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Lazio, la rivoluzione a Formello prosegue. Ed il canale va in chiaro…

A breve sui vostri teleschermi, ci siamo. Lazio Style Channel sbarca finalmente su Sky in chiaro. Tutti i laziali potranno godersi i contenuti esclusivi, non più solo a pagamento. La data, prevista inizialmente per il 1 ottobre, può slittare di qualche giorno, ma adesso non c’è più nessun dubbio. Gli studi sono pronti, il responsabile della comunicazione, Roberto Rao, sta limando ogni dettaglio. La società NVP ha fornito tutto il materiale tecnico. Ieri sera c’è stata una riunione a Formello: dopo quasi un mese è tornato Lotito, appena eletto al Senato. Il patron punta anche a un ruolo nel Governo, ma non inserirà nessuna nuova figura nella Lazio per sostituirlo. In Molise ha visto due gare a casa degli elettori, non si è perso niente di quest’avvio. Ora però è il momento di chiudere i lavori da 6 milioni nel centro sportivo e proseguire la rivoluzione messa in atto già in estate, non solo sul mercato. A breve ci sarà un vertice con Sarri anche sulla sessione di gennaio. Occhio all’eventuale uscita di Maximiano, in entrata il tecnico invoca un terzino sinistro: «Se ne riparlerà in inverno», aveva promesso Lotito, una volta sfumato quel Reguillon ancora ai box. Il Messaggero

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Doppio Lotito: ieri in Lega, oggi a Formello e l’ufficio a Campobasso

Claudio Lotito è tornato. Dopo l’elezione in Senato nella circoscrizione del Molise alle recenti politiche, ieri il presidente della Lazio, come riportato dal Corriere dello Sport, è tornato in Lega e tra oggi e domani sarà di nuovo a Formello.

Il numero 1 biancoceleste non ha intenzione di mollare nulla tanto che ha intenzione di aprire un ufficio a Campobasso: il doppio ruolo pesa ma Lotito ha promesso di non abbandonare la sua Lazio: Sarri potrà continuare a contare su di lui come puntualmente successo in estate.

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“Quel posto è mio”, ora Cataldi sta mantenendo la promessa

Zitto, zitto, è diventato un caposaldo. Cataldi è polmoni e cuore della Lazio. Anzi, laziale e romano, è l’unico prodotto del vivaio. Sarri lo ha rilanciato, ma il resto lo ha fatto Danilo. Sarà quella passione per i Lego, ma a 28 anni ha proprio ricostruito il suo futuro. Povero Marcos Antonio, acquistato in estate dallo Shakhtar per essere il nuovo titolare, Cataldi non gli ha lasciato scampo: «Quel posto è mio». Aveva rinunciato alle vacanze pur di farsi trovare pronto in ritiro ad Auronzo. Alimentazione e allenamento, nel giardino di casa un piccolo orto per mangiare ancor più sano e una palestra per irrobustire il fisico. I risultati si vedono: Cataldi oggi sembra davvero un altro, più maturo dopo un anno di rodaggio ad alternarsi con Leiva in mezzo al campo. Aveva solo bisogno di fiducia, Simone Inzaghi lo aveva relegato in un angolo. Il regista ora vuole sfruttare questo momento d’oro. Non esce più, se non per difendere la sua Lazio. Il giudice sportivo lo aveva bloccato per un’espressione blasfema nel tunnel degli spogliatoi, dopo il ko contro il Napoli all’Olimpico. Club in silenzio, Danilo era invece furioso per il gol-non gol di Kim, si stava sfogando per il rigore non concesso su Lazzari con il proprio addetto agli arbitri Gabriele, è stato punito. Lui è così, d’impeto, generoso: nel recente passato ha persino contribuito all’intervento di un ex ragazzo delle giovanili, fermato da un crack al ginocchio, senza mai pubblicizzarlo. Capitano senza fascia, anche se Pioli gliel’aveva stretta al braccio anni fa. Perché Cataldi sente più di chiunque altro la responsabilità della maglia che indossa, l’ha trasmessa alla sua famiglia. Crede nella provvidenza: il figlio Tommy è nato il 6 maggio 2019, una settimana prima della finale di coppa Italia vinta contro l’Atalanta. Adesso il bimbo è sempre con mamma Elisa in tribuna, scende sul prato dell’Olimpico col completino a fine gara. Come Immobile, Danilo ormai è un aiuto pure per la società: ha chiamato Romagnoli tutti i giorni per convincerlo a tornare a casa.

