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Caicedo spinge: “Lazio, Champions possibile. Dia-Taty si completano”

“Arrivare fra le prime quattro è sempre molto complicato. L’inizio fa sperare bene, ma bisognerà mantenere entusiasmo e positività”, questa la risposta dell’ex bomber della Lazio Felipe Caicedo alla domanda “Può (la Lazio, ndr) puntare alla Champions?” nell’intervista presente nell’edizione odierna de “Il Corriere della Sera” dal titolo “Caicedo «Lazio credici, Champions alla tua portata». Il calciatore ecuadoriano si è detto fiducioso per l’avvio di questa stagione, intravedendo le possibilità di puntare al quarto posto. Il classe 1988 ha poi anche dato la sua opinione sul duo Taty-Dia, spiegando come i due siano complementari, e che i loro movimenti in campo si completino a vicenda, avendo entrambi velleità realizzative e facilità di assist. L’ex Manchester City tra le altre ha poi espresso un parere su Castellanos, secondo lui più libero di sbagliare, non più oscurato com’era dalla stella di Ciro Immobile.

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Non solo la Lazio, Atletico ed altri due club sanzionati dalla Uefa

“Non solo la Lazio. La Uefa ha deciso di sanzionare anche l’Atletico Madrid, l’Anderlecht e gli svizzeri del San Gallo. Multa di 30mila euro per gli spagnoli, e divieto, sospeso per un anno di prova, della vendita di biglietti per le gare in trasferta in ambito europeo. Il tutto dovuto a episodi di discriminazione razziale durante la gara del 2 ottobre contro il Benfica”. Così si legge nell’edizione odierna de “Il Messaggero”, nell’articolo dal titolo “Multato per razzismo anche l’Atletico”.

Non solo Lazio, la UEFA sanziona anche Atletico Madrid, Anderlecht e Young Boys. Nella giornata di ieri è arrivata la decisione del massimo organo calcistico europeo: Lazio multata e due settori della Curva Nord chiusi in occasione della prossima gara interna contro il Porto.

Punizione (di minore entità), anche per altri tre club: Atletico Madrid, Anderlecht e Young Boys. Gli spagnoli sono stati multati di 30mila euro, con divieto sospeso per un anno di prova della vendita di biglietti per le gare in trasferta in ambito europeo, per dei cori di matrice razziale nel match contro il Benfica.

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Lazio, Baroni dice ‘no’ alla staffetta Provedel-Mandas

Provedel e Mandas, non Provedel o Mandas. Niente tormentoni o tormenti. Non c’era e non ci sarà un portiere di campionato e uno di Coppa. E’ cambiato poco o nulla nel loro utilizzo dopo il lancio del greco in Europa, una specie di premio di produzione e alla comprensione per l’invisibilità: mancava solo lui (oltre Gigot) nella lista degli esordi. Provedel, inamovibile se non per casi occasionali e/o eccezionali, è il numero 1 assoluto, resta proprietario del posto in Italia e in Europa. Si parla di podio, non di semplice gerarchia. E Mandas è il suo vice. Eventuali staffette saranno valutate di volta in volta in base allo stato di forma. E’ stato fatto anche prima di Lazio-Nizza. Provedel, dopo lo stop di due mesi nel finale dello scorso anno, ha iniziato il ritiro fresco come una rosa e ha ripreso ritmo con le partite, giocando senza soluzione di continuità. La partita, per un portiere, è vitale. C’era stato lui ad Amburgo contro la Dinamo mentre prima della seconda partita europea s’è deciso che era il momento giusto per vedere all’opera anche Mandas. Caso ha voluto (se lo è stato) che il giorno dopo s’è discusso di nuovo del rinnovo di contratto con il padre e i suoi manager ricevuti a Formello (si va verso l’accordo fino al 2029). Chissà che non abbia influito anche quel post criptico e al tempo stesso subliminale firmato dal greco appena era stata ufficializzata la presenza di Provedel alla prima europea. Le debolezze sono umane. La coabitazione tra Provedel e Mandas resta pacifica, stanno dimostrando di saper rispettare i loro confini nonostante differenza di età (30 anni Provedel, 23 Mandas) e di esperienza. Baroni vuole che in questo ruolo i patti siano chiari, non estrae i nomi a sorte. Corriere dello Sport

