Lazio giocherà contro il Sassuolo (fischio d’inizio alle 20.45). Il portiere è infatti stato preconvocato dal commissario tecnico Luciano Spalletti per il ritiro della nazionale che scatterà al termine del campionato. L’estremo difensore biancoceleste non ha ancora mai esordito in nazionale (pur essendo stato convocato) e, probabilmente, non lo farà nemmeno agli Europei che si disputeranno in Germania dal 14 giugno al 14 luglio, ma vuole partecipare alla competizione. I due sicuri della convocazione sono Gianluigi Donnarumma (Psg) e Guglielmo Vicario (Tottenham). Si giocano il posto Marco Carnesecchi (Atalanta), Alex Meret (Napoli) e appunto Provedel. L’infortunio alla caviglia lo ha ostacolato, ma domenica scorsa, contro l’Inter, è tornato risultando subito uno dei migliori in campo. “Ivan alla Lazio ha sempre fatto bene – afferma al Corriere della Sera Fernando Orsi, portiere dei biancocelesti dal 1982 al 1985 e poi ancora dal 1989 al 1998 -. Spesso è stato decisivo, ha fatto la differenza in parecchie occasioni. L’anno scorso è stato uno dei protagonisti del sorprendente secondo posto della squadra. Nella stagione in corso è stato uno dei pochissimi non solo a non deludere, ma proprio a fare bene -. Non ho dubbi che sia uno dei migliori portieri italiani del momento”. 

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‘QDL’ – Delio Rossi: “Europa League buon risultato. Castellanos non è un talento” (AUDIO)

Intervenuto sui 98.100 di Radiosei, durante la trasmissione Quelli della Libertà, l’ex allenatore della Lazio Delio Rossi ha detto la sua sulla stagione. “L’anno scorso il secondo posto fu un risultato eccezionale, per questo, considerando tutte le difficoltà, la qualificazione in Europa League è un buon risultato. Tudor? Lo valuto in base a come gioca la Lazio, per ora ha fatto bene. Il modo migliore per coprire il campo, secondo Bielsa, è il 4-4-2, tutti gli altri sistemi di gioco sono delle varianti. Guendouzi è una mezzala, quindi con Tudor farà fatica. Kamada mi ha sorpreso in positivo, non riesco invece a capire il poco utilizzo di Lazzari. Zaccagni per me nella Lazio è un’eccellenza, quindi bisogna fare di tutto per esaltare le sue qualità. Tchouna? Non l’ho visto con costanza, ma mi sembra molto istintivo, come molti africani. Non mi sembra un giocatore che possa spostare tanto. Castellanos non ha talento. Parliamo di un buon giocatore, che fa giocare bene la squadra, ma ci penserei bene a partire l’anno prossimo con lui titolare”.

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Lazio, ancora Immobile: “Gettate le basi per la prossima stagione, ma ora non sottovalutiamo…”

Dopo quelle di ieri a margine del World Padel Tour, Ciro Immobile ha rilasciato dichiarazioni anche microfoni di Radio Serie A

“Contro l’Inter potevamo sfruttare meglio le occasioni, però poi se vai a vedere il risultato finale può essere anche giusto perché eravamo pur sempre in casa dei campioni d’Italia. Il rammarico c’è, ma porti a casa un punto che ci teniamo stretto. Ci siamo ripresi anche un po’ in campionato e riusciti a fare tanti risultati utili importanti, la base da cui ripartire il prossimo anno”. Ora l’ultimo atto con un Sassuolo già retrocesso: “Mai sottovalutare l’avversario, mi ricordo che in passato perdemmo contro un Chievo già retrocesso in casa, non è nemmeno bello finire con un risultato negativo davanti alla nostra gente, sarebbe bello invece salutarsi con una vittoria e il raggiungimento dell’Europa League”.