Ora c’è un leader per reparto, Cataldi è quello della mediana, lo schermo davanti alla difesa, la testa: 6 gare su 6 in cui è stato a disposizione in campionato, a cui vanno aggiunte le 2 partite di Europa League contro Feyenoord e Midtjylland. Dopo la batosta in Danimarca, Cataldi decisivo anche in ritiro a Piacenza. Ha suonato la riscossa, lui stesso si è ripreso la scena a Cremona: è stato il calciatore che ha percorso la distanza maggiore (12,539 chilometri) nei 90’ allo Zini, davanti a Felipe Anderson e Sernicola. Dinamismo e qualità, concentrazione e intelligenza, Danilo è il primo in classifica della Lazio anche per il numero di possessi riconquistati (7), ha l’81% dei passaggi riusciti, 17 li ha giocati verso la porta. A fine primo tempo ha intercettato sulla trequarti il rinvio di Radu, l’ha rispedito in due tocchi a Immobile in area: da lì è nato il 3-0 di Milinkovicche ha fatto partire i titoli di coda. Come l’idolo Roger Federer, con un piede al posto della racchetta. Nessuna intenzione di fermarsi proprio adesso che ha fatto lo scatto di mentalità. Lo scaramantico Danilo ha indovinato gli scarpini portafortuna, grigi con una sfumatura rossa. Al termine dell’ultima partita in casa, li aveva donati a una fondazione, salvo riprenderseli e scambiarli con un altro paio, dopo non averci dormito una notte intera. Insonne anche quella della prima convocazione dell’Italia e dell’esordio a Empoli nel 2016 contro il Liechtenstein. Con questa crescita, Cataldi spera di riprendersi l’azzurro, anche se Mancini lo ha chiamato una sola volta sinora. Calma, silenzio, prima o poi il sudore premia. Intanto la bandiera biancoceleste Cataldi sventolerà anche domenica contro lo Spezia. 

Il Messaggero

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Immobile-Lazzari, il giorno della risposte

In attesa di una risposta. La Lazio aspetta i risultati degli accertamenti ai quali si è sottoposto Ciro Immobile per capire se il capitano sarà a disposizione domenica contro lo Spezia. Il problema al bicipite femorale destro non è ancora superato, ma Sarri mantiene una flebile speranza di recuperare il suo bomber (l’unico giocatore offensivo della Serie A a non aver saltato nemmeno un minuto in campionato insieme alla punta dei liguri Nzola) in extremis. Nella giornata di oggi è prevista doppia seduta, e dovrebbe tornare in campo Milinkovic (ieri assente per un permesso). Rientreranno in gruppo anche Vecino, Gila e Hysaj, gli ultimi nazionali a tornare dai rispettivi impegni. Secondo giorno di fila con i compagni per Patric, che tutta la scorsa settimana si è invece allenato in disparte. Resta indisponibile Casale, potrebbe rientrare nei convocati Lazzari, ma difficilmente il tecnico deciderà di rischiarlo. Arrivano invece buone risposte da Pedro, che per tutta la settimana non ha mai lamentato fastidi alle caviglie che invece gli avevano dato noie nel recente passato. Resta infine favorito Felipe (su Cancellieri) per il ruolo di finto 9 in caso di forfait di Immobile. Oggi alle 15 conferenza stampa di presentazione della partita della pace, alla quale presenzieranno il capitano biancoceleste e il presidente Lotito.

Corriere della Sera

Lazzari vuole provarci, sta facendo di tutto per scendere in campo domenica. Dalla lesione di primo grado al bicipite della coscia destra, rimediato durante Lazio-Verona, sono passate poco più di due settimane, sarebbe un recupero lampo. Oggi il terzino biancoceleste si sottoporrà ad ulteriori analisi per verificare lo stato della sua guarigione. Sarri dovrà poi scegliere se rischiare, o fare una scelta più conservatrice, dato anche il tour de force che la Lazio si appresta ad affrontare. Ieri Milinkovic non era presente all’allenamento per motivi familiari, si trovava in Serbia, ai funerali della nonna, ma da oggi sarà di nuovo a Roma. Luis Alberto potrebbe partire dal 1′. Oggi Immobile si sottoporrà a nuovi controlli, se il bomber della Lazio sarà del tutto guarito, potrebbe essere presente domenica. Corriere dello Sport

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Milinkovic, unico ed un po’ snobbato. Colpa delle prestazioni in Europa?