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Tavares, l’assaltatore regista con dribbling annesso: ora è caccia al gol

Impossibile fermarlo. Anche nelle partite in cui rende meno, complici i postumi di uno stato influenzale, Nuno Tavares diventa un fattore per la Lazio. Cinque presenze stagionali, cinque assist messi a referto. Un numero straordinario che rende il portoghese il miglior difensore in questo specialità nei top cinque campionati europei e il secondo calciatore in assoluto dietro solo a Saka dell’Arsenal a quota 7. Assist-man ma non solo: tanti i palloni che passano da lui, che a Torino ne aveva toccati più di tutti (67) e a Empoli ne ha toccati 55 pur con un primo tempo giocato prevalentemente a destra. Numeri importanti anche per i dribbling: 11 quelli riusciti, vicino alla vetta della classifica dei difensori in Europa.

Un Tavares così si era visto a Marsiglia nel 3-4-2-1 di Tudor – scrive il Corriere dello Sport, quando arrivò a segnare sei gol pur senza servire assist. Contando solo le gare di campionato, in 86 presenze nelle ultime cinque stagioni era riuscito a servire gli stessi assist serviti oggi in cinque giornate. Baroni ora lo gestisce, risparmiandogli alcune sedute di allenamento in questa settimana senza Serie A. Tavares ringrazia e sogna l’ultimo passo: il gol, già cercato insistentemente: “Sono veloce, so tirare bene con il destro, ma sono mancino. Posso dribblare, improvvisare” aveva spiegato presentandosi all’Arsenal. “Ho imparato a gestire alti e bassi e questo mi ha reso più forte” la versione raccontata a Formello. I tentativi di andare a rete sono finiti lontani dalla porta o ribattuti per ora, ma con un rendimento così la rete arriverà.

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Asse Lazio-Verona, ora nel mirino Tchatchoua e Belahyane

La stagione di Serie A è iniziata da poco ma le società stanno già pensando ai prossimi movimenti di mercato da fare: fra queste c’è la Lazio che non ha mai smesso di guardare in casa Verona. Dopo il passaggio di Marco Baroni sulla panchina biancoceleste, il ds Angelo Fabiani ha portato a Roma anche Tijjani Noslin e l’interesse per il club gialloblù è aumentato.

Secondo quanto riporta la Repubblica infatti la Lazio avrebbe interesse anche per Jackson Tchatchoua e Rada Belahyane, con Napoli e Roma interessate anche loro ai due profili. Sembra che i capitolini abbiano già avviato dei contatti con i veronesi per verificare la concretezza delle operazioni per il terzino camerunense e il centrocampista franco-marocchino.

Il motivo dietro a questi movimenti è legato agli addii di Matias Vecino e Adam Marusic che si verificheranno la prossima estate. In quest’ottica la Laziodeve sostituirli ma eventuali operazioni saranno fattibili solo a fine stagione.

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Lazio, finalmente Gigot: problemi superati, ora Baroni può sceglierlo

Finalmente Gigot” questo è il titolo del Corriere dello Sport, sulle pagine riguardanti la Lazio. Il difensore francese, arrivato nelle ultime ore della sessione estiva di mercato, è rimasto fermo ai box per un problema alla spalla. L’infortunio è stato superato, adesso l’ex Marsiglia è a completa disposizione di Baroni. Dopo la sosta ci sarà un inserimento graduale da parte del francese in campo, che avrà spazio nelle tante farà ravvicinate che la Lazio avrà tra campionato ed Europa League.

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Lazio-Taty full time, le convinzioni hanno cancellato le pressioni

Taty full time, impegno totale e a tempo indeterminato. Le convinzioni hanno cancellato le pressioni, ora non fanno più paura neanche i calci di rigore falliti. Decisivo pure nei pomeriggi storti, cos’è un errore dal dischetto rispetto a un desiderio che si concretizza? Nulla intacca più la mente o frena le aspirazioni personali. Castellanos tutto per la Lazio, stavolta anche durante la sosta, a differenza di quanto successo nella pausa di settembre. Convocato dal Senegal il compagno di reparto Dia, Scaloni al contrario non l’ha inserito nella lista dell’Albiceleste. L’argentino è rimasto con Baroni, si gestirà a Formello in vista della ripartenza del campionato, sognando altre pagine di protagonismo meritato. La partita con l’Empoli, al netto dello sbaglio dagli undici metri, rappresenta la fotografia del nuovo Taty. Il carattere non gli è mai mancato, adesso però convive con la serenità di non avere opportunità contate, con la paura di convertire quelle sprecate in esclusioni per le gare successive. 

