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Sarri-Lazio, qualcosa si muove: prove di collaborazione con Tare e agenti a Roma

Eppur qualcosa si muove. Innanzitutto, nelle prove di collaborazione. A Formello, Sarri e Tare tornano a studiare insieme. Giornata di Wyscout, ieri, nelle segrete stanze. Finalmente si va dritti su due colpi per la prossima stagione: ok dell’allenatore ad Alessio Romagnoli, che preme per venire, e stavolta sì del ds al terzino sinistro Emerson Palmieri, già convinto più volte da Maurizio, che riabbraccerebbe volentieri anche Allan – con l’addio di Milinkovic – nella capitale. I sogni in regia del tecnico sono Vitinha e Maxime Lopez, ma ieri l’analisi video si è concentrata su altri parametri zero (Vecino, ma occhio alle occasioni Bernardeschi e Mertens) e alcuni giovani proposti da Tare. Nessun discorso su Casale, che tanto piace a Sarri, ma sul quale già a gennaio si era scatenata una pesante discussione.


CAMPANELLO D’ALLARME


Nessun accenno del tecnico nemmeno al derby alla ripresa. Sarri è ancora furioso per domenica, ma aspetta il rientro di 11 nazionali per parlare e chiedere a tutta la squadra il perché dell’«assenza di reazione in partita». Maurizio è preoccupato anche da alcuni segnali inquietanti arrivati sei giorni prima: molti nello spogliatoio dell’Olimpico si era disinteressati a un confronto acceso avuto dal tecnico con Luis Alberto per la reazione al cambio all’84’ col Venezia. La paura ora è che il patto stretto a gennaio con il gruppo possa avere già qualche crepa. E la Lazio non può proprio permettersi di mollare con otto giornate d’anticipo la rincorsa all’Europa: la qualificazione è fondamentale anche per i problemi futuri legati all’indice di liquidità per il quale Lotito ieri ha proseguito la sua battaglia in Lega.
Dal bilancio dipende pure il rinnovo di Sarri sino al 2025 e il mercato. Non basteranno i soldi di Correa, e nemmeno gli anticipi degli sponsor Binance e Mizuno a sciogliere ogni nodo. Al momento bisogna quindi provare a riprendersi almeno il sesto posto. Ora è di nuovo cruciale il lavoro psicologico di Maurizio, che vuole subito una reazione e deve scongiurare dopo la sosta il contraccolpo psicologico col Sassuolo. Nel frattempo domenica sono già stati avvistati nella capitale sia l’avvocato Pellegrini che il manager Ramadani per capire il destino del tecnico e sistemare con il segretario Calveri una bozza di contratto. Ieri tuttavia mancava Lotito, nei prossimi giorni non sono esclusi più incontri propedeutici all’eventuale prolungamento. Qualcosa si muove, non può finire già a giugno questo progetto.
Alberto Abbate – Il Messaggero

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Lega Serie A, Casini sull’indice di liquidità: “No a forzature o penalizzazioni”

Tutti i Club della Serie A hanno accolto la proposta del neopresidente, Lorenzo Casini, di impegnare la Lega – come già fatto da diverse Società singolarmente – per promuovere la pace e dare sostegno a chi è in difficoltà. È quanto è emerso nel corso della prima Assemblea della Lega Serie A presieduta dal Presidente Lorenzo Casini, che ha ringraziato le Società per quanto fatto finora e ribadito che “la Lega rafforzerà ancora di più l’impegno e lavorerà su tre linee di azione: campagne di ulteriore sensibilizzazione; donazioni e raccolta fondi; progetti specifici di accoglienza, d’intesa con le autorità competenti e le organizzazioni umanitarie”. Nel corso dell’Assemblea, che ha visto la partecipazione di tutte le Società, è stato affrontato il tema delle Licenze sportive nazionali sul quale si è convenuto che proseguirà il lavoro di collaborazione con la FIGC per affinare il documento predisposto nelle scorse settimane. “Resta chiara la posizione delle Associate – ha commentato il Presidente Casini – ossia che bisogna andare verso un sistema ancora più sostenibile, ma senza forzature o ingiuste penalizzazioni. La Lega attiverà un gruppo di lavoro che si dedicherà a questa tematica e non dubito che troveremo una soluzione ragionevole e proporzionata, insieme con la Federazione”. Le prossime settimane saranno dedicate anche alle modifiche statutarie. “Seguirò in prima persona il percorso da qui sino al 20 aprile, parlando direttamente con le Società, non solo in Assemblea, e con la Federazione”, ha detto Casini.

