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Mini ritiro Lazio, Formello va in pole

Sfruttare la pausa per recuperare i calciatori infortunati. A cominciare da Immobile, ancora alle prese con la lesione muscolare che lo ha messo ko durante la sfida con l’Udinese di fine ottobre. E poi ci sono da valutare anche le condizioni di Lazzari e Zaccagni, entrambi con problemi al polpaccio. Intanto domani Sarri ritroverà la squadra al netto dei giocatori partiti con le nazionali. Oltre Milinkovic e Vecino (che andranno ai Mondiali), ci sono altri cinque laziali impegnati con le rispettive rappresentative. Si tratta di Provedel (Italia), Cancellieri (Italia Under 21), Gila (Spagna Under 21), Hysaj (Albania) e Marusic (Montenegro). Trascorsa la settimana, arriverà finalmente il rompete le righe. Dopodiché il gruppo si ritroverà a fine novembre per riprendere la preparazione. In società si sta decidendo la meta per il ritiro di dieci giorni. Dopo quanto successo a Istanbul, cala sensibilmente l’ipotesi Turchia, difficile la Spagna, la squadra e Sarri tifano per restare a FormelloIl Tempo

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Galeone: “Contro la Lazio partita vera della Juve…”

La sconfitta contro la Juventus ha chiuso la prima parte di campionato della Lazio. La squadra di Allegri è stata brava a sfruttare le occasioni avute e conquistate anche grazie a errori individuali dei biancocelesti. A tessere le lodi del tecnico bianconero e della sua squadra è stato l’ex allenatore Giovanni Galeone, intervenuto ai microfoni della Gazzetta dello Sport:

La Juventus attuale non ha la tecnica di un tempo e non può gestire, deve sempre cercare di concludere l’azione. Come ha fatto contro la Lazio. I bianconeri devono essere diretti e concreti come Rabiot, che per Allegri è giustamente intoccabile. Max ha trovato la quadra. E non è soltanto una questione di sistema di gioco e difesa a tre, che comunque mi sembra l’assetto migliore per questa Juventus. Contro la Lazio ho visto la prima partita vera, giocata da squadra per novanta minutiChiesa? Domenica l’ho visto bene!

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Milinkovic, applausi al contrario: ora Mondiale, poi un futuro da definire

Gli applausi al contrario hanno fatto da contrasto alla sua esibizione mogia, senza magia. Li ha ricevuti dallo Stadium, sanno di corteggiamento juventino, di acclamazione di mercato. I laziali, per quanto adorino Milinkovic e non si sognerebbero mai di contestarlo, si sono infastiditi per l’ovazione dei tifosi bianconeri e si sono indispettiti perché s’aspettavano un contributo diverso dal Sergente-capitano. Ma cominciamo dalla fine. Il ko di Sergej per il colpo alla tibia destra sembra essersi rivelato solo colpa di una botta, non mette a rischio il Mondiale. Quando Sergej è caduto a terra s’è temuto per lui e per il suo sogno. Ripartiamo dall’inizio: dopo la squalifica-derby non s’è più visto il vero Sergente. Che abbia affrettato, inconsciamente, la partenza per il Qatar è un dubbio insinuante. Anche Milinkovic è un eroe che ogni tanto ci ricorda quanto sia difficile esserlo sempre giocando e rigiocando, soprattutto alla vigilia di un appuntamento Mondiale. Non è riuscito a prendere campo contro il Monza e neppure a Torino, contro due squadre diverse, agli antipodi in tutto. Non è riuscito a garantire i suoi strappi gladiatori, le parabole che conosciamo. Allo Stadium s’è macchiato di quell’errore in costruzione che è costato il primo gol di Kean. Aveva Rabiot davanti, s’è allungato troppo il pallone e se l’è fatto sfilare senza neppure reagire facendo valere il suo fisico, la sua forza.

