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Zoff approva la Lazio di Sarri. “Ma serve più continuità”

Di seguito un’intervista a Dino Zoff pubblicata sulla Gazzetta dello Sport

Come valuta la stagione della Lazio?
“Mi sembra buona, c’è poco da dire. Più che altro la cosa che credo sia giusto sottolineare è che ormai la Lazio nella parte alta della classifica non è una sorpresa. Sono anni che i biancocelesti si trovano lì, sono tornati a essere una realtà importante con l’ottimo lavoro della società, di Inzaghi prima e di Sarri ora”.
Quali sono le cose che vanno?
“Innanzitutto il gioco. Sarri inizialmente era criticato ma in realtà i risultati arrivano e la sua mano si vede. Stanno facendo bene anche i soliti noti: Immobile, Milinkovic e Luis Alberto sono importanti. Lo spagnolo incide anche entrando a gara in corso, il che è un segnale importante. E anche dietro direi che rispetto al passato le cose sono migliorate”.
Cosa invece non la convince?
“Serve più continuità. I cali di tensione che si sono visti in questi anni, e recentemente in Danimarca, non sono accettabili. Quella con il Midtyjlland è una sconfitta umiliante. La squadra tenga a mente cosa ha provato al termine di quella partita per non incappare più in serate del genere. Mi sembra però che allenatore e squadra abbiano individuato il problema. Ora va risolto”.

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Lazio, la panchina è corta? Solo 20 giocatori utilizzati da Sarri (nessuno meno in A). Ma…

I conti non tornano. Almeno non del tutto. Già, perché la Lazio, rispetto all’anno scorso, ha allungato la panchina, ma i giocatori utilizzati restano pochi: appena 20. In tutta la Serie A solo lo Spezia (squadra che curiosamente sfiderà i biancocelesti domenica all’Olimpico) ne ha impiegati così pochi. Gli altri 18 club hanno tutti usati un numero di calciatori maggiore. Come è possibile? Anche qua sono i numeri ad aiutare la comprensione: nella scorsa stagione, infatti, le alternative giocavano molto meno di quanto non stiano facendo ora. Akpa Akpro, per esempio, nelle prime 7 giornate dello scorso campionato aveva totalizzato 169 minuti (arrivando a 310 a fine torneo), Vecino, che lo ha sostituito, è già a quota 255. Di fatto gli basta un’altra ora di gioco per pareggiarne l’impiego in 38 giornate. Pure sugli esterni la situazione è simile: nelle prime sette giornate dell’anno passato Felipe Anderson era stato utilizzato per 593 minuti, Zaccagni per 51 e Pedro per 505, ai quali vanno aggiunti i 9 disputati da Luka Romero quando, col mercato ancora aperto, Zaccagni non era ancora approdato a Formello. Quest’anno Felipe è a 518′, l’ex Verona a 502, Pedro a 172, Cancellieri a 68. Le quattro ali avevano giocato 1149 minuti complessivi un anno fa, sono a 1260 nel 2022-23 (mai utilizzato Romero in campionato). La coppia centrale di difesa dell’anno scorso era, inizialmente, formata da Acerbi e Luiz Felipe, che avevano saltato complessivamente solo 104 minuti in due, Patric e Romagnoli hanno invece già riposato più di un’ora in più, dando spazio anche a Casale e Gila. Quindi la panchina non è effettivamente più lunga dal punto di vista numerico, ma Sarri ci si affida di più. Tranne che per Immobile, che in questa edizione della Serie A non è mai uscito dal campo, mentre l’anno passato (quando si alternava con Muriqi) aveva già saltato 114 minuti. A causa dell’assenza di una riserva di ruolo il capitano viene spremuto e, non a caso, i muscoli cominciano a fare male: nella giornata di ieri il numero 17 biancoceleste si è sottoposto agli esami strumentali che confermano che l’edema al bicipite femorale destro non si è ancora riassorbito. L’attaccante verrà controllato nuovamente giovedì, ma per la gara con lo Spezia è a rischio. Se dovesse dare forfait Sarri sposterà uno fra Felipe e Cancellieri al centro. Non giocatori di ruolo. Confermando che i conti della panchina lunga non tornano. Almeno non del tutto.

