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“Piedi a terra ed immediato riscatto”, Lotito tiene a rapporto la Lazio

Fermati prima del volo: «Piedi per terra e immediato riscatto». Ieri Lotito ha fatto partire la Lazio da Roma con 40 minuti di ritardo, ha tenuto tutti a rapporto a Formello. Giusto riflettere ancora sul ko contro la Salernitana all’Olimpico, stasera in Europa a Rotterdam ci si gioca tanto. E Sarri è tesissimo, forse per quel vecchio ricordo nel 2017, quando al de Kuip il suo Napoli venne eliminato (sconfitta per 2-1) dalla Champions: «Anche questa è una partita da dentro o fuori, in un girone terribile come quello del Tottenham in questa edizione della Champions. Giocheremo per vincere, arrivare primi e passare il turno. Sono già venuto in questo stadio (50mila spettatori, 700 laziali, tutto esaurito, ndr), sarà un inferno. E se fai i calcoli sullo 0-0, non ne esci vivo». Poco importa che basti appena un punto contro il Feyenoord per passare il turno: con un successo arriverebbe anche la qualificazione diretta agli ottavi, salvo nell’improbabile caso in cui lo Sturm stasera trionfasse ad Herning, addirittura con 4 gol di scarto. È comunque cruciale, questo step, nella stagione della Lazio, sia dal punto di vista sportivo (a febbraio due partite in meno con una delle terribili retrocesse dalla Champions) sia sotto il profilo economico, con altri 3 milioni (per un totale di quasi 11 sinora) a bilancio. Lotito aveva tuonato alla vigilia del penultimo incontro: «Il mercato passa anche dall’Europa e dalle competizioni che affronteremo. Con Sarri decideremo il da farsi per gennaio, ma deve uscire qualcuno». È il concetto ribadito dal patron al tecnico nel vertice di sabato scorso. Con l’indice di liquidità rialzato da Gravina a 0,8, non ci sarebbe possibilità di prendere al momento né uno fra Parisi e Valeri né quel Rafa Silva del Benfica, sogno indicato da Maurizio per l’attacco. Il Messaggero

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Europa, un primo posto che vale 10 milioni

La Lazio può chiudere il girone d’Europa League ad almeno 10 milioni di euro. Lo si legge su Repubblica, secondo cui giovedì in caso di vittoria ci sarebbero premi Uefa per 3 milioni: 630 mila per i tre punti, 1,1 milioni per il primo posto nel gruppo e 1,2 milioni per gli ottavi centrati. Una somma che andrebbe ad aggiungersi ai 7,610 milioni già incassati nella competizione, “senza contare il market pool (da calcolare a fine torneo) e la vendita dei biglietti.

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Sarri e “la partita che entra un pò nell’anima”

Altro che i 16 gradi con rovesci di Rotterdam. Nonostante il prossimo impegno sia contro il Feyenoord, Sarri è già in clima derby e ancora se ne rammarica. Il Comandante ci ha provato a resistere, ma alla fine non ce l’ha fatta e per pensare troppo alla stracittadina ha pure perso Milinkovic. «Tornassi indietro lo metterei titolare. Ogni volta che ho provato a fare i calcoli alla fine è sempre venuto fuori un casino», questa l’ammissione in conferenza del tecnico della Lazio che rimbomba tuttora a Formello. Se anche un allenatore concentrato al dettaglio su ogni singolo avversario si mette a pensare così in anticipo al derby, allora si tratta dav- vero di una partita differente: «Raramente avevo fatto scelte di questo tipo, ma questa gara ti entra un po’ nell’anima».

