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Lazio, verso il Twente: Tavares, Gila e Guendouzi acciaccati

«Difficilmente ci sarà Tavares (uscito coi crampi), pronti Marusic e Pellegrini con Lazzari out. Anche Guendouzi potrebbe essere fermato, dopo aver giocato con una protezione di titanio al mignolo malconcio del piede destro». Così recita l’edizione odierna de “Il Messaggero”. Dopo la sfida alla Juventus la Lazio prepara quella al Twente ad Enschede, in programma giovedì alle ore 21. I biancocelesti dovranno però fare i conti con le defezioni che la trasferta piemontese ha lasciato. Oltre a Lazzari e Guendouzi, anche Tavares e Gila sono in dubbio per la sfida di Europa League.

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Furia Lotito: “Con la Juve altro scaldalo. Ora basta”

Dopo l’arbitraggio discutibile della gara tra Lazio e Juvetus, Claudio Lotito torna a esprimere la propria collera: “Come a Firenze, un altro scandalo. Ora basta”, sono le parole riportare dal Messaggero. Ha già detto il resto sabato sera, il ds Fabiani, tornato sulla sfida del Franchi, dove aveva deciso di rimanere in silenzio: “Manca uniformità di giudizio. Perché il Var interviene per l’espulsione di Romagnoli e non richiama l’arbitro Sacchi per il piede a martello di Douglas Luiz su Rovella (sarebbe stato almeno il secondo giallo, ndr) e poi per il pugno a Patric? Giocare in 10 contro 10 mentre si va verso il pareggio può ridare entusiasmo. E perché poi nessuno fa rivedere le immagini in tv e siamo costretti a tirarle fuori noi da Formello?”.

Lazio, rabbia Fabiani: “Condotta violenta su Patric prima del gol, a cosa serve il Var? Rocchi intervenga, si fa il male del calcio” (AUDIO)

“Ci lascia il rammarico la mancata un’uniformità di giudizio. Douglas dà un pugno a Patric, ma il VAR non interviene, non vede eppure le immagini ci sono. Lo stesso Douglas interviene con il piede a martello su Rovella, anche lì non interviene. Però lo fa sull’intervento di Romagnoli, dove l’arbitro secondo me aveva visto bene da campo. A Firenze interviene sul contatto di Tavares. Il VAR a così a che serve? A me sembra che gli episodi siano solo a senso unico. Questo è un male per il calcio, non per la Lazio. Noi ci riprendiamo, ma con questi episodi non si va da nessuna parte. Se questo è il VAR facciamo una class-action per abolirlo, quest’anno sta facendo danni. Qui c’è condotta violenta, c’è un pugno. Perché l’arbitro va da Patric, c’è il tempo per intervenire, perché non viene fatto nulla? Io assolvo gli arbitri, non c’entra nulla in questa circostanza”.

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Lazio, c’era una volta la porta inviolata: negli ultimi 60 anni…

Ormai la porta della Lazio non conosce tregua, nelle prime 8 giornate di campionato la squadra biancoceleste ha sempre subito goal. Come riportato da Il Messaggero per la Lazio la porta inviolata sta diventando un tabù. Negli ultimi 60 anni era successo solo due volte: nelle stagioni 1964/1965 e 2021-2022, nel primo anno di allenatore di Maurizio Sarri.

L’autogol di Gila contro la Juventus è l’ennesimo goal subito dalla Lazio in questa stagione. Anche nelle vittorie della squadra biancoceleste, la retroguardia si è fatta trovare impreparata. 

Nonostante il vantaggio in alcune partite la difesa sembra ancora non aver trovato i giusti automatismi, equilibri. Arrivando complessivamente a 12 goal subiti nelle prime 8 giornate del campionato di Serie A.

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Zambrotta: “Lazio che sorpresa: vi dico perché…”

Gianluca Zambrotta, 13 ani in serie A e Campione del Mondo 2006, dalle pagine della Gazzetta dello Sport dice la sua sul campionato italiano soffermandosi sui destini di Juventus e Lazio.

L’esterno esploso nel Bari risponde così quando gli viene chiesto quali siano le sorprese del campionato. “Udinese e Lazio. La squadra di Marco Baroni corre, sta bene e gioca un ottimo calcio”, afferma Zambrotta.

Quest’ultimo prova ad anticipare i temi di Juventus-Lazio, in campo stasera alle 20.45. “Bella partita. La Juve è in emergenza con 7 gare prima della prossima sosta. Motta però è un ottimo allenatore, ho giocato con lui a Barcellona e ho visto i suoi allenamenti a Bologna. Il tecnico bianconero però può contare su Vlahovic, che secondo me può arrivare a 25-30 gol. Yildiz è giovane ma ha grande qualità”.