Corriere della Sera

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Immobile a rischio, Cancellieri sogna il debutto da titolare

Un’altra risonanza, stavolta alla Paideia International Hospital per verificare l’evoluzione dell’edema alla coscia che tormenta Immobile da giovedì pomeriggioCiro non sta bene, deve aspettare almeno fino a venerdì poi si valuterà se rischiarlo domenica contro lo Spezia. Il problema non è grave ma non va sottovalutato, c’è anche un’ipotesi panchina oltre a quella del ritorno in extremis per non lasciare sola la squadra in un momento fondamentale della stagione. In ogni caso Sarri deve cominciare a pensare all’alternativa nel caso per il capitano fosse scelta una linea conservativa. Nella passata stagione, dopo qualche tentativo fallito con Pedro, era stato Felipe Anderson ad agire da punta centrale ma a luglio è stato acquistato Cancellieri per essere il cambio di Ciro. Il giovane ex veronese è reduce da due tribune con l’Italia ma spera di avere finalmente una possibilità di partire dall’inizio dopo tanti spezzoni a gara iniziata.

Saranno loro due a giocarsi il posto con Cancellierifavorito proprio per la scelta fatta la scorsa estateinvestendo quasi nove milioni per acquistare il talento romano. Inoltre, lasciando Felipe Andersonnel suo ruolo naturale sulla fascia il tecnico toscano cambierebbe solo un elemento del suo tridente più collaudato quello che prevede il brasiliano, Ciro e Zaccagni. Mancano ancora cinque giorni allo Spezia, ci sono ancora speranze di recuperare CiroSarristudia le alternative, Cancellieri sogna una domenica da titolare all’Olimpico. Il Tempo

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Gila, è il momento di crescere: oggi in capo con la Spagna U21

Con l’infortunio di Nicolò Casale, Mario Gila verrà impiegato ancora di più da Sarri nei prossimi 30 giorni. Il difensore, arrivato in estate dal Real Madrid (ma giocava col Castilla), avrà modo di mettersi ancor più in mostra e di convincere Sarri a puntare più spesso su di lui anche in futuro. Intanto, dal ritiro della nazionale spagnola U21, si concentra sulla partita che dovrà affrontare contro i pari età della Norvegia. Questo un post pubblicato da Gila sul proprio profilo Instagram in vista della partita della Nazionale spagnola Under 21: “Pronti per la partita di domani contro la Norvegia!“.

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Occasioni fornite, cross, dribbling: Felipe è al centro della Lazio

Quest’estate la Lazio ha cambiato diversi giocatori, ma è riuscita a tenere gli uomini più importanti della rosa. Tra questi c’è anche Felipe Anderson. Il brasiliano svolge un ruolo chiave nello scacchiere di Maurizio Sarri, tant’è che finora ha disputato tutte e 9 le partite giocate dai biancocelesti(7 di campionato e 2 di Europa League).

Lazio, i numeri record di Felipe Anderson

Il dato sulle presenze, tuttavia, non è l’unico a rendere Felipe Anderson un giocatore da record. Come riporta il Corriere dello Sport, infatti, il brasiliano è il biancoceleste che ha creato più occasioni per i compagni (15), che ha fornito più cross su azione (10), che ha effettuato più contrasti (15) e che ha il maggior numero di dribbling riusciti in Serie A (7). Tutto questo lo rende un uomo preziosissimo per Sarri, il quale gli ha sempre dato fiducia e adesso si gode le sue prestazioni.

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Immobile ha saltato 12 delle ultime 13 della Nazionale. Ma la scelta spesso è di Mancini…

Non può stringere i denti per sempre. C’è un dato che riguarda Ciro Immobile che sorprende particolarmente: delle ultime 13 partite della nazionale ne ha giocata solo una (quella contro la Macedonia). Per il resto, ogni volta, ha dovuto alzare bandiera bianca. Difficile sia solo un caso. Possibile, per esempio, che non avendo un’alternativa vera Sarri decida di farlo giocare mentre Mancini, che ha più varietà di scelta, opti per il forfait.
L’8 settembre 2021, l’attaccante napoletano ha saltato la sfida con la Lituania, ma 4 giorni dopo era in campo. A novembre gioca (e segna) contro la Salernitana (il 7), non è a disposizione per le gare con Svizzera (il 12) e Irlanda del Nord (il 15), e si arrende anche per la partita con la Juventus (del 20). Lo scorso 30 settembre si fa male (e viene sostituito dopo 41 minuti) durante la gara con la Lokomotiv Mosca, ma all’uscita dallo stadio assicura di stare bene e che avrebbe giocato sia contro il Bologna (3 ottobre) che contro Spagna e Belgio (6 e 10): salterà tutte e tre le partite. Perché Ciro, trascinato da generosità e ambizione, spesso minimizza i propri problemi fisici per poi rendersi conto solo successivamente di non essere in grado di giocare. Anche per questo però la Lazio sta continuando a riflettere sull’eventualità di intervenire sul mercato a gennaio. Immobile, giocando pure quando è a mezzo servizio, è a rischio stop e i biancocelesti non hanno sostituto pronto. Nei giorni scorsi Sarri ha spiegato in conferenza che “abbiamo bisogno di Cancellieri sia sull’esterno che al posto di Ciro, e questo forse ne rallenta un po’ la crescita”. L’assenza di un secondo centravanti di ruolo, insomma, non penalizza solo Immobile. Altro motivo per il quale intervenire sul mercato è necessario. La Lazio pensa a Caputo con il quale, già in estate, c’era un accordo di massima. L’attaccante della Sampdoria ha un ottimo rapporto con il capitano biancoceleste, e i due sarebbero felici di condividere l’avventura romana. Il club capitolino vorrebbe però prenderlo solo in prestito, preferendo investire su profili più giovani (il bomber blucerchiato ha 35 anni). Una soluzione però va trovata, perché Immobile non può stringere i denti per sempre. Anche se gli viene naturale farlo…