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Ora Sarri deve frenare il rischio crollo pre-rivoluzione: c’è l’Europa da centrare

La Lazio teme il contraccolpo dopo la dura sconfitta nel derby: Sarri sa che la squadra reagisce bene a questo tipo di sconfitto, ma allo stesso tempo, si sa, la stracittadina non è una partita come le altre. Questa sconfitta rischia di rendere vano il percorso di crescita avuto dalla Lazio che l’ha portata anche sopra la stessa Roma e l’Atalanta. Poi il crollo. Riuscirà la Lazio ha rialzarsi? Si teme che il gruppo, anche alla luce dei casi di svincolo a fine stagione, possa aver perso le motivazioni per le restanti gare. Tuttavia c’è ancora l’obiettivo Europa League da “centrare a tutti i costi” come ha detto Sarri. E proprio a quest’ultimo spetta ora il compito di fare da psicologo per rialzare il morale della squadra. La Lazio, al rientro dalla sosta, affronterà il Sassuolo in casa e il Genoa di Blessin. Saranno gli ultimi mesi prima della rivoluzione estiva. Molti i nomi in dubbio, tra Strakosha, Luiz Felipe, Patric e Leiva in scadenza e Milinkovic che potrebbe essere sacrificato. A questi va aggiunta l’incognita legata ad Acerbi, che non vive un buon momento con i tifosi della curva nord e la sua prestazione nel derby è stata criticata. I nomi più caldi per rifare la difesa sono Romagnoli e Casale. La Repubblica.

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Esodo in difesa, sarà rivoluzione: da Carnesecchi a Romagnoli, tutti i nomi…

La dura impresa di ricostruzione della Lazio partirà dal rifacimento della difesa in piena scomposizione. Serviranno uno-due portieri e due-tre centrali considerando l’esodo di giugno. Sarri, aspettando il chiarimento con Lotito, sa già come intervenire, l’ha detto chiaramente in tv: «Ma lo dirò alla società». Per la porta ha sempre indicato Kepa del Chelsea, portiere dai costi proibitivi, come preferito. Ma l’exploit di Marco Carnesecchi della Cremonese, proprietà dell’Atalanta, lo tenta e anche tanto. Ha 21 anni, è il gioiello dell’under 21, il costo è lievitato a 15 milioni in pochi mesi. L’Atalanta ha puntato su Musso e tende sempre a monetizzare cedendo alcuni dei giocatori valorizzati in prestito.

I centrali

Sarri punterebbe su una difesa “tricolore”, con giocatori italiani. Ha dato il via libera per Alessio Romagnoli, 27 anni, in uscita dal Milan. E’ in scadenza, ha ricevuto un’offerta da Lotito e Tare. Ha dato disponibilità, non ha ancora detto sì. E’ innamorato della Lazio, deve decidere se seguire testa o cuore. Può ricevere offerte da top club in lotta per lo scudetto e che giocano la Champions, può anche decidere di sposare la squadra per cui tifa da bambino. Sarri non ha perso di vista Nicolò Casale del Verona, 24 anni, lo aveva indicato a gennaio per rinforzare la difesa. Lo considera utilizzabile da centrale difensivo e da terzino sinistro, varrebbe come doppio colpo. Il Verona, a gennaio, lo valutava 10 milioni cash, qualcosa in più accettando il prestito con obbligo di riscatto. Per Lotito la cifra era esagerata e in ogni caso non poteva sottoscrivere opzioni di riscatto obbligatorie.

