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SERIE A

Inter-Venezia a rischio: altri 10 positivi al Covid tra i lagunari

A forte rischio la sfida di campionato tra Inter e Venezia in programma sabato alle 18 al Meazza. Sale infatti a 14 il conto dei positivi nel gruppo squadra dei lagunari. Attraverso una nota ufficiale, infatti, il club veneto ha annuncio che “oltre ai casi fatti registrare in data 15 gennaio, durante i test eseguiti quotidianamente dal gruppo squadra negli ultimi giorni, sono emerse 10 positività al Covid 19. In totale sono quindi 14 i positivi nel gruppo squadra. Informate le autorità sanitarie competenti, i tesserati sono stati prontamente posti in isolamento secondo le attuali normative e seguiranno le procedure previste dal protocollo sanitario”.

Erano infatti 4 i calciatori positivi prima del match contro l’Empoli. Ora, però, è scoppiato un vero e proprio focolaio che mette a serio rischio il regolare svolgimento della partita contro i campioni d’Italia. Sarà dunque determinante vedere il numero di calciatori positivi che, secondo le prime indiscrezioni sarebbero otto. Nell’ultimo protocollo della Figc, si è fissata a 9 la soglia massima (35% di 25 giocatori) per poter rinviare la partita con l’intervento dell’Asl, pertanto basta un solo altro positivo tra i calciatori e la partita del Meazza verrà rinviata (i nerazzurri dovranno già recuperare la sfida contro il Bologna della 20ª giornata).

Corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (Repubblica): “La Lazio si muove seguendo le indicazioni di Sarri. La vera rivoluzione in estate” (AUDIO)

Giulio Cardone (Repubblica) a ‘QUELLI CHE…’: “Tutto quel che sta facendo la Lazio è legato alle linee guida di Sarri. Dalle parole del Ds oggi, si evince questo, secondo me. Al termine del primo anno di Sarri – da agosto ad agosto – il tecnico avrà 10 giocatori nuovi. 5 Arrivati la scorsa estate, altri 5 che arriveranno entro la prossima. La Lazio rispetto alle altre società ha meno liquidità, non mi aspetto grandi cose – a questo punto – nel mese di gennaio. Da giugno sarà rivoluzione. Fare plusvalenze- vere – è la voce fondamentale per migliorare l’indice di liquidità, queste vanno realizzate correttamente, secondo le regole”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Dalla Palma: “Frizioni Tare-Sarri sembrano evidenti”. E su Milinkovic… (AUDIO)

Alberto Dalla Palma (CorSport) a ‘QUELLI CHE…’: “Accogliamo le parole di Tare, le ascoltiamo, ma qualche frizione con Sarri c’è stata sicuramente. Ha confermato che seguiranno le indicazioni di Sarri e che la Lazio compra solo quando si vende. L’unico modo di sbloccare il mercato estivo sarà la cessione di Milinkovic-Savic, che per la Lazio è una sorta di assegno in bianco. Plusvalenze? Esclusi i big, mi sembra che da Vavro a Muriqi, sarà difficile realizzarne. Capitolo rinnovi? Secondo me c’è stata una sottovalutazione dei casi (Luiz Felipe, ndr). Per una società che si autogestisce perdere dei giocatori a zero è una mazzata colossale. Non stanno in piedi gli esempi Kessie e Donnarumma, il Milan avrà sempre modo di fare mercato, mentre per la Lazio vendere è una necessità“.

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RASSEGNA STAMPA

Tare: “Con Sarri rapporto onesto e diretto. C’è un patto sul mercato…”

 Il ds biancoceleste chiarisce le dichiarazioni nel pre partita di Coppa Italia contro l’Udinese.Come riportato da La RepubblicaTare spiega la frase che ha sorpreso l’ambiente biancoceleste: «Sarri non ha chiesto rinforzi».«Il concetto che volevo esprimere – dice a Repubblica – era molto semplice: con Sarri c’è un progetto condiviso e lo dimostrano anche le sue dichiarazioni, correttissime, dopo la partita con l’Udinese. Il mister sa che, se riusciremo a sbloccare l’indice di liquidità e ci saranno le giuste condizioni, si potrà fare qualche operazione per migliorare la squadra in base alle sue indicazioni e la società ne sarebbe felice, altrimenti siamo d’accordo per una serie d’innesti in estate per continuare a rendere la rosa funzionale alle sue idee. Negli ultimi tempi ho sentito tante chiacchiere sul mio rapporto con Sarri: volevo sottolineare che è ottimo, molto onesto e diretto, all’interno del quale ognuno esprime il proprio pensiero. Io e il mister abbiamo lo stesso obiettivo: fare il massimo per la Lazio»

