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Lazio, Baroni ritrova Lazzari: ieri in gruppo, ballottaggio con Marusic

«È rientrato in gruppo Lazzari: il terzino destro torna disponibile in anticipo rispetto ai tempi inizialmente previsti e va considerato in ballottaggio con Marusic». Così recita l’edizione odierna de “La Repubblica”. Il terzino classe 1993 era uscito dolorante nel primo tempo della sfida contro l’Empoli rimediando una lesione muscolare di medio grado a carico del retto femorale della coscia sinistra, che avrebbe dovuto tenerlo fuori dal campo per almeno un mese. L’es SPAL ha però bruciato le tappe ed è ormai completamente ristabilito.

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Lazio, l’ora di Vecino. Guendo ancora dolorante

«Vecino chiede spazio e dovrebbe trovarlo. Guendouzi verso il riposo, ha lavorato a parte insieme a Zaccagni, di nuovo in campo dopo il forfait con il Genoa» così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” nell’articolo dal titolo “L’ora di Vecino. Guendouzi verso il riposo”. Una novità di formazione per la Lazio dunque, per gestire il centrocampista francese, ancora non al 100% dopo il pestone in Nazionale e per lanciare il mediano uruguaiano, reduce da un gol e un assist nelle ultime due gare, dal primo minuto per la prima volta dopo Udine.

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Lazio, il calcio relazionale di Baroni: moderna e immarcabile

La Lazio rotante di Baroni ha giocatori e ruoli girevoli: «Il calcio posizionale è finito», la massima da nuovo stregone, detta con tenacia, motivata convinzione e senza paura di sentenziosità. Attaccanti mobili, bravi negli interscambi posizionali. Centrocampisti tuttocampisti. Difensori palleggiatori. Terzini incursori. Calcio relazionale, dicono quelli bravi, non posizionaleBaroni ha creato una Lazio immarcabile o difficilmente prevedibile nei movimenti a incrocio. «Baroni ha questa idea, giocatori che si muovono tra le linee, per tutto il campo, senza mai stare in una posizione fissa. Tutto questo è molto difficile per i difensori», l’incoronazione di Pedro a Domenica Sport su Radio uno Rai, ha spopolato con il guardiolismo di prima éra ed è stato conquistato dal baronismo.

Lazio, l’idea di Baroni

Baroni alla formula ci è arrivato trovandosi di fronte questa Lazio, in parte costruita, in parte programmata dal diesse Fabiani, in parte rifinita con il suo contributo. Non era un’idea predefinita. Dopo i primi allenamenti ad Auronzo, e ancora di più dopo l’arrivo di Dia a metà agosto, si è accorto che le caratteristiche duttili di gran parte della rosa gli avrebbero permesso di pianificare questo piano di gioco. Il compendio di tutti gli studi e di tutte le esperienze fatti in carriera. Il sogno di una vita, cullato perlustrando la provincia. Baroni parla di mobilità dal primo giorno, la considera come linea di demarcazione tra il calcio di oggi e di domani. Giocatori dentro e fuori dal ruolo, vale soprattutto per gli attaccanti. Esterni fuori linea, vale per le ali, non vuole che stiano sul piede sulla riga bianca. «Movimento fuorizonale», lo slogan. La formula del “movimento”, di questa Lazio modernizzata, è ancora più visibile con il passare delle settimane.  Corriere dello Sport

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Lazio, Tavares raddoppia e Lotito gongola: “Non lo vendo neanche per…”

Per la prima volta in stagione potrebbe essere chiamato al doppio impegno ravvicinato: Nuno Tavares è pronto agli straordinari, con Baroni che medita di impiegarlo anche nella ostica trasferta di Como. La Lazio è sempre più dipendente dal portoghese, che ha impattato in maniera incredibile sulla Serie A, sfornando assist a iose. Ben sette. Con il Genoa ne sono arrivati altri due (la Lega calcio ha rivalutato anche quello per il gol di Noslin.

Un vero e proprio affare (la Lazio lo riscatterà per 5 milioni) di cui andare orgogliosi, con il presidente Lotito che gongola e pensa già al futuro: “Già una plusvalenze? Non lo vendo nemmeno per 70 milioni – le sue parole a Il Messaggero – Abbiamo sbaragliato una concorrenza fortissima delle big sul terzino”.

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Belvedere Lazio, il coraggio paga: gli acquisti rendono, la vecchia guardia è rinata

L’eterna giovinezza di Pedro, 37 anni e 26 titoli in carriera, campione del mondo con la Spagna nel 2010, 133 presenze e 32 gol nelle coppe europee, svela il capolavoro di Baroni e racconta il primato in Europa League della Lazio. Squadra di livello e di spessore.

