Categorie
RASSEGNA STAMPA

Casale, non solo l’infortunio: frenata la crescita

Frenata sulla crescita. A Nicolò Casale è stata riscontrata una lesione di basso/medio grado a carico della regione adduttoria della coscia sinistra. Rischia di stare fermo un mese. Non ci voleva, considerando che Sarri aveva chiesto l’acquisto dell’ex Verona già a gennaio, facendolo però giocare, in questo inizio di stagione, meno di Romagnoli, Patric e Gila. Non una mancanza di fiducia, anzi, semplicemente la necessità di far assorbire anche a lui i movimenti della difesa a 4 (col Verona era abituato a giocare a 3). L’infortunio ne rallenta inevitabilmente il processo di apprendimento.

Proprio l’infortunio di Casale può essere l’occasione per Gila di emergere ancora di più. Arrivato in estate dal Real Madrid (ma a parte due spezzoni a campionato finito aveva giocato solo col Castilla), Gila si è messo in mostra tanto da ritagliarsi uno spazio anche nella nazionale spagnola U21 (venerdì haa esordito contro i pari età della Romania, giocando 30 minuti). Non aveva mai trovato spazio nelle altre rappresentative juniores, segno che con la Lazio ha attirato su di sé l’attenzione dei selezionatori. Ora che troverà ancora più spazio potrà confermare di essere pronto al salto di qualità.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Operazione rinnovi, scatto Lazzari

Secondo quando riporta il Corriere dello Sport, c’è aria di rinnovo per Lazzari. Il suo contratto scade nel 2024 e la società si è mossa dopo il mercato per allacciare i primi contatti con lo staff per allungarlo fino al 2027. Appena finito l’impegno delle elezioni, Lotito dovrebbe tornare di corsa a Roma per chiudere l’operazione Lazzari, che compirà 29 anni a fine novembre e la Lazio vuole tenerselo stretto.

Solo a gennaio è stato vicinissimo alla cessione,invece Sarri ha dato una nuova vita calcistica al terzino, facendone il punto fermo della linea a 4. Adesso Lazzari punta l’uomo e dribbla, salta le trincee e garantisce giocate risolutive. Spera di conquistare di nuovo la Nazionale, adesso è di nuovo fermo ai box per uno stiramento.

Lazzari sarà il primo di tanti a cui strappare il rinnovo. Ce ne sono diversi che scadono tra il 2023 e il 2024, tra cui Romero. L’argentino potrà liberarsi a giugno, ma a novembre compirà 18 anni e a quel punto potrà firmare un contratto fino a 5 anni. Sempre a giugno, saluteremo Radu, che ha già annunciato il ritiro, e forse Pedro, che però può far scattare il rinnovo fino al 2024. Nel 2024 scadranno i contratti di Felipe Anderson, che con un rinnovo rimarrà alla Lazio a vita, di Cataldi e di Milinkovic. Mentre Danilo si è promesso per sempre, Lotito vuole tentare l’impossibile e far firmare il rinnovo anche a Sergej, per non perderlo a zero. Corriere dello Sport

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Immobile, pericolosa generosità azzurra. Cancellieri non è ancora pronto per Sarri…

Manna o mannaia, lo dirà la prossima risonanza. Immobile si ferma, ma per il momento non torna a casa. Due giorni fa a Coverciano aveva già sentito tirare i muscoli, ieri ha saltato la sfida contro l’Inghilterra, dopo aver accusato un affaticamento al bicipite femorale della coscia destra. Ora c’è pure un piccolo edema, la Lazio lo implora di rientrare a Roma. Sarri è in ansia, ma Ciro non molla. Soltanto gli esami di oggi a pranzo sveleranno se la contrattura lo costringerà a dare forfait anche per la gara di dopodomani contro l’Ungheria: «Io volevo già giocare – le parole del centravanti in mixed a San Siro ieri sera – e sono ottimista. Se non troveranno nulla sotto l’edema, resterò e mi riprenderò la mia maglia». A differenza di altri, con le valigie in mano alla prima smorfia, il bomber mostra ancora una volta tutto il suo attaccamento alla causa azzurra, ma questa generosità a Formello è già stata pagata cara. Meno di un anno fa, a novembre scorso, Lotito si infuriò con i medici dell’Italia per la gestione del suo polpaccio sinistro, che poi gli fece saltare il big match contro la Juventus, terminato con una sconfitta. Guai a ripetere lo stesso errore, c’è lo Spezia, e poi un tour de force di 11 gare in 40 giorni, subito dopo la sosta.