La Lazio si gode Castellanos

Il rammarico si è trasformato in voglia di incidere, in prima persona o mettendosi a disposizione degli altri. Ne ha beneficiato Pedro con l’assist per il 2-1 nel finale: il Taty ha protetto palla, era spalle alla porta, si è girato e ha servito lo spagnolo nel corridoio. Tiro sotto la traversa e via ai festeggiamenti, permettendo alla squadra di arrivare allo stop per le nazionali con l’entusiasmo al massimo. Lo sguardo determinato di Castellanos è lo spirito di rivalsa di una Lazio partita tra lo scetticismo generale e che viaggia senza freni o paure, che non si pone limiti nonostante le aspettative iniziali, decisamente più basse. Ci si prende gusto a sorprendere, a forza di farlo si spostano i paletti dei traguardi raggiungibili, così l’impronosticabile si avvicina al possibile. 

I desideri di Castellanos

La Lazio può volare con Castellanos, è il vice-Immobile diventato erede una stagione dopo. Scacciate le tensioni, ora c’è spazio solo per le ambizioni. I numeri parlano chiaro, sono il frutto di una fiducia completamente diversa rispetto ai primi dodici mesi in Italia. Finora 5 gol nelle 8 partite disputate tra campionato ed Europa League, gli manca soltanto una rete per pareggiare il totale della passata annata, chiusa a quota 6. La soddisfazione ha preso il sopravvento sul nervosismo e sulla frustrazione. Il Taty s’è sbloccato in campo europeo, due fulmini contro il Nizza sotto al diluvio universale dell’Olimpico. In Serie A raggiungerà presto il bottino 2023-2024 (4 gol di cui 3 realizzati al Frosinone), punta a riuscirci già alla ripresa.  

Castellanos, ora la Juve

Davanti c’è il big match con la Juventus, terza in classifica insieme alla Lazio e colpita due volte ad aprile in Coppa Italia. Sembrava una serata magica, la semifinale di ritorno, rovinata solo dalla deviazione di Milik che spostò la qualificazione in favore di Allegri. L’attaccante biancoceleste si era scatenato tra il primo e il secondo tempo: colpo di testa per sbloccare e avviare la rimonta rispetto al risultato dell’andata (2-0 per la Juve), poi il destro incrociato scattando sul filo di fuorigioco, provando a prolungare la sfida ai tempi supplementari. Sei mesi dopo è tutto un altro Taty: più costante, più cattivo, più cinico. Più libero di sognare ed esprimere il proprio talento. Corriere dello Sport

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Lazio-Folorunsho, ritorno di fiamma a gennaio?

La sessione di mercato a  gennaio è ancora lontana, ma secondo il Corriere dello Sport, la Lazio è pronta a tornare alla carica per Folorunsho. Il centrocampista del Napoli è stato vicino negli ultimi giorni di mercato estivi, ma Lotito non ha voluto cedere alle richieste di De Laurentiis che ha sempre preteso la certezza di incassare attraverso l’obbligo del riscatto. Qualcosa – secondo il quotidiano – potrebbe cambiare a gennaio, con Baroni che aspetta un rinforzo a centrocampo, reparto che può contare solo su Vecino-Rovella e Guendouzi come centrocampisti puri.

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Difesa, attacco, contrasti e dribbling: Lazio da podio anche nei numeri

La Lazio si è dimostrata una squadra da podio in questo inizio di stagione. I dati confermano il buon lavoro di Baroni e del suo team, che non solo ottiene vittorie, ma lo fa con prestazioni convincenti, anche se ci sono ancora margini di miglioramento nell’equilibrio tattico. Nonostante la squadra non abbia ottenuto neppure un clean sheet nelle prime sette giornate di Serie A, ha comunque ridotto le occasioni concesse agli avversari.

