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Doppio ex Tudor: “Motta e Baroni, nuovi e preparati. Juve più forte, alla Lazio mi sono divertito”


“Juventus-Lazio? Sicuro che la guardo. Io mi aspetto una bella partita con due squadre allenate da due tecnici nuovi, partiti bene con energia e idee nuove. C’è positività intorno a loro”. A parlare a Tuttosport è chi, le due squadre, le conosce molto bene. Igor Tudor però sottolinea anche come la classifica non sia è ancora importante (sono entrambe appaiate a 13 punti dopo una rivoluzione estiva sul mercato, ndr): “Le rose sono costruite per ottenere risultati adeguati ed entrambe sono attrezzate per dare soddisfazioni ai rispettivi tifosi

Baroni al contrario di Thiago Motta si gioca la panchina più importante della sua carriera a 61 anni. Cosa pensa del suo calcio?
“Questo è molto bello, il fatto che un tecnico possa avere una sua opportunità anche dopo una carriera già lunga. Non tutti riescono a essere scoperti subito. Lui ha dato una bella identità alla Lazio. Sono stati presi anche giocatori importanti come Tavares, Tchaouna e Dia che si sono uniti a un gruppo composto da ragazzi perbene”.

A proposito di giovani, inoltre, Tudor indica Yildiz tra i giovani che l’hanno colpito maggiormente nella Juventus: “L’ho notato già l’anno scorso e sono contento per lui. Io alleno da 15 anni e dico sempre che la qualità non ha età. I forti vanno fatti giocare sempre, sempre. Soprattutto se non sono difensori. Io uno forte in attacco lo faccio giocare anche a 17, 18 o 19 anni”.

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Lazio, dubbio Guendo: Vecino in pre-allarme. Castrovilli e Dele-Bashiru sperano

Guendouzi sarà valutato da vicino tra oggi (ore 15) e domani mattina, sono rimaste due sgambate prima della partenza per Torino. La convocazione dipenderà dai test in campo, le infiltrazioni potrebbero permettere l’inserimento nella lista e il successivo utilizzo, fosse anche solo part-time. La forza di volontà del calciatore potrebbe fare la differenza nella decisione, sofferta per il nome coinvolto e il big match in vista. Vecino naturalmente rimane in preallarme. L’uruguaiano si tiene pronto, è rientrato dall’affaticamento accusato in Europa League con il Nizza: out con l’Empoli per prudenza, non si è trattato di un problema muscolare serio, la scorsa settimana è stato gestito e da un paio di giorni si è riaggregato ai compagni. Ha alzato il ritmo degli allenamenti, l’intensità è cresciuta nelle ultime due sgambate, dovrebbe toccare a lui in caso di bandiera bianca alzata da Guendouzi.

Le alternative sono Castrovilli e Dele-Bashiru. Il primo – l’unico centrocampista insieme a Rovella ad aver lavorato agli ordini di Baroni durante la pausa – finora è stato impiegato dal primo minuto solo a Firenze. Il secondo è un altro degli 8 nazionali tornati alla base: ha faticato più mentalmente che fisicamente, la gara della Nigeria in Libia è stata rinviata, ma la sua Nazionale è rimasta “rinchiusa” per oltre 12 ore all’interno dell’aeroporto di Al Abraq. Le decisioni di formazione, soprattutto in mediana, passeranno dalle due sedute rimaste, dal calcolo delle energie sprecate e dalla soglia di resistenza al dolore. Il mignolo di Guendouzi, arrivato l’esito dei controlli, fa già meno male a prescindere.corriere dello Sport

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Lazio, Guendouzi resta a rischio: vuole stringere i denti, Baroni riflette

Un sospiro di sollievo per quanto riguarda le condizioni fisiche di Guendouzi. Il centrocampista francese è tornato dall’impegno con la sua nazionale con un dolore al mignolo del piede. Gli esami effettuati ieri hanno escluso fratture.Baroni ragiona se schierarlo in campo oppure no, il calciatore, però, vuole esserci ed è disposto a stringere i denti e scendere in campo con il dolore. Domani ci sarà la rifinitura, lì conosceremo l’idea di Baroni se vorrà rischiare l’ex Marsiglia oppure dare a Guendouzi un turno di riposo e ritrovarlo direttamente nella sfida contro il Twente in Europa League. Corriere dello Sport.