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Sarri ci ha sempre provato a prendere le distanze dall’euforia cittadina dichiarandolo anche pubblicamente: «Arrivare prima della Roma in classifica? Questa città merita due squadre forti. Basta con questo approccio provinciale. Il derby sarà sempre sentito, è la partita dell’anno, ma bisogna iniziare a pensare in maniera diversa». Un messaggio chiaro quello dello scorso 7 maggio, ma allo stesso un tempo un bluff svelato una settimana dopo con la certezza di aver chiuso davanti ai giallo- rossi al quinto posto: «Io rappresento un popolo e gli devo rispetto». Pensieri contrastanti per un tecnico che ormai alla Lazio ci si è legato fino a ragionare più col cuore che la testa, ma solo raramente. A Formello ha ritrovato il divertimento di allenare, primo tassello per puntare a quell’«utopia» che gli permette sempre di migliorarsi, ma adesso è il momento di fare sul serio. Il ko con la Salernitana è arrivato nel modo peggiore. La squadra stava dimostrando di riuscire a vincere anche senza Immobile, ma con i granata anziché spiccare il volo c’è stato un passo indietro con l’aggravante della squalifica di Milinkovic per il derby, ufficializzata ieri dal Giudice Sportivo.

Un forfait da incubo nella mente del Comandante, rimasto sconvolto dai precedenti senza Sergej e Ciro. In sette gare la Lazio ha portato a casa solamente una vittoria e un pareggio a fronte di cinque sconfitte, quattro delle quali in Europa League. L’insegnamento di domenica però è quello di non guardare troppo avanti, anche perché almeno il serbo domani ci sarà a Rotterdam e proprio da lì dovrà ripartire la corsa della Lazio. Con la strigliata dell’Olimpico il Comandante ha voluto stimolare i suoi calciatori perché adesso in ballo ci sarà una larga fetta di stagione. Guai perciò a gettare al vento quanto di buono fatto finora. Il Messaggero

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Lazio, una sola vittoria nelle ultime 15 trasferte europee. E intanto Immobile continua a sperare per il derby

La matematica applicata al calcio, ma solo per esorcizzare i brutti pensieri. La Lazio giocherà domani (ore 18:45) a Rotterdam contro il Feyenoord. In palio c’è il primo posto nel girone di Europa League che può valere fino a 2,930 milioni di euro (1,100 per il primato e 1,200 per gli ottavi conquistati e 0,630 per il successo). La partita però va affrontata tenendo conto di alcune difficoltà oggettive e dei precedenti non particolarmente incoraggianti dei biancocelesti in campo internazionale. L’assenza di Immobile pesa, specie in una gara da dentro o fuori (la squadra di Sarri si qualifica anche in caso di pareggio, ma con la contemporanea vittoria dello Sturm Graz sarebbe seconda e dovrebbe affrontare una delle retrocesse dalla Champions). Da quando è a Roma, Immobile ha saltato sette trasferte europee, nelle quali la Lazio non è mai riuscita a vincere. In tutto sono ben cinque sconfitte e due pareggi, per un totale di 13 gol subiti e 7 realizzati. Non solo, però, perché senza il capitano i biancocelesti soffrono di più, ma anche con lui si fa parecchia fatica. Nelle ultime 15 trasferte (con o senza il numero 17 in campo) sono arrivate 9 sconfitte, 5 pareggi e una sola vittoria (per un totale di 25 gol presi e 13 fatti). Per andare avanti in Europa (non solo di un turno…) serve un cambio di rotta netto. A partire dalla gara in uno stadio caldo come quello del Feyenoord, che ha la certezza di superare il girone solo in caso di vittoria con più di un gol di scarto. Ad accompagnare la Lazio a Rotterdam (dove i biancocelesti pareggiarono 0-0 con il Feyenoord nel 2000 in Champions, vincendo 2-1 nel 1978 con doppietta di Giordano nella Coppa d’Estate) ci saranno circa 700 tifosi. Ieri intanto a Formello si è allenato con il resto del gruppo Patric, che ha recuperato dall’infiammazione al collaterale del ginocchio. Verrà convocato per la trasferta olandese, potrebbe anche partire titolare al posto di Romagnoli, per permettere all’ex rossonero di riposare in vista del derby. Accanto a lui uno fra Gila (favorito, sempre titolare in coppa) e Casale (che invece in campo internazionale ha giocato appena otto minuti con il Midtjylland).