Unico. Ma anche un po’ snobbato. Le statistiche raccontano la grandezza di Sergej Milinkovic-Savic, eppure, negli anni, di offerte per il serbo non ne sono arrivate molte. Quasi come se il presidente Claudio Lotito avesse fissato un prezzo troppo alto per cederlo (non ha mai voluto nemmeno ascoltare proposte inferiori agli 80 milioni di euro). I numeri dicono però che di centrocampisti del livello di Milinkovic non ce ne sono. Non nei migliori cinque campionati d’Europa.

Il 21 biancoceleste è infatti riuscito a segnare 20 gol e a servire 23 assist vincenti dalla prima giornata del campionato 2020-21 in poi. Fra Premier League, Serie A, Bundesliga, Liga e Ligue 1 l’unico a tenere questi ritmi è Kevin De Bruyne, che, nello stesso lasso di tempo, con il City ha fatto registrare 22 reti e 26 passaggi decisivi. Per il resto nessun giocatore arriva a 20 in entrambe le statistiche. Nemmeno fra gli attaccanti (compreso Lewandowski, che ha vinto la Scarpa d’Oro nelle due stagioni passate) c’è chi eccelle tanto nei gol quanto negli assist come De Bruyne e Milinkovic.
Per questo, nel corso del tempo, il serbo ha fatto capire più volte alla società biancoceleste di essere pronto al grande salto. Per quanto a Roma si sia sempre trovato benissimo e non abbia mai forzato la cessione, sogna di giocare a livelli più alti.

Ha sempre sperato di partecipare ogni anno alla Champions League (invece vanta appena 7 presenze nella massima competizione internazionale e in Europa League non è mai andato oltre i quarti di finale). Il suo procuratore (l’ex attaccante del Chelsea Mateja Kezman) ha provato a strappare alla Lazio la promessa di liberarlo di fronte a un’offerta congrua, ma le proposte arrivate (di Psg e Milan) non hanno accontentato Lotito. Il Manchester United (pur seguendolo da anni) non ha mai presentato un’offerta, proprio perché non convinto che il giocatore valesse quel tipo di investimento. Colpa probabilmente della percezione che all’estero (dove ci sono i club più ricchi e che quindi sarebbero in grado di prenderlo) hanno del campionato italiano.

Pure il fatto che in campo internazionale Sergej abbia fatto poco però non aiuta: in Europa League non ha mai segnato oltre i sedicesimi di finale (contro il Galatasaray nel 2016), in Champions è rimasto a secco, servendo solo un assist contro il Dortmund. Non abbastanza per giustificare grossi investimenti. Ecco perché, considerando i cinque migliori campionati d’Europa, Milinkovic è unico. Ma anche un po’ snobbato.

Corriere della Sera

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Ciro solo senza rischi. Ma senza di lui i numeri fanno paura…

L’edema al bicipite femorale della coscia destra non è ancora riassorbito. Micro-lesione, la fase embrionale di uno stiramento. Gli esami di lunedì non hanno risolto il dubbio. Lo staff medico della Lazio ha preso tempo. Riposo e terapie. Nuovo appuntamento domani per la risonanza magnetica della possibile verità. Da Formello è trapelato l’orientamento di Sarri. Ciro Immobile giocherà domenica con lo Spezia soltanto se stesse benissimo. La risposta rimane avvolta nell’incertezza per due motivi. Il primo è relativo agli accertamenti clinici: domani dovranno dimostrare che l’edema sia stato riassorbito completamente per concedere il via libera alla ripresa degli allenamenti. Oggi il capitano della Lazio resterà a riposo. Il lavoro di domani (presumibilmente differenziato), di venerdì e sabato dovrà poi convincere i medici in primis che possa essere impiegato all’Olimpico senza alcun tipo di rischio.

Riflessioni

La generosità di Immobile e la sua resistenza agli infortuni sono conosciute. È capace di recuperare in fretta e di scendere in campo in condizioni non perfette. Ci sono i tempi e le possibilità di recuperare. Ciro vuole giocarle tutte, è risaputo. Sarebbe sceso in campo a San Siro contro l’Inghilterra, come lui stesso ha raccontato in zona mista venerdì sera a San Siro, e gli esami disposti dalla Federazione risalivano al giorno prima. Neppure è il caso di forzare i tempi, come ritengono a Formello, dove hanno spinto affinché rientrasse a Roma con un giorno di anticipo per sottoporsi subito alle cure fisioterapiche. Il ragionamento di Sarri verte sul prossimo ciclo terribile di partite, ben 12 tra Serie A ed Europa League, sino al 13 novembre. Accelerare il recupero o rischiare un infortunio, significherebbe pagarne le conseguenze nelle settimane successive. Ecco perché la Lazio procederà con estrema prudenza.