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Lazio, dal tutore per migliorare la postura al piano di gestione: i segreti della rinascita di Tavares

Si parte dal retroscena. Il riferimento di Lotito ai «quattro denti estratti» al portoghese è legato ai denti che incidevano sulla postura e impedivano di far lavorare i muscoli in modo fisiologicamente corretto. Problemi occlusali provocavano instabilità a livello posturale e questo contribuiva a causare infortuni. In questi casi alcuni muscoli esercitano un lavoro diverso rispetto a quello naturale. Un tutore gnatologico personalizzato è entrato a far parte del kit da partita di Tavares. Lo usa in allenamento e in partita, anche nelle interviste, si nota quando viene inquadrato in tv. Non se ne separa mai. Il lavoro di riabilitazione è stato svolto con i medici e i preparatori del Lazio Lab e dello staff di Baroni. Tavares ha ripreso tutte le sue capacità muscolari migliorando la postura e seguendo anche protocolli atletici specifici. Il Lab. 

Lotito negli anni scorsi ha voluto far analizzare i giocatori anche dal punto di vista dentale. Nel Lazio Lab è stata inserita la gnatologia, settore della medicina che studia fisiologia e fisiopatologia del complesso cranio-cervico-mandibolare. «In ogni squadra ci sono diverse problematiche di natura fisica, patologie legate alla postura, ai denti, a tante cose. Ho costruito un centro di alta specializzazione con trentasette medici, anche il dentista. Io mi informo quotidianamente sui miei ragazzi», una parte della narrazione del presidente risalente sempre all’incontro svolto alla Luiss. La frase su Tavares ha suscitato curiosità, da qui l’approfondimento. Il tutore gnatologico è uno dei correttivi che sono stati applicati per riportarlo al top e che ha contribuito a ridargli continuità negli allenamenti e nelle prestazioni. Tavares, dopo il primo scatto ad Auronzo, nell’amichevole contro il Trapani era finito ko: flessore sinistro. Non rientrava, era frenato e spaurito. Non si sentiva pronto, temeva di stirarsi di nuovo. Per questo l’esordio è stato ritardato, è avvenuto solo in Lazio-Milan del 31 agosto. Il percorso studiato su misura lo ha rivitalizzato e rinvigorito. Il Tavares di oggi è una macchina da guerra. 

Piano specifico e niente Europa 

I denti, la postura, ma non basta. E’ stato studiato un piano atletico specifico per consentire a Tavares di prevenire gli infortuni, di riposare, di esprimersi il più possibile al top. Baroni sfrutta le soste per concedergli giorni di riposo, vengono programmate sedute di massaggi, piscina o fisioterapia. Lo sta utilizzando solo in campionato, in Europa no. Cinque partite di Serie A giocate, le prime tre da 90 minuti (Milan, Verona e Fiorentina). Le ultime due non completate: 68’ contro il Torino, 86’ contro l’Empoli nonostante l’influenza che lo aveva debilitato nei giorni precedenti. Era stato il tecnico a svelare il suo stato clinico a fine partita spiegando uno dei motivi alla base del primo tempo giocato col freno a mano tirato. Era stata condizionante anche la presenza di Gyasi, un’ala adattata da esterno di centrocampo, per tenerlo più basso. Tavares, alla prima vera discesa della partita, aveva piazzato l’assist del gol di Zaccagni, il quinto della serie delle cinque partite.  

Fortuna in più, per la Lazio, è l’indifferenza insolita che mostra il Portogallo nel chiamarlo in nazionale. Questo consente al giocatore di limitare gli spostamenti e di dedicarsi interamente alla squadra biancoceleste. E’ ancora presto per tracciare un bilancio, ma l’inizio è stato promettentissimo, sorprendente. L’ultima stagione vissuta al Nottingham Forest era stata condizionata da infortuni e da uno stato di forma scadente. Solo 8 presenze in Premier League, l’annata di Tavares si era chiusa in anticipo a febbraio. Da titolare aveva giocato 5 volte. Altre 4 presenze si contavano in FA Cup. A Marsiglia, invece, con Tudor nel 2022-23 aveva giocato 31 volte e aveva segnato 6 gol. Ventritré furono le presenze da titolare. Giocava da cursore sinistro nel 3-4-2-1, giocava a tutto spiano. Era stata la prima vera stagione da protagonista in Europa. Continuità, esplosività. Poi il ritorno all’Arsenal dal prestito, un nuovo prestito al Nottingham e il blackout.  Corriere dello Sport

