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Lazio, quanto incassi dall’Europa…

Il cammino della Lazio in Europa è positivo. Il club biancoceleste si trova alla prima posizione del campionato europeo. Questa sera arriverà il Porto, in un match che potrebbe dare alla Lazio il pass per il passaggio del turno successivo, in caso di vittoria. Con il nuovo format, la Lazio, sta incassando più soldi rispetto al passato: le tre partite vinte hanno portato nelle casse 1 milione e 350 mila euro. Se la Lazio, poi, dovesse piazzarsi tra le prime otto sono pronti altri 650 mila euro. Corriere dello Sport.

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Lazio, ora Baroni prova ad ingrandire la sfida: “Siamo in lotta con noi stessi”

L’ereditarietà dinastica dei troni della Lazio si acquisisce per meriti. Baroni è ancora all’inizio del cammino, queste prime fantastiche conquiste lo catapultano nel futuro dal passato. Una cosa è sicura, è riuscito a far cambiare marcia alla Lazio. E’ un bel personaggio perché personaggio non è, per questo è speciale. E’ un tecnico di enorme sostanza emotiva e tattica. Di umana sostanza. La Lazio depressa e confusa di fine maggio non aveva bisogno di un predicatore, ma di un padre che la coccolasse. E ora Baroni prova a ingrandire la sfida: «Siamo ambiziosi, vogliamo essere protagonisti fino in fondo in tutte le competizioni, ci teniamo. Ci sono giocatori all’altezza della situazione, attraverso il loro sacrificio nel lavoro mi hanno fatto capire che ci sono margini». La Lazio lotitiana aveva sempre lasciato qualcosa per strada, in campionato o in Europa. Quest’anno no.

Terza a meno 3 dal Napoli in campionato, prima in Europa League. La Lazio di Baroni è un’onda d’urto, fa impressione e vuole continuare a farla. Limite è una parola che non esiste: «Siamo in lotta con noi stessi, la sfida più bella è questa. Noi siamo ambiziosi, io, la squadra, la società, è più importante guardare il percorso». Baroni ha vietato di guardare la classifica: «La classifica ci fa piacere ma abbiamo una gara tondamentale contro una grande d’Europa, il Porto. Si butta la testa subito là dentro». Conosce anche lui la sindrome che spesso ha ricacciato la Lazio lontana dai sogni: «Tengo i ragazzi inchiodati sul lavoro e sulla prestazione, se si specchiassero e vedessero che stiamo facendo bene sarebbe il primo passo per volare di sotto». Dal basso in alto, per Baroni il viaggio è senza ritorno.Corriere dello Sport

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Lazio, sesto attacco dei top 5 campionati europei. E l’argentina convoca Taty

Morale totalmente opposto nella Capitale tra tifosi della Lazio e quelli della Roma. In casa biancocelesti entusiasmo alle stelle per la squadra di Baroni, che sta facendo dell’attacco la sua arma di forza. I 24 gol segnati mettono Castellanos (convocato in Argentina per i match contro Paraguay e Perù) e soci sul podio delle top di A dietro ad Atalanta e Inter. Nel resto d’Europa, nei top 5 campionati, fanno meglio solo Bayern Monaco, Barcellona e PSG.

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Dieci (su 14) a Baroni: nessuno come lui all’esordio sulla panchina della Lazio

Marco Baroni ha stabilito un record sorprendente con la Lazio, conquistando 10 vittorie nelle prime 14 partite della stagione. Nessun altro allenatore era mai riuscito a ottenere così tanti successi al debutto sulla panchina della Lazio da quando, racconta Il Corriere della Sera, nel 1929, è stata istituita la Serie A con girone unico. Prima di Baroni, solo cinque allenatori erano arrivati a nove vittorie, ma nessuno aveva raggiunto la doppia cifra come lui.

In passato, cinque allenatori erano riusciti a ottenere nove vittorie nelle prime 14 partite alla guida della Lazio. Tra questi:

1. Bernardini nel 1958: Conquistò la Coppa Italia, il primo trofeo della storia della Lazio.
2. Castagner nel 1980: Mantenne la squadra imbattuta nelle prime 14 partite, con cinque pareggi. Tuttavia, la Lazio giocava in Serie B, una condizione che potrebbe aver reso il traguardo più agevole.
3. Zeman nel 1994: Raggiunse lo stesso numero di vittorie in Serie A.

4. Eriksson nel 1997: Iniziò con nove successi la sua carriera alla Lazio, aprendo la strada a un ciclo di successi che avrebbe portato un campionato e ben sei coppe, facendolo diventare l’allenatore più vincente della storia biancoceleste.
5. Petkovic nel 2012: Anche lui riuscì a vincere nove partite su 14 al debutto

Per trovare un debutto migliore di quello di Baroni, bisogna risalire agli albori del calcio italiano. Negli anni ‘20, quando il campionato era suddiviso in gironi e la Serie A non era ancora un torneo a girone unico, c’era un giovane allenatore-giocatore ungherese di nome József Löwy. Nel 1926-27, a soli vent’anni, Löwy condusse la Lazio in Prima Divisione (equivalente all’attuale Serie B) e la riportò nella massima serie, da cui era stata retrocessa a causa della riforma dei campionati.

Nel corso di quella stagione, Löwy compì 21 anni e contribuì in maniera decisiva ai successi della squadra. Il 14º incontro stagionale, una vittoria per 3-1 contro il Taranto, fu anche la 12ª vittoria della Lazio. Questo rimane un traguardo impressionante che solo ora, con Baroni, la Lazio si avvicina a sfiorare.