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Lazio, vittorie dalla U14 alla U18. E brilla la stella di Sanà Fernandes: talento classe 2006 portato da Couto

Una stella, accesa da un vecchio amico. In estate la Lazio ha preso Sanà Fernandes, ragazzo classe 2006 svincolatosi dallo Sporting Lisbona. Nato in Guinea-Bissau, ha passaporto portoghese. A Roma è arrivato su segnalazione di Fernando Couto, che con i biancocelesti ha vinto lo scudetto nel 2000. L’ex difensore ha segnalato Fernandes a Lotito in persona (nel primo anno di presidenza Couto faceva ancora parte della rosa) e ai dirigenti del settore giovanile che si sono convinti subito delle qualità del ragazzo.

Esterno molto rapido, dotato di estro e fantasia, Fernandes si è subito trasferito nel convitto che ospita i talenti della Lazio. Pur essendo giovanissimo, Sanà ha le idee chiare sugli obiettivi che vuole centrare: “Sono molto felice di essere alla Lazio, è una delle migliori squadre del mondo – ha detto appena arrivato -. Il mio obiettivo in questa stagione è aiutare la squadra il più possibile, mentre a lungo termine vorrei entrare in Prima Squadra. I tifosi della Lazio possono stare certi che darò sempre il massimo. In campo amo dare spettacolo con dribbling e gol”. Promessa che per il momento ha mantenuto: sabato, con la U18, ha segnato (su rigore, sbagliandone però un altro) contro i pari età della Roma, aiutando i biancocelesti a vincere per 3-0 (successo arrivato in un fine settimana in cui, dalla U14 alla U18, tutte le rappresentative della Lazio hanno trionfato). Sulla fascia è stato una perenne spina nel fianco per Cavacchioli, che non è mai riuscito a contenerlo. Anche con la Primavera, Sanà ha già fatto colpo: contro l’Ascoli ha segnato un gol e servito un assist, dimostrando, seppur da sotto età, di poter dare un contributo importante alla squadra di Sanderra. In questa stagione farà avanti e indietro fra U18 e Primavera, ma, di tanto in tanto, si allenerà anche con la prima squadra, come in occasione della rifinitura che ha preceduto la partita col Midtjylland.LAVORO Pur essendo appena arrivato a Roma, Sanà si è inserito bene nel gruppo. Ragazzo timido e riservato, sta studiando con impegno l’italiano per riuscire a legare ancora di più con i compagni. A Formello sono convinti che possa far bene. Non perché è una stella, accesa da un vecchio amico come Couto, ma perché sta già mettendo in mostra qualità interessanti.

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Dallo Spezia al Mondiale, un mese e mezzo senza sosta

Un mese e mezzo da vivere tutto di un fiato. Senza sosta, sino al mondiale in Qatar. Domenica la Lazioospiterà lo Spezia, il 16 ottobre affronterà l’Udinese e il 30 la Salernitana. Il 10 ottobre Sarri e i suoi, saranno al Franchi per disputare il match con la Fiorentina e poi l’attuale capolista Atalanta il 23 al Gewiss Stadium. Come se non bastasse ci saranno gli impegni europei di mezzo come il viaggio a Graz contro lo Sturm del 6 ottobre, poi il ritorno il giovedì seguente nella Capitale dove il 27 arriverà pure il Midtjylland. Compresso anche novembre, che si aprirà con l’ultima giornata del gruppo F di Europa League a Rotterdam col Feyenoord. Dopodiché si passerà a una full immersion di Serie A con il derby, il Monza in casa e la trasferta allo Stadium con la Juventus.