Gli scenari

Kepa o Carnesecchi per la porta, senza tralasciare Sergio Rico del PSG, in prestito al Maiorca. Lo spagnolo ha lo stesso procuratore di Luis Alberto e tra la Lazio e la scuderia You First Sports c’è una vecchia alleanza. Blindare la porta è la priorità, costruire attorno una difesa granitica è un’ulteriore urgenza (…) Corriere dello Sport

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Soldi dell’autofinanziamento finiti proprio con un tecnico top: Lotito al bivio epocale

La sconfitta nel derby, la nona in questo campionato e la quinta senza dare segni di esistenza in campo (Milan, Bologna, Verona, Napoli e – appunto – Roma), oltre alle immediate eliminazioni dalla Coppa Italia (altro ko contro Pioli senza alcun tentativo di entrare in competizione) e dall’Europa League (firmata più dal Galatasaray, in picchiata nel campionato turco, che dal Porto dell’ex Conceicao), impongono un’attenta riflessione su quello che sta accadendo nella Lazio senza che il presidente Lotito e i suoi principali collaboratori lancino un segnale, se non altro in difesa del club e del suo allenatore, Maurizio Sarri. Il mutismo biancoceleste è stato assordante anche dopo la clamorosa “smanacciata” con cui Ibanez ha quasi rotto il naso a Milinkovic Savic in piena area: un eventuale rigore, subito dopo l’1-0 di Abraham, avrebbe forse rivitalizzato una squadra completamente assente anche quando avrebbe dovuto alzare il livello delle proteste, mentre Sergej perdeva sangue dal naso e chiedeva il sostegno dei medici. Un dettaglio, certo, in un derby straperso davanti a Mou, ma capace di far capire quanto la Lazio, intesa come entità e non come squadra, sia completamente lontana dalle normali attività di gestione.

Se Lotito si vanta, nel corso della sua estenuante battaglia con il presidente federale Gravina, di aver favorito l’elezione del suo candidato, Lorenzo Casini, alla presidenza della Lega, i tifosi e, forse, lo stesso Sarri, si aspetterebbero qualcosa di diverso a sostegno della Lazio. Magari un mercato più intelligente e competitivo di quello realizzato a gennaio, quando sono stati acquistati due giocatori poco graditi al tecnico (Kamenovic, mai utilizzato, e Cabral, una comparsata a Udine), oppure una difesa degli interessi della squadra dopo il derby, per quel fallo da rigore su Milinkovic; oppure ancora prima, quando il calendario aveva costretto i biancocelesti a giocare alle 12.30 della domenica dopo una partita di Europa League di giovedì notte, salvo essere dirottata al lunedì sera (contro il Venezia) quando dalla Coppa erano già stati sbattuti fuori. La sensazione è che il presidente viaggi da quasi un anno su un percorso diverso da quello della Lazio e, soprattutto, di Maurizio Sarri, che con grande ambizione aveva scelto per sostituire Simone Inzaghi. Abituato a gestire tutto con il fai da te, vivendo alla giornata e senza fare alcuna programmazione, Lotito sembra essere arrivato ad un bivio epocale perché proprio nel momento in cui si è affidato ad un allenatore top, ha finito i soldi dell’autofinanziamento, tanto da essere stato costretto a combattere con l’indice di liquidità prima ad agosto e poi a gennaio. Per dirla molto semplicemente, non c’è più cassa in grado di sostenere una gestione ambiziosa a causa delle operazioni, assolutamente nefaste, realizzate nei mercati precedenti (almeno due) dal ds Tare, che secondo alcune indiscrezioni starebbe addirittura firmando un nuovo contratto pluriennale. Inutile, poi, ricordare quanti giocatori se ne andranno a parametro zero (tra cui titolari come Luiz Felipe e Strakosha) perché il club non li ha accontentati e quanti sono stati prima acquistati a caro prezzo e dopo piazzati in prestito in giro per l’Europa senza alcun futuro: rientreranno tutti a Formello, molti anche con una retrocessione sul groppone, e diventeranno di nuovo esuberi pesantissimi dal punto di vista economico.