La responsabilità

In una Lazio senza Ciro e con altri big fuori, il centrocampo era l’unico reparto rimasto integro. Sarri s’aspettava una notte diversa da Milinkovic, non che fosse a rimorchio dei centrocampisti juventini. Lo immaginava freddo nei momenti caldi, voleva vedere il trascinatore che ammira spesso. Sergej ha orientato la partita al contrario, distante un mondo dalla versione battagliera che ne ha fatto uno dei migliori giocatori d’Italia e d’Europa. Vederlo in sofferenza, vago, senza quell’anima di ferro che lo contraddistingue, ha meravigliato tutti. Ha combinato poco dopo averla combinata grossa. Forse sarebbe stato diverso se non avesse beccato quel giallo contro la Salernitana che lo ha stravolto, che gli ha negato la gioia del derby. E’ stato un punto di rottura, l’ha avvicinato di più ai Mondiali che al rush finale di questa prima parte del campionato.

Il futuro

Milinkovic, prigioniero di se stesso, è uscito dopo il colpo alla tibia destra, era deluso anche lui. Allo Stadium era presente il suo manager Kezman, in settimana ha incontrato Lotito e Tare. Hanno parlato di futuro, in anticipo sui tempi indicati dall’agente serbo, in un primo momento aveva chiesto di rinviare ogni discorso a dopo il Mondiale. Non c’è stata svolta, il futuro del Sergente resta un rebus. Ci saranno nuovi aggiornamenti. Il mercato di gennaio rimane un rischio e il rinnovo rimane appeso ad un’ipotesi. Lo Stadium ieri ci ha provato.

Corriere dello Sport

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Lazio, è già mercato di gennaio: dal vice Ciro alla questione Luis Alberto

La dirigenza biancoceleste si sta guardando intorno e sta stilandola lista dei possibili candidati al ruolo di vice Immobile: uno dei nomi è quello di Armando Broja, classe 2001 con doppia nazionalità inglese e albanese, attaccante del Chelsea. Una pista non certo semplice da percorrere, più probabile invece che si cerchi una soluzione interna. Restano poi i nomi di Caputo (profilo che piace a Sarri) e Lasagna, che potrebbe dire addio a Verona, con cui sono aperti anche altri discorsi (le rate di Casale e Cancellieri), oltre a Ilic.

Attenzione poi al discorso delle uscite: Luis Alberto ormai è più una grana che non una risorsa per Sarri e a gennaio si cercherà una soluzione per salutarsi a fine stagione. In questi giorni la Lazio continuerà ad allenarsi a Formello. Il tecnico ha deciso di concedere una decina di giorni di riposo solo a partire dalla prossima settimana, in modo da uniformare il lavoro tra chi resta e chi va in nazionale. Oltre Milinkovic e Vecino (che andranno ai Mondiali), la prossima settimana ci saranno altri cinque laziali impegnati con le rispettive rappresentative. Si tratta di Provedel, Cancellieri, Gila, Hysaj e Marusic. Il Tempo

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Lazio, assenze pesanti: a Torino per una prova di resistenza: Felipe-Sergej devono trascinare

La Lazio alza un muro a difesa del secondo posto. Quella di stasera sarà un’altra prova di resistenza e maturità. Dopo Patric, Lazzari e Zaccagni, anche Immobile si ferma, di nuovo, ai box. L’infortunio rimediato contro l’Udinese è smaltito, è la gamba destra a dare fastidio stavolta. Si era arreso già dopo la partitella di venerdì pomeriggio, ecco perché il ct Mancini non lo ha convocato per le amichevoli della Nazionale.

Toccherà dunque di nuovo a Felipe Anderson, che trova nella Juve la sua bestia nera: affrontata 13 volte, 0 vittorie, 0 gol e 0 assist. Il nuovo Pipe cercherà di infrangere anche questo tabù con Pedro e uno fra Cancellieri e Romero.