Con 10 vittorie nelle prime 14 partite, Marco Baroni ha scritto una nuova pagina di storia della Lazio, superando record che duravano da decenni e confermandosi come uno degli allenatori più promettenti della recente storia del club.

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Lazio, super attacco: nell’era dei tre punti solo una volta ha fatto meglio…

Battuto anche il Cagliari, altri due gol per la Lazio che ha segnato ventiquattro gol nelle prime undici partite giocate in questa Serie A e a questo punto del torneo ha fatto meglio solo in un’occasione nell’era dei tre punti a vittoria: trentuno nel 2017/18;ventiquattro anche nel 1999/2000 e 2019/2020. Lo riporta il Corriere dello Sport

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Lazio, attacco al potere

“Dia e Taty stasera rigiocheranno contemporaneamente, la Lazio finora è stata una cooperativa del gol, ma le ambizioni passano soprattutto per la loro concretezza sotto porta. Baroni si è convinto della mossa alla vigilia: serve l’attacco pesante per l’attacco al vertice e buttare giù le pressioni del monday night”. Così si legge nell’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”, nell’articolo dal titolo“Castellanos e Dia, attacco al potere”.

Nonostante il Porto in settimana, Marco Baroni decide di non fare sconti. Contro il Cagliari, questa sera allo Stadio Olimpico, l’ex allenatore del Verona si affiderà alla coppia gol Castellanos-Dia. Protagonisti assoluti contro il Como con due gol (Taty) e due assist (Dia), la Lazio si affida a loro due per scardinare la difesa sarda e proiettarsi tra le prime della classe, in piena zona Champions League.

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Lazio, entusiasmo con umiltà. Fabiani: “I conti si fanno a fine stagione”

Entusiasmo ma con umiltà. La Lazio non vuole fermarsi sul più bello, ma le insidie sono dietro l’angolo. Il Ds Angelo Fabiani lo sa bene: in attesa del pullman di fronte al piazzale dello stadio Sinigaglia dal rientro dalla trasferta a Como, ha gettato acqua sul fuoco:“Diremo al pilota di voltare basso. Niente complimenti, i conti a fine stagione“, le sue parole riportate dal Corriere dello Sport. Un mantra ripetuto in queste ore a Formello

La possibilità della Lazio di approdare in Champions, non deve indurre la squadra a perdere il senso della misura. Il bilancio è fin qui è molto buono: sette vittorie nelle ultime otto partite, terzo posto in A e primato in Europa League, infine 31 gol realizzati da inizio stagione.

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Lazio verso il Cagliari: Rovella recuperato, Zaccagni ancora in dubbio

“Rovella ha smaltito l’affaticamento al quadricipite ed è tornato in gruppo ieri con chi non ha giocoato. Come tra oggi e domani spera di fare Zaccagni, ancora alle prese con la forte gastroenterite che lo costringe ai box da ormai una settimana esatta”. Questo si legge nell’edizione odierna de “Il Messaggero”, nell’articolo dal titolo “Verso il Cagliari”.

Marco Baroni può sorridere. Archiviato l’impegno infrasettimanale, la Lazio tornerà in campo lunedì sera all’Olimpico, nel posticipo dell’undicesima giornata contro il Cagliari. Buone notizie per il tecnico ex Verona che, salvo sorprese, potrà riavere a disposizione Nicolò Rovella (ieri in gruppo). Si giocherà una maglia con Vecino e Guendouzi, vanno valutate le rotazioni anche in chiave Porto. Sulla strada del rientro anche capitan Mattia Zaccagni, ai box nelle ultime due gare per una gastroenterite. In caso di panchina dovrebbe essere ancora Noslin a prendere il suo posto.  

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Lazio, a Como la decima trasformazione: spera anche Dele-Bashiru

«La coppia di centrocampo è un rebus. Accanto a Guendouzi uno tra Vecino e Dele-Bashiru». Così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” nell’articolo dal titolo “Quante Lazio è la decima trasformazione”. Con Rovella rimasto a casa assieme a Zaccagni (affaticamento il primo, postumi influenzali il secondo), il centrocampo anti-Como sembra un rebus per mister Marco Baroni. Guendouzi dovrebbe stringere i denti, ancora non al meglio, a fianco a lui uno tra Vecino e Dele-Bashiru, con Castrovilli più defilato nelle gerarchie.

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Lazio, infinito Pedro. Lotito: “Così non è escluso il rinnovo”. Domani la sfida con l’amico Fabregas

Il Patron della Lazio ha parlato sulle colonne  de Il Messaggero di Pedro. Lo spagnolo sembra essere rinato sotto la guida di Marco Baroni e le ultime partite sono la dimostrazione. Qualche tifoso chiede a gran voce il rinnovo di contratto in scadenza a giugno.“Abbiamo deciso di non cedere Pedro questa estate. Lui si allena sempre al massimo, ci mette tutto quello che ha. È un esempio per tutti. Rinnovo? Se dovesse continuare così non posso escluderlo”.

«Pedro tra luglio e agosto è stato corteggiato a lungo da Fabregas. La tentazione è stata forte, alla fine però l’attaccante ha deciso di rispettare la scadenza naturale del contratto con la Lazio» così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” nell’articolo dal titolo “La proposta indecente di Cesc in estate”. L’allenatore dei lariani è stato compagno di squadra del numero 9 biancoceleste con le maglie di Barcellona, Chelsea e Nazionale spagnola. In estate Fabregas ha chiamato molti dei suoi ex compagni ancora in attività come Reina, Sergi Roberto e Alberto Moreno, per aiutarlo nella missione salvezza del Como. Tra questi sarebbe potuto figurare il nome di Pedro, cercato da Fabregas in estate, ma poi rimasto in biancoceleste per rispettare il suo contratto.