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Immobile si alza, Lazio segna: Sarri ritrova bomber portafortuna

Un vero portafortuna. La gara con il Monza non si sbloccava, poi si è alzato Ciro Immobile dalla panchina. Non l’ha decisa lui. Ma ha dato la carica. Se non altro allo stadio, che quando lo ha visto alzarsi dalla panchina (con il risultato fermo ancora sullo 0-0) si è acceso. Pochi minuti dopo che aveva cominciato a riscaldarsi è arrivato il gol di Romero. Il capitano è tornato, a meno di un mese dalla lesione di secondo grado che lo aveva fermato lo scorso 16 ottobre. Domenica, contro la Juventus, spingerà per giocare dal primo minuto e aiutare la Lazio a difendere il secondo posto in classifica. Sarà invece verosimilmente assente Lazzari, uscito ieri per un problema al polpaccio. Si sottoporrà agli esami del caso, ma recuperarlo sarà difficile. La sua assenza si sommerebbe a quella di Zaccagni. Ora però la Lazio gongola per il capitano che è tornato.

Gazzetta dello Sport

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Quanti segni dal cielo pensando a quel Lazio-Parma per Gabbo. Romero, il predestinato…

La soddisfazione è grande. Il segno del destino forse lo è ancor di più. Tutto si è incastrato perfettamente. Come fosse scritto, come fosse il desiderio di qualcuno. Nel giorno in cui tutto lo stadio ricorda Gabriele Sandri (oggi il 15esimo anniversario della scomparsa), la Lazio vince 1-0 all’Olimpico, proprio come successo nel 2007 nella prima partita giocata dopo la tragedia. All’epoca, contro il Parma, segnò Firmani, ieri Luka Romero, al primo gol in biancoceleste e in Serie A (aveva invece segnato nella seconda serie spagnola col Maiorca). Il 17enne argentino (compirà 18 anni il 18 novembre), è il secondo calciatore più giovane ad aver mai segnato nel massimo campionato con la Lazio. Il record appartiene ad Alessandro Capponi (in gol a 17 anni, 4 mesi e 7 giorni) dal 20 dicembre 1936. Anche quel giorno, curiosamente, la rete in questione fu decisiva (Capponi realizzò il 2-1 contro la Lucchese). Ma c’è di più: perché in quella stagione i biancocelesti finirono il torneo al secondo posto, proprio la posizione raggiunta con i 3 punti di ieri. A vincere lo scudetto quell’anno non furono Juve, Inter o Milan, ma il Bologna, statisticamente un’eccezione per il nostro campionato, un po’ come lo sarebbe il titolo del Napoli, attualmente primo a +8. “Un’emozione enorme fare gol davanti a questa gente – ha detto Romero a fine partita, dopo aver fatto il giro di campo portando l’aquila Olimpia poggiata sull’avambraccio -. Sono felice per i tre punti. Tutti qui mi danno consigli, mi supportano molto, mi sento bene qui. Luis Alberto è un amico speciale, ma anche Pedro e gli altri mi aiutano. Stiamo lavorando bene e dobbiamo continuare così. Il gol è il miglior regalo del mondo. Voglio salutare la mia famiglia”. L’anno scorso l’argentino, nella lista dei preconvocati di Scaloni per i Mondiali, era diventato il più giovane esordiente in Serie A con la maglia della Lazio (16 anni, 9 mesi e 10 giorni). Una serata perfetta dunque, macchiata solo dai cori antisemiti che la Curva Nord aveva già intonato nel derby e che ieri ha ripetuto più volte. Viene cancellato anche il piccolo screzio fra Sarri e Marusic, non sufficientemente reattivo secondo il tecnico, quando chiamato a entrare in campo al posto dell’infortunato Lazzari (problema al polpaccio, salterà la Juve). Cose di campo. E proprio lì, sul terreno di gioco, la squadra di Sarri si è tolta un’altra grande soddisfazione agganciando il secondo posto. Forse aiutata anche dal destino…