Numeri

Dall’estate 2016, quando era appena stato acquistato dal Siviglia, Ciro ha saltato appena 20 partite di campionato su 235. La Lazio ne ha vinte appena 6, ne ha pareggiate 7 e ne ha perse altrettante. Il conto, considerando Europa League e Coppa Italia, sale a 33 assenze e migliora appena il bilancio complessivo: 13 sconfitte, 10 pareggi, 10 vittorie. La Serie A, senza ricordare i 187 gol realizzati in carriera, dimostra quanto sia decisivo e il peso di Immobile per la Lazio. Restringendo il focus allo scorso campionato, Sarri nel 2021/22 ne ha dovuto fare a meno 7 volte. Ha perso le prime due con Bologna e Juve, ha vinto con Genoa e Venezia, ha pareggiato le altre tre con Udinese fuori (a febbraio), Juve e Verona al rush finale. Corriere dello Sport

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Da quel 6-1 con lo Spezia ad oggi: Sarri e la metamorfosi della Lazio

Ricordate il primo Maurizio Sarri show? Tornate indietro di 13 mesi, proprio a Lazio-Spezia, prima panchina del nuovo tecnico biancoceleste all’Olimpico. Fiera del gol, il 28 agosto 2021, finì con un rocambolesco 6-1. Spregiudicata, la creatura originaria di Maurizio sembrava talmente sicura di sé da concedere all’avversario persino il lusso di una rete di vantaggio. Come la settimana prima a Empoli, all’esordio. L’approccio era quasi Zemaniano, la fase difensiva ancorata al vecchio 3-5-2 di Simone Inzaghi, l’equilibrio fra i reparti un miraggio. I tifosi però non chiedevano altro che gioco, erano abbagliati dalla bellezza di quella Lazio. Pagata però troppe volte (vedi BolognaVerona e non solo) a caro prezzo, nel girone d’andata del campionato passato. Il baricentro così alto e gli attacchi con la difesa oltre il centrocampo non reggevano. Sarri pian piano è tornato indietro, così è ricominciata la scalata sino al quinto posto. Dalla fine del girone di Europa League, in 21 giornate, la Lazio è riuscita a tenere un ritmo da Champions, con una media punti di 1,86, 2,05 gol fatti e 1,24 subiti a incontro.

LA METAMORFOSI – Nel mezzo del cammino, è iniziato un nuovo percorso. Un giocattolo perfezionato poi con il mercato estivo. Adesso Sarriconsidera molto di più il turnover, ha utilizzato 20 giocatori in questo primo scorcio. Così in sette giornate di Serie A, la media punti (2 esatti) e quella dei gol subiti (0,71) fanno capire davvero il cambiamento e il salto. Sarri in un anno ha trasformato la Lazio, ha plasmato il materiale in suo possesso: «Non posso ricreare il Napoli con una squadra che ha altre caratteristiche e non ha quel palleggio». Allora si riparte da dietro: l’attuale seconda miglior difesa della serie A ha subito sette gol in meno (5) con un baricentro nettamente più basso e guardingo; nei primi 30’ la porta di Provedelè rimasta inviolata perché c’è solidità in mezzo e maggiore concentrazione dal fischio d’inizio. Il possesso palla ha una media di 27’14’’ a incontro: in quel Lazio-Spezia del 28 agosto era schizzato addirittura al 55’8’’, il doppio. Se il tiki-taka diventa sterile però non ha alcun senso. Ecco altre vie per arrivare al risultato, senza cadere negli sbagli del passato: il 4-0 dello Zini è un esempio, nonostante i 18 tiri subiti, 10 nello specchio. I biancocelesti ora sanno soffrire e versare lo champagne a piccole dosi, al momento giusto: hanno realizzato sì due gol in meno (13 a 15) e, più in generale, vantanouna media di 1,86 reti, più bassa rispetto all’anno scorso. Ma la potenza dell’attacco è nulla senza il controllo. Felipe Anderson e Zaccagni segnano meno (3 reti in due), ma si sacrificano molto di più, fanno avanti e indietro.Il Messaggero