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DICHIARAZIONI

Gravina: “Nazionale, pandemia e riforme; è ora di cambiare il calcio”

L’errore dell’arbitro Serra in Milan-Spezia è un «prezzo del rinnovamento». C’è qualcosa di novecentesco nel racconto di Gabriele Gravina, che ne fa un superstite del riformismo democristiano nell’era dei petrodollari e degli azzardi finanziari. Nessun giudizio è una condanna, e niente è dato una volta per tutte, perché le riforme si fanno con un compromesso virtuoso, o piuttosto non si fanno. E si realizzano a piccoli passi. La transizione che il calcio attraversa richiede realismo e misura. Per questo i ristori ai club sono «una responsabilità», la cattiva gestione «un vizio», il governo «un faro», i playoff «un’opportunità», la Nazionale «un progetto che non si ferma, comunque vada». E la pandemia che cos’è, dopo due anni di slalom tra contagi, divieti e conflitti? «Una montagna che iniziamo a scalare – risponde il presidente della Figc -. Il protocollo sanitario è una vittoria. La soglia del 35 per cento di contagiati ci pone al riparo da divieti difformi delle singole Asl. Non accadrà più che si giochi con undici positivi e si resti bloccati per tre. È una garanzia che il virus non intaccherà d’ora in poi la regolarità della competizione».

Ma dal governo avete qualche garanzia sulla riapertura degli stadi?

«La garanzia è il dialogo istituzionale. Il limite dei cinquemila spettatori è stato un atto di responsabilità. L’auspicio è che, usciti tutti vaccinati dal picco, si torni a una capienza del cento per cento. Il calcio si confermerebbe apripista della sicurezza e della normalità».

Non tutto è andato per il meglio. I contagi di Natale dimostrano che la serie A ha dimenticato troppo presto le bolle e le cautele, non le pare?

«No, al 20 dicembre avevamo un numero di casi inferiore ad altri settori. Il rompete le righe delle vacanze li ha fatti crescere, ma è anche vero che i ragazzi coinvolti si sono negativizzati in pochi giorni».

Il campionato ha perso partite e pubblico. Se i ristori non arrivano?

«Non può accadere. Il calcio traina l’economia, coinvolge dodici settori merceologici diversi, vale una percentuale importante del pil e produce un gettito fiscale di oltre un miliardo. Merita almeno la stessa dignità di settori come cinema e teatro».

Malagò chiede che si valuti l’entità esatta del danno. Condivide?

«I conti li ha già fatti una società di revisione. Manca un miliardo. Si tratta di accordarsi sulle modalità».

Ma il calcio è entrato nella pandemia con quattro miliardi di debiti, e in questi due anni ha continuato a farli. Il Genoa ha licenziato il quinto allenatore in due anni, dopo avergli concesso un triennale da due milioni e mezzo a stagione.

«Il Covid ci ha colto nel pieno di una tensione finanziaria. Ma quei debiti sono stati sempre coperti da finanziamenti infruttiferi e postergati, cioè forme di ricapitalizzazione delle proprietà. Il Genoa a Natale ha versato decine di milioni di capitali freschi. Questo per dire che il calcio ha messo il suo. Però è vero che far crescere i costi mentre i ricavi calano vuol dire mettere a repentaglio il sistema. Questo mi preoccupa quanto lei».

corrieredellosport.it

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DAL MONDO

Da Castore a Mizuno: il punto sul nuovo sponsor tecnico

“Entreremo in Germania, Italia e Spagna seguendo la nostra strategia, pur essendo consapevoli delle sfumature che sono sempre presenti nei mercati locali”. Così Tom Beahon, co-fondatore dello storico brand inglese ‘Castore’. L’obiettivo – dunque – è quello di sbarcare sul mercato del ‘football’ europeo, di affermarsi. Qualche mese fa, il marchio fu accostato alla Lazio. Il club biancoceleste si separerà da Macron al termine della stagione e dovrà selezionare un nuovo sponsor tecnico. Castore sembrava una delle scelte papabili, così come Mizuno – brando che sembra essere favorito sugli altri – secondo le prime indiscrezioni. In Italia si era parlato del Napoli – oltre alla Lazio – ma i partenopei stanno lavorando dalla scorsa estate in sinergia con ‘Emporio Armani’. Nelle prossime settimane dovrebbe esserci l’annuncio, Mizuno sembra – ancora – essere in vantaggio.