Bisognava rimotivare il gruppo e lucidarne il talento. In attesa dei giovani, non ancora inseriti, funziona la vecchia guardia e gli acquisti indovinati (Dia e Nuno Tavares) hanno tappato falle in ruoli scoperti o in cui era necessario investire. Un centrocampista in più avrebbe consentito di alzare subito le ambizioni in campionato. Due anni fa la Lazio si era piazzata seconda in Serie A e nello scorso inverno aveva tenuto testa al Bayern negli ottavi Champions. Dele Bashiru da mediano deve studiare e crescere, il ruolo non gli appartiene. Tchaouna ha deluso un’altra volta. Gigot, all’esordio, ha giocato in scioltezza. Dia ha provocato il rosso di Unnerstall, Pedro ha piegato il Twente e Isaksen ha chiuso il conto. La Lazio, in superiorità per 80 minuti, avrebbe dovuto raddoppiare in anticipo, ma il successo in Olanda (al netto di qualche sofferenza) assume un valore enorme.

Fabiani ha lavorato bene, i meriti di Baroni sono riconoscibili. Sta valorizzando l’intero organico della Lazio. Pesano l’esperienza e il curriculum di giocatori spesso sottovalutati e ora riemersi nel nuovo progetto. La favola di Pedro si confonde con il senso tattico di Vecino e il piede educato di Luca Pellegrini, guarda caso entrati nella costruzione del primo gol attraverso un lancio in profondità e l’assist. L’uruguaiano, 33 anni e 69 presenze con la Celeste, lasciò l’Inter perché faticava a imporsi dentro una concorrenza altissima per unirsi al maestro Sarri.

Stesso discorso per l’ex terzino della Juve, che giocava in Champions con l’Eintracht e decise di mollare la Bundesliga per indossare la maglia di cui era tifoso da bambino. Mau per un anno e mezzo lo ha impiegato pochissimo, quasi niente. Pellegrini aveva solo bisogno di continuità. Ora, finalmente, sta cominciando a dimostrare il suo valore. Meritava il gol e non sta facendo rimpiangere Nuno Tavares. Può essere un acquisto prezioso, considerando l’esigenza di gestire il portoghese. Per quindici anni filati Lotito aveva bucato con regolarità ogni acquisto alternativo a Radu, preso da Sabatini nel 2008 pochi mesi dopo aver scoperto Kolarov. Ora Baroni può alternare due esterni mancini di alto livello e non ha avuto bisogno, in attesa di Lazzari, di traslocare Marusic a sinistra. Un bel vantaggio per una squadra abituata a cercare cross e sovrapposizioni. Il coraggio paga e ora la Lazio è in cima all’Europa League: un belvedere accanto a Tottenham e Anderlecht. Corriere dello Sport

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Zaccagni prende in mano la ‘Lazio due’: missione consacrazione europea

La Lazio cerca il tris in Europa League, dove oggi sarà protagonista nella terza giornata andando a far visita agli olandesi del Twente. Una trasferta decisamente delicata per i biancocelesti che ad Enschede vorranno trovare un’altra vittoria per restare in testa alla classifica a punteggio pieno. Il riferimento del gruppo di Marco Baroni – si legge anche su La Gazzetta dello Sport – sarà certamente capitan Mattia Zaccagni. Il numero dieci biancoceleste avrà il compito di prendere in mano la squadra in terra olandese, con l’intento di rialzarsi dopo il ko subito a Torino contro la Juventus.

Zaccagni del resto sarà uno dei quattro superstiti della sfida dell’Allianz, dato che Baroni opterà per diversi cambi in vista del Twente. L’ex Verona di conseguenza dovrà puntare ad un nuovo salto di qualità a livello internazionale, uno step che lo renderebbe un giocatore di primissimo livello. In Europa infatti Zaccagni ha fatto vedere meno rispetto a quanto fatto in Italia, mettendo a segno un totale di due reti compresa anche l’ultima segnata al Nizza qualche settimana fa. Chiaramente Zac non è un bomber da trenta reti stagionali, ma è lecito attendersi qualcosa di più da un calciatore del suo valore. Ad Enschede giocherà la sua prima da titolare in Europa League, con l’obiettivo di vincere e incrementare un rendimento già importante.