C’È SOLO CANCELLIERI 

Ha bisogno di riposo, Immobile deve scongiurare il peggio. Con la Lazio si è già spremuto sin troppo. Nove gare su nove giocate in quest’avvio. E non sono passati nemmeno due mesi dalla vigilia di Ferragosto. Fra Europa e campionato, Ciro non ha mai rifiatato: 775’ in campo, nessun altro giocatore di movimento biancoceleste è stato impiegato così tanto. Per intenderci, fra i pali Provedel ha 802’, appena 27’ in più del bomber senza le sue corse avanti e indietro. I fatti lo dimostrano nel concreto, per Sarri Cancellieri è un grande prospetto (ieri fuori dalla lista dei 23 di Mancini insieme al portiere friulano), ma non è ancora pronto a dovere per sostituirlo. Il baby arrivato in prestito il 29 giugno, per un costo di 7 milioni (più 1,5 di premi), è già a bilancio: il riscatto è praticamente obbligatorio. Eppure prosegue il tormentone sul vice-Ciro, anche se Immobile è il primo a non voler un vero alter ego. Ciro vuole giocare sempre, lo dimostra anche in azzurro. C’è chi lancia suggestioni a costo zero (Vydra, Teodorczyk e Sturridge), ma non è in moto alcuna ricerca per gennaio in attacco. Sarri, Immobile e Lotito hanno stretto un patto su un foglio privato già nel mercato estivo. Il Messaggero

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Immobile, oggi novità sulle sue condizioni. L’allarme rosso non suona ma…

Ansia, ma l’allarme rosso non sta suonando. Ciro Immobile si è fermato. Ieri non ha giocato nella partita di Nations League contro l’Inghilterra a causa di un problema muscolare. E a Formello si suda freddo. Già, perché il capitano ha riportato una contrattura al bicipite femorale della coscia destra che lo mette a rischio per la gara con lo Spezia del 2 ottobre. In realtà le prime sensazioni sono positive, tanto che Immobile non ha abbandonato il ritiro della nazionale (a differenza di Tonali). Oggi si sottoporrà agli esami strumentali per capire se l’edema si è riassorbito. Fatto sta però che qualche problemino fisico Immobile ce l’ha: sta giocando tanto (775 minuti fra campionato e coppa, più di qualsiasi altro giocatore offensivo in Italia) e lo spazio per recuperare è poco. I suoi muscoli devono essere tutelati, anche perché per la Lazio è fondamentale che stia bene: nella passata stagione i biancocelesti hanno vinto solo due delle otto partite che ha saltato (perdendone tre), nel 2020-21 si sono imposti solo in Coppa Italia contro il Parma, conquistando appena tre pareggi nelle restanti sei partite che non ha giocato. Da quando, nel 2016, Immobile è stato acquistato dalla Lazio, in nessuna stagione i biancocelesti sono riusciti a far registrare un bilancio positivo fra vittorie e sconfitte nelle partite che l’attuale capitano ha saltato. Questo sia perché Immobile incide tantissimo (non a caso è il giocatore che, nella storia del club, ha segnato più spesso l’1-0), ma anche perché privo di una vera alternativa. E così il problema diventa ancor più serio: non avendo un giocatore che lo possa sostituire, Sarri non lo toglie mai dal campo e lui continua ad accumulare fatica. Non un caso che proprio quella scorsa, quando è stato ceduto Caicedo (l’ultimo suo alter ego realmente preso in considerazione da Inzaghi prima e Sarri ora), sia l’annata nella quale Immobile ha saltato più partite: non potendo riposare si affatica di più e, di conseguenza, incappa più facilmente in qualche problema muscolare. Oggi si saprà se potrà recuperare già per la partita di lunedì con l’Ungheria, o se invece dovrà stare a fermo più a lungo, mettendo a rischio anche la gara con lo Spezia. Non si tratta di nulla di grave, per questo l’allarme rosso a Formello non sta suonando. Ma un po’ d’ansia per i muscoli del capitano c’è.