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Juventus-Lazio: occhio a Vlahovic, carnefice biancoceleste

Quella che stasera affronterà la Lazio sarà una Juventus assolutamente rimaneggiata. Il tecnico Motta infatti dovrà rinunciare agli indisponibili Koopmeiners, McKennie, Nico Gonzalez e Bremer, oltre allo squalificato Conceicao.

L’ex allenatore del Bologna però potrà contare su Dusan Vlahovic. Il centravanti serbo con la Lazio offre sempre prestazioni importanti. Come scrive Tuttosport, sono sette le sue reti a Zaccagni&Co, di cui 6 in serie A e 1 in Coppa Italia. L’ex viola solo contro il Cagliari ha un rendimento identico.

Vlahovic nel 2024 ha timbrato 15 volte in serie A, numero 1 in questa speciale graduatoria. Passando a dati storici, Roberto Bettega con 11 centri è il bomber della sfide tra Juventus e Lazio, seguono   Piola a 10, Charles e J. Hansen a 9 , Borel II a 8. Tra le aquile, il cecchino dei bianconeri resta  Giordano a quota 7.

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Juventus, Cambiaso: “Siamo da primissimi posti. La Lazio fa paura, ha gamba ed entusiasmo”

Lunga intervista ad Andrea Cambiaso sulle pagine odierne del Corriere dello Sport. Il laterale della Juventus ha parlato delle ambizioni dei bianconeri di Thiago Motta e anche della corsa per lo Scudetto: “Siamo da primissimi posti e la Juve deve sempre giocare per vincere. L’Inter è favorita e tra due domeniche c’è lo scontro diretto. Chissà… Prima però ci sono Lazio e Stoccarda, due montagne altissime. Siamo tra le migliori.

Sul Napoli primo in classifica Cambiaso si è espresso così: “Fa impressione per la sua forza. Giocarci è stato un bel test. La partita con la Roma di De Rossi però è stata la più complicata per noi”. Poi una battuta sul prossimo big match che attende la Vecchia Signora contro la Lazio, domani sera alle 20.45: “Una squadra fastidiosa, con gamba ed entusiasmo, che fa paura. Verrà a Torino con quattro calciatori offensivi davanti”.

Infine una battuta sui rumors di mercato: “Il fatto che io sia stato accostato a un club come il Real Madrid mi sembra una cosa più grande di me. Sono orgoglioso degli estimatori che potrei avere, è gratificante e stimolante sapere che qualcuno ti apprezza. Proposte non ne ho ricevute. In qualsiasi caso, la Juve è il mio Real”.

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Zaccagni, contro la Juventus cento volte Lazio per il capitano

Numeri impressi sulla maglia, marchiati sulla pelle e nel cuore: il 10 e le 100 presenze in A con la Lazio. Rito di passaggio per capitan Zaccagni, taglierà il traguardo a tre cifre domani a Torino contro la Juve. Per raccontare i suoi ultimi sei mesi si possono scegliere quattro fotografie. Aprile, il rinnovo con la Lazio. Giugno, il gollissimo con l’Italia. Luglio, la 10 e la fascia di capitano. Ottobre, la cifra tonda di partite. Uno snodo esistenziale tutto ciò che gli è accaduto. Difficile scegliere i giorni più belli, quante vertigini. Tutte quelle immagini incarnano il personaggio Zaccagni, ha fatto tanti upgrade da aprile. Oggi il capitano della Lazio, a 29 anni, può dire che nessun traguardo è impossibile per chi parte da lontano. Da ragazzo guardava gli altri sognando la gloria, più di tutti Del Piero, suo idolo dall’infanzia. Il delirio massimo l’ha provato dopo il gol segnato alla Croazia al 98’, quel tiro come il disegno dei gol che segnava Alex, ci portò a Berlino: «Era il mio idolo, avevo il suo poster in camera e ci siamo visti prima della partenza per gli Europei… Poi ci siamo risentiti dopo il mio gol, è stato emozionante. Era molto felice e molto contento per me, mi ha detto di continuare così», le parole di Zac nella notte del trionfo azzurro, purtroppo un trionfo lampo.