Continua invece a filtrare ottimismo per Immobile: se non ci saranno rallentamenti nel programma di recupero si sottoporrà a nuovi esami fra giovedì e (più probabilmente) venerdì, per valutarne la disponibilità per il derby. Le percentuali di un suo utilizzo restano basse, ma Sarri spera di poterlo aggregare alla squadra per permettergli di stare vicino ai compagni anche durante la partita. Sfruttandolo, eventualmente, per qualche minuto. Ma solo se ciò non comporterà rischi eccessivi. In Olanda non si dovrà però ripetere l’errore commesso con la Salernitana, con la testa già rivolta al derby. Perché le assenze di Milinkovic (al derby) e Immobile (in Olanda), oltre alle difficoltà della Lazio in trasferta in coppa sono già un handicap significativo. E nel calcio non funziona come in matematica: meno e meno non fa più. O almeno non sempre.

Corriere della Sera

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Luis Alberto torni a fare il Mago. Al derby serve lui

Serve lui. Serve la sua magia. Serve la sua classe. Sarri lo aveva invocato già prima della partita con la Salernitana e Luis Alberto ha risposto solo in parte. “Si porta dietro ancora questo fastidio all’anca – aveva spiegato il tecnico -. Secondo me è ancora troppo condizionato per andare in campo. Spero di vedere cose diverse nei prossimi giorni, anche perché domenica ne avrei tanto bisogno”. Effettivamente lo ha schierato titolare e lui ha servito l’assist a Zaccagni per il gol dell’1-0. Inoltre è sua anche la palla che poi Pedro spedisce contro il palo sullo 0-0. Nel secondo tempo però Luis Alberto è evaporato in fretta. Prima che l’allenatore lo togliesse il Mago aveva perso due palloni pericolosi, che avevano permesso alla Salernitana di ripartire. Al suo posto è entrato Milinkovic che poi però si è fatto ammonire, venendo così squalificato per il derby. Giovedì a Rotterdam Luis Alberto dovrebbe ancora partire dalla panchina, proprio per non rischiarlo in vista della sfida con la Roma. Non sta ancora bene al 100% (altrimenti non sarebbe uscito nella gara con i campani e probabilmente Milinkovic non sarebbe entrato) e non deve essere spremuto. Perché nella stracittadina senza Milinkovic (sicuramente) e Immobile (probabilmente), deve essere lui a caricarsi la squadra sulle spalle.

LA SITUAZIONE – Contro la Salernitana ha servito il suo primo assist in questo campionato (il 47esimo da quando gioca in Serie A). Nelle precedenti tre partite Sarri lo aveva sempre lasciato in panchina, in due occasioni (contro Atalanta e Midtjylland) senza nemmeno farlo entrare. In questa stagione ha giocato appena 8 partite su 17 dal primo minuto, pochi per i suoi standard. In campionato non è mai rimasto in campo dall’inizio alla fine (in Europa è invece accaduto in due occasioni). Anche questo è poco per i suoi standard. Lui però, benché avrebbe voglia di giocare di più, si sta sforzando e prova a mettersi al servizio della squadra. Contro Inter, Verona e Fiorentina ha segnato entrando a gara in corso, capendo che nel calcio moderno spesso la differenza la fa chi subentra.