La difesa

Secondo il Corriere dello Sport, i gol subiti dalla Lazio sono spesso frutto di errori individuali o episodi sfortunati. Le statistiche sui tiri ricevuti sono chiare: con 69 conclusioni subite, la Lazio è seconda insieme al Milan, superata solo dalla Juventus con 49 tiri. La squadra bianconera ha incassato un solo gol, su rigore contro il Cagliari. Chiudono la top five Inter Como con 71 tiri concessi. Un altro dato interessante riguarda i cross su azione, dove la Lazio è prima con 137 tentativi, grazie soprattutto alle prestazioni di Lazzari Tavares, i due titolari in fascia dall’incontro contro il Milan. Tuttavia, Lazzari dovrà fermarsi per circa un mese a causa di un infortunio subito contro l’Empoli. Seguono Inter (128), Cagliari (116), Atalanta (113) e Milan (110). Anche i tiri nello specchio sono un punto di forza, con 42 conclusioni, solo tre in meno rispetto al Milan. Inoltre, la Lazio è terza per dribbling riusciti, con 57, dietro a Milan e Juventus.

I contrasti

Per quanto riguarda i contrasti, la Lazio si piazza al secondo posto con 76 contrasti vinti, a pari merito con l’Empoli, dietro solo al Como con 84. Questi numeri positivi si riflettono anche in classifica, con la squadra al terzo posto in Serie A, a soli 3 punti dal Napoli capolista e a pari merito con Udinese e Juventus, contro la quale ci sarà un importante scontro diretto il 19 ottobre, dopo la pausa.

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Lazio, Baroni e le frasi cult: dalle “tasche vuote” a “gioia e libertà di sbagliare

Il decalogo del condottiero è riassunto in alcune frasi cult di Baroni, pronunciate dal giorno dell’insediamento fino a domenica dopo l’Empoli. S’è insediato e ha parlato subito di gol, trasmettendo il primo input allo spogliatoio: «Parto dal gol. L’importante è correre e sacrificarsi, preferisco avere sempre un giocatore offensivo in più in campo che uno difensivo». Da qui è partito per dare una forma precisa e un’identità offensiva alla Lazio. Intuizioni tattiche, coinvolgimento ambientale. Baroni sapeva di arrivare in un momento critico, in piena contestazione, con Lotito sotto attacco e ogni sua scelta processata. S’è speso fin dal primo giorno per chiedere fiducia ai tifosi, promettendo di ricambiarli proponendo una squadra rappresentativa: «Sto cercando di dare tutto per essere all’altezza di questa grande opportunità, non ci dormo la notte… Alla squadra dico sempre di dare tutto in campo, mi piace il concetto delle tasche vuote. Se diamo tutto in campo si riesce a trasportare tutta la gente per spingere ancor di più la squadra». E poi: «La squadra deve essere presente per spendersi, il popolo laziale apprezza questo. Vogliamo che in ogni gara i ragazzi lascino tutto sul campo e questo è l’aspetto che piace ai tifosi».

La Lazio di Baroni “a testa alta”

«Super coach», lo definisce Guendouzi. Dentro lo spogliatoio, composto da uomini con storie e origini diversi, ha portato una ventata di freschezza e nuove motivazioni: «Io parlo spesso di gioia, si deve andare in campo con il piglio di chi non teme e vuole giocare a testa alta contro l’avversario». La deresponsabilizzazione dei giovani è servita per proteggerli nei giorni degli esordi, per togliergli pesi di dosso: «Le responsabilità sono mie, i giovani devono essere liberi di sbagliare». Frasi ad uso interno ed esterno. Baroni ha ispirato fiducia e confidenza improntando il rapporto con i giocatori sull’affabilità e con gentilezza si esprime sempre pubblicamente. S’è concesso i primi sorrisi solo domenica scorsa, alla fine di un ciclo di sei partite di cui cinque vinte. Dopo ogni intervista non aveva mai cambiato espressione, inflessibile nelle emozioni, tenute dentro se stesso. Si concedeva solo esultanze accalorate e appassionate dopo i gol, davanti alle telecamere no. Era fiammeggiante nel finale dell’Olimpico, s’è goduto pienamente la prima emozione liberata. La Lazio è la proiezione di tutti i suoi desideri diventati realtà a 61 anni. Tutte le gioie e le soddisfazioni in una. Per questo, almeno fin qui, la sua impresa è davvero un po’ omerica. Corriere dello Sport