Ci sono momenti e partite che valgono più di altri. Per Zaccagni Lazio-Juve dell’8 aprile 2023 ha un doppio ricordo: ha segnato e fatto segnare Milinkovic. Finì 2-1 all’Olimpico. E’ uno dei 22 gol segnati in 99 presenze, si contano anche 17 assist in A. In tutto le partite giocate con la Lazio sono 126 e il contratto firmato per cinque anni proietta Zaccagni nel futuro. Quest’anno è a quota 2 gol in 7 partite di A (3 totali con l’Europa), non ha ancora segnato in trasferta. Il gol al Venezia è stato il primo, quello all’Empoli il secondo. Ci sono passaggi di destini rapidissimi, così è stato per Zaccagni. I sogni che erano appesi al muro della sua cameretta oggi sono parte di lui. Corriere dello Sport

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Lazio, rifinitura verità per Guendouzi. Intanto Castrovilli…

Matteo Guendouzi vuole esserci. Il francese ‘corre’ verso la Juve nonostante l’infortunio rimediato in nazionale. Ieri è sceso in campo per una parte d’allenamento: un lavoro differenziato rispetto al resto del gruppo. Vecino e Castrovilli, ieri provato con Rovella, restanl in corsa, ma la rifinitura di oggi sarà decisiva per capire se il francese potrà essere della partita. Si tratterebbe, nel caso in cui l’ottimismo delle ultime ore non fosse confermato, di un’assenza pesantissima per la Lazio. Irrinunciabile nello scacchiere di Baroni, tra l’altro il classe ’99 in trasferta incide di più. Come spiega il Corriere dello Sport, cinque delle sei partecipazioni al gol in Serie A sono arrivate fuori casa, dove si contano tre gol e due assist. L’unica eccezione è il passaggio vincente per il gol di Marusic firmato all’Olimpico il 30 marzo scorso, proprio contro i bianconeri.

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Lazio, Rovella al centro: la scelta del club premiata da Baroni

Una sfida nella sfida, non solo Lazio-Juventus ma anche Rovella-Juventus. A distanza di un anno dal suo arrivo nella Capitale la scelta di portare il giocatore a Roma premia i biancocelesti. Un anno difficile quello passato dal centrocampista, tra allenatori che si sono susseguiti e con Tudor che gli preferiva Vecino e Kamada.

Con l’arrivo di Baroni la storia è cambiata. L’ex Verona ha messo al centro del progetto Rovella, che sabato sfiderà il suo passato con la voglia di tornare a Roma con punti importanti per la classifica. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, per Guendouzi è corsa contro il tempo: domani il provino, si studia una speciale fasciatura

Il mignolo del piede destro è nero, tumefatto, ma Guendouzi non molla, lotta col tempo e col tormento, vuole giocare ed esserci a ogni costo. Ecco perché da Formello fanno trapelare addirittura un cauto ottimismo per il big match di Torino, nonostante Mattéo rimanga in forte, fortissimo dubbio. È più un grido di speranza che un reale sospiro di sollievo. Si parla di una pesante contusione dopo gli esami di ieri mattina a Villa Mafalda, ma non c’è un comunicato ufficiale che escluda la frattura del dito calpestato durante Francia-Belgio.

Lo staff medico biancoceleste era in ansia, temeva addirittura un mese di stop, da ieri mattina studia invece il modo per coprire l’infortunio ed evitare di peggiorarlo. Merito della disponibilità e della forza di volontà di Mattéo, pronto persino a stringere i denti, magari con una fasciatura e un sostegno interno allo scarpino, pur di non abbandonare il centrocampo

Il dolore di Mattéo resta intenso. È fondamentale schierare il miglior soldato nello scacchiere di sabato sera contro la Juventus, ma solo domani si avrà un responso definitivo. Il centrocampista starà fermo anche oggi, cure e riposo assoluto, poi farà un provino per testare il grado di sopportazione del suo mignolo malconcio. L’esito è ancora incerto, c’è anche un po’ di pretattica dietro questo fiato sospeso. Guendouzi e Rovella sono i polmoni di Baroni per reggere il peso offensivo del 4-2-3-1. Il francese ha riposato solo all’esordio in Europa contro la Dinamo ad Amburgo, il tecnico non ha mai rinunciato alla sua interdizione nelle prime sette giornate di questo campionato. Spremuto già 717′ con la sue corse a perdifiato, figuriamoci quanto mancherebbe contro la Juventus, in uno Stadium in cui da sette anni il successo è un tabù. Sinora Mattéo ha macinato 11,5 chilometri a gara, ha intercettato più palloni (9) di qualunque altro compagno e segnato anche una rete decisiva contro il Toro, anzi due nell’anno solare proprio a Torino. Il Messaggero