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APPROFONDIMENTI

Lazio-Atalanta, Leiva torna titolare dopo 3 mesi in Serie A

Domani sarà già vigilia: Lazio-Atalanta è alle porte. Maurizio Sarri prepara i suoi, nonostante le innumerevoli assenze. Pedro, Basic e – verosimilmente – Zaccagni saranno out per infortunio. Stesso discorso per Acerbi, lungodegente, che potrebbe rivedere il campo per la sfida contro il Porto. Il tecnico di Figline Valdarno sta disegnando la sua formazione, con scelte obbligate. Patric affiancherà Luiz Felipe in difesa – a meno di un clamoroso ripescaggio per Vavro – in attacco potrebbe ‘adattare’ Lazzari e a centrocampo, affiderà la manovra a Lucas Leiva. Il brasiliano non scende in campo dal 1′ dalla gara contro il Verona – al Bentegodi – ma ha giocato praticamente tutte le partite in Europa League (Marsiglia, Lokomotiv e Galatasaray). Sarri lo ha schierato martedì contro l’Udinese, poi l’ha sostituito con Cataldi dopo il primo tempo. Il modo migliore per fargli mettere minuti nelle gambe, per prepararlo in vista di un match fisico e ad alti ritmi come quello contro i bergamaschi. Le chiavi del centrocampo a Lucas quindi, con la consapevolezza di avere risorse estremamente limitate in panchina.

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RASSEGNA STAMPA

Con l’Atalanta con almeno un assente per reparto: Zaccagni sul filo, Sarri studia le alternative

Formazione da inventare contro i nerazzurri di Gasperini, mai battuti all’Olimpico negli ultimi cinque anni. Sarri deve rinunciare a un titolare in ogni reparto. Come riportato da Il Messaggero, la vittoria contro l’Udinese è costata molto alla Lazio, arrivata stremata al 121’. L’impegno è piaciuto talmente tanto al Comandante che ieri ha concesso un giorno di riposo ai propri calciatori.
Sabato sera ci sarà l’Atalanta e iniziano oggi i preparativi per raggiungere la terza vittoria di fila, un exploit finora sconosciuto. Inoltre, Sarri è in piena emergenza e sabato si ritroverà senza almeno un titolare per reparto: out Acerbi (stiramento di secondo grado al flessore della coscia sinistra), CataldiPedro (stiramento di primo grado). In caso di forfait di Zaccagni – contro l’Udinese ha rimediato una distorsione alla caviglia destra al termine della prima frazione che non gli ha permesso di proseguire il match – a Sarri resterebbero come opzioni Lazzari, uno tra Raul Moro e Romero oppure, ultima spiaggia, un cambio modulo mai provato prima. In tutto ciò c’è ancora da attendere per i rientri in gruppo di RaduBasic e Akpa Akpro.  Laziopress.it

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RASSEGNA STAMPA

Quindici milioni per sbloccare l’indice e Lotito non immette denaro fresco: mercato fermo

Ad oggi, servono una quindicina di milioni per sbloccare l’indice di liquidità, il che consentirebbe di tesserare Kamenovic e procedere a un paio di acquisti. A differenza della scorsa estate, Lotito(almeno per adesso) non intende immettere denaro fresco nelle casse biancocelesti, quindi servono cessioni che producano ricavi.
La società è attenta a eventuali offerte per Lazzari e Muriqi, per poi provare ad accontentare Sarri sul vice Immobile e soprattutto sul difensore Casale. Il tecnico in realtà vorrebbe anche un portiere: non è escluso che sabato con l’Atalanta si affidi di nuovo a Reina. Oggi sarà una giornata importante per capire se Zaccagni potrà esserci: l’esterno è alle prese con una distorsione alla caviglia, ma c’è ottimismo sul recupero. Saranno 6 gli indisponibili: Cataldi ( squalificato), BasicRaduPedroAkpa Akpro e André Anderson. La Repubblica

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APPROFONDIMENTI NEWS POLITICA SPORTIVA SERIE A SICUREZZA SOCIETA'

Nuovo protocollo Figc-Covid: stop ai blocchi selvaggi delle ASL

Con nove giocatori positivi al Covid, la squadra verrà bloccata e non potrà disputare la partita. Fino a otto giocatori positivi, si deve giocare.

La Figc di concerto con il Cts (Comitato tecnico scientifico) ha infatti stabilito che la rosa va considerata per tutti di 25 calciatori e su quel numero va calcolato il 35% di positivi.

Le ASL non potranno più arbitrariamente bloccare le squadre, ma lo potranno fare esclusivamente alla nona positività contemporanea accertata.

L’accordo è stato ufficializzato dalla circolare del Ministero della salute.

Alessio Buzzanca