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Lazio, Zaccagni a caccia della prima gioia in trasferta

La sfida contro la Juventus in campionato si avvicina, sabato per la Lazio sarà tempo di sfidare gli uomini di Thiago Motta. La Gazzetta dello Sport, questa mattina in edicola, ha incentrato il focus sulla Lazio su Mattina Zaccagni. Il capitano biancoceleste è stato grande protagonista nella sfida contro l’Empoli nell’ultima giornata di campionato. L’ex Verona, però, in questo inizio di stagione non ha mai segnato fuori casa. Sabato arriva l’occasione giusta, Zaccagni è alla ricerca del suo primo gol in trasferta.

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Lazio, a caccia del post Vecino: tre nomi sul taccuino di Fabiani

«Non è mai uscito dai radar Adrian Zeljkovic, 22enne sloveno dello Spartak Trnava, valutato 5 milioni di euro», così recita l’edizione odierna de “Il Messaggero” nell’articolo dal titolo “La Lazio cerca l’erede di Vecino”. Il contratto del centrocampista uruguaiano con la Lazio scade a giugno 2025,anche in questa stagione si sta rivelando protagonista, ma va sempre gestito. Contro il Nizza aveva rimediato un lieve stiramento e ancora non è tornato al top della condizione. Il DS Fabiani potrebbe perciò intervenire sul mercato per portare un calciatore con simili caratteristiche. Oltre allo sloveno dello Spartak i biancocelesti starebbero monitorando anche il giovane Reda Belahyane, classe 2004 del Verona, protagonista di un avvio di campionato di ottimo livello. Sul taccuino dei capitolini sarebbe finito anche Gustavo Sa, giovane centrocampista del Famalicao.

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Lazio, difesa all’esame Juve: guida un Romagnoli mai sostituito

Avanti tutta, poi c’è il muro dietro che deve reggere. Romagnoli capitano senza fascia e argine senza troppa copertura, basata più sull’equilibrio da non smarrire, che sul numero dei compagni a protezione. Quattro attaccanti più i terzini di spinta: in difesa ci vuole un atto di fede e convinzione che andrà ribadito sabato contro la Juventus. Vlahovic e non solo da controllare in trasferta, mica un gioco da ragazzi. Romagnoli è il re biancoceleste delle respinte, 18 volte si è opposto agli avversari, roba quasi da portiere. Primo della rosa nella speciale classifica, in testa il chiaro obiettivo di tornare quello visto nel primo anno alla Lazio, chiuso con il secondo posto e il record di clean-sheet nella storia del club. Centrale di ruolo, in campo e fuori, servono uomini-guida così dopo la rivoluzione di mercato che ha introdotto nel gruppo tanti giovani al posto dei senatori. Forze fresche al posto dei big di lunga data, in momenti del genere c’è bisogno di appigli e nuovi punti di riferimento.  

I numeri di Romagnoli 

Romagnoli s’è messo alle spalle le polemiche degli ultimi 12 mesi e ha approcciato alla stagione come fosse un nuovo inizio. In un certo senso lo è stato, visti l’allenatore diverso e i tanti calciatori cambiati nella sessione estiva. La sosta attuale è il preludio al prossimo tour de force, ci saranno 7 partite (5 di Serie A e 2 di Europa League) in 22 giorni, Romagnoli sarà il riferimento di una difesa che dovrà fare a meno pure di lui nelle rotazioni necessarie a causa degli impegni ravvicinati. Si giocherà ogni 72 ore, le fatiche aumenteranno, Baroni ha già dato un ampio assaggio del turnover che verrà confermato dall’anticipo di Torino fino alla pausa delle nazionali di novembre. Romagnoli finora s’è spremuto su tutti i fronti, in campionato è terzo per minutaggio (540) tra i calciatori di movimento dietro a Guendouzi (627) e Zaccagni (606). Corriere dello Sport

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Lazio, Baroni attende i nazionali: intanto prova Tavares a destra…

«Domani Baroni riavrà tutti i nazionali, ma intanto – in assenza di Marusic impegnato col Montenegro – studia soluzioni per sostituire l’infortunato Lazzari contro la Juventus: l’ultima prova vede Nuno Tavares a destra con Luca Pellegrini sul lato opposto». Così recita l’edizione odierna de “Il Messaggero” nell’articolo dal titolo “La Lazio cerca l’erede di Vecino”. L’emergenza terzino, con Lazzari ai box per infortunio e con Marusic in Nazionale, ha portato mister Baroni a provare una soluzione estrema. Nuno Tavares sulla fascia destra potrebbe essere una carta inaspettata per non perdere spinta offensiva da entrambe le fasce, con Pellegrini pronto a sgasare dall’altra parte. Resta da capire se il mister biancoceleste vorrà davvero giocare con un esterno a piede invertito, dopo aver dichiarato, nella conferenza stampa pre Verona, l’importanza che ha per lui avere un terzino “tradizionale”. 