Dovrà pensarci Milinkovic a prendere per mano la Lazio e a far passare ai tifosi un felice Natale. Anche in caso di sconfitta, la Lazio arriverebbe alla sosta comunque in zona Champions, ma Sergej deve dimostrare che ora ha in mente solo la Lazio e che al mondiale ci penserà da domani. Oggi potrebbe esserci un nuovo contatto tra il suo agente Kezman e la Juventus, ma in ogni caso Milinkovic stasera non tradirà la Lazio e cercherà il gol come l’ultima volta. Luis Alberto spera nel posto da titolare, potrebbe essere la sua ultima dal primo minuto prima dell’addio a gennaio.

Per quanto riguarda la difesa, Radu e Hysaj ci saranno anche se ieri avevano ancora la febbre. Senza di loro, Marusic sarebbe rimasto l’unico terzino disponibile e i ruoli da coprire sono due. Sarri si prepara al peggio, ma può anche sorridere perché la Lazio ha imparato a vincere “di corto muso”, per citare il suo avversario di stasera: Casale e Romagnoli reggono l’urto, Provedel fa il suo, e sono già arrivati al nono clean sheet stagionale (proprio come la Juve). L’unico gol fuori casa l’hanno subito dalla Samp, da Gabbiadini al 92′.

Il Messaggero

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Juventus-Lazio, sfida fra le miglior difese. E solo il Napoli concede meno tiri in porta…

Allegri contro Sarri è anche la partita della tattica. Due degli allenatori più quotati del nostro campionato, capaci di incidere in maniera consistente sulle rispettive squadre. Nella fase difensiva Juventus e Lazio, in questa stagione, sono quasi sovrapponibili: i bianconeri hanno la miglior difesa, con appena 7 gol subiti, la Lazio ne ha preso uno in più. Questo anche perché entrambe concedono pochissimo: la squadra di Sarri fin qui ha subito solo 41 tiri in porta dagli avversari, quella di Allegri 42. In tutta la Serie A solo il Napoli ha concesso meno conclusioni nello specchio (40). Curiosamente la Lazio, pur avendo calciato appena 150 volte verso la porta degli avversari (terzo peggior valore del campionato dopo Lecce e Sampdoria), ha il terzo miglior attacco con 26 gol segnati. La media realizzativa è quindi altissima (una rete ogni 5,7 conclusioni). Per questo, contro una difesa come quella juventina, le assenze di Zaccagni e Immobile pesano particolarmente.

Corriere della Sera

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Juventus-Lazio: la squadra che avrà più giocatori ai Mondiali contro quella che ne avrà meno. Sarà un fattore?

Un estremo contro l’altro. Juventus e Lazio vivranno la pausa dovuta ai Mondiali in maniera completamente diversa. La Juventus è infatti la squadra italiana che avrà più giocatori impegnati in Qatar (ben 11, ma Alex Sandro stasera è squalificato e non ci sarà), mentre la Lazio è la società, fra quelle principali del nostro campionato, che ne vedrà partire di meno (solo Milinkovic e Vecino che rappresenteranno Serbia e Uruguay). Nemmeno l’Inter, la seconda più rappresentata (7 convocazioni fra i nerazzurri), si avvicina in tal senso alla Juve. Anche questo, a una settimana dall’inizio del torneo, può incidere.

Corriere della Sera

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Lazio, 9 partite su 14 senza subire reti: è record con la Juventus

In tutto lo scorso campionato la Lazio aveva tenuto la porta inviolata per appena 9 partite: di cui 7 nelle ultime 19 giornate, quando evidentemente gli insegnamenti di Sarri avevano iniziato ad attecchire. Mentre sono bastati 14 incontri, in questo 2022-23, per arrivare agli stessi 9 clean sheet con cui la Lazio detiene il record stagionale insieme proprio alla Juventus, l’avversaria di domani. La striscia bianconera, ancora aperta: 5 vittorie consecutive senza subire gol. Quella biancoceleste: 7 vittorie, un pari e un ko negli ultimi 9 incontri con 8 clean sheet, unica macchia l’1-3 con la Salernitana. Con 7 gol subiti (3 Szczesny, 4 Perin) la Juventus ha la miglior difesa del campionato; la Lazio, con gli 8 presi da Provedel, ha la seconda; tutte le altre sono in doppia cifra, a cominciare dalle 10 reti incassate dal Napoli. Nei 5 campionati top d’Europa ha fatto meglio solo il Barcellona: 5 reti subite e 11 clean sheet per Ter Stegen.