Sarri, che sta cercando faticosamente di trasformare una squadra poco adatta alle sue idee (l’anno scorso di questi tempi la Lazio aveva 55 punti e una partita da recuperare, mentre adesso ne ha solo 49 e le rivali per l’Europa sono aumentate), ha bisogno di essere sostenuto in tutto e per tutto. O ci credi o non ci credi, questo deve capire Lotito, che nella cena di Natale sventolò davanti alla squadra un nuovo contratto per Mau che non esisteva e di cui non ha più parlato, almeno fino ad oggi. Tanto da far riflettere Sarri sull’ipotesi di una separazione alla fine della stagione: con che garanzie può ripartire il tecnico, se nemmeno la dolorosa e inevitabile cessione di Milinkovic Savic al miglior offerente potrà sanare i conti, garantendo l’iscrizione al campionato ma anche un mercato di alto livello? Non c’è più solo una questione tecnica da affrontare, quindi vendere talenti come il serbo, Luis Alberto e forse lo stesso Zaccagni per sostituirli con giocatori altrettanto bravi, ma anche economica: se Lotito non può supportare Sarri, lo liberi il prima possibile, per il bene di Mau e della stessa Lazio, che di fronte a un ridimensionamento non può più insistere su un allenatore così esigente.

Alberto Dalla Palma-Corriere dello Sport

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Sarri ha già in mente la sua Lazio, ma Lotito dovrà chiarire se sarà ridimensionamento

“Cosa ci serve per avvicinarci alle prime 4? Leggete la classifica, fate il conto dei punti e vedete quanto siamo distanti… Qualcosa ci manca”. Chiarissimo Maurizio Sarri dopo il derby perso dalla sua Lazio. Il tecnico pensa già al futuro, al mercato, alle scelte che ha in testa. Chiede due nuovi portieri, un titolare e un vice. Gli servono due centrali per ricostruire la difesa e un terzino sinistro. E poi il solito vice Immobile, un nuovo regista e una mezz’ala se partirà un big. La lista è lunga.

Romagnoli in lista, ma bisogna fare i conti

A Formello in estate potrebbe sbarcare Romagnoli a zero. Sarri ha detto sì, ma la trattativa non è chiusa e non è detto che il difensore in uscita dal Milan firmi. La Lazio rimane prigioniera dell’indice di liquidità, negativo per una trentina di milioni. I soldi arrivati dalla cessione di Correa e dagli sponsor (Binance e Mizuno) avrebbero solo attutito il passivo in bilancio. Lotito dovrà essere chiaro con Sarri, se occorrerà o meno un ridimensionamento. Si attende il bilancio semestrale per conoscere i conti. Corrieredellosport.it

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Lotito, prima i conti poi l’incontro: dopo la semestrale la verità sul rinnovo di Sarri

Pausa dal calcio giocato, in casa Lazio c’è fermento negli uffici presidenziali. Il patron Claudio Lotito è pronto a chiudere il bilancio semestrale entro il 31 marzo. Solo a conti fatti incontrerà Maurizio Sarri per parlare di futuro. In ballo c’era il rinnovo, che poi è slittato. Ora la questione è più ingarbugliata: il tecnico chiede garanzie, vuole rilanciare il suo progetto mentre il presidente deve far quadrare i numeri.