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Pilastro Gila, l’agente: “Felice alla Lazio”. Contratto, la mossa spetta al club

Dall’insostenibile paradosso all’irresistibile cavalcata. Un anno fa Mario Gila era il difensore fantasma sprofondato in un’umiliante e opprimente panchina che lo stava spingendo sul mercato. Stando all’utilizzo di Sarri non aggiungeva e non toglieva nulla alla Lazio. Rimasto senza difensori, l’avrebbe lanciato solo a Salerno per disperazione il 25 novembre. Partite granitiche ed esplosive, l’escalation si conosce e oggi Mario Gila, che non è trasmutato d’incanto, è sempre più tra le colonne portanti della Lazio. Un anno dopo, la sua seconda vita laziale procede lanciatissima. Si sposa perfettamente con la spregiudicatezza della squadra di Baroni. La virtuosa militanza di Gila sta nel modo in cui sgobba a testa bassa. Non ci sono ancora stati contatti con il suo manager per il rinnovo, Alejandro Camano, lo stesso di Lautaro dell’Inter, e le sue parole valgono come promessa di appartenenza: «Non siamo preoccupati del futuro. Siamo felici della crescita di Mario e lui è felice nella Lazio, avrà un avvenire importante».

Gli scenari

Gila è in scadenza nel 2027, è sotto blindatura. Non ha fretta di rinnovare, aspettando la prossima estate. La mossa spetta alla Lazio. Guadagna 1 milione ed è lui a rendere ricca la società con una quotazione cresciuta rispetto ai 6 milioni versati al Real nel 2022. Lo stesso Real detiene la possibilità di riprenderselo pareggiando eventuali offerte o incassando una percentuale della vendita. Già a luglio dalla Spagna erano insistenti le voci che volevano i Blancos intenzionati a richiamare lo spagnolo, cresciuto nel Real Castilla. Lo stesso Gila aveva ammesso di aver ricevuto varie proposte, tutte rispedite al mittente. Baroni lo ha atteso per più di un mese dopo l’infortunio subito in prossimità della partenza per il ritiro, cui ha fatto seguito uno stiramento. Ha saltato le prime tre partite di campionato, poi le ha giocate tutte segnando a Firenze, il primo gol in A. In Europa è subentrato ad Amburgo, ha giocato contro il Nizza per 69’. Il Gila di oggi, 24 anni e una carriera spianata, ha numeri che sono l’immagine di se stesso: recordi di duelli (59) tra i difensori, 16 contrasti (Rovella primo con 28), 14 respinte difensive (18 Romagnoli), 52 passaggi riusciti di media (primo Rovella con 56). Combattimenti cui seguono costruzione e attacchi. Sarri, pur non facendolo giocare, l’ha impostato tatticamente e a lui Gila è grato nonostante l’imperturbabilità nel non farlo giocare. Baroni, invece, vede doppio nel senso che sta provando Gila anche da terzino destro visto il ko di Lazzari. Una soluzione alternativa a Marusic e Patric. Corriere dello Sport

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Lazio, rodaggio finito: in tre devono dare risposte importanti a Baroni

La sosta per le Nazionali sta per giungere al termine e la Lazio è attesa da un vero e proprio tour de force nel prossimo mese. Baroni, dunque, ha bisogno dell’aiuto di tutti i suoi giocatori, anche di quelli che hanno avuto meno minutaggio fino a questo momento. Come riportato da Il Messaggero, infatti, il tecnico biancoceleste si aspetta una risposta da CastrovilliTchaouna Dele-Bashiru. Il primo è il giocatore di movimento meno utilizzato (92′), mentre gli altri due non hanno sfruttato al meglio le opportunità che gli sono state concesse. Però, l’assist con la Nazionale U21 del francese ed il gol decisivo del nigeriano contro la Libia fanno ben sperare Baroni.