Brinamento riuscito. La difesa della Lazio è finalmente affidabile. Di più: è solida. Ed è arrivata a esserlo da che era quasi in uno stati aeriforme. I dati, in tal senso, sono chiari: nelle ultime 7 stagioni complete (266 partite di Serie A, escludendo quindi le prime 7 del 2022-23) i biancocelesti hanno subito 353 reti, mentre squadre con cui i romani si sono contesi un posto in Champions League ne hanno incassate molte meno: 316 gol l’Atalanta, 307 la Roma, 273 l’Inter 273. Non un caso, probabilmente, che la Lazio, fra le grandi della Serie A, sia quella che in questo lasso di tempo si è qualificata meno di tutti alla Champions League (una volta sola). Ora però la situazione è cambiata. Perché segnare alla squadra di Sarri non è affatto facile. Con 5 reti subite la Lazio ha la seconda miglior difesa del torneo, e, mantenendo la porta inviolata anche domenica con lo Spezia, potrebbe tornare a vincere tre partite di fila a zero in Serie A, cosa che non le riesce dal marzo 2015 (con Pioli in panchina).
CRESCITA – Il miglioramento della difesa però non è improvviso. Già a marzo Sarri diceva che “penso che sia cresciuta la fase difensiva della squadra, non solo i movimenti della linea difensiva”. Al termine della seconda partita del campionato attuale, pareggiata 0-0 in casa del Torino, il tecnico si è sbilanciato ancora di più: “Abbiamo fatto una prova difensiva di squadra di buon livello”. Impensabile un anno fa di questi tempi, quando la Lazio vinceva le prime due partite di campionato subendo gol sia con l’Empoli che con lo Spezia, concedendo anche diverse occasioni agli avversari. Con il recupero di Lazzari (che ieri si è allenato in gruppo in entrambe le sedute) la retroguardia laziale torna a essere quella titolare: Provedel, Lazzari, Romagnoli, Patric e Marusic comporranno la difesa contro lo Spezia (che in trasferta non ha ancora mai segnato). L’obiettivo è quello di mantenere ancora la porta inviolata anche per riscrivere, in tal senso, la storia recente del club: è dal 2010-11 (ai tempi c’era Reja in panchina) che la Lazio non si presentava alla settima giornata avendo incassato appena cinque gol. In quell’occasione però i biancocelesti subirono all’ottava giornata la rete di Matri (all’epoca al Cagliari).
LA STORIA Se Provedel non dovesse quindi raccogliere la palla da dentro il sacco sarebbe il miglior risultato difensivo degli ultimi 12 anni. Addirittura è dalla stagione 2001-02 che, dopo i primi 720 minuti disputati in campionato i biancocelesti non hanno incassato solo 5 gol. All’epoca, fra l’altro, a comporre la linea difensiva c’erano, fra gli altri Nesta, Stam, Mihajlovic, Couto, Pancaro e Favalli. Giocatori che sono diventati leggende del club (soprattutto Nesta che è il capitano più vincente di sempre). Eppure in questa prima parte di campionato la squadra di Sarri ha incontrato avversari di tutto rispetto, anche dal punto di vista offensivo: pochi giorni dopo esser passato all’Olimpico il Napoli ha segnato 4 gol al Liverpool in Champions League, e anche l’Inter di Inzaghi (miglior attacco della passata stagione al quale si è aggiunto Lukaku) ha creato poco contro la Lazio. Segno che dopo anni in cui era il reparto debole la difesa ha fatto un doppio salto di qualità. Passando dall’essere aeriforme all’essere solido. Processo che in chimica si chiama appunto brinamento.
Gazzetta dello Sport