Sarri e il rinnovo con la Lazio

Lotito, dopo il comizio di Natale che annunciava il possibile rinnovo dell’allenatore sino al 2025, non ha più ripreso il discorso. Sarri per mesi ha chiesto il rinnovamento della rosa e sarà ancora più determinato a farlo per l’estate. Soprattutto calcolando i giocatori che andranno via in scadenza come Strakosha, Luiz Felipe, Patric e Leiva. Forse Reina senza Europa. Il mercato sarà decisivo per trovare un punto di incontro tra i due. Per l’appuntamento bisognerà chiudere prima il bilancio semestrale. Situazione in divenire, in ballo c’è il futuro della Lazio. Corrieredellosport.it

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Demotivazione e mancata reazione, Lotito e Sarri furiosi: ora evitare il contraccolpo

Il clima in casa Lazio è pesante, sicuramente non dei migliori. Dopo il derby perso malamente 3-0, Sarri e Lotito sono furiosi con il gruppo che è sembrato demotivato, ma soprattutto incapace di reagire. L’Europa League resta un obiettivo da centrare a otto partite dal termine del campionato, ma in estate sarà rivoluzione. Il tecnico dovrà decidere il suo futuro, con o senza rinnovo del contratto, però adesso c’è da evitare il contraccolpo di una stracittadina che ha visto i rivali di sempre dominare. A riportarlo è Il Messaggero.

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Lotito, così non basta più

Il 19 luglio saranno 18 anni di gestione Lotito, giusto farsi delle domande su una delle presidenze più lunghe della storia del club. Premessa d’obbligo: i meriti del numero uno biancoceleste vanno ribaditi. Il bilancio risanato quando solo un visionario sarebbe stato in grado di salvare la società dal fallimento, sei trofei conquistati, altre finali disputate, una presenza stabile in Europa League con qualche fugace apparizione in Champions. Dal punto di vista dei rapporti con i tifosi gli errori iniziali con successive correzioni condite da iniziative straordinarie (maglia bandiera e aquila Olympia su tutte) hanno aperto ferite che alla lunga si stanno rivelando insanabili. Aver tralasciato il settore giovanile, aver perso tanti riferimenti sul territorio della città hanno fatto perdere una percentuale di tifosi e creato una disaffezione preoccupante. Questo è il quadro, al di là delle posizioni tra i lotitiani oltranzisti e gli antilotitiani spesso troppo critici. In mezzo c’è la Lazio e soprattutto il suo futuro perché negli ultimi due anni sembra che l’effetto Lotito si sia perso. Con idee e intuizioni geniali si riusciva a compensare i pochi denari disponibili ma appare chiaro che, senza investimenti, si può vivere a buoni livelli ma non alzare l’asticella. Ora nessuno chiede al presidente Lotito di lottare per lo scudetto però avere l’indice di liquidità bloccato nelle ultime due sessioni di mercato per venti milioni di passivo è un segnale che c’è bisogno di fare di più. La cessione dei big non può essere l’unica via d’uscita per sistemare il bilancio. Oltretutto la Lazio è attesa da una rifondazione a giugno con tanti senatori che andranno in pensione e altri giocatori che hanno scelto di lasciare Roma: senza un aumento di capitale appare un’utopia il miglioramento della squadra. Inutile sperare in aperture di Lotito per l’ingresso di nuovi soci ma i tifosi chiedono a gran voce di rivedere il modo di agire. È necessario rischiare, spendere di più, a costo di indebitarsi come fanno gli altri se non ci si vuole rassegnare a un futuro incerto. Il Tempo

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Fumo, nervi e pre-tattica: Sarri tra Lazzari e Patric, Mou con Zaniolo in panchina

La strategia pre-derby tra Roma e Lazio è iniziata con il torello delle conferenze stampa: Mourinho la programma alle 19:30, Sarri lo emula, poi anticipa alle 19 e l’altro lo imita. Il piatto forte i due allenatori se lo terranno per le 18 di oggi. Il laziale punterà sull’apriscatole Lazzari e su PedroMourinho teme una nuova vendetta dell’ex e prepara l’asso nella manica: lasciare fuori Zaniolo per scatenarlo nel secondo tempo. Lo Special One deve dosare le energie, visto che mentre la Roma si giocava la qualificazione in Conference League la Lazio ha potuto riposarsi. “Noi abbiamo dovuto giocare tutti, la Lazio era sul divano a fumare con Sarri“, aveva detto MourinhoSarri ha risposto: “Non fumo più“. Fino a oggi almeno. La Repubblica