Corriere della Sera

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Marcos Antonio a lezione da Sarri. Sono i giorni in cui deve emergere

Gli occhi puntati addosso. Un’occasione da sfruttare. Dopo le prime 9 partite stagionali, fra campionato ed Europa League, è arrivata la prima sosta. Fra i giocatori rimasti a Formello (sono 8 i nazionali che in questi giorni non sono a disposizione di Sarri), quello che più di tutti deve sfruttare questi giorni di lavoro è Marcos Antonio. Il centrocampista brasiliano arrivato in estate dallo Shakhtar era, tolto Romagnoli, il giocatore più atteso dai tifosi della Lazio. Pur essendo giovanissimo ha già effettuato partite importanti in Champions League (riuscendo anche a espugnare il Bernabeu), e per filosofia di gioco è uno dei calciatori arrivati a Roma negli ultimi 18 mesi che più si avvicina alle idee di Sarri. Eppure per ora ha trovato poco spazio. Appena 138 minuti sugli 810 totali (Europa League compresa). Solo una volta (contro il Verona, quando Cataldi era squalificato) è partito titolare. Ci si aspettava di più. Ma staff tecnico, compagni e tifosi continuano a credere in lui.

LA SITUAZIONE

In allenamento Marcos Antonio convince. Ha visione, riesce a far girare la palla con rapidità e i movimenti sono spesso giusti. Il problema, come spiegato da Sarri al termine della partita con il Feyenoord, è un altro. “È chiaro che, se gioca lui, poi il centrocampo deve essere di un certo tipo – ha ammesso il tecnico -. Marcos Antonio ha qualità e tecnica, ma a livello fisico deve ancora crescere. Le scelte vanno fatte anche in relazione a questo: gioca quando trovo l’incastro giusto a centrocampo”. L’anno scorso Sarri ha a lungo cercato l’equilibrio per la mediana, e nella prima parte della stagione la difesa è spesso andata in difficoltà proprio perché poco protetta e legata al centrocampo. Ora che l’equilibrio c’è, Sarri non ha intenzione di fare un passo indietro. Ma resta convinto che con Marcos Antonio la squadra possa evolversi.

L’OCCASIONE

Sta al brasiliano sfruttare anche questa settimana di sosta per assimilare meglio le richieste del tecnico e riuscire a riproporne le idee in campo. Deve anche mettere su massa, senza però compromettere la sua agilità, che gli permette di muoversi senza palla e proporre sempre una soluzione di passaggio al compagno che in quel momento è in possesso di palla. Con la Lazio che in questa stagione è partita bene, Marcos Antonio è l’unica nota che si deve ancora accordare. In questi giorni ha gli occhi puntati addosso. Sarri lo osserverà con attenzione. Lui ha un’occasione da sfruttare per ritagliarsi più spazio.

Gazzetta dello Sport

Categorie
RASSEGNA STAMPA

La nuova vita del mago Luis

Luis Alberto non è più un caso, né tantomeno il “germe”: lo spagnolo accetta il suo ruolo, il partire dalla panchina e fare le fiamme in campo. E’ una nuova vita per il numero 10 della Lazio. Partendo dalla panchina, si è ribaltato il punteggio contro il Bologna, segna contro l’Inter contribuendo alla vittoria, contro il Verona lo stesso. Non ha la continuità che aveva con Inzaghi, ma come riserva di lusso forse rende anche di più.

Alla ripresa degli allenamenti a Formello, il Mago è tra i più attivi. Insieme a Sergej sono i tenori di un centrocampo diventato ancor più decisivo in questo inizio di stagione. Ad aiutarli è arrivato Vecino, che ha contribuito con una doppietta alla vittoria in Europa League contro il Feyenoord. Il centrocampo, in questo modo, è a quota 7 gol e 7 assist in tutte le competizioni; numeri replicati solo dal Napoli primo in classifica.

La Lazio punta la Champions e per farlo potrà contare sull’aiuto dei suoi tifosi. Oggi alle 12 chiude la campagna abbonamenti ed è stata superata quota 26mila. Inoltre, Canigiani ha annunciato l’apertura della Curva Sud per la gara contro lo Spezia.

Il Messaggero. 

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Sarrismo, il raccolto dopo la semina: il secondo anno è sempre il migliore

Maurizio Sarri è così: nel primo anno semina, nel secondo raccoglie e brinda. E’ successo già ad Empoli e Napoli, potrebbe succedere anche alla Lazio. Allenando due anni di fila la stessa squadra ha migliorato il piazzamento in classifica o lo score di punti. A Sarri serve tempo. Deve averne per farsi conoscere e trasferire la sua filosofia.