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Immobile: “Resto alla Lazio. Non vedo perché dovrei andare via”

Lazio, Immobile su Sarri: “Si era rotto qualcosa, non sono stato io a mandarlo via”

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Immobile: “Resto alla Lazio. Non vedo perché dovrei andare via”

Ciro Immobile vuole restare alla Lazio. Non ha intenzione di andarsene. Lo ha detto lui stesso. “Ho due anni di contratto con la Lazio e mi trovo bene – ha detto -. Non vedo motivo per cui io debba andare via. È ovvio che dopo una stagione così ci sono molti punti interrogativi soprattutto da parte mia, un po’ di critiche arrivano. Ho fatto sette anni a livello eccezionale e un anno di calo e un po’ di difficoltà della gestione anche del cambio allenatore non mi ha aiutato. Essendo negli anni quello che ha fatto più gol e più prestazioni belle, l’ho pagata di più. L’Arabia Saudita? Qualche squadra ha sondato il terreno, probabilmente l’avranno fatto per migliaia di giocatori essendo un mercato in espansione che vuole crescere. Ma di concreto non c’è niente. La mia famiglia vuole stare qui”.

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Lazio, Immobile su Sarri: “Si era rotto qualcosa, non sono stato io a mandarlo via”

Tra le voci che arrivano dall’EA7 World Legends Padel Tour, in corso di svolgimento a Roma, c’è anche quella dell’attaccante della Lazio Ciro Immobile. Ecco le dichiarazioni raccolte da TMW: “La Lazio ha cambiato andamento? In realtà quando si cambia allenatore ci sono queste scintille emotive che ti portano a raggiungere determinati risultati. Siamo stati bravi a capire subito quello che cercava Tudor perché siamo passati da un estremo ad un altro. Purtroppo quando cambi l’allenatore e anche di nome così importante come Sarri, come ho sempre detto per una squadra è una grande sconfitta. Eravamo i primi ad essere dispiaciuti, ma evidentemente si era rotto qualcosa e quindi bisognava cambiare. Poi quello che è successo nei giorni seguenti e quello che si è detto e ridetto erano tutte cose normali che succedono quando va via un allenatore come Sarri. Con Tudor abbiamo avuto quella scossa che ci ha permesso di risollevarci un po’ in campionato, peccato per la Coppa Italia perché avevamo fatto una partita di ritorno importante, abbiamo pagato quella dell’andata”.

Cosa non ha funzionato nella tua stagione? “In realtà quando parti male inizi a perdere perdi un po’ di precisione sotto porta che mi ha sempre contraddistinto. Quando la perdi un pochino ti ritrovi in un tunnel nel quale forse io non ero abituato e mi ha penalizzato. Ma bisogna essere più equilibrati nel valutare certe cose, una stagione non può sicuramente distruggere quello che di buono ho fatto con questa maglia”.

C’è qualcosa che ti ha ferito in questa stagione?“Quello che mi ha ferito più di tutti è il fatto che mi era stata accreditata la cosa che ero stato io a mandare via Sarri. Più che altro perché ha toccato il Ciro uomo e non il calciatore. Su certi temi non sono mai voluto entrare, soprattutto con Sarri, un allenatore così blasonato come lui. Ma non l’avrei mai fatto con nessuno”.

Cosa significa per te la Nazionale? “La Nazionale è sempre stata un obiettivo, è importante. È ovvio che bisogna essere anche razionali e veritieri nelle valutazioni e dopo una stagione così sicuramente non mi aspetto chissà che cosa. Poi se dovesse arrivare un regalo non lo rifiuto sicuramente. Spalletti? Non ci ho parlato, in Nazionale deve andare chi sta bene e chi è più in forma. In queste competizioni se Spalletti ritiene di avere bisogno di giocatori che hanno più esperienza e mi tiene conto, non posso sicuramente rifiutare”.