Corriere della Sera

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Anniversario omicidio Sandri: oggi la donazione di sangue in suo onore

Ancora una lombarda, come 15 anni fa. Questa volta la Lazio ha affrontato il Monza in casa, nel 2007 sarebbe dovuta essere l’Inter a San Siro. Quella gara però venne rinviata. Era l’11 novembre e quel giorno Gabriele Sandri perse la vita mentre stava andando con un gruppo di amici in trasferta a Milano. A togliergliela fu il poliziotto Luigi Spaccarotella, poi condannato a 9 anni e 8 mesi. Sono passati 15 anni esatti e ieri, all’Olimpico, i tifosi della Lazio hanno dedicato al loro fratello defunto cori e striscioni, con un video (che aveva come sottofondo musicale “Meravigliosa Creatura”, una delle sue canzoni preferite), con le sue immagini. Nel 15esimo anniversario della morte di Gabriele, la Fondazione Gabriele Sandri e la Fondazione S.S. Lazio 1900 hanno voluto ricordarlo organizzando una giornata di donazione del sangue all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Non è la prima volta che accade (non solo nel Lazio), non sarà l’ultima. Un bel gesto, per una tremenda ricorrenza.

Corriere della Sera

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Romero scalpita, Lotito promette: “Sará il futuro della Lazio”

[…] Luka Romero gli darà il cambio in corsa, c’è un patto per almeno 10 presenze in questa stagione perché a breve firmerà il rinnovo: «I tifosi devono stare tranquilli, lui è e sarà il futuro della Lazio», assicura Lotito. Discorso diverso per Luis Alberto, ma per due sfide dev’essere messo da parte ogni rumors di mercato. Il Mago è in ballottaggio con Basic e Vecino, ma in questa sfida parte in vantaggio con Cataldi e il ritorno di Milinkovic a centrocampo. Il turnover in questo turno infrasettimanale è poco contemplato, più avanti ci sarà tempo per tirare il fiato. Perché non avrebbe senso pensare alla Juve e non ottenere il successo contro il Monza all’Olimpico. E perché bisogna fare i conti con più di un acciacco. Hysaj insidia Lazzari, diffidato e con la spalla non al meglio. Straordinari invece per Casale e Romagnoli al centro. Patric non può dare il cambio, continua ad essere tormentato da quest’estate dai dolori al ginocchio. Durante lo stop, lo spagnolo cercherà di recuperare al meglio. A proposito, si continua a lavorare sul ritiro: o Antalya (Turchia, discorso economico permettendo) o Formello, Sarri non vuole sentire parlare di Argentina, nonostante la dottoressa Nastri continui a insistere invano con Lotito. Il Messaggero

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Incontro Lotito-Tare, il rinnovo di Milinkovic e quello del Ds gli argomenti

Dite pure grazie al Milan e, dietro, ad Atalanta e Roma. Lo sguardo fisso sulla classifica deve dare un’ulteriore spinta. Se dopo la stracittadina, Sarri poteva temere un nuovo calo di concentrazione contro una “piccola”, adesso la missione secondo posto regala un’altra bella scossa nella testa: «Il derby dà una motivazione fortissima. La svolta sarà entrare in campo con il Monza ed essere quelli visti contro la Roma», il messaggio recapitato dal Comandante nell’ultima conferenza post-vittoria. E allora stasera in posticipo bisognerà giocare ancora con il coltello fra i denti, smaltire la sbornia e alzare subito l’asticella fuori dal GRA. Con tre punti la Lazio aggancerebbe l’ex Pioli a -8 lunghezze dalla vetta, staccherebbe a +3 Inter e Atalanta e a +5 la Roma nella corsa all’Europa che conta; si presenterebbe al top domenica contro la potenziale quarta (la Juve se vice oggi a Verona) per l’ultimo big match prima della sosta. Cataldi suona la carica: «Il derby ci lascia tanta consapevolezza, ma ora dobbiamo evitare altri black out, altrimenti rischiamo di capitombolare come contro la Salernitana. Gli errori del passano non si ripeteranno, se avremo la stessa solidità». Parole da capitano vero, ma stasera Milinkovic si riprenderà la fascia. Sergej è tornato da Bergrado, sta per diventare papà, ma da giorni sono riprese le manovre affinché possa restare a Roma: ieri sera alle 21.30 Lotito era a Formello, ha incontrato Tare legato all’agente Kezman. A sorpresa rispetto agli annunci, la trattativa per il rinnovo di Sergej a 5 milioni (con una clausola) è partita prima del mondiale in Qatar ed è legata a doppio filo al prolungamento triennale di Tare con la società. Intanto, il serbo si rimette alla guida. Il Messaggero