PRECEDENTI Contro la Roma ha già segnato 3 gol (solo alla Fiorentina ne ha fatti di più). Ha sempre segnato nei derby d’andata. La Lazio ha bisogno che si ripeta anche questa volta. Dalla Spagna continuano a rimbalzare voci relative a un suo possibile ritorno al Siviglia. Il direttore sportivo Monchi (ex Roma…) si starebbe convincendo. Nella scorsa finestra di mercato la madre di Luis Alberto aveva chiesto alla società andalusa di riportare a casa il figlio. Non è successo. La prossima estate se ne potrebbe riparlare. Anche Sampaoli sembra avallare l’operazione. Ora però Luis Alberto ha bisogno di serenità. Deve recuperare dal dolore all’anca e mettersi nei panni del leader tecnico. Con la Lazio ha segnato gol pesanti (oltre a quelli nei derby anche quello nella Supercoppa vinta contro la Juventus nel 2019) e servito assist fondamentali. In campo c’erano però sempre anche Milinkovic e/o Immobile ad aiutarlo. Gente con cui gioca ormai da anni. Questa volta dovrà raffinare l’intesa con Zaccagni, Pedro e Felipe Anderson. Gente comunque di qualità e spessore. Due su tre hanno anche già colpito al derby. Proprio come Luis Alberto. Domenica contro la Roma serve lui. Serve la sua magia. Serve la sua classe. Per sopperire alle assenze di Milinkovic e Immobile. E per aiutare la Lazio a rialzarsi dopo la brutta e inaspettata caduta con la Salernitana.

Gazzetta dello Sport

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Lazio senza capitano e sergente: la prima volta per Sarri

Una volta, una sola su 240 partite, la Lazio ha dovuto rinunciare contemporaneamente in campionato a Immobile e Milinkovic, come succederà nel derby a meno di un miracoloso recupero di Ciro. In Europa no, è successo in 6 occasioni, ma quasi sempre perché Inzaghi preferiva lasciarli a riposo, magari perché la Lazio era già qualificata come nel 2017-18 dopo le 4 vittorie iniziali nel girone di EL; solo in una di quelle 6 partite, persa 1-0 all’Olimpico contro il Siviglia nei sedicesimi di finale di EL nel 2018-19, erano entrambi infortunati.

Invece in serie A, dove da quando giocano insieme (2016-17) hanno segnato ben 206 gol, 156 il centravanti e 50 il sergente, è capitato solo il 23 maggio 2021, proprio nell’ultima partita di Inzaghi sulla panchina della Lazio: Immobile aveva la febbre, Milinkovic era stato operato al naso, a Reggio Emilia il Sassuolo vinse 2-0, un ko ininfluente perché il 6° posto era già in cassaforte insieme alla qualificazione europea. Per Sarri, domenica, sarà (sarebbe?) la prima volta. CorriereDellaSera

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Feyenoord-Roma, crocevia Lazio: Sarri valuta il ritiro a Formello

Aria tesa in casa Lazio, dopo la sconfitta casalinga in casa con la Salernitana. Sarri ha strigliato la squadra e valutato l’ipotesi del ritiro, ma l’imperativo sarà solo uno: vietato portarsi dietro gli strascichi di domenica. Anche per questo il comandante sta valutando se tenere la squadra in ritiro a Formello dopo il ritorno da Rotterdam, previsto direttamente per venerdì pomeriggio. A riportarlo è Il Messaggero.

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Ora tocca alla fantasia di Luis Alberto trascinare la Lazio

Il danno è stato quasi peggiore del risultato che inchioda la Lazio a quota 24 punti, raggiunta dall’Inter, staccata di nuovo dall’Atalanta e con il possibile sorpasso della Roma. Milinkovic salterà il derby. Un bel problema per Sarri considerando lo spessore, la personalità e la fisicità del gioiello serbo, in grado di orientare il destino della Lazio ancora più di Immobile. Sergej giocherà a Rotterdam con il Feyenoord, ma avrebbe giocato lo stesso in Europa League: a maggior ragione non ci saranno dubbi sul suo impiego nella partita decisiva del girone. Il tecnico semmai dovrà riflettere su come sostituirlo con la Roma. Non ci sono incertezze sull’utilizzo di Vecino e Cataldi. Luis Alberto, è probabile, completerà la linea mediana e bisognerà aggrapparsi alla sua fantasia, ai suoi colpi, alla voglia di tornare a correre e sprintare come non gli riesce da qualche settimana. Ieri è stato decisivo, lanciando a rete Zaccagni, per il gol dell’illusione: 49 assist in Serie A, il migliore in Italia dal 2016/17 (era appena arrivato), eguagliando Papu Gomez, ex Atalanta. Il Mago non giocava dallo 0-0 con l’Udinese, quando era entrato in corsa: due panchine con Atalanta e Midtjylland. Si era allenato poco e male, frenato da una contusione all’anca. Avrà una settimana di tempo per prepararsi bene e trascinare la Lazio nel derby. Corriere dello Sport