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Pazienza, Europa e nuovo contratto: Mandas verso il Twente ed il rinnovo

Lazio di coppa, Mandas domani in Olanda contro il Twente può bissare la bella prova con il Nizza. Baroni è orientato a confermarlo in Europa League: il portiere greco si tiene pronto e intanto, come riporta il Corriere dello Sport, la società è pronta a blindarlo. Entro la fine del 2024 infatti Mandas dovrebbe firmare il prolungamento del contratto fino al 2029 e anche l’adeguamento economico. Al momento il greco percepisce circa 100.000 euro mentre con il nuovo contratto dovrebbe viaggiare sugli 800mila euro a stagione più bonusche potrebbero dipendere dal numero di presenze. L’intesa tra la Lazio e il giocatore è solida e la fumata bianca dovrebbe arrivare, appunto, entro la fine dell’anno.

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Lazio, Lazzari corre verso il recupero: Como obiettivo concreto

Prosegue bene il recupero dall’infortunio di Manuel Lazzari, rimediato lo scorso 6 ottobre contro l’Empoli. La previsione era di circa un mese di stop per il biancoceleste, ma dopo alcune settimane le sensazioni sono più che positive per il suo rientro anticipato.

Il giocatore sta lavorando duramente per rientrare il prima possibile. Il suo ritorno in campo potrebbe essere sempre più vicino, secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport, una possibilità sarebbe già la gara della Lazio contro il Genoa (il 27 ottobre), oppure contro il Como (il 31).

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Lazio, porta e difesa per il Twente: Mandas spera, Gigot verso il debutto

Baroni deve decidere il portiere. La gerarchia non è cambiata: Provedel titolare e Mandas vice anche in Europa. Ma il tecnico si riserva di decidere di volta in volta valutando lo stato di forma. Il portiere greco c’era rimasto male ad Amburgo, ha avuto una chance contro il Nizza. Spera nella conferma contro gli olandesi. Il quarto turno prevede invece Lazio-Porto all’Olimpico, profumera di Champions, partita che spetterà sicuramente a Provedel. Baroni non è molto convinto dell’alternanza continua, è però coerente con la frase «tutti avranno chance» e sa quanto la società vuole valorizzare Mandas. Sul turnover ci ha fondato la ricostruzione dello spogliatoio. 

Rebus portiere e rebus difensori. Lazzari ci prova per Genoa o Como (ipotesi più realistica). Marusic ha giocato a Torino e va preservato, per farlo c’è bisogno di adattare Patric o Gila a destra. Il rosso di Romagnoli può aver cambiato alcuni scenari. Il difensore bandiera giocherà in Europa essendo squalificato contro il Genoa in campionato. Baroni aveva annunciato la presenza di Gigot, ormai pronto. Sono due centrali fisici, spetta al tecnico decidere se accoppiarli o meno. Con Patric a destra potrebbero giocare di nuovo Romagnoli e Gila organizzando la staffetta con Gigot.

Le idee di Baroni saranno più chiare oggi alla ripresa (ieri giornata di riposo). A sinistra ci sarà Pellegrini. Tavares non viene spremuto ed è reduce dai crampi di Torino. Corriere dello Sport

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Lazio, riposo forzato per Dia: ora il riscatto in Europa. Taty può riposare

Immolato alla nobile e inevitabile causa: aggiungere un difensore. La partita di Dia sabato è durata fino all’espulsione di Romagnoli. Baroni l’ha richiamato, ha deciso di sacrificare lui, l’ultimo arrivato dalle nazionali: «Dia è arrivato due giorni fa e il primo giorno non si è allenato. Ci serviva un giocatore bravo nella difesa della palla e forte di testa», la spiegazione del tecnico datata sabato. Dia ha perso Juve-Lazio, ma s’è risparmiato 70 e più minuti, è fresco per l’Europa. Baroni ritroverà la squadra oggi e deciderà il piano. Dia centravanti permetterebbe a Castellanos di rifiatare. In Europa sono stati alternati. Dia dentro con la Dinamo Kiev, Taty contro il Nizza. Sempre uguale il trio della trequarti: Tchaouna, Dele-Bashiru, Pedro. Il senegalese aveva colpito due volte contro gli ucraini ad Amburgo, col Nizza era entrato nel finale. La staffetta può invertirsi per il Twente. Baroni misura minutaggi e valuta lo stato di forma, solo così spera di prevenire infortuni e scadimenti. Servono più decisioni prima della partenza di domani per Enschede, città olandese al confine con la Germania, poco meno di 160 mila abitanti. Corriere dello Sport