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Immobile is back: vuole pochi minuti già con il Monza

La luce a Formello non è mai andata via perché Immobile è sempre rimasto al fianco della Lazio. Da ieri il suo sorriso smagliante illumina tutto il gruppo. Ciro è tornato e stasera scalpita per non restare in panchina sino al novantesimo. Il provino in partitella è andato bene, il bicipite femorale sinistro è guarito: il bomber può essere convocato e accumulare magari qual minuto in vista della supersfida contro la Juve a Torino. Sarri ci pensa, molto dipenderà dall’andamento dalla gara con il Monza stasera all’Olimpico. Intanto, il centravanti continua a farlo l’eroe Felipe Anderson. Le brutte notizie arrivano invece dalla risonanza di Zaccagni al polpaccio: «Trauma distrattivo», recita il comunicato, anche se in realtà si tratta di una piccola contrattura da smaltire in 7-10 giorni, al massimo. L’ultima partita del 2022 però si giocherà domenica, le speranze di rivedere l’esterno sono dunque ridotte al lumicino. Al suo posto toccherà subito a Cancellieri, all’esordio dal 1’ con la maglia biancoceleste in campionato; dall’altra parte stringerà i denti, Pedro. Il Messaggero

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Lazio Primavera, altra figuraccia: 5-0 con il Lecce

Un’altra umiliazione. L’ennesima delle ultime stagioni. La Lazio Primavera perde 5-0 contro il Lecce nei sedicesimi di Coppa Italia e saluta la competizione (nel turno successivo avrebbe affrontato la Roma). L’ennesimo segnale che qualcosa, nel settore giovanile biancoceleste, non va: da quando, nel 2017-18, è stata introdotta la regola della retrocessione, non è mai riuscita a mantenere la salvezza nella massima serie di categoria (se non nel 2019-20, quando venne sospeso il torneo causa covid), scendendo due volte su due in B. Quest’anno la situazione è perfino degenerata: Fabiani, il responsabile della Primavera, già nelle scorse settimane ha deciso di vietare alla squadra di giocare a Formello (“Non ve lo meritate”), proprio perché i risultati non sono soddisfacenti. I biancocelesti sono decimi in B. Difficile credere che ci siano giocatori all’altezza della prima squadra. Ed è questo il problema più grosso, considerando che la Lazio, con appena 21 giocatori utilizzati in A (di cui due portieri) è la squadra che ha attinto meno dalla propria rosa. Anche perché, appunto, dalla Primavera non viene promosso nessuno.

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Sarri, mettere Cancellieri e Romero ora è una necessità? No, una virtù. In Europa…