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Orsi: “Tudor profilo giusto ma con giocatori più fisici. Se Immobile capisce…”

L’ex portiere e allenatore della Lazio, Fernando Orsi, intervenuto ai microfoni di tag24.it, ha detto la sua rispetto alla partita di domenica contro l’Inter. Ha espresso il suo sconforto per gli ennesimi punti persi, passando poi al commento dei vari singoli: Provedel, Mandas, Immobile e Tudor.

“Titolare la prossima stagione? Spero di si, me lo auguro per la Lazio, perché vorrebbe dire non avere alcun problema sul portiere. Provedel ha dimostrato, nonostante il mese e mezzo di assenza, di essere abbastanza integro e sempre sul pezzo”. Così ha parlato Orsi rispetto al portiere della Lazio. Su Mandas invece, ha espresso la necessità di farlo maturare. “L’idea è quella di far maturare Mandas per poi consentirgli di diventare titolare”.

L’ex portiere è fiducioso rispetto alla figura dell’attuale allenatore della Lazio. “Credo che sia il profilo giusto, nel momento giusto. Questa non è la sua squadra, ma quella che ha trovato e probabilmente non tutti sono adatti al suo modo di pensare calcio”. Parlando del mercato Fernando Orsi ha evidenziato la necessità di acquistare giocatori con differenti caratteristiche “Credo che Tudor voglia dei giocatori più fisici. Di sicuro però non credo ci sarà una rivoluzione totale. Io credo che la Lazio abbia bisogno di un altro attaccante di peso con caratteristiche differenti rispetto a quelle di Castellanos”. L’ex allenatore della Lazio ha concluso parlando di Ciro Immobile. “Penso che Ciro, se responsabilizzato e se capisce che anziché 38 partite, ne può fare 15 ad alti livelli, può diventare un giocatore importante”.

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Eriksson: “Col Sassuolo penso di esserci. La mia Lazio meritava uno scudetto in più”

Domenica prossima, con il Sassuolo (si gioca alle 20.45) ci dovrebbe essere anche Sven Goran Eriksson, l’allenatore del secondo scudetto della Lazio. Lo ha detto il tecnico svedese a Tvplay: “Penso che ci sarò, ma non ho deciso al 100%. Quasi sicuramente sarà così, penso che sarà anche una grande partita. Quando ero alla Lazio mi svegliavo felice tutte le mattine, ero contento di andare al lavoro. Quella squadra non era forte, ma fortissima. C’erano tutti campioni, giocavano tutti in nazionale. Abbiamo vinto in un modo speciale, per qualche anno siamo stati tra i migliori d’Europa. Si poteva vincere uno scudetto in più, quello dell’anno prima perso con il Milan. Dovevamo vincerlo, però abbiamo ottenuto tanti altri successi”.

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Lazio, Zaccagni: “Con Tudor una scossa iniziale, rimessa in piedi la stagione. Ora spero nell’Europeo”

L’attaccante della Lazio Mattia Zaccagni ha parlato da Coverciano a margine del convegno ‘Il calciomercato ai tempi dell’intelligenza artificiale’: “Negli ultimi 5-6 anni la tecnologia nel calcio ha fatto passi in avanti, basti pensare che ora se vuoi comprare un calciatore anche dal Sudamerica lo puoi fare in 5 minuti. L’intelligenza artificiale bisogna saperla usare nel modo giusto. Per i tifosi c’è molto più contatto con i social, quindi puoi stare più vicino alla squadra attraverso un social”.

Cosa si prova ad entrare a Coverciano?
“E’ sempre un’emozione… Spero di esserci anche fra qualche giorno”.

L’arrivo di Tudor alla Lazio?
“Sono cambiate un po’ di cose, logico che quando c’è un cambio allenatore c’è sempre quella scossa iniziale. Siamo arrivati in Europa League e siamo felici di aver rimesso in piedi una stagione non felicissima”.