Nella passata stagione Sarri si è lamentato spesso del poco riposo, ora ci saranno 12 partite in un mese e mezzo, una ogni 3,5 giorni. Casale  salterà minimo 3 o 4 settimane, Sarri spera nel recupero di Lazzari, oggi atteso per ulteriori esami e ancora in corsa per una chance contro lo Spezia smaltendo definitivamente la lesione al flessore destro. Anche Immobile oggi si sottoporrà a ulteriori esami, alla fine rientrato nella Capitale per la contrattura al bicipite femorale. Nel frattempo nel weekend senza prima squadra arrivano l’en plein del settore giovanile con tutte vittorie dall’U18 fino all’U14, compresi due derby. Primo successo pure per la Women con prima gioia per Louise Eriksen. Il Messaggero

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Rientro Immobile, scelta dei medici. Oggi altri esami, obiettivo Spezia

A seguito degli accertamenti clinici a cui Ciro Immobile era stato sottoposto ieri mattina, sembrava che l’attaccante della Lazio poteva partire per Budapest insieme agli Azzurri, ma non avrebbe preso parte al match. L’edema non era ancora del tutto guarito, ma il 17 biancoceleste voleva comunque stare vicino ai compagni, a dimostranza del suo coinvolgimento e della sua vicinanza alla squadra. All’aeroporto di Milano Malpensa ha però salutato compagni e tecnici, la scelta di farlo rientrare a Roma è stata presa di comune accordo dal prof Ferretti e dai medici della Lazio. Lotito non è intervenuto e non ha influenzato la scelta. Oggi Ciro verrà sottoposto ad ulteriori controlli. Corriere dello Sport

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Lazio, il paradosso del calciomercato: gioca chi è costato meno. Segno che si può crescere ancora…

Un paradosso, che può però infondere ottimismo. La Lazio in questa stagione è partita bene: dopo le prime 7 giornate di Serie A ha conquistato 3 punti in più e subito ben sette reti in meno. Un miglioramento che, per il momento, vale alla squadra un avanzamento di due posizioni in classifica (era sesta un anno fa, è quarta ora). Si può sognare, c’è motivo di essere ambiziosi. Eppure non tutti i conti tornano. Già, perché la Lazio sta facendo meglio anche perché aiutata da un mercato finalmente mirato, eppure gli acquisti più costosi (e in molti casi i più attesi) sono quelli che giocano meno (o per niente). Segno che la squadra può crescere ancora se Sarri riuscirà a valorizzare anche i vari Marcos Antonio, Casale e Maximiano e se loro si dimostreranno all’altezza.
Proprio in porta il paradosso più grande: per il portoghese la Lazio ha speso circa 10 milioni, 2 per Provedel. A giocare è però l’ex Spezia, e non soltanto per l’errore di Maximiano contro il Bologna (si fece espellere nei primi minuti), ma perché Sarri è convinto dalla personalità dell’estremo difensore italiano. Fin dai primi allenamenti comanda il reparto senza timidezza, urla ai compagni, li guida. Motivo per il quale per ora il tecnico biancoceleste ha preferito farlo giocare sia in campionato che in coppa. A Casale, pagato poco meno di 10 milioni, Sarri ha preferito per ora Romagnoli (arrivato a parametro zero) e Patric. Perfino Gila (6 milioni) ha giocato più dell’ex Verona che Sarri aveva chiesto già a gennaio. Casale, d’altronde, è abituato a giocare in una difesa con la linea a 3, motivo per il quale è in ritardo nella fase di apprendimento. A rallentarlo ulteriormente ci si è messo anche un problema muscolare (la Lazio fa sapere che gli esami ai quali si è sottoposto “hanno evidenziato una lesione di basso-medio grado a carico della regione adduttoria della coscia sinistra”) che lo terrà fuori almeno un paio di settimane (ma possono diventare 4). Anche Marcos Antonio, il giocatore che più incuriosiva i tifosi, sta trovando poco spazio benché non sia stato pagato poco (9 milioni tutto compreso). Sarri vuole che il centrocampo abbia equilibrio dal punto di vista sia tecnico-tattico che fisico. Per giocare con maggiore continuità quindi il brasiliano dovrà aspettare, per ora il vero rinforzo a centrocampo è stato Vecino (arrivato a zero). Perché la Lazio rispetto all’anno scorso è migliorata, ma ha ancora potenziale inespresso. È il paradosso dell’ultimo mercato, al termine del quale i giocatori più pagati sono quelli che giocano meno.

Corriere della Sera