È una necessità, sta alla Lazio farla diventare una virtù. Nella partita di questa sera contro il Monza (si gioca all’Olimpico alle 20.45) Sarri dovrà fare affidamento sia su Matteo Cancellieri che su Luka Romero. Zaccagni, come confermato dallo staff medico, non sarà a disposizione per le ultime due gare dell’anno (domenica c’è la Juve), a causa di un trauma distrattivo al polpaccio destro. Con Immobile che ieri si è allenato in gruppo ma rischia di non partire dall’inizio, se Pedro non avrà recuperato dai problemi alla caviglia partirebbero addirittura entrambi titolari (l’italiano classe 2002 ha giocato dal primo minuto solo una gara in A, l’anno scorso, quando era ancora a Verona, per l’argentino classe 2004 sarebbe invece una prima assoluta). Due giovani, che permetterebbero alla Lazio, che in estate ha abbassato l’età media della squadra, di adeguarsi al percorso che molti club, anche titolati, stanno seguendo in Europa. Si investe sempre di più sugli adolescenti, che, di conseguenza, trovano spazio sempre prima. Lo scorso 22 ottobre il Dortmund ha vinto in campionato con lo Stoccarda mandando in gol ben tre under 20: Bellingham (realizzò una doppietta) e Reyna (entrambi 19 anni) e Moukoko (17). Il Bayern ha nel 19enne Musiala il proprio cannoniere principale in campionato (9 centri). Il classe 2003 (pupillo di Klose che lo ha allenato negli Allievi del club tedesco) è il più giovane, in Germania, ad aver mai segnato 9 gol al termine del 14esimo turno. In più, in Baviera, si sta mettendo in mostra Tel, 17enne a quota 4 reti stagionali (3 in campionato). Pedri (19 anni) e Gavi (18) giocano con continuità al Barcellona. Il Salisburgo scende spesso in campo con un 11 la cui età media è di 21 anni. Impensabile in Italia in generale, ma attualmente pure alla Lazio nello specifico (quella biancoceleste, con 27,8 anni, è la terza squadra più vecchia della A per età media dei giocatori utilizzati). La società crede in Cancellieri e Romero (col quale all’interno del club sono ottimisti per il rinnovo del contratto, attualmente in scadenza nel 2023). La differenza non la fa l’età, ma la qualità. Bisogna però saper individuare i giovani altrui o saper costruire i propri. Un po’ come fatto con Cataldi, che ha parlato ai canali ufficiali. “Il derby ci lascia la consapevolezza che anche senza giocare come sappiamo, possiamo portare a casa il risultato con lo spirito di gruppo – ha spiegato -. I cali di tensione visti in passato si evitano proprio con questo atteggiamento. Se sbaglieremo ancora in tal senso vorrà dire che non abbiamo imparato dagli errori. La partita col Monza non sarà semplice, non verranno a Roma per speculare”. Marusic ha invece promesso che la squadra “entrerà in campo con tanta voglia di vincere. Il derby ci dà una carica speciale, sta a noi sfruttarla a nostro favore col Monza”. Anche perché con i 3 punti la Lazio aggancerebbe il Milan al secondo posto (avendo una differenza reti migliore). Vincere, nell’ultima gara casalinga dell’anno e con tale situazione di classifica è quasi una necessità. Farlo con i giovani sarebbe una virtù.

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Lazio, Qatar e paternità: Milinkovic scalpita

MonzaJuventusMondiale e famiglia. Tutto nel giro di un paio di settimane, emozioni concentrate in un attimo. Sarà un periodo che non dimenticherà mai, Milinkovic, quello appena iniziato. Ieri è tornato a lavorare dopo lo stop forzato nel derby. Lui lo ha vissuto a distanza, ma è più che giustificato. Neanche volendo avrebbe potuto sostenere i compagni dalla panchina in stile Immobile, l’altro grande assente. Colpa di quel cartellino giallo ingiusto ricevuto con la Salernitana, lo ha privato della possibilità di partecipare alla partita più attesa. Ma l’ha vista, ovviamente, come certificato dal post pubblicato su Instagram a fine partita: «Oggi come un Gladiatore in gabbia ho guardato i miei fratelli combattere per nostri colori. Fiero di noi. Godo». 