La Lazio ha subìto solo un gol finora fuori casa, quello di Gabbiadini per l’1-1 della Sampdoria al 92’. Nelle ultime 4 trasferte – derby compreso – ha tenuto la porta inviolata; in tutta la sua storia solo una volta è arrivata a 5, nel 1997-98, quando Marchegiani stabilì con 745 minuti il record laziale di imbattibilità (casa-fuori, ovviamente). Un primato difficilissimo da eguagliare, quei 5 clean sheet esterni consecutivi, contro una Juventus che alla Lazio segna sempre da 10 anni: 53 gol, addirittura, in 28 partite fra campionato e coppe, dopo uno 0-0 del 17 novembre 2012 a Torino. Corriere della Sera

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Milinkovic, l’agente a Roma: la Lazio prepara l’offerta

Di certo a guidare la squadra ci sarà Milinkovic, in uno stadio dove lo vorrebbero vedere i tifosi di casa. Anche di questo parlerà con Lotito l’agente Kezman, arrivato nella Capitale e per il quale sarà determinante l’intermediazione di Tare. Le manovre per il rinnovo sono già cominciate col club pronto a mettere sul piatto 5 milioni. Nel pomeriggio di ieri Sergej era regolarmente con la squadra a Formello. Sono cominciate le prove tattiche in ottica Juventus con un Immobile su di giri, anche se Mancini non lo ha chiamato per le amichevoli dell’Italia con Albania e Austria. Seduta completata in gruppo per Ciro, anche la partitella con tanto di gol, ma schierarlo dal 1’ resta un azzardo per Sarri. Il Messaggero

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Juventus-Lazio, esame di grandezza tra le più solide del campionato

Ecco l’esame di maturità per sentirsi grandi sul serio. Davanti alla Lazio c’è solo il Napoli, ma Sarri frena: “La classifica non significa nulla adesso”. Il Comandante aveva avvertito fin dal principio sui pericoli con Salernitana e Monza. Ora però c’è la Juventus, domani allo Stadium, e non serviranno avvertimenti. Dopo un inizio col singhiozzo la squadra di Allegri ha ripreso a macinare punti con cinque vittorie di fila senza prendere gol e risalendo fino al quarto posto. Due lunghezze e due gradini sopra però c’è la Lazio, rifiorita dalle ceneri dell’eliminazione dall’Europa League e di nuovo lanciata con tanto di vittoria nel derby e col Monza, guarda caso con altri due clean sheet. Senza l’apporto di Immobile è stato determinante mantenere una difesa granitica che resta tra le migliori d’Europa con 8 gol subiti e seconda proprio alla Juve in Serie A (7). All’Allianz Stadium andrà in scena la sfida della solidità anche perché entrambe finora hanno totalizzato ben 9 porte inviolate, meno solamente del Barcellona (11) nei 5 campionati top. Ritmi record che nella storia dei biancocelesti non si vedevano dalla stagione 73/74 con Maestrelli in panchina. Un altro obiettivo sarà quello di chiudere imbattuti in trasferta in questo inizio di campionato. Mentre in Europa la media punti della Lazio con Sarri è horror (0,7), l’ultimo ko in Serie A è arrivato il 20 marzo scorso nel derby perso 3-0. Da lì nessuna sconfitta, trend da confermare nella vecchia tana del Comandante che la Lazio sa già come espugnare. Il Messaggero