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Romero, c’è un Pedro Neto bis da evitare

La Lazio rischia di perdere Luka Romero a parametro zero. L’allarme è scattato da qualche settimana, a novembre il ragazzo argentino compirà 18 anni e potrà accordarsi con qualsiasi squadra. O meglio, al momento, la trattativa per fargli rinnovare il contratto che scade il prossimo giugno è ferma. L’agente Ramadani aspetta, sa perfettamente che, se il club di Lotito non agirà nelle prossime settimane, la situazione si complicherà ancora di più di quanto non lo sia già adesso. Del resto il giovane è seguito da tanti club europei, è entrato nella lista dei 50 migliori talenti della «Next Generation», pubblicata dal giornale inglese «The Guardian». Lo scorso giugno è stato convocato anche dal ct Scaloni per uno stage con l’Argentina con cui ha fatto tutta la trafila nelle giovanili. Sinistro naturale, paragonato per ruolo e movenze a Messi, sta pagando la giovane età e forse i soli centosessantacinque centimetri di altezza (fisicamente deve crescere, pesa solo 64 chilogrammi). In allenamento si impegna tantissimo, qualche senatore è convinto che sia un vero e proprio crack ma Sarri continua a studiarlo senza dagli mai fiducia dall’inizio. Di partite, infatti, ne ha giocata solo una, lo spezzone con la Lazio sotto 5-1 in Danimarca, troppo poco per un giovane che scalpita per avere più spazio.

Per carità, non si può entrare nelle valutazioni tecniche dell’allenatore biancoceleste ma sicuramente se, nelle prossime 12 partite in 43 giorniRomero non sarà impiegato più spesso, la sua situazione contrattuale si complicherebbe ancora di più. Come detto, lo stesso giocatore ha bloccato le proposte di rinnovo pur trovandosi bene nella Capitale anche per i continui attestati di stima dei tifosi dopo quelle poche volte che lo hanno potuto vedere. Un vero peccato, oltre che un suicidio economico per il club se non si riuscirà a trovare una soluzione positiva per entrambe le parti. Il presidente Lotito deve intervenire personalmente per risolvere la questione dopo il caso Pedro Neto, venduto a una cifra alta ma scappato dalla Lazioperché con Inzaghi non vedeva mai il campo. Ora è diventato uno dei giocatori più seguiti della Premier, quindi occhi aperti, l’allarme è scattato al centro sportivo di Formello: non si può perdere un giovane così proprio nella stagione in cui si è cercato di abbassare l’età media della squadra cercando di mettere benzina verde su un gruppo ormai stagionato.Il Tempo

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Lazio-Spezia, Immobile con le liguri si esalta. Ma resta in dubbio. E Cancellieri…

Si prepara il piano B. In attesa di sapere se Ciro Immobile sarà disponibile per la gara di domenica con lo Spezia, Sarri sta ragionando sul tridente da schierare. Nella passata stagione il tecnico scelse di giocare con Pedro falso 9 a novembre, nella gara casalinga persa con la Juve, ma la Lazio finì l’incontro senza tirare in porta. Nelle successive quattro partite saltate dal capitano (Europa League compresa), fu Felipe Anderson a muoversi centralmente, con lo spagnolo spostato a destra e Zaccagni a sinistra (nelle ultime due di campionato partì Cabral punta). Il brasiliano è però riuscito a segnare solo contro l’Udinese. Resta comunque lui il favorito, anche perché Cancellieri è impegnato con la nazionale ed è quindi l’unico fra gli attaccanti in rosa che non si sta allenando a Formello. Si farà però di tutto per recuperare Immobile, che fra oggi e domani si sottoporrà a nuovi esami per vedere se l’edema al bicipite femorale destro si è riassorbito. Fra le squadre affrontate almeno quattro volte in Serie A, il numero 17 biancoceleste vanta più gol che partite contro Spal (9 in 6 sfide), Benevento (6 in 4, ) e proprio lo Spezia (5 in 4). Ciro ha una media di una rete ogni ora giocata contro liguri ed emiliani, e arriva a un centro ogni 57 minuti contro i campani. Lo Spezia, in proporzione, è fra gli avversari che Immobile colpisce più spesso (curiosamente le due squadre alle quali ha segnato di più in A sono le corregionali Sampdoria e Genoa, contre le quali ha esultato rispettivamente 15 e 14 volte). Indipendentemente dalla presenza o meno del capitano, domenica sarà probabilmente la prima partita di Cancellieri contro lo Spezia (mai affrontato nemmeno in Primavera e U18): l’attaccante classe 2002 in questo inizio di stagione ha giocato più da esterno che non da prima punta, ma muovendosi centralmente, ai tempi del Verona, diventò capocannoniere del campionato di Primavera 2 segnando 15 gol in 18 partite (stagione 2020-21). Il livello in Serie A è ovviamente superiore, ma lui la porta la vede. Anche per questo molti tifosi della Lazio, fra le radio e i social, stanno esprimendo diverse perplessità nei confronti del ct Roberto Mancini che ha deciso di convocarlo in nazionale senza però farlo mai giocare. Restare a Formello e allenarsi con Sarri (che nelle scorse settimane ha ammesso che il fatto di schierarlo in due ruoli diversi rallenta la crescita del ragazzo), avrebbe forse giovato di più al calciatore, almeno nel suo percorso in biancoceleste. Per questo il piano B in caso di assenza di Immobile resta quello dell’anno scorso, con Zaccagni, Felipe e Pedro. Ma Sarri spera ancora di avere il capitano a disposizione.