Serbia

Una gabbia lontana da Roma, per la precisione collocata a Belgrado. È lì che sta la sua compagna, Natalija Ilic, che tra poco lo farà diventare padre per la prima volta. Il conto alla rovescia è quasi ultimato, la data del parto è fissata orientativamente tra il 20 e il 22 novembre, cioè quando il Sergente sarà impegnato con la sua Nazionale in Qatar, visto che il 24 ci sarà l’esordio contro il Brasile. Ecco perché l’ingiustizia della squalifica sotto un certo punto di vista ha avuto pure i suoi vantaggi, almeno a livello familiare. Ha infatti permesso a Sergej di stare vicino a Natalija nel weekend, due giorni pieni insieme prima di un periodo denso di impegni che di fatto gli impedirà di godersi i primi giorni di paternità, obbligandolo a vedere il figlio solo a Mondiale concluso (salvo permessi speciali). Ieri intanto era già in campo a Formello, pronto per le due prossime gare contro Monza e Juventus. Servirà il miglior Milinkovic per aiutare la squadra di Sarri a chiudere in bellezza la prima parte del campionato e poi, subito dopo il match a Torino, partirà alla volta del Qatar per cominciare l’avventura con la Serbia.  

Rinnovo

Una serie di appuntamenti che vuole vivere al massimo, da protagonista e leader indossando entrambe le maglie. Un “Sergente” che la Lazio vorrebbe continuare a godersi ancora a lungo, ecco perché Lotito ha investito il ds Tare di mettersi al lavoro con Kezman per fargli accettare un nuovo rinnovo di contratto (attualmente in scadenza a giugno 2024). Sarebbe l’unica condizione per poter puntare ancora su di lui ed evitare, la prossima estate, di essere “costretti” a cederlo per scongiurare un suo addio a parametro zero. Il rapporto con il suo agente è storicamente ottimo, ma non è un mistero che nell’entourage del serbo ci sia l’ambizione di un definitivo salto di qualità. Ci sarà bisogno di lavorare, di parlare e valutare tutte le opzioni a disposizione. Ma tutto sarà fatto più avanti. Ora gli obiettivi principali sono quelli nel breve periodo. Più che una firma, adesso la Lazio chiede alla sua stella di essere decisivo e trascinare la squadra contro Monza e Juventus. Sarebbe il modo migliore per presentarsi al Mondiale. E anche quello per festeggiare, seppur a distanza, la nascita del suo primo figlio. Tutto nel giro di un paio di settimane, emozioni concentrate in un attimo. Corriere dello Sport

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Lazio-Monza, la sfida delle italiane

Il made in Italy torna di moda. Domani si affronteranno Lazio e Monza, le squadre con più italiani in campo in questa prima parte della stagione. In campo, infatti, dovrebbero scendere ben 15-16 italiani su 22. Per la Lazio si tratta una svolta suggerita dal tecnico Sarri: per il suo tipo di calcio è bene avere più persone possibili che parlino la stessa lingua. In estate sono arrivati Casale, Romagnoli, Provedel e Cancellieri, che si sono aggiunti agli italiani già presenti, ovvero Immobile, Lazzari, Cataldi e Zaccagni. I risultati che chiedeva Sarri si sono visti: in tredici giornate, la Lazio ha sempre iniziato in campo con almeno 5 italiani e domani contro il Monza saranno 6. Forse 7, se contiamo Cancellieri come punta del tridente. Non è sicura però la presenza di Romagnoli: al suo posto potrebbe giocare Patric. Con la ritrovata italianità si ritrova anche la difesa: ben quattro quinti del reparto arretrato, includendo anche il portiere, sono italiani. Marusic è l’unico che viene da fuori, ma è alla sua sesta stagione in A, ormai ha assimilato bene l’italiano. Lo stesso vale per Milinkovic, ormai all’ottava stagione con la Lazio, Patric e Luis Alberto alla settima. Hysaj e Radu sono arrivati in Italia nel 2008, Vecino nel 2012. Adesso tocca al ct Mancini. Nell’ultima tornata di convocazioni per la Nations League aveva convocato Immobile, Cancellieri e Provedel. I prossimi appuntamenti sono il 16 e 20 novembre in Albania e Austria e anche Lazzari, Zaccagni, Romagnoli, Cataldi e Casale sperano in una convocazione.

Gazzetta dello Sport