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Milinkovic, la frase rubata in campo spiega tutto

Milinkovic voleva giocare dall’inizio. Non è abituato a entrare dalla panchina, fa fatica a trovare il ritmo giusto. Sarri, invece, si è pentito della scelta iniziale. Tornando indietro, non lo lascerebbe fuori dai titolari. «Tanto quello che decidi a tavolino viene stravolto dal campo» ha bofonchiato nella notte dell’Olimpico senza trovare conforto o giustificazione. Lo aveva spiegato più volte in relazione al turnover. Guai farsi condizionare dai calcoli. Neppure ha sposato l’idea che sarebbe stato meglio tenere il gioiello serbo fuori per 90 minuti. Un discorso senza senso. Sotto di un gol, doveva entrare per forza nel tentativo di riequilibrare il risultato. Nessuno peraltro poteva mettere nel conto cosa sarebbe successo in campo, a meno che non si vogliano tirare fuori altri ragionamenti e allora bisognerebbe cambiare mestiere. Il cartellino giallo, guardando e riguardando le immagini, è assurdo. Non trova alibi e attenuanti, perché Sergej era in possesso di palla e il movimento congruo rispetto all’intervento di Bronn. Stava correndo, cercava un naturale appoggio a terra, non voleva schiacciare il piede del difensore tunisino, ex Metz.

Le proteste

Manganiello neppure ha fatto finire l’azione: ha cercato Sergej e ha sventolato l’ammonizione, immaginando di aver visto un intervento volontario (neanche nei film) e con il piede a martello. Il Var non poteva intervenire per ribaltare la decisione arbitrale. Addio derby. L’Olimpico si è imbelvito all’istante, come tutta la Lazio. Milinkovic si è avvicinato all’arbitro, ha protestato, come se non stesse aspettando altro e solo il primo contatto per ammonirlo. Si è interpretato meglio il labiale quando Sergej ne stava parlando con Candreva. «Avevo io il pallone, come fa a essere fallo?» ha chiesto all’ex laziale, eversore di Provedel e autore di un pallonetto che ha cambiato la partita oltre a lanciare la Salernitana verso la tripletta. Corriere dello Sport

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Vertice Sarri-Lotito: il tecnico insiste per uno tra Parisi e Valeri. Rafa Silva il sogno

Sabato c’è stato un nuovo vertice SarriLotito per parlare delle prossime scelte di mercato: il tecnico biancoceleste torna invocare uno fra Parisi e Valeri come terzino sinistro e, dopo quanto accaduto in attacco, di nuovo un vice-Ciro. Sarri in settimana è rimasto stregato da Rafa Silva, seconda punta del Benfica, che ha punito la Juve con una doppietta in Champions. Non è un attaccante vero, ma come rinforzo preferisce un centravanti più tecnico (in estate sognava Raspadori) con il fiuto del gol: il 29enne portoghese ha abbandonato la Nazionale, vanta 7 centri e 5 assist in questo avvio, ma è in scadenza nel 2024 e ora potrebbe costare meno nonostante la trattativa per il rinnovo. Anche lui è un sogno, anche perché Lotito, senza uscite (c’è sempre Luis Alberto in bilico), non è disposto ad accontentarlo a gennaio. Il Messaggero