A Empoli nel 2012-13, in Serie B, ottenne 73 punti e il quarto posto. L’anno successivo, sempre nella serie cadetta, conquistò un punto in meno, ma fu promosso in Serie A. Due anni dopo andò al Napoli, in cui il primo anno (2015-16) arrivò al secondo posto con 82 punti, mentre nel secondo arrivò terzo, ma con 86 punti. Al momento, la sua Lazio è quarta alla settima giornata con 14 punti, 3 in più dell’anno scorso in cui era sesta. Un anno fa aveva subito 12 gol, ora 5. E’ l’unica tra le big ad avere il saldo migliore.

Per il Sarrismo un anno zero c’è sempre, lo stesso mister lo aveva annunciato il giorno in cui era arrivato a Formello. Nonostante il crollo in Danimarca in Europa League, Sarri è riuscito a portare la Lazio oltre i suoi limiti, specialmente difensivi. Si lavora sulla tattica e sulla tecnica: i risultati si ottengono insieme alla crescita dei giocatori, vedi Patric, Cataldi, Zaccagni e un Felipe Anderson più concreto. Può succedere anche con i nuovi. Laziopress/Corriere dello Sport

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Milinkovic, prime manovre per il rinnovo

Manovre per il futuro di Milinkovic. Il Corriere dello Sport oggi fa il punto della situazione in casa Lazio, con Lotito che vorrebbe prolungare il contratto del Sergente oltre il 2024 e il procuratore Mateja Kezman che invece aspetta il mondiale per mettere in vetrina il suo gioiello.

Attualmente il serbo guadagno 3,2 milioni, in base all’ultimo prolungamento firmato nel 2019. L’agente del classe ’95 in estate ha mal digerito le esose pretese economiche del patron biancoceleste per trattare un’eventuale cessione. Ora però sa di avere il coltello dalla parte del manico, a poco meno di due anni dalla scadenza e il palcoscenico di Qatar 2022 è un’occasione ghiotta. Il club capitolino, dal canto suo, vuole evitare a tutti i costi di perdere a zero il cartellino del calciatore. Ancor più dopo che ha già versato ulteriori 9 milioni di euro al Genk, per eliminare la clausola della percentuale su una futura rivendita. Per questi motivi, suggerisce sempre il quotidiano, molto presto il tema diventerà molto caldo, anche considerando il prossimo stop al campionato per quasi due mesi.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

La crescita nei numeri: Patric è diventato leader difensivo

Patric è rinato con la cura Sarri. Come riporta Il Corriere dello Sport edizione romana, il difensore, dopo le difficoltà nella linea a 3 di Simone Inzaghi, si è imposto come leader della difesa a 4 della Lazio di Maurizio Sarri.

I numeri certificano una crescita esponenziale. Lo spagnolo è infatti al quarto posto nella classifica di passaggi riusciti in campionato (428), alle spalle di Kim (437), Skriniar (476) e Bremer (476). Per quanto riguarda la rosa della Lazio, Patric  è primo sia per quanto riguarda i palloni giocati (486) che quelli recuperati (46). Terzo giocatore per contrasti (10), dietro Milinkovic e Felipe Anderson, e quarto per duelli aerei vinti. Non ha ancora saltato una partita in Serie A e con Romagnoli forma la coppia centrale della seconda miglior difesa del torneo a pari merito col Napoli (5 gol subiti).

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Zacc, la Lazio la sua nazionale

Deluso per l’Italia, soddisfatto per la Lazio, felice per la vita privata. Non sono bastate le ottime prestazioni con la Lazio per strappare una convocazione dal ct ManciniSarri ha apprezzato la sua disponibilità nel momento del bisogno, come ha fatto a Cremona, raggiungendo i compagni anche con un infortunio appena lasciato alle spalle. Zaccagni si è integrato ormai negli schemi del mister strappando un posto da titolare a Pedro, penalizzato dai continui stop fisici. Il numero 20 della Lazio è molto partecipe anche in fase difensiva, è divenuto un punto fermo dei biancocelesti. La mancata convocazione in Nazionale gli permetterà di recuperare al meglio dal leggero infortunio rimediato in campionato, così da farsi trovare pronto alla ripresa. Il Tempo