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Moggi (agente Immobile): “Ciro resterà alla Lazio altri due anni”

Anche Alessandro Moggi, procuratore dell’attaccante della Lazio Ciro Immobile, ha confermato che il suo assistito resterà a Roma. “Lo ha dichiarato lui. Si tratta del capitano e della storia della Lazio. Credo che neanche la società sia disposta a cedere un campione come lui. Quindi resterà alla Lazio fino al termine del suo contratto. Non parlerei di flessione. Parlerei di un momento in cui i numeri non sono esattamente quelli delle scorse stagioni”.

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Inter-Lazio, Tudor in conferenza: “Nessun rimpianto. Gila ha chiesto il cambio, Rovella può e deve migliorare” (AUDIO)

Il tecnico della Lazio Igor Tudor in conferenza stampa dopo la gara contro l’Inter:

Occasione persa per la Lazio?
“Non c’è niente di perso, oggi c’è tanto di guadagnato”.

Forse siete mancati nelle ripartenze?
“Oggi si è perso poco, se si può dire. Faccio i complimenti ai ragazzi, poi un po’ di rammarico ci sta. Eravamo 1-0 e mancava poco alla fine, c’è un po’ di rammarico, perché venire qui e giocare contro una squadra che gioca un calcio tra i 2-3 migliori in Europa è tanta roba”.

Kamada in formato internazionale, molto bene anche Rovella. Ci punta?
“Di solito non commento le prestazioni individuali, ha giocato molto bene. Venire qui e giocare bene devi avere la lucidità di essere bravo. Lui ha cose interessanti, deve e può crescere: è una cosa che mi piace molto. Noi stiamo lavorando forte, anche in palestra, dal primo giorno. Poi vedremo: i giocatori decidono sempre dove arrivano”.

Il derby a Roma è molto importante, la corsa Champions è più accesa per la rivalità cittadina. Da quando è venuto a Roma, ha capito cos’è il derby?
“La rivalità è bella, mi piace. Però posso rispondere come ho risposto ieri in conferenza stampa: ci sono 38 giornate, tre punti, un punto. Le classifiche si fanno così, poi i derby sono belli a livello mentale, di peso specifico, ma non di punti perché sono uguali. Io accetto questa cosa, ma non dovevo capire niente. Lo sapevo anche da fuori, ho poco da aggiungere. Non ha senso farmi questa domanda, non è vero quello che dice perché siamo all’ottava gara in campionato e quella è solo una. Ce ne sono altre sette… Senza le une non c’è l’altra cosa”.

Ieri ha parlato di distanze, per esempio facendo riferimento all’allenatore precedente. In campo si è vista una squadra ben ordinata e con le distanze giuste.
“Lei ha visto bene, l’abbiamo preparata in questo modo, un po’ più attento in questa compattezza qua. Se vai con l’Inter e ti aprono col loro portiere non vedi palla, ti arrivano in porta in cinque secondi. Sono i più forti al mondo in questo, volevamo essere compatti e l’abbiamo preparata così. Penso che l’hanno interpretata bene, questo mi è piaciuto: c’è un po’ di rammarico ma ci sta il pareggio”.

Pareggio frustrante, vista la natura dei gol: in futuro si cercheranno difensori con più stazza a livello aereo? Ha qualche rimpianto per i cambi finali?
“Non ho rimpianti, non sono frustrato. Sono felicissimo e orgoglioso, di giocatori alti vedremo col direttore, ci metteremo a discutere come è giusto che sia. C’è una partita da giocare, c’è da vedere cosa fanno gli altri. Faremo questa analisi con calma e poi le darò risposta”.

Si aspettava di più da Luis Alberto e Felipe Anderson? Gila fuori perché?
“Gila non ce la faceva, ha chiesto lui il cambio ed era il quinto. Luis e Felipe sono entrati perché volevamo avere un po’ più di controllo, loro spingevano forte e non siamo riusciti a tenere troppo la palla. È normale che l’Inter spinga, sono a casa loro, è naturale. L’idea era quella, però non siamo riusciti. Ma va bene lo stesso”.

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