Corriere della Sera

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Cataldi e Patric, i titolari che non ti aspetti

Come due amici, che si vedono nel momento del bisogno. Danilo Cataldi e Patric stanno dando un contributo importante alla stagione della Lazio. E pensare che, fino a qualche tempo fa era difficile immaginarli titolari. Nella passata stagione Leiva e Cataldi si sono alternati (venendo schierati 19 volte a testa dall’inizio in campionato), ma il brasiliano, fra tutte le competizioni, aveva giocato circa 100 minuti in più. Con il suo addio la Lazio ha investito sul suo connazionale Marco Antonio, che per il momento non si è ancora riuscito a imporre. Danilo in questa stagione ha giocato da titolare otto partite su nove, saltando solo quella col Verona (era squalificato). Si è adattato, si è sacrificato, ha imparato a fare il play nella squadra di Sarri. Da che era una promessa del settore giovanile, un talento sul quale società e compagni puntavano a occhi chiusi (tanto che, giovanissimo, prese la fascia di capitano da Radu durante una partita con la Fiorentina), Cataldi col tempo si era perso. I prestiti a Benevento e Genova (sponda rossoblù) non erano stati fortunati, con la tifoseria c’erano state delle incomprensioni. Eppure è sempre rimasto disponibile, ha sempre continuato a lavorare a testa bassa, senza scappare dal problema. Lo ha anzi affrontato e ora si è preso il suo spazio. Con il desiderio, nemmeno troppo nascosto, di rientrare con più frequenza anche nelle convocazioni del ct Roberto Mancini (che lo ha chiamato l’anno scorso ma quando fra gli Azzurri a centrocampo c’erano parecchie defezioni).

Discorso simile per Patric, che, proprio come fatto da Cataldi, ha scalato le gerarchie e si è preso il posto da titolare in difesa. In estate sembrava che nelle gerarchie partisse dietro a Casale (voluto da Sarri), ma lo spagnolo è l’unico, fra i quattro centrali della rosa, che è stato schierato dal primo minuto in tutte e sette le partite di Serie A fin qui disputate. Non era abituato a giocare nella difesa a 4, si impegnato e adattato, conquistando la fiducia del tecnico che a gennaio ne ha bloccato la cessione (era vicino al Valencia). Fatto sta che lo spagnolo (tornato ieri ad allenarsi in gruppo dopo una settimana in cui aveva fatto solo lavoro differenziato) ormai gioca sia sul centro-destra che sul centro-sinistra, dimostrando di essere particolarmente duttile e propenso all’apprendimento. Con l’infortunio di Casale sarà probabilmente chiamato a fare gli straordinari per tutto ottobre (i biancocelesti giocheranno 8 partite, con l’ex Verona che rischia seriamente di tornare a disposizione solo a novembre). In estate ha rinnovato fino al 2027, quando sarà alla Lazio da 12 anni. A lungo è stato poco considerato (in passato venne perfino escluso dalla lista Uefa), ma si è sempre fatto trovare pronto. Proprio come fatto da Cataldi. Proprio come fanno gli amici. Che si vedono nel momento del bisogno.